Il nudo artistico in filatelia

 a cura di Marino Cassini

 

 

INTRODUZIONE

 

“Osé e nudità parziale o totale” sono aspetti che è raro trovare accoppiati in documenti ufficiali emessi da uno Stato, tranne in un campo: i francobolli che presentano soggetti maschili o femminili, totalmente nudi o parzialmente coperti, legati al mondo dell’arte

Nel Medioevo la raffigurazione della nudità su dipinti o affreschi veniva considerata blasfema, mentre nel Rinascimento non suscitò alcun problema la presenza di nudi in scultura o pittura, anche in luoghi sacri,  come, ad esempio, gli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina.

Una decisiva svolta avvenne in seguito quando sorsero contrasti religiosi tra cattolici e protestanti, contrasti che furono affrontati dal Concilio di Trento per tentare un risanamento. Le discussioni religiose  affrontarono anche il tema della produzione artistica commissionata dalla Chiesa cattolica a pittori e scultori ai quali i chiedeva un maggior rispetto delle fonti, il bando alle invenzioni gratuite e il bando alla presenza di personaggi maschili e femminili nudi.

Il clima di gioiosa eleganza e di sensuale bellezza, che si era respirato per tutto il periodo rinascimentale, tramontò per lasciare al suo posto un nuovo clima di rigore morale.

Alla fine gli artisti cercarono di non usare eccessivamente il nudo, soprattutto femminile, che, se non scomparve del tutto, risultò più castigato e meno lascivo. E i soggetti mitologici, che neppure scomparvero, furono riservati solo alle opere laiche per la committenza privata.

L’evoluzione dei costumi in merito alla presenza di nudi artistici creò più volte  conflitti con quei pittori che non si adeguavano agli standard prevalenti in quel momento. Addirittura la Chiesa Cattolica Romana giunse ad organizzare la  Campagna della foglia di fico per coprire la nudità nell'arte, presenti  nelle opere  che Michelangelo, l'artista  principe del Rinascimento, aveva eseguito nella Cappella Sistina.

A causa del Giudizio Universale ci fu una pesante disputa tra il Cardinale Carafa e Michelangelo, accusato di immoralità e intollerabile oscenità, perchè aveva dipinto delle figure nude, con i genitali in evidenza, nella più importante chiesa della cristianità. Una campagna di censura (nota appunto come "campagna delle foglie di fico") venne organizzata dal Cardinal Carafa e da Monsignor Sernini (ambasciatore di Mantova) per coprire le oscenità degli affreschi, ricorrendo a tecnica di rifacimento in affresco.

Questo clima “moralistico” durò per tutto il XVII secolo, cominciando a diradarsi agli inizi del Settecento per scomparire definitivamente nel corso del secolo, soprattutto con l’avvento dell’Illuminismo.

In seguito il nudo prese sempre più campo nell’arte rappresentativa, in particolare nella pittura, nella scultura e, dall’Ottocento, nella fotografia, diffondendosi nella raffigurazione di  persone senza indumenti, di solito con stili che distinguevano gli elementi artistici dell'essere nudo senza essere provocatorio.

In particolare nelle arti figurative si operò una distinzione tra  il "nudo artistico" e il "nudo erotico".  Il nudo artistico fu inteso come esaltazione della  bellezza (André Gide, a proposito dei quadri di nudi dipinti da Van Rysselbergh, li definì "nudi igienici”). Il nudo erotico fu inteso come desiderio di mettere in evidenza la sensualità, come, ad esempio, la moda recente di inserire nelle emissioni filateliche di certi Stati immagini dentellate ricavate da fotografie  di attrici  note e meno note o da fotomodelle in pose decisamente erotiche [di tali valori non si è tenuto conto nella nostra ricerca] o addirittura di immagini  macabre.

Chissà come Gide avrebbe definito il francobollo emesso nel 1995 (Y 104) dalle poste slovene riproducente un quadro di Rudy Spaniel, titolato nei cataloghi Europa-Pace e libertà. Forse lo avrebbe catalogato come “nudo macabro”.  

 

Non è, comunque, questo il primo caso in cui ci si può imbattere sfogliando un catalogo.

Poniamo, ad esempio, a confronto i due quadri riprodotti su due francobolli: quello dipinto da Rudy Spaniel (1995) e quello di  Antonio Wiertz,  titolato Deux jeunes filles. La Belle Rosine (1847)  entrambi con personaggi  simili: un corpo umano e uno scheletro.

Il contesto sociale in cui è nato il francobollo del pittore Rudy Spaniel  è spiegato da  Nace Sumi che scrive: “Anche se alcuni paesi europei stanno dedicando i loro francobolli speciali sulla celebrazione del cinquantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento ad una semplice ricostruzione di questi eventi, l'artista ha scelto una rappresentazione simbolica. Come illustrazione della sofferenza e della liberazione dei campi  ha scelto il linguaggio indiretto di immagini basate sulla tradizione storica. Così l' unico evento viene tradotto in memoria durevole. Ha illustrato la vita nelle camere di tortura nazista con l' immagine di una ragazza e di uno scheletro. Le due figure potentemente raffigurano il terribile contrasto, dal momento che un simbolo di morte - uno scheletro - si è posato sul corpo disteso di una giovane ragazza viva. 

L'artista ha cercato il punto di partenza per questo motivo in note raffigurazioni medievali, ad esempio nella danza della morte, che compare anche in una pittura murale istriana. L'idea  è l'immagine in cui un essere umano nelle condizioni più diverse si trasforma e viene equiparato ad uno scheletro”.  Purtroppo il francobollo non reca alcuna indicazione a chi l’osserva, tranne la scritta “60 [il prezzo] e SLOVENIA”. Chi, osservandolo, potrebbe abbinarlo alla celebrazione del cinquantesimo anniversario della liberazione dai campi di concentramento tedeschi?

Sebbene si possa accettare l’interpretazione di Nace Sumi, la raffigurazione del macabro amplesso risulta, comunque,  alquanto choccante. 

Ben diverso è il significato che suggerisce il quadro Deux jeunes filles. La Belle Rosine (1847) in cui il pittore dipinge un confronto tra la Bellezza (il corpo seducente e piacevole della modella, la Rosina viva) e la morte;  tra un corpo vivo e palpitante  e ciò che quel corpo diventerà dopo la morte. 

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Fin dalla preistoria, la rappresentazione del corpo umano fu uno dei maggiori temi dell'arte.  Si pensi alle Veneri steatopigiche  giunte dal passato sino a noi,

La nudità nell'arte, anche quando mostrata pubblicamente, per esempio, in una statua o un dipinto che rappresentano una persona nuda, viene accettata con più facilità rispetto a persone nude in un luogo pubblico dove la nudità non è ammessa.

Dal 1840, quando le poste inglesi emisero il penny nero su cui era raffigurata l’effigie della Regina Vittoria, dovettero trascorrere decenni prima che alle severe e sussiegose immagini di capi di Stato, di figure di re e regine, di importanti personaggi in campo politico, culturale, letterario, scientifico, si affiancassero, dapprima timidamente e poi con sempre maggior prepotenza, nudi di donne e di uomini. Si dovette attendere che una evoluzione mentale permettesse di guardare un nudo sui francobolli sotto una angolazione diversa da quella che non fosse solo quella “sensuale”.

I primi nudi a comparire furono quelli legati all’antropologia, ai viaggi di scoperta in terre selvagge (dove gli indigeni si presentavano agli esploratori/conquistatori completamente nudi o parzialmente coperti), allo sport (Grecia-Olimpiadi) o a personaggi simbolici come ad esempio la serie spagnola emessa il 1 luglio 1873 dalle poste spagnole in cui è raffigurata una donna dal seno nudo, seduta su un trono, raffigurante l’allegoria della Prima Repubblica.

Antropologia, sport, simbolismo erano i motivi addotti per tacitare la pruderie e la  morale dei benpensanti. La censura severa non permetteva altre scelte. Fu comunque facile aggirare l’ostacolo: bastava che l’immagine fosse legata a reperti archeologici (vedi le diverse Veneri di provenienza greco-romana) o a quadri d’autore che era possibile ammirare nel Musei italiani e stranieri.

In Italia il primo nudo maschile parziale apparve nel 1933 (341/4) in occasione dei Giochi Universitari Internazionali di Torino. Il francobollo rappresentava un atleta “parzialmente nudo” in quanto si “riparava” una parte del corpo con un mappamondo. Altri valori seguirono come quello emesso nel 1937 (P.A.102) per il Bimillenario di Augusto. In questo caso si trattava della presenza di una matrona anch’essa parzialmente nuda.

Il primo nudo femminile in filatelia apparve nel 1938 quando le Poste senegalesi emisero una serie di 5 francobolli raffiguranti una donna che porta sulla testa una cesta.

  

 

La serie fu l’antesignana nella diffusione del nudo filatelico e sollevò non poco scandalo in madrepatria. Comunque, per far cadere l’ultimo “velo protettivo” si dovettero ancora attendere molti anni.

...e in Italia?

In Italia il primo nudo maschile parziale apparve nel 1933 (341/4) in occasione dei Giochi Universitari Internazionali di Torino. Il francobollo rappresentava un atleta “parzialmente nudo” in quanto si “riparava” una parte del corpo con un mappamondo. Altri valori seguirono come quello emesso nel 1937 (P.A.102) per il Bimillenario di Augusto. In questo caso si trattava della presenza di una matrona anch’essa parzialmente nuda. Dopo tale emissione nei cataloghi  ci si può imbattere in qualche nudo artistico (pochi in verità) rappresentante ritratti o sculture di noti artisti come Cellini, Canova, Caravaggio Bernini, Michelangelo, Tiziano,  Pollaiolo... Per cui  si può affermare che “il perbenismo morale, la pruderie, la castigatezza affettata” di fronte a dentelli con donne “non velate” è  ancora oggi, in pieno 2000, fonte di reazioni negative. Ed è così.

Nel  2000, in occasione  del V Simposio multidisciplinare sulle malattie del seno, le poste italiane hanno emesso due francobolli col disegno di donne con il seno scoperto, opera delle pittrici Antonella Lucarella Masetti e Cristina Bruscaglia. I due francobolli hanno lasciato il segno in una polemica nazional-internazionale che il giornalista  Giovanni Bosi così commenta: 

L’antefatto sono i dentelli che a partire dal 2000 il Bel Paese (per il quale si potrebbe coniare il claim “Il Buon Paese”) ha dedicato proprio ai tumori al seno: il quinto simposio multidisciplinare dedicato al tema svoltosi quell’anno ha dato la stura a una serie di emissioni che hanno avuto anche dei sovrapprezzi in favore della lotta a questa malattia devastante, anche dal punto di vista psicologico, per le donne: nel 2002 l’occasione è il 50° anniversario della morte della Regina Elena di Savoia, nel 2006 il 28° Congresso internazionale di medicina del lavoro, nel 2010 l’omaggio alla professione infermieristica. Ma è il primo della serie a far parlare molto di sé piuttosto che il nobile intento che sta alla base. E così il “francobollo contro” finisce con l’animare un trasversale “contro il francobollo”.

La polemica si scalda nell’estate 2000: è estate e il topless sulle nostre spiagge ormai è cosa acquisita. Ma per Poste italiane, per carità, basta “tette al vento”. Il velatissimo segnale si coglie guardando la cartolina postale messa in circolazione in quelle settimane per promuovere la filatelia in Italia. Pietra dello scandalo – se cosi si può dire – i due arditi francobolli emessi il 12 febbraio proprio per il Simposio multidisciplinare sulle malattie del seno svoltosi a Roma, che hanno destato più di una remora nei paesi integralisti (l’Iran uno per tutti) e qualche commento sagace nell’Italia dei benpensanti, tanto che alla fine qualche imbarazzo lo hanno dimostrato persino le poste di casa nostra. Non sarebbe infatti dovuto alla casualità se in quella cartolina pro-filatelia la riproduzione di uno dei due francobolli col seno al vento è stata parzialmente oscurata dalla dentellatura di un altro francobollo (quello Prioritario da 1200 lire per la precisione) ritrovatasi a svolgere il compito di pudico velo. Una sorta di discreta censura per evitare ulteriori imbarazzi, tenuto conto che la cartolina postale avrebbe dovuto essere indirizzata anche e soprattutto agli adolescenti candidati collezionisti. Quasi sicuramente non una semplice casualità a giudicare dalle tante e differenti reazioni ai due pur belli e per niente maliziosi francobolli disegnati da Antonella Lucarella Masetti (quello da 800 lire) e da Cristina Bruscaglia (quello da 1000 lire) che si sono registrate all’indomani dell’emissione all’estero e in Italia.

L’integralismo in fondo non esiste solo in quei paesi dove è la religione a dettare le regole. Se ad esempio in Iran in quei mesi si accorgevano che questi francobolli erano stati utilizzati per affrancare missive, le relative buste arrivavano a destinazione soltanto dopo che i funzionari postali avevano completamente annerito con un pennarello quei francobolli, fino a rendere invisibili le caste donne italiane con il seno in mostra.

E in Italia? Beh, quei francobolli non si sono visti neppure pubblicati sul settimanale Famiglia Cristiana, eppure sempre attento e molto puntuale nell’informare i lettori sulle novità filateliche dell’area italiana. Un’altra coincidenza?

Insomma un vero e proprio caso che ha assunto toni imbarazzanti (seppure latenti), ma che evidentemente imbarazzante non può essere considerato. Cosa raffigurano allora di così scabroso i due dentelli? Su quello da 800 lire c’è il ritratto di una donna e, sullo sfondo, un albero su una collina e la luna; su quello da 1000 lire un nudo di giovane donna con una rosa in mano. Tutto qui, anche se l’impatto visivo è notevole per chi non si accorge che i tempi sono cambiati.

In ogni caso sono stati in molti tra i collezionisti ad accogliere con piacere (non nel senso della morbosità) questa emissione, per la qualità grafica dei bozzetti che una volta tanto hanno consentito a due francobolli italiani di far parlare di sé per freschezza e originalità.

Ma è ben noto che le donne succinte sui francobolli non hanno molta fortuna. Basti ricordare quel che accaduto nel 1999 a Trinidad, dove per la terza volta nell’ultimo ventennio una bella ragazza del luogo è tornata ad adornare i dentelli del suo paese natìo, scatenando le femministe. Sul banco degli imputati il valore da un dollaro e venticinque centesimi bollato come “semi pornografico” tanto da guadagnarsi titoli cubitali sul Trinidad Guardian. Il soggetto: Wendy Fitzwilliam, ovvero Miss Universo 1998. Dat veniam corvis, vexat censura columbas diceva Giovenale nelle Satire, ovvero la censura (intesa come critica) “risparmia i corvi e tormenta le colombe.” (da Internet)

 

 Gli Stati più “prolifici”

Tra tutti i temi trattati in filatelia  il nudo artistico rientra fra quelli più “gettonati”. Pochi  sono gli Stati che non hanno emesso almeno un francobollo “osé” - raffigurante la nudità  femminile o maschile -, mentre è possibile elencare gli Stati nei cui cataloghi  i valori sul nudo (legali o meno) abbondano.

Su questo argomento si è espressa la F.I.P (Fedération Internazionale de la  Philatelie). Nella parte iniziale dei Cataloghi  Yvert et Tellier  si legge: “ La F.I.P.  a pris position sur le caractére  de l’émission  d’un certain nombre de timbres qui ne correspondent pas  à l’idée  quelle ce  fait de la Philatelie, émissions désignées  par elle comme  « Emissions abusives” Pour tenir compte de ces  recommandations dans une large mesure, l’attention des collectionneurs est attirée par le signe 

 pour qu’ils puissent juger s’ils ont interet a se rendre acquéreurs  de ces timbres. Les timbres ou séries signalés [col puntino nero]  ne figurent pas dans les albums « Standard ».  Di esse il catalogo si limita a dare una semplice  indicazione:  Anno di emissione, Soggetto, numero/i di catalogo,  prezzo facciale  senza alcuna immagine. Per le immagini si consiglia di consultare Internet.

Comunque, a voler fare un elenco degli Stati in cui il tema è maggiormente presente, tra i  più “prolifici” vi  sono: Ajman,  Austria, Benin, Rep. Centroafricana, Congo,  Comores, Francia, Fujera, Guinea Bissau, Guinea Equatoriale, Manama, Paraguay, Sao Tomé & Principe, Somalia, Ungheria.

L’escalation della tematica del nudo è avvenuta gradualmente. Lente all’inizio, le emissioni si sono recentemente diffuse in alcuni Stati le cui Poste  usano  i valori filatelici come fonte di introiti non indifferente, in particolar modo sfruttando la passione dei collezionisti (specie di quelli legati ad un tema fisso), emettendo oltre i  valori normali anche una infinità di BF (foglietti contenenti uno o più valori, inseriti in una cornice  preziosa e adeguata che mai verranno incollati su una busta!)

Ab uno disce omnes”, recita un motto latino. Prendiamo, dunque, a mo’ d’esempio, la Repubblica Centroafricana.  Il catalogo Yvert e Tellier  “Nouveautés de l’Année. Timbres du Monde  2000” riporta  l’emissione di 69 valori e nessun BF.  Lo stesso catalogo, riferito all’anno 2013, riporta le immagini di  339 valori più 99 BF e tra  essi il genere “nudi” occupa l’11%.

 

“Sobre prefranqueado”  in  Spagna

In questi ultimi anni  le Poste spagnole hanno emesso  numerose buste prepagate  su cui appare, in alto a destra, un francobollo della Zecca Nazionale, prestampato con immagine fissa: Sul lato destro la scritta SOBRE PREFRANQUEADO con a fianco  una foglia con sopra un albero; in alto la scritta Correos. Tariffa A. Espana e, in basso, Envio  Nacional Hasta 20 gr.. La metà a sinistra della busta è occupata da una illustrazione  o da un logo o una immagine Re, Papa, monumenti o  quadri di nudo ecc., scelti e approvati dall’Amministrazione Postale. Ad esempio:

I

l sistema del Prefranqueado  iniziò ufficialmente nel 1988 . Promotore fu l’artista pittore Antonio Mingote che creò una serie di 24 buste con illustrazioni dal Don Chisciotte.  Negli anni successivi  furono stampate buste di formato e tariffe  diverse per la posta interna o con l’estero.

Di tali emissioni  non si trova traccia nei cataloghi da me consultati.

Durante le ricerche  su Internet mi sono, però, imbattuto in un lungo e dettagliato articolo “Pagina de enteros postales di Francisco Manuel QUEROL”, nel quale ripercorrendo gli anni dal 1988 ad oggi l’autore elenca oltre 370 emissioni e nessuna di queste può essere collocata nella ricerca sui nudi artistici.

Ma, navigando su Internet, in particolar modo nel sito  Francobolli>Tematica>Arte> Nudi [Delcampe] ho riscontrato la presenza di centinaia  di Enteros Postales legati al tema della mia ricerca. Si tratta della riproduzione di  quadri che comprendono opere di Raffaello, Rubens, Botticelli, Modigliani, Picasso e innumerevoli altri pittori  che abbracciano il periodo dal 1400 fino ai  moderni illustratori del genere pinup.

Ho attribuito la mancanza di notizie su di essi al fatto che i cataloghi fanno riferimento ai soli valori dentellati, al francobollo tout court  e non alle buste prestampate.  Considerando, però, che tali emissioni, presentando un francobollo prestampato, con tanto di Stato emittente, valore facciale e peso della lettera, a buon diritto dovevano pur far parte del tema della ricerca.

Di tali buste prestampate ho, pertanto, citato l’autore, la  sua biografia e riprodotto, a mo’ di esempio,  uno o due valoril...lasciando ai collezionisti del genere il piacere di ritrovarne altri, consultando il sito www.delcampe.net alla voce  Francobolli>tematica>arte>nudi.

Volendo azzardare una ipotesi, queste emissioni potrebbero essere considerate alla stregua delle “emissions abusives” (vedi  al paragrafo precedente) e , per le loro immagini osé, far parte dei francobolli  “nigro notanda lapillo”... in polemica con André Gide, che li definì "nudi igienici”.

 

CARATTERISTICHE DELLA RICERCA

 

L’idea iniziale di questa ricerca è stata quella di limitarla esclusivamente alla tematica “nudo artistico”  ma nel corso del lavoro la ricerca ha dovuto estendersi a serie in cui il tema era “mescolato” a opere di soggetto diverso. Data, quindi, la difficoltà di estrapolare una sola tematica  si è preferito elencare le serie emesse da uno Stato, dando di esse una panoramica visiva solo di quelle opere legate alla tematica “nudo artistico”.

Ove è stato possibile, sono state elencate anche serie delle quali non tutti i cataloghi standard riportano le illustrazioni. La spiegazione del catalogo Yvert & Tellier precisa: “La Federazione internazionale di Filatelia (F.I.P)  ha preso posizione sul carattere dell’emissione di particolari serie di francobolli che non corrispondono all’idea che la Federazione ha della filatelia: emissioni che la Federazione considera  come “Emissioni abusive”. Per tener conto in larga misura di queste raccomandazioni, l’attenzione dei collezionisti è attirata da un segno (consistente in un tondino nero) affinché il collezionista possa giudicare se acquistarle o meno”.

 

PIANO DEL LAVORO

 

La ricerca è divisa in due parti:

a) Sezione  “illustrata”. STATI – Contiene l’elenco alfabetico degli Stati emittenti con indicazione degli anni in cui i valori furono emessi,  le indicazioni catalografiche (ove possibile),  il nome dell’artista  (pittore, scultore ecc). e la  riproduzione dei valori reperiti. Si tratta di una specie di Museo Filatelico del Nudo, comprendente circa 1500 valori. Ogni artista avrà il suo collegamento alla sezione biografica.

 

b) Sezione biografica. ARTISTI - Elenco e breve biografia di artisti la cui produzione comprende figure di  nudo (mitologico, sacro o profano). 

 

Per le indicazioni catalografiche si fa riferimento ai Cataloghi Yvert & Tellier, Unificato,  Michel.

 

Nota 1 – Molti Stati, oltre a Singoli valori, Blocchi e Foglietti legati ad un solo artista, hanno emesso, anche foglietti intitolati “NUDI FILATELICI”, PITTURE DI NUDI,  MAESTRI DEL NUDO, MUSEO DEL... ., PINACOTECA DI ... IMPRESSIONISTI, SIMBOLISTI, NEOCLASSICISTI, RERAFFAELLITI, BAROCCHI, CUBISTI ecc.., in cui sono compresi quadri di autori diversi. Tali emissioni sovente non offrono la possibilità di reperire l’autore dell’opera in quanto non ne fanno cenno. Ho ritenuto opportuno darne notizia, inserendo tali valori in una unica voce “ANONIMO” nella quale i sono presenti in ordine alfabetico gli Stati emittenti seguiti dall’anno di emissione.

 

Nota 2 -  Poiché quasi tutti gli Stati trattano annualmente  la festa del Natale con soggetti: Madonna con Bambino nudo tra le braccia, angeli anch’essi nudi ecc., data la ripetitività del soggetto, tranne casi eccezionali,  tali valori non sono compresi nella ricerca.

 

Nota 3: Tutte le biografie e le immagini dei valori sono tratte da Internet. 

 

Nota 4. Poiché nei cataloghi non sempre il nome di un autore è precisato correttamente (si è riscontrato che talvolta il nome precede il cognome o viceversa  oppure si presenta con nomi in cui non è possibile distinguere il nome dal cognome (ad  esempio Arturo Aurelio), si è seguito un criterio “enciclopedico” uniforme  e cioè viene indicato: prima il Cognome e poi il Nome.  Purtroppo, con la presenza di patronimici, di  middel-name, di nomi composti, di nomi stranieri (ad esempio cinesi, giapponesi, arabi, indiani, coreani…) di nomi composti, di trascrizioni del nome in modi diversi, si consiglia di cercare l’autore sotto le varie voci della sua identità).

 

 BIBLIOGRAFIA

Catalogo Francobolli. Elenco delle nazioni

Catalogo francobolli. Elenco delle tematiche

Philatelia Net/classic/plits

Stampdile limited-Nudi artistici

Stamps issued by [ stato] on [anno]

[[stato] Stamps catalogue on line

WIKIPEDIA [per i testi biografici]

Enciclopedia TRECCANi

WOPA Stamps International stamps

World new stamps issued from [stato]

WWW. Neophila.com [stati]

[per le immagini]  Sito Internet:  [voce: Francobolli>Tematica>Arte>Nude> Delcampe

 

Sezione illustrata- STATI    |    Sezione biografica - ARTISTI