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CABALLERO FERNAN (pseud. di Cecilia Böll de Faber y Larrea)

(Spagna)

 

Nata a Morges (Svizzera) il  24-12-1796. Morta a Siviglia il  7-4-1877.

Educata in Germania dal padre, noto filologo e critico tedesco, ricevette una educazione classica e tradizionale, basata sull’ideologia monarchica.

Si trasferì in Spagna nel 1813 scegliendo la regione dell’Andalusia

Dopo lunghi periodi trascorsi in Francia e a Portorico, decise di stabilirsi in Spagna. La visione folcloristica delle situazioni che descrive si allinea col realismo del XIX secolo. Nella sua produzione letteraria emerge  La gaviota (Il gabbiano, 1849), un  romanzo ricco di elementi del folklore Andaluso e impregnato di moralismo. Di taglio romantico è il romanzo  La famiglia de Alvareda (1849), mentre di tono più realistico risulta l’opera Lacrime.

I suoi romanzi e racconti segnano un graduale trapasso dal romanticismo al realismo. Scrisse molte novelle e romanzi tra cui: Clemencia (1852), Lágrimas (1862). La farisea (1865) , Las dos gracias (1865), Spagna (1850-1890).

 

FILATELIA

SPAGNA  Anno 1979 (2159)

 

CABON  MARCEL  (pseud. di  Jacques Marséle)

(Mauritius)

 

Nato il 29 febbraio 1912. Morto il 31 gennaio 1972.

Scrittore, giornalista e poeta, era molto stimato nel suo paese.

Cresciuto nel villaggio di Petite Rivière Noire , nella parte occidentale dell'isola, ha iniziato la sua carriera di scrittore nel 1931 con la pubblicazione delle sue prime poesie su “The Rise”. In seguito ha abbracciato la carriera di giornalista e con tale incarico si recò in Madagascar tra il 1946 e il 1947 per un soggiorno più o meno tormentato in quanto i  giornalisti locali non gli  riservarono un caloroso benvenuto. Le autorità alla fine lo  rispedirono nel 1947 a Mauritius.

Questo soggiorno è raccontato nella sua opera  Kélibé - Kéliba del 1956.

Dopo un periodo di lavoro come presentatore radiofonico, tornò alla stampa e divenne un editore di Mauritius nel 1956. Successivamente, ricoprì la stessa posizione al quotidiano “Advance” , quotidiano filo-lavoratori. I colleghi lo ricordano come un uomo di ferrea disciplina  e di  un rigore impressionante.

Il suo romanzo Namasté  gli assicurò una stabile reputazione letteraria. L'eroe è  Ram, un giovane indo-mauriziano.  È un giovane, che divenne ben presto l'anima del villaggio dove possedeva un appezzamento di terreno che aveva ereditato. Il giovane Ram si batte a favore dei lavoratori e incoraggia i produttori ad aiutarsi a vicenda  per costruire una scuola e  per aprire una strada. Ma la morte della moglie, uccisa dal crollo della sua casa durante una terribile tempesta di pioggia  colpisce  Ram al punto da fargli perdere la ragione. Namasté è stato ripubblicato nel 1981, seguito da numerose ristampe.

Cabon abbandonò la direzione di “Advance” per diventare il responsabile dell'informazione del “Mauritius Broadcasting”, precursore del “Mauritius Broadcasting Corporation” nel 1970.

 

FILATELIA

MAURITIUS Anno 2012

 

Čačot (Chachot) Ian

(Bielorussia)

  

Nato il 24 luglio 1796 nel villaggio di Malušyčy (quartiere di Navahradak (Nowogródek) nel centro-occidentale Bielorussia). Morto a Druskieniki (oggi Druskeninkai, Repubblica lituana) il 23 agosto 1847.

Frequentò la scuola domenicana nel Navahradak, dove conobbe e divenne amico di  Adam Mickiewicz. Secondo i ricordi del loro comune amico Ihnaci Damejka (Ignaci Domejko), i due furono presto attratti  dal  folclore  e dalla poesia bielorussa.

Nel gennaio 1816 Čačot si iscrisse alla Facoltà di legge dell'Università degli Studi di Vilnia e nel 1817 entrò a far parte della Società  "Filamaty" ( "amici di scienze")che operava nell’Università ed era assai conosciuta a Vilnia, ma non tollerata dal regime sovietico. 

Per tale appartenenza  Čačot fu  arrestato e inviato in un primo tempo in esilio nella Siberia occidentale (Kizil) e poi al centro di Russia (Tver, Mosca, Torzhok).

Nel 1833 fu autorizzato a stabilirsi nella città di Lepel  e  avrebbe potuto tornare in patria solo nel 1839. Fino al 1844 ricoprì la posizione di bibliotecario nella tenuta del conte Chrabtovič (Chrebtowicz). Ammalato a causa degli stenti provati durante l’esilio e con la salute compromessa durante la prigionia e in Siberia, Čačot morì nel 1847 e fu sepolto presso il cimitero parrocchiale di Rotnica.

Si ritiene che Čačot abbia iniziato a scrivere versi in polacco (quello che ora è chiamato Bielorusso) nel 1818-1819. Nelle sue poesie attinse a piene mani nelle canzoni del folklore. L’eco delle sue poesie, che attirarono l’interesse di etnografi del 19° secolo,  non rimase solo patrimonio locale, ma si estese oltre i confini. Il contenuto delle sue poesie si basa  su particolari storici e rientra nel flusso del romanticismo della prima metà del 19° secolo. Scrisse versi romantico-storico-patriottici.

Oltre alla poesia diede un valido contributo anche all’etnografia linguistica  e al folclore.

 

FILATELIA

BIELORUSSIA Anno 1996, Busta postale.

 

 

 

CAIN JAMES MALLAHAN

(USA)

 

Nato nel 1892. Morto nel 1977.

James Cain, scrittore e giornalista, ha pubblicato una decina di romanzi, fra cui La morte paga doppio (1936), e Mildred Pierce (1941). La prima edizione del suo romanzo più noto  Il postino suona sempre due volte è del 1934.

Il film Ossessione, girato in Italia con la regia di Luchino Visconti, si  ispira liberamente a quest’ultimo romanzo.

 

FILATELIA 

ITALIA  Anno  1988

 

 

CAINE HALL Thomas Henry

(Inghilterra)

 

Nato a Runcorn, Cheshire, il 14 maggio del 1853. Morto nell’Isola di Man nell’agosto del 1931.

Studiò a Liverpool alla scuola per disegnatori architettonici, ma in seguito si dedicò al giornalismo e a scrivere romanzi. Fu segretario di Dante Gabriele Rossetti e suo amico.

La sua carriera letteraria iniziò nel 1882  con la pubblicazione dei suoi Ricordi di Rossetti.

Il romanzo Il cristiano, scritto nel  1867, gli diede la fama e la notorietà.

Dopo il successo del libro, molti altri romanzi divennero dei bestseller e furono tradotti in diverse lingue, e alcuni furono trasformati in film.

Nel 1895 viaggiò nel Canada per conto della società degli autori per negoziare l'introduzione della protezione del copyright. Dopo il suo ritorno, prese la residenza permanente nell'isola di Man.

Il re George V lo nominò Cavaliere dell'Impero Britannico nel 1918 e Companion of Honour in 1922. Nel 1917 fu creato "Officer of the Order of Leopold" dal re Albert I del  Belgio. 

Morì nel castello di Greeba nell'isola di Man.

Opere: Ricordi di Rossetti (1882), L'ombra di un crimine (1885), È tutto il mio mondo  (1885), Un figlio di Hagar  (1886), l Deemster  (1887), Il Bondman  (1890), Il capro espiatorio (1890), l destino di Fenella  (1892), Il Manxman (1894), Il cristiano  (1897), La città eterna  (1901), Figlio Prodigo  (1904), Il profeta bianco  (1909), Il padrone dell'uomo  (1921), La donna di Knockaloe  (1923).

 

FILATELIA

ISOLA DI MAN  Anno  2003 (1091),  2006   (1344)

 

 

 

CAJUPI  ANDON ZAKO

(Albania)

 

Nato a Sheper, presso Argirocastro, nel 1866. Morto al Cairo nel 1930.

In qualità di poeta pubblicò le liriche Baba Tomorri nel 1902. Scrisse una tragedia sulla figura di Skanderberg  Lo sposo della terra e una commedia Dopo la morte.

Per la forza e la potenza  del lirismo e dello stile, è considerato uno dei maggiori scrittori della letteratura albanese,

 

FILATELIA

ALBANIA   Anno 1950 (425), 1966  (870/1), 1986  (2111)

  

 

 

CAKS ALEKSANDRS (pseud. di Aleksandrs Cadatrainis)

(Lettonia)

 

Nato a  Riga. Morì l’8 febbraio del 1950

Figlio di un sarto  visse sempre a Riga e le sue opere hanno come unico ambiente quello cittadino nel quale visse e del quale conosceva tutte le sfumature.

Pubblicò il primo libro di poesie nel 1928. I temi e i personaggi sono assai diversi da quelli trattati in precedenza da altri poeti lettoni: descrivono la vita notturna della città, persone diseredate, senza fissa dimora, prostitute, ambienti fatiscenti, il degrado urbanistico. In esse dimostra il suo amore e l’attaccamento alla ‘sua’ città, vedi ad esempio la poesia “Cuore sul marciapiede”.

 Riga non è, comunque, l’unico suo argomento, vi sono pure altre poesie di tipo romantico. Gli argomenti presenti nella poesia sono pure trattati in diversi racconti da lui scritti, ma in essi non raggiunse il pathos che riuscì ad esprimere, invece, nelle sue liriche.

Nel 1949, quando la Lettonia faceva parte dell'Unione Sovietica, Čaks fu  accusato di deviazionismo,  di mostrarsi lontano dagli ideali marxisti e da una ‘scrittura politica’, scrivendo opere non in sintonia col regime.

Le accuse indebolirono la sua salute e, sofferente di cuore, morì di crisi cardiaca l'8 febbraio del 1950.

Oggi, una delle vie centrali di Riga è intitolata al suo nome, e in tale strada vi è pure un museo a lui  intitolato e una statua nel vicino parco Ziedondarzs.

 

FILATELIA

LETTONIA  Anno 2000  (489)

 

 

CALDERON DE LA BARCA PEDRO

(Spagna)

 

Figlio di un cancelliere delle finanze, Calderon (1600-1681) nacque a Madrid.

Dapprima studiò in un collegio di Gesuiti e poi passò all’Università di Alcalà de Henares e successivamente in quella di Salamanca, acquistando una solida formazione teologica.

Nel 1621, accusato di aver ucciso un domestico, per evitare la cattura riparò presso l’ambasciatore di  Germania.

Abbandonati gli studi, si trasferì a Madrid dove divenne drammaturgo di corte. Rappresentò a corte la sua prima commedia. 

Tra il 1623  e il 1625, si recò soldato in Italia e in Fiandra, al servizio del duca di Frìas.

Nel 1629 fu arrestato per aver attaccato un prete che dal pulpito aveva stigmatizzato la sua irruzione in un convento di clausura per arrestare l’uccisore del fratello.

Nel 1636 il re Filippo lo nominò cavaliere dell’Ordine di Santiago. Nel 1640 combatté in Catalogna; nel 1641 fu nominato comandante di uno squadrone col quale l’anno successivo combatté a Lerida. Nel 1645 divenne segretario del duca d’Alba  e l’anno dopo entrò nell’ordine terziario di S.Francesco. Fu nominato sacerdote e ottenne le parrocchia di Reyes Nuevos de Toledo, ma non poté prenderne possesso per divieto del cappellano maggiore. Entrò allora nella Confraternita del Rifugio dove fu nominato cappellano onorario dal re. Nel 1679 il re Carlos decretò che il suo mantenimento fosse a carico della corte fino alla morte.

Delle sue opere sono giunte a noi 120 commedie, 50 autòs e altri lavori teatrali minori. Una parte delle commedie risente degli influssi di Lope de Vega. Quelle successive al 1635 rispecchiano meglio  la sua fantasia, la sua filosofia e religiosità.

Del primo gruppo si ricordano La donna fantasma,  (1629) Una casa con due porte è difficile da custodire (1629), Il sindaco di Zalamea  (1642, Segreta offesa, segreta vendetta (1636), Il maggior mostro, la gelosia (1635)

Trovano posto nel secondo gruppo commedie di sapore mitologico, fantastico, filosofico, religioso come La figlia dell’aria (1953),  La statua di Prometeo (1969), La devozione della Croce (1624), Il principe costante (1929), La vita è sogno (1635) considerata il suo capolavoro.

Tra gli autos (rappresentazioni drammatiche tratte da Sacre Scritture e leggende religiose) spiccano Il grande teatro del mondo (1633), Il veleno e l’antidoto (1634), Il convito di Re Baldassarre (1534)

 

FILATELIA

SPAGNA  Anno 1951  (821),  1982  (2276),  2000  (3341)

 

 

CALINESCU GEORGE

(Romania)

 

Nato a Bucarest il 19 aprile 1899; ivi morì il 12 marzo 1965.

Laureato in lettere collaborò alla rivista “Roma” con traduzioni e articoli  concernenti la letteratura italiana. Nel 1924 fu invitato alla scuola rumena di Roma per una ricerca storica su Alcuni missionari italiani nella  Moldavia dei secoli XVII e XVIII.

Nel 1925, ritornato in patria, svolse attività critica e giornalistica per diverse riviste, sperimentando molti generi letterari. Nel 1936 ottenne la libera docenza con una tesi su Eminescu, in sei volumi.

Docente di estetica e critica letteraria a Jasi, poi a Bucarest, pubblicò la Storia della letteratura rumena dalle origini fino ad oggi (1941).

Fu autore di romanzi e poesie

 

FILATELIA

ROMANIA  Anno 1999  (4544)

 

 

CALLAGHAN  MORLEY

(Canadà)

 

Nato a Toronto il 22 febbraio del 1903.

Laureatosi nel 1965 in giurisprudenza all’università di Toronto, non esercitò mai la professione perché si dedicò subito alla letteratura, incoraggiato da Hemingway. Sulla rivista “American Caravan” riuscì a far pubblicare alcuni racconti che attrassero l’attenzione di Fitzgerald,

Il primo romanzo fu Strange Fuggitive (1928) e l’anno dopo A Native Argozy.

Nel 1929 si reca a Parigi dove incontra Hemingway, Fitzgerald e conosce Joyce. L’incontro viene narrato anni dopo in Summer in Paris (1963).

La sua produzione è discontinua, ad anni di intensa attività subentrano lunghi periodi di silenzio.

Ai romanzi degli anni venti  fanno seguito le opere migliori come No Man’s Meat (1931), C’è più gioia in cielo (1937), Now That April’s Here (1936).  Poi silenzio fino agli anni Cinquanta, quando appare The Loved and the Lost (1951), The Many Colored Coat (1960), A Passion in Rome (1961).

Altri anni di silenzio, rotto nel 1975 con  A Fine and Private Place (1975), Close to the Sun Again (1977), A Time for Judas (1983).

Le sue opera migliori sono quelle scritte negli anni Trenta: Such is My Beloved (1934), They Shall Inherit the Earth (1935), More Joy in Heaven (1937). Sono romanzi ambientati negli anni della crisi e della depressione dalla quale lo scrittore tenta di liberarsi e di emergere.

 

FILATELIA

CANADA  Anno 2003   (2017)

 

 

 

CALLCOTT MARIA

(Inghilterra)

 

 

Nata nel 1785. Morta nel 1842.

Scrittrice e illustratrice  di libri di viaggi e di opere per l’infanzia, viaggiò a lungo in compagnia del padre in India, Sud Africa e nell’America del Sud.

Sulle esperienze di tali viaggi compose alcune opere tra cui  Letters on India e Journal of a Residence in India, Memoirs of Poussin, The History of France, The History of Spain, Little Arthur's History of England.(libro per ragazzi).


FILATELIA

MAN  (Mic. 1317)

 

 

 

 

Calzabigi Ranieri Simone Francesco Maria de'

(Italia)

 

Nato a Livorno, il 23 dicembre 1714.  Morto a  Napoli nel  luglio 1795.

Poeta e librettista, italiano, studiò probabilmente a Livorno e a Pisa e col nome di Liburno Drepanio fu membro dell'Accademia Etrusca di Cortona e dell'Accademia dell'Arcadia.

Nel 1743 prestò servizio in un ministero a Napoli, dove iniziò a dedicarsi all'attività librettistica. A causa del suo coinvolgimento in un processo per veneficio dovette lasciare la città e quindi si recò a Parigi, ove conobbe Giacomo Casanova e con il quale strinse amicizia. In questo periodo produsse la poesia eroi-comica La Lulliade, una parodia della carriera di Jean-Baptiste Lully, la quale è una

palese allusione alla problematica estetica e culturale della Querelle des Bouffons. Nel 1755 pubblicò una ristampa dei lavori dell'amico Pietro Metastasio.

Dopo aver lasciato la  Francia, nel 1761 fu a Vienna per rivestire la carica di consigliere alla Camera dei Conti dei Paesi Bassi e più tardi quella di consigliere S.M.I.R. Apostolica. Grazie all'intermediazione del conte Giacomo Durazzo, il direttore del teatro di corte viennese, poté conoscere Christoph Willibald Gluck e Gasparo Angiolini. Per Gluck scrisse tre libretti d'opera (di cui il più famoso per Orfeo ed Euridice) e contribuì attivamente con forza e vigore, grazie soprattutto alla propria efficienza poetica, alla così chiamata riforma gluckiana.

Poi, a seguito di uno scandalo, su ordine dell'imperatrice Maria Teresa dovette abbandonare Vienna. Nel 1775 si fermò a Pisa e più tardi si stabilì a Napoli, dove fino alla morte si dedicò alla vita letteraria della città. 

 

FILATELIA

SAN MARINO  Anno1999  (1655)

 

 

CAMACHO  MANUEL DE BRITO

(Portogallo)

 

 Nato a Aljustrel il 12 febbraio 1862.  Morì a Lisbona il 19 settembre 1934.

Dopo le elementari frequentò la scuola superiore a Beja che concluse nel 1880.  Partì poi per Lisbona per essere ospitato presso uno zio.  Nel 1884 si laureò in Medicina nella Scuola Medico-Chirurgica di Lisbona.  Nel 1891,  si unì all'esercito portoghese in  qualità di assistente chirurgo e iniziò  una carriera come medico militare che lo avrebbe portato al grado di colonnello.

 Brito Camacho entrò in politica nel 1893 quando si presentò deputato per la circoscrizione di Beja nelle liste repubblicane, ma non ottenne alcun incarico perché scrisse un articolo contro le istituzioni monarchiche. Fu sospeso per un anno e poi trasferito alle Azzorre.   Tornò in Portogallo  nel 1894 e fondò un giornale critico di propaganda politica e repubblicana.  Nel 1902 abbandonò la medicina per dedicarsi esclusivamente al giornalismo e alla politica. Fondò  la rivista “Lucta”, che iniziò le pubblicazioni il 1° gennaio 1906, diventando il quotidiano più influente repubblicano e organo ufficiale del Partito unionista che Brito Camacho  fondò e ne fu leader.

Nelle elezioni svoltesi dopo il regicidio fu  eletto dai repubblicani ed ebbe un ruolo molto importante nella preparazione del 5 ottobre 1910 di un legame tra repubblicani e militari.

 Il 23 novembre 1910 fu  nominato Ministro per lo sviluppo del governo provvisorio.  Nel 1912  fu  uno dei protagonisti della divisione nel Partito Repubblicano portoghese.

 Nel 1918, dopo l'elezione di Antonio Jose de Almeida per la Presidenza della Repubblica, si allontanò  temporaneamente dall'attività politica.

 Tra marzo 1921 e settembre 1923 prestò ancora  servizio come Alto Commissario della Repubblica del Mozambico.  Dopo la rivoluzione del 28 maggio 1926 abbandonò definitivamente l'attività politica e si ritirò a vita privata.

 Oltre ad una vasta opera di commento del giornalismo e della politica, Brito Camacho è l'autore delle opere seguenti: Impressioni di viaggio, 1902.  Racconti e satire, 1920.  La via d'Africa, 1923.  Gli amori di Latino Coelho, 1923.  Tabelle Alentejo, 1925.  Workshops Mozambico, Problemi coloniali, 1926., 1927. D.  Carlos, intimo, 1927.  Persone rustiche, 1927.  Diverse persone, 1928.  Scene di Vita, 1929.  In buon umore, 1930.  Persone Boer, 1930.  Sulle colline e valli, 1931.  Linda Emilia, 1932.  Materia onda, 1934. Politica coloniale, 1936. Aftermath of War, 1936. Questioni nazionali, 1937. (da Internet))

 

FILATELIA

PORTOGALLO  Anno  2012.

 

 

 

 

CAMAJ  MARTIN

(Albania)

 

Nato il 21 luglio 1925 a Temal Dugajini. Morto il 12 marzo 1992  a Monaco di Baviera (G).

Frequentò il liceo a Scutari dove ricevette una educazione di tipo classico. Emigrato nel 1948  Belgrado, studiò letteratura e lingue slave e nel 1956 viaggiò attraverso l’Italia e la Jugoslavia.

A Roma diresse la rivista “Shjezat”. Lasciata l’Italia per trasferirsi a Monaco di Baviera, si perfezionò nella letteratura albanese, una passione che coltivò sino alla morte. 

Per tale conoscenza il suo nome è presente in tutte le antologie di scrittori albanesi.

OpereKanga’s verrinit (1954), Djella (1958), Legenda (1964), Poesie (1954-67) ,  Rrathe (1981),  Carp (1987), Poesie (1981), Antologie varie negli anni  1960-1984.

 

FILATELIA

ALBANIA  Anno 2007 (2893).

 

 

CAMARA JOAO ZARCO DA

(Portogallo)

 

Nato a Lisbona nel 1852 Morto nel 1908.

Cronista, drammaturgo e giornalista portoghese. João Gonçalves Zarco apparteneva ad una famiglia illustre della nobiltà portoghese. Studiò a Lisbona, dove concluse gli studi laureandosi  in Ingegneria Industriale . Poi, entrò a far parte del servizio pubblico e nel 1900 divenne procuratore della Ferrovia Overseas. Nella sua qualità di ingegnere, prese parte alla costruzione di alcune linee ferroviarie, in particolare nel Alentejo, un fatto che sembra spiegare la sua preferenza per questa regione scelta spesso come scena di molti dei suoi componenti.

Tipico bohémien della Lisbona della seconda metà del XIX secolo,  si interessò più alla letteratura che alla sua attività, dedicandosi con particolare entusiasmo al teatro, ma lasciò anche una vasta opera in vari generi. Comunque si distinse come drammaturgo, avendo scritto più di quaranta opere, comprese le traduzioni di Shakespeare e Dumas e adattamenti, come quell fatto nel 1904 da una commedia Camilo Castelo Branco.

Il suo primo successo è stato con un dramma storico in versi, Alfonso VI.

A quel tempo, il Portogallo era in un periodo di grande attività teatrale, come dimostrano le opere degli autori Marcelino Moschea, Gervasio Lobato, Eduardo Schwalbach.

 I suoi drammi e commedie furono  rappresentati per molti anni, sempre con notevole successo.

Oltre ad Alfonso VI scrisse altri drammi storici: Alcazarquivir (1891) e Il bacio del principe (1898), Con il melodramma Enjeitada Rose (1901), ottenne anche grande successo, ma la sua opera migliore è generalmente considerata una commedia in tre atti Anziani (1893).

Negli ultimi anni della sua carriera come drammaturgo scelse il dramma simbolista, che introdusse in Portogallo, a spese del dramma storico e  del dramma realistico sulle abitudini borghesi. In questa ultima fase c'è Midnight (1900).

Si dedicò anche alla poesia, pubblicando la raccolta La città (1908). Inoltre, ha anche pubblicato due romanzi, Il re (1895) e Il conte del Castello (1903), un libro di racconti (1900), e numerosi articoli su riviste e opuscoli vari.

Nonostante sia considerato un grande drammaturgo portoghese, è a volte criticato per aver perso un po' del suo talento con la produzione ininterrotta e la sua preoccupazione di soddisfare i gusti del grande pubblico. (Da Internet. Wikipedia)

FILATELIA

PORTOGALLO  Anno 2011.

 

 

CAMARGO JORACU

(Argentina)

 

Nato a Rio de Janeiro il 18 ottobre del 1898 e ivi morto l’11 marzo del 1973.

Frequentò la scuola primaria e il ginnasio nella sua città e concluse gli studi  in scienze giuridiche e commerciali presso l’Istituto Commerciale di Rio de Janeiro.

Inizia a lavorare nel 1916 come funzionario delle Obras Novas e vi rimane fino al 1930, quando comincia a dedicarsi interamente al giornalismo. Entra a far parte della redazione del giornale “L’Imparziale”, dove si occupa di articoli legati al mondo del teatro.

Per il teatro scrive, assieme a Pacheco Filho, una rivista teatrale “Me leva, meu ben” che ebbe un discreto successo.  Nel 1927 vengono rappresentate le commedie De quem è a vez?  e A menina dos ilhos.

Segue nel 1931 la commedia  O bobo do rei, la quale, l’anno successivo,  ottiene il premio dell’Accademia Brasiliana delle Lettere. Sempre nel 1932 viene rappresentata Deus lhe pague un enorme  successo che le compagnie brasiliane misero nel loro repertorio. E addirittura nell’università statunitense di Baltimora, il testo fu adottato come libro di lettura per gli studenti della lingua portoghese. Nel 1947 la commedia venne rappresentata anche a Madrid e in tutta la Spagna.

Fu anche tradotto in varie lingue: polacco, ebraico, giapponese. Nell’America latina ebbe diverse edizioni.

Il successo spinse l’autore a formare una compagnia di giro attraverso diverse città, nelle quali Camargo tenne conferenze e corsi di arte scenica per amatori.

Tenne in vari conservatori nazionali di teatro corsi di estetica e arte teatrale e partecipò in qualità di delegato del suo paese a congressi internazionali.

Ricoprì la carica di presidente della Società Brasiliana degli  Autori Teatrali e altre a cariche inerenti al mondo dell’arte scenica.

La sua vasta produzione comprende riviste teatrali, commedie, drammi, testi per la radio e sceneggiature per vari film.  Si occupò anche di testi per i giovani.

Fu autore di saggi: O teatro soviético (1937); Getúlio Vargas e a inteligência nacional (1940).

 

FILATELIA

ARGENTINA Anno 1992

 

 

 

Cammarano Salvadore

(Italia)

 

Nato a Napoli, 19 marzo 1801, Morto a Napoli, 17 luglio 1852.

Librettista italiano, fu il più grande drammaturgo italiano per musica del periodo romantico.

Abbandonata l'attività di commediografo nel 1834, scrisse quasi quaranta libretti, collaborando con tutti i maggiori operisti italiani del tempo.

Uomo di teatro espertissimo, Cammarano fu drammaturgo intelligente e moderno, sempre attento alle ragioni della musica. Con Lucia di Lammermoor, che sancì l'inizio della fondamentale collaborazione con Gaetano Donizetti, il poeta produsse la prima forma compiuta di dramma per musica romantico in Italia.

I singoli atti di ventidue dei suoi libretti, dalla Lucia di Lammermoor al Trovatore, sono caratteristicamente titolati: ciascuna intitolazione evidenzia immediatamente l'evento, il personaggio o l'elemento spazio-temporale su cui s'impernia l'atto.

Morì subito dopo aver completato il suo ultimo libretto, Il trovatore per Giuseppe Verdi, che rientra a pieno titolo tra i capolavori del genere. La prematura scomparsa di Cammarano impedì che la collaborazione con Verdi continuasse nel segno di Shakespeare, con una riduzione operistica del Re Lear. Il libretto, di cui era stata delineata solo la struttura, fu in seguito composto da Antonio Somma, ma l'operista non lo musicò.

Libretti: La sposa, Ines de Castro, Un matrimonio per ragione,  Lucia di Lammermoor,  Belisario,  L'assedio di Calais, Eufemio di Messina, Pia de' Tolomei,  Roberto Devereux,  Cristina di Svezia Saffo La vestale Luigi Rolla Il proscritto,  La fidanzata corsa,  Maria di Rohan,  Il reggente,  Ester d'Engaddi,  Il ravvedimento, Bondelmonte,  Alzira,  Il vascello de Gama Stella di Napoli, Orazi e Curiazi, Merope,  Eleonora Dori,  La battaglia di Legnano,  Luisa Miller , Virginia Non v'è fumo senza fuoco,  Malvina di Scozia,  Folco d'Arles,  Nicola De Giosa Medea, Il trovatore .

Collaborò a rifacimenti e aggiunte per La donna del lago, Anna Bolena, Francesca Donato .

 

FILATELIA

SAN MARINO  Anno 1999  (1659)

 

 

 

CAMOES o CAMOENS  LUIS VAZ de

(Portogallo)                                    

 

Molti dati della sua vita sono vaghi e incerti a cominciare dalla sua nascita. Due le città se ne disputano i natali: Lisbona e Coimbra; incerto l’anno di nascita, forse il 1524.

Nacque da una famiglia di piccola nobiltà, il padre Simao Vãz era un capitano di vascello, la madre era Ana de Sa. Frequentò l’università di Coimbra dove acquisì quell’erudizione che profuse a piene mani nella sua opera. I suoi biografi accennano alla presenza nella sua vita di una donna di alta nobiltà, una dama di corte di Giovanni III, di cui si innamorò. Nella sua opera la chiamò  Natèrcia, ma il vero nome era probabilmente Catarina de Ataide. Per altri biografi si trattò addirittura dell’Infanta donna Maria. Forse più probabile la seconda ipotesi perché il re lo mandò in esilio a Ribatejo.

Nel 1547 lo scrittore si arruolò nell’esercito e partì  per il Marocco dove, in un combattimento a Ceuta, perse un occhio Tornato a Lisbona condusse una vita dissoluta e disordinata. Durante la festa del Corpus Domini ebbe con un giovane di corte una rissa conclusasi tragicamente in quanto il suo avversario, Gonçalo Borges, rimase ucciso. Imprigionato per un anno, uscì di prigione nel 1533 e subito si imbarcò per le Indie dove per sedici anni condusse una vita avventurosa, ora baciato dalla fortuna ora colpito dalle avversità più dure. Ma al tempo stesso quel periodo fu prolifico dal punto di vista letterario perché compose il suo poema maggiore I Lusiadi.

Soggiornò dapprima a Goa dove partecipò ad alcune spedizioni navali e poi a Macao dove compose alcune feroci satire contro le malversazioni di alcuni funzionari delle Indie. Soggiornò anche in Cina.  Nel 1559 fu richiamato a Goa per rispondere ad accuse di malversazione.

Secondo quanto scrive di lui Diego do Couto, durante il viaggio di avvicinamento a Goa la nave fece naufragio e Camoes si salvò nuotando con una sola mano perché nell’altra sosteneva il manoscritto della sua opera.

Prosciolto dalle accuse dopo alcuni anni, nel 1567, prese la via del ritorno verso il Portogallo.  Per mancanza di denaro dovette soggiornare per un certo tempo a Mozambico. Nel 1570 sbarcava a Lisbona dove due anni dopo dava alle stampe la sua opera, dedicandola  al giovane re Sebastiano il quale lo ripagò con una misera pensione, l’unica risorsa degli ultimi anni della sua vita. Morì in povertà, in una nazione devastata dalla peste, prostrata militarmente e politicamente dopo il disastro della battaglia di Alcazarquivir e in procinto di essere conquistata dalla Spagna.

Camoes morì il a Lisbona il 10 giugno 1580. Moriva, come ebbe a dire poco tempo prima, “nella sua patria e con la sua patria”. Nello stesso giorno, così si racconta, mentre il poeta-scrittore moriva, Filippo II di Spagna entrava in Lisbona e il Portogallo per oltre cinquanta anni perdeva la sua libertà.

Camoes, oltre al capolavoro, lasciò altre opere tra cui alcune commedie di grande interesse.Vanno ricordate tre commedie scritte tra il 1544 il 1549: Anfitrione, in cui sviluppa una commedia scritta da Plauto; Filodemo, un’opera pastorale sullo stile delle commedie del Cinquecento; Il re Seleuco in cui con grazia e spirito sviluppa un aneddoto riferito da Plutarco, l’amore di Antioco, figlio del re di Siria, per la moglie del padre. In un volume vennero raccolte le sue poesie sotto il titolo Rime (1580) in cui è evidente l’influsso del Petrarca. La profonda cultura classica, unita a sensibilità e psicologia e il sentimento dell’amore  rispecchiano il suo ricco mondo spirituale e le poesie di Camoes sono considerate una delle migliori espressioni del mondo poetico del Rinascimento Portoghese.

Camoes fu il cantore della grandezza del popolo portoghese e al tempo stesso l’esaltatore  dell’uomo che riesce spesso a superare la natura, allargando i suoi orizzonti mentali. Il suo poema. benché richiami alla memoria modelli classici, Virgilio, Ulisse, possiede una forte originalità per il realismo delle imprese narrate. Il suo Vasco de Gama si allontana dai modelli di Omero perché tratta di una storia recente e i suoi personaggi sono sempre fedeli servitori del re e missionari del cattolicesimo in terre lontane. Immersi sempre nella realtà

 

OPERE

Lusiadi . È un’opera divisa in dieci canti, in ottave. Narra l’impresa di Vasco de Gama (1497-1499) che raggiunse l’India circumnavigando l’Africa. Il poema inizia quando già la nave veleggia alla volta dell’India, mentre i fatti precedenti sono narrati attraverso un flash back in cui Vasco De Gama racconta quanto è accaduto dalla partenza sino a quel momento; ricorda il re di Meline il quale  accolse benevolmente i portoghesi giunti nel giorno di Pasqua. Da qui le navi ripartono alla volta del porto di Calicut, la maggiore delle città del Malabar. Nel 1949 riprendono la via del ritorno alla volta del Portogallo. In questa ultima parte del poema l’Autore introduce un momento poetico-pastorale-mitologico in cui la dea Venere concede all’equipaggio una vacanza amorosa in una fresca isola popolata di ninfe incantevoli.

 

FILATELIA

ANGOLA   Anno 1972  (577), AZZORRE Anno 1898 (94),  CAPO VERDE Anno  1972  (364), GUINEA PORTOGHESE  Anno 1972 (352),  INDIA PORTOGHESE Anno 1898 (143),   MACAO  Anno 1898  (74, 1950  (351),  1972  (424), 1981 (446/9),  MADERA Anno 1898 (38), MONACO  Anno 1980  (1472),   MOZAMBICO Anno 1969 (544/8), 1972 (562), PORTOGALLO  Anno 1898 (150), 1924  (299/325), 1931/4 (529),  1972  (1173/5),    1980  (1472/3), 1996 (fo.126), 1999 (2327),   SAN TOMÈ & PRINCIPE  Anno1972 (414) , TIMOR Anno 1972  (351).

 

 

 

Campbell John Wood Jr

(USA)

 

Nato a Newark, nel New Jersey nel 1910 e ivi morto nel 1971.

Uno dei suoi più grandi meriti è quello di essere stato il direttore di Astounding Science Fiction, una carica che ricoprì dalla fine del 1937 fino alla sua morte. Contribuì a creare la cosiddetta Golden Age of Science Fiction.

Suo padre, ingegnere elettrico, era un uomo freddo, impersonale e poco espansivo. Sua madre, Dorothy (nata Strahern) era l’opposto, ma di carattere mutevole.

Campbell studiò presso il Massachusetts Institute of Technology dove strinse amicizia con  Norbert Wiener, uno dei padrini di computer. Iniziò a scrivere racconti di fantascienza a 18 anni e subito vendette le sue prime storie. A 21 anni era già un noto scrittore di FS.

Respinto dall'Istituto di tecnologia, trascorse un anno presso la Due University, conseguendo una laurea in fisica nel 1932.

È stato sposato con Dona Stewart nel 1931, divorziato nel 1949, poi risposato nel 1950.

Campbell pubblicò all’età di 18anni il primo racconto, Quando gli atomi falliscono, apparso nel gennaio 1930 sulla rivista Amazing Storie.

Nel 1934 pubblicò racconti,  usando lo  pseudonimo, Don A. Stuart.

Tra le sue opere di fantascienza sono da ricordare:  La cosa da un altro mondo (1951), The Thing (1982), un saggio critico sugli autori di FS

Sam Moskowitz scrisse su di lui in uno studio critico: "Dai ricordi della sua infanzia egli ha richiamato l'agonia più temibile del passato: i dubbi, le paure, le scosse, e la frustrazione di scoprire ripetutamente che la figura femminile da lui immaginata a somiglianza di sua madre non sia stata quella che aveva immaginato: amica o nemica? ".

 

FILATELIA

SIERRA LEONE  1996  (Mic. 2733. Fogl. 342)

 

 

CAMPO ESTANISLAO  del

(Argentina)

 

Nacque a Buenos Aires il 7 febbraio 1834 e ivi morì il 6 novembre 1860.

Figlio di nobile famiglia – discendente del terzo vicerè di Rio de la Plata - visse i tristi anni della tirannia di Rosas. Dopo la sconfitta del dittatore Caseros (1852),  militò nelle truppe della capitale, attaccata dalle province esterne confederate e in seguito aderì al partito di Bartolomeo Mitre

Sull’organo del movimento “Los debates”, apparvero i suoi scritti satirici e semiseri, scritti in stile gaucesco, che egli firmò con lo pseudonimo di Aniceto el Gallo.

Eletto al Congresso  e nominato direttore generale del Ministero del Governo di Buenos Aires, si oppose al tentativo del colpo di stato di Mitre del 1874.

Fu uomo politico più che scrittore.

La sua fama è legata al poema Fausto (1866) nel quale il gaucho Anastasio  riferisce al compagno Laguna le sue impressioni sul Faust di Gounod, rappresentato al teatro di Colon il 24 agosto 1866. Campo nel suo racconto mescola i personaggi con altri personaggi ‘gauceschi’, intrecciando fantasia e realtà. Nonostante la raffinatezza della prosa, l’accostamento con i personaggi ‘faustiani ‘ gli valse da parte dei critici l’accusa di inautenticità. L’opera, in ogni caso, fu lodata da Borgés.

Le  sue poesie sono raccolte nel volume Poesias (1870), in cui sono inclusi anche versi di tono patriottico e romantico.

 

FILATELIA

ARGENTINA Anno 1966   (765),  1985  (1453)

 

 

CAMPOAMOR y CAMPOOSORIO RAMON de

(Spagna)

 

Nato a Navia (Asturie) il 24 settembre del 1817. Muore l’11 febbraio del 1901 a Madrid.

Figlio di un modesto campesino, viene allevato da una zia che gli facilità gli studi primari. A nove anni inizia quelli secondari a Puerto de Vega dove trascorre l’adolescenza.  Li prosegue all’università di Santiago di Compostela  e poi a Madrid, specializzandosi in logica e matematica. All’età di 18 anni si trasferisce a Torrejon de Ardoz (Madrid) per entrare nell’ordine della Compagnia di Gesù.

Non portato alla vita religiosa, abbandona la Compagnia e frequenta la facoltà di medicina, che abbandona presto. Un suo insegnante, notata la sua sua predisposizione alle lettere, gli consiglia di  dedicarsi alla letteratura in quanto la scienza non fa per lui.

All’età di vent’anni, nel 1838, pubblica la sua prima opera, Una moglie generosa, commedia in due atti, non rappresentata a teatro.  Nello stesso anno pubblica i primi versi di sapore romantico nel libro Ternezas y flores.

Seguendo le sue idee politiche e la sua inclinazione verso verso la monarchia,  si aggrega al Partito moderato. Nominato nel 1847 governatore civile della provincia di Castellon e in seguito di Alicante, realizza grandi opere urbanistiche come il Paseo della città, tanto che ottiene il titolo di figlio adottivo di Alicante.

In quel periodo sposa Guillermina O’Gorman, una dama di origine olandese. Prosegue intanto la sua carriera politica: viene eletto nel 1850 ad occupare un seggio al Congresso dei Deputati, nel 1851 una carica di governatore che tiene sino al 1854, partecipando così alla vita pubblica e politica della nazione.

Nel 1861 è nominato membro della Reale Accademia di Lingua spagnola.  Fu senatore molto noto in Spagna e nell’America Spagnola.

Tra le sue opere: Ternezas y flores, versos románticos, (1838) Ayes del alma, (1840). Doloras (1846). Pequeños poemas. Humoradas. Nochebuena.

 

FILATELIA

SPAGNA Anno 1977  (2078)

 

 

 

Campos Cervera Herib

(Paraguay)

 

Nato ad  Asuncion, il  30 marzo del 1905. Morto a Buenos Aires, Argentina, il 28 agosto del 1953. Figlio d’arte. Il padre era un poeta, la madre, Alicia Díaz -Perez, sorella del grande intellettuale Viriato-Díaz Pérez.

Studiò presso il St. Luke's College di Hohenau, una istituzione da lui più volte  definita "carcere", e si rivelò come un adolescente libero da ogni vincolo. Oltre al suo amore per la filosofia e le scienze, si dedicò presto alla critica letteraria e, soprattutto, alla poesia.

Il suo valore come poeta è innegabile e gli studiosi di letteratura paraguayana sono d’accordo nel definire che il suo lavoro segna il punto di partenza di una nuova concezione poetica per le questioni sociali che trattò,  la conoscenza della realtà umana e l’utilizzo del folclore. 

Campos Cervera era un collaboratore di riviste quali "Gioventù", "Ideale" e "Alas", sulle quali  aveva l'abitudine di firmare con il soprannome di "Alfonso Monteverde". Nel 1931, la sua partecipazione agli atti del 23 ottobre, segnò il suo primo esilio, prima a Buenos Aires e poi a Montevideo. Da quel momento aderì alla sinistra, forse influenzato dai contatti che ebbe in Argentina e Uruguay con i socialisti marxisti.

Nel 1938, entrò a far parte del movimento "Generacion del 40".

Nel 1940, quando il presidente della repubblica, il generale José Félix Estigarribia, muore in un incidente aereo e il generale Higinio Morinigo prende il sopravvento, Herib con altri intellettuali di sinistra fu costretto a recarsi  esilio a Buenos Aires e vi rimase fino alla morte.

Nel 1950 pubblicò il libro di poesia Ceniza redimida, una raccolta di 28 poesie. Seguì, postumo, Hombre secreto, il secondo  libro di  poesia. Anche la storia di El Buscador de fe, il romanzo breve El ojo enterrado, la commedia Juan Hachero, il romanzo Hombres en la Selva e il libro di poesia Romancero del destierro, uscirono dopo la sua morte.

 

FILATELIA

PARAGUAY   2005  (2928)

 

CAMPRUBI ZENOBIA

(Spagna)

 

Nata nel 1887. Morta nel 1956,

Donna di notevole cultura e raffinatezza, in giovane età cominciò a pubblicare libri per l’infanzia.

La sua perfetta conoscenza della lingua inglese le permise di tradurre in spagnolo molte opere della letteratura inglese e anche un’ottima traduzione  dell’opera dello scrittore indiano Rabindranath Tagore.

Nel 1913 conobbe il poeta Juan Ramon Jiménez, che sposò nel 1916 a New York e del quale fu compagna devota nella vita, sostenendolo nel corso della sua carriera. Nel 1931 Zenobia si ammalò di un tumore che la tormentò per quasi venticinque anni. Nel 1936 si spostò a Washington,  dove Ramon Jiménez era stato nominato addetto culturale dell’ambasciata spagnola. Nel 1946 dovette occuparsi del marito, caduto in una grave crisi depressiva che richiese un lungo ricovero. In seguito viaggiarono per tutto il Sud America, tenendo corsi e conferenze in lingua spagnola.

Nel 1950 si stabilirono a Portorico dove si riacutizzò la malattia di  Zenobia, che fu costretta a subire diversi interventi chirurgici. Morì nel 1956.

 

FILATELIA

SPAGNA  2008  (4368)

 

 

 

CAMUS ALBERT

(Francia)

 

Nato a Mondovì, Algeria, il 7 novembre 1913; morto a Villeblevin, Yonne, il 4 gennaio del 1960.

Orfano di padre cresce in un quartiere di Algeri. Una borsa di studio gli permette di frequentare il liceo. Nel 1933 si iscrive al Partito comunista e svolge attività di proselitismo nei quartieri mussulmani, ma poi si allontana per dissensi col partito comunista algerino. Nel 1935 fonda con amici una compagnia teatrale, il Teatro dell’ Équipe, nel quale presenta testi classici a operai e contadini, lavorando come attore, come adattatore di testi stranieri e come coautore della commedia la Rivolta nelle Asturie (1936).

Conclusi brillantemente gli studi universitari presso l’Università di Algeri con una tesi di laurea in lettere  su Platone e Sant’Agostino, inizia la sua carriera, troncata però subito dalla tisi (per tutta la vita soffrirà di emotisi) che lo costringe ad un lungo  soggiorno nelle Alpi in Savoia. Rientrato ad Algeri, lavora come giornalista all’”Alger-Republicain” (1938).

Escono intanto due volumi di saggi  Il rovescio  e il diritto (1937), Nozze (1938). Negli stessi anni porta a termine il dramma Caligola (1938), il romanzo Lo straniero (1942) e il saggio Il mito di Sisifo.

Nel 1940, per questioni burocratiche, è costretto a riparare a Parigi dove, nel 1943, partecipa alla Resistenza. La guerra lo costringe a ritornare ad Orano per un breve periodo. Ritornato in Francia, riprende la lotta clandestina come esponente del movimento “Combat” Nel 1945 pubblica Lettere ad un amico tedesco.

Alla fine della guerra le sue precedenti opere vengono meglio conosciute e impongono l’attenzione sul suo nome nell’ambiente letterario. Un viaggio nel 1946 negli USA ha un esito trionfale.

Sono questi per Camus anni di intenso lavoro durante i quali pubblica Il malinteso (1944), La peste (1947), Lo stato d’assedio (1948), I giusti (1950); adattamenti di opere di Larivey, Calderon, Faulkner, Dostojevskij. Esce il saggio più significativo L’uomo in rivolta (1951), poi il romanzo La caduta (1956), i racconti L’esilio e il regno (1957).

Camus  fu rivelato al grande pubblico da Lo straniero, uno dei più importanti romanzi del Novecento europeo. In quest’opera, ancor oggi ritenuta fondamentale, viene delineata la tematica chiaramente esistenziale di Camus. Questa lo accosta per un verso a Kafka e per certi aspetti a Sartre, da cui però Camus si sente diverso: il dover constatare “l’assurdità della vita” per lui non poteva essere lo scopo ultimo della vita, ma solo l’inizio, per poter arrivare ad accettare la vita con tutta la sua irrazionalità (“occorre che Sisifo sia felice”) nella totale compenetrazione dell’uomo con la natura (“le nozze con la terra”).

Nel 1957 ottiene il Premio Nobel.

Postumi sono usciti La morte felice (1971) e il romanzo incompiuto Il primo uomo (1993).

 

FILATELIA

CANADA  Anno, 2008 (fog.102), CONGO  Anno 1980  (278 PA),  FRANCIA  Anno 1967  (1514),  GUINEA BISSAU  Anno 2013 (4767 + BF), MONACO Anno 2006 (2568),  MOZAMBICO Anno 2002 (1977), 2011(3951 + BF 427),  NICARAGUA Anno 1995 (2049), NIGER Anno 1977 (414),  PARAGUAY  Anno 1977 (fog.306), SAN TOME’  & PRINCIPE  Anno 2010, SVEZIA  Anno 1990  (1623)

 

 

 

 

CANDELARIO OBESO

(Colombia)

 

Nato a Monpox in una famiglia di umili origini divenne ingegnere, educatore, giornalista e politico, ma legò la sua notorietà alla copiosa e originale produzione letteraria. Fu, infatti, l’iniziatore della poesia negra in Colombia

Fu un ottimo traduttore di numerose opere tra cui l’Otello di Shakespeare e romanzi di Victor Hugo, di poesie di Byron, Musset, Longfellow e altri.

Tradusse anche drammi, commedie, testi pedagogici e romanzi (La famiglia Pigmalione, Le cose del mondo), ma la sua opera più significativa è  I canti popolari della mia terra, nei quali è presente il linguaggio, la sensibilità, il lirismo della sua razza. Con tale opera entrò a far parte della storia della letteratura colombiana.

 

FILATELIA

COLOMBIA  Anno  1984   (883)

 

 

CANÉ  MIGUEL

(Argentina)

 

Figlio d’arte (suo padre scrisse Esther). È conosciuto come l’autore di Juvenilia e di altre prose narrative.

Scrittore argentino. Avvocato, scrisse su vari periodici e occupò cariche pubbliche e diplomatiche.  È considerato un esponente della cultura dell’Argentina nel 1980.

 

FILATELIA

ARGENTINA  Anno 1966  (764)

 

 

CANETTI ELIAS

(Romania)

 

Nato a Ruscuk il 25 luglio 1905. Morto a Zurigo nel 1994.

Di famiglia ebrea sefardita di origine spagnola, emigrata in Bulgaria, apprese dapprima la lingua spagnola e successivamente l’inglese, quando la famiglia si stabilì a Manchester. Morto il padre  nel 1912  si attaccò morbosamente alla madre che divenne la figura dominante della sua adolescenza e oltre. Solo dopo il trasferimento a Zurigo e poi  a Vienna nel 1913 imparò la lingua nella quale poi scrisse: il tedesco. A Vienna per volere della madre e di uno zio studiò chimica, senza mai esercitarla. 

Nel 1932 pubblicò una commedia caricaturale Nozze. Il suo unico romanzo L’accecamento  o Auto da fé fu pubblicato nel 1935, ma ebbe diffusione in Germania solo negli anni Sessanta.

Alcuni temi del romanzo vennero ripresi dall’Autore nel trattato Massa e potere  (1960) in cui tratta della situazione sociale e della situazione storica del presente.

Lo stesso avviene in alcune opere teatrali  Le nozze (1932),  La commedia della vanità (1934), Vite a scadenza (1964).

I suoi saggi furono raccolti nel volume Coscienza delle parole (1975). Del 1968 è l‘opera L’altro processo in cui prende spunto dalle lettere che Kafka inviò alla fidanzata Felice.

Scrisse volumi autobiografici La lingua salvata (1977), La fiaccola nell’orecchio (1980), Il frutto del fuoco (1985),  Il cuore segreto dell’orologio (1987), La tortura delle mosche (1992).

Fra le altre opere Le voci di Marrakesch (1968), Potere e sopravvivenza (1972), La provincia dell’uomo (1973).

Nel 1981 fu insignito del premio Nobel.

 

FILATELIA

BULGARIA  Anno  2005  (4065),  MALDIVE  Anno 1995  (2136)  

 

 

CANKAR  IVAN

(Slovenia)

 

Nasce a Vrhnika nel 1876 e muore Lubiana  nel 1918.

Da giovane fu incarcerato per questioni politiche e per la sua propaganda antiaustriaca.

Nel 1899 la sua produzione poetica Erotica fu fatta bruciare dalle autorità ecclesiastiche.  Scrisse romanzi e opere teatrali tra cui  La casa di Maria Ausiliatrice,  il racconto Il servo Jernej e il suo diritto (1907), considerato il suo capolavoro e il dramma I servi.

I suoi bozzetti Immagini dai sogni (1915-17) sono ispirati alla prima guerra mondiale.

 

FILATELIA

YUGOSLAVIA    Anno  1976  (1526)

 

 

CANTH MINNA (nata Ulrika Wilhelmina Johnsson)

(Finlandia)

 

Nata a Tampere il 19 marzo del 1844. Morì a Kuopio il 12 maggio del 1897.

Mentre studiava a Jyvaskyla, sposò il suo maestro che morì dopo 14 anni di matrimonio. Nel 1878 pubblicò un libro di novelle. Rimasta vedova  con sette figli si dedicò al commercio, riprendendo il lavoro del padre, commerciante di filati, e con la sua gestione fece rinascere l’azienda già sull’orlo del fallimento.

Fin dal 1874 aveva collaborato col marito nella redazione di un giornale che affrontava l’educazione del popolo e l’emancipazione della donna.

La durezza della sua esistenza si riflette nei suoi scritti e racconti e in particolar modo nei drammi, dove affronta i temi dei più umili e diseredati. Fu un’esponente del realismo finnico e la sua opera si intreccia con quella dell’emancipazione della donna e del femminismo. Il problema sociale è di solito  presente nelle sue opere come in La moglie dell’operaio (1885) di sapore ibseniano e nella Famiglia del parroco (1891)

Descrisse le sofferenze dei poveri con crudezza in Immagini di vita domestica finlandese (1886),  e in particolar modo nei drammi Salakari (1887),  Sylvia (1893),  Annalisa (1895),  Agnese (1892), nei quali denunciò con asprezza le ingiustizie sociali.

 

FILATELIA

FINLANDIA  Anno 1974  (275)

 

 

CAO ZHI  

(Cina)

 

Nato nel 192. Morto nel 232.

 Poeta, visse durante la tarda dinastia Han e  il periodo dei Tre Regni. 

Cao Zhi era il terzo figlio del signore della guerra Cao Cao e della sua seconda moglie, la principessa Bian. Assieme al fratello più vecchio Cao Pi aspirava alla successione del padre che aveva gettato le basi del Regno Wei. Nel 220, alla morte del padre Cao Cao, il potere passò al fratello Cao Pi che poco dopo si proclamò Imperatore del regno di Wei, ponendo fine alla dinastia Han.

Date le continue rivalità tra i due fratelli, a Cao Zhi non fu permesso di immischiarsi negli affari politici, nonostante le sue continue richieste in tal senso.

Sia il padre Cao Cao che il fratello Cao Pi furono  anch’essi buoni poeti, tanto che nella poesia cinese sono ricordati insieme come i "Tre Cao".

Le loro opere, assieme a quelle di altri poeti, formarono l'ossatura dello stile poetico della tarda dinastia Han, noto come stile jian'an e costituito da toni solenni, ma anche spesso melanconici, con frequenti lamenti sull'effimerità e labilità della vita.

Di Cao Zhi rimangono oggi una novantina di poesie, tenute in grande considerazione per la loro notevole influenza sullo sviluppo poetico nelle epoche successive.  Una delle più note è  Sul cavallo bianco.  Scritto nei primi anni della sua vita, la poesia ritrae un giovane guerriero che ha risposto senza timore alla necessità del suo paese e riflette l'aspirazione di Cao Zhi per contribuire ai suoi tempi.

Il poema più famoso di Cao Zhi è stato trovato nel romanzo storico Romanzo dei Tre regni di Luo Guanzhong.

 

FILATELIA

CINA Anno 1994    

 

CAPEK  JOSEF

(Cecoslovacchia)

 

Nato a Hronov  nel 1887.  Morto a Bergen-Belsen  nel 1945.

Visti i cattivi risultati alla scuola di tessitura, viene destinato al lavoro in fabbrica e poi (nel 1904) allo studio presso la Scuola di Arti Applicate di Praga. Nel 1907 anche la famiglia si trasferisce a Praga e Josef comincia a scrivere assieme al fratello Karel. Nascono in quegli anni i racconti giovanili di Krakonošova zahrada [ Il giardino di Krakonoš ] e Zářivé hlubiny [ Abissi splendenti ] oltre alla pièce Lásky hra osudná [Un fatal gioco d'amore], tutti influenzati dall'art nouveau (ma in Abissi splendenti Josef sperimenta in alcuni racconti i principi del cubismo).

Tornato a Praga dopo un soggiorno a Parigi (1910-11) diventa una delle figure centrali dell'avanguardia ceca (orientata verso il cubismo) ed entra a far parte prima della Skupina vytvárných umělců [Gruppo degli artisti figurativi] e poi del Mánes (associazione di artisti cechi che prende il nome da una famiglia di noti pittori dell'800), svolgendo anche il ruolo di redattore delle riviste dei due gruppi. Espulso dal Mánes scrive la sua prima raccolta (espressionista) di racconti, Lelio , in cui si riflettono la sua condizione di isolamento e l'atmosfera della guerra.

Dopo il conflitto fonda assieme ai pittori Špála e Zrzavý la Skupina Tvrdošíjných [Gruppo dei testardi] e comincia a collaborare prima con il quotidiano Národní listy [I fogli nazionali], poi con il più filo-masarykiano Lidové noviny [Le notizie del popolo]. Nel 1923 pubblica la seconda raccolta di racconti Pro delfina [Ad uso del delfino], nella quale l'atmosfera è più distesa e il rapporto con il mondo non è più così conflittuale.

Negli anni '20 ritorna anche al teatro da solo e con il fratello Karel, il noto scrittore (scrive con lui diverse pièces e inventa per lui la parola robot , utilizzata nel dramma R.U.R. Il neologismo deriva dalla parola robota , il lavoro coatto che nel sistema feudale i servi della gleba dovevano prestare nelle proprietà degli aristocratici). In quel periodo inizia a scrivere anche racconti per bambini che venivano pubblicati sui quotidiani e furono poi riuniti in due diverse raccolte.

La sua opera letteraria più importante è Stín kapradiny [L'ombra della felce] per la quale riceve il premio di stato per la letteratura. Si tratta di una storia di “ delitto e castigo ”, dove i motivi tratti dalle ballate popolari e la riflessione filosofica sui destini degli uomini rivestono un ruolo di grande rilievo.

L'inclinazione alla speculazione filosofica è evidente nelle successive opere (anche pittoriche) di Čapek: Kulhavý poutník [Il pellegrino zoppo], testo legato al motivo del pellegrinaggio e del viaggio (motivo molto importante nella letteratura ceca, basti pensare al Labirinto del mondo di Comenio), e Psáno do mraků [Scritto alle nuvole], raccolta di aforismi scritti tra il ' 36 e il ' 39.

Arrestato dalla Gestapo il 1 settembre 1939 per la sua attività giornalistica antinazista, scrive la sua ultima opera in campo di concentramento: una serie di poesie riunite dal poeta Vladimír Holan dopo la guerra nella raccolta Básně z koncentračního tábora [Poesie dal campo di concentramento]. Il tema centrale è la libertà, se non fisica almeno spirituale.

Josef Čapek muore in campo di concentramento nell'aprile del 1945, probabilmente a causa di un'epidemia di tifo. La sua opera pittorica è una tra le più originali dell'avanguardia ceca della prima metà del '900 e la sua attività di scrittore, spesso messa in ombra dalla sua stessa opera pittorica e dall'opera letteraria del fratello, resta imprescindibile. Čapek è un autore a suo agio sia nella pittura che nella letteratura . I suoi tentativi di applicare correnti artistiche e generi letterari anche molto diversi tra loro sono sempre legati ad un ' interpretazione molto personale.

 

FILATELIA 

CECOSLOVACCHIA  Anno 2007  Cartolina Postale, 2010 

 

 

CAPEK  KAREL

(Cecoslovacchia)

 

Nato a Malé Svatonovice il  9 gennaio  del 1890. Morto a  Praga il 26 dicembre del  1938).

Figlio di un dottore, studiò a Parigi  e in seguito si laureò a Praga in filosofia.  Dal 1917 al 1919 diresse il periodico “Fogli Nazionali “  e il Giornale del Popolo”.

Iniziò col fratello a scrivere racconti, riuniti poi nei volumi Profondità splendenti (1916) e Il giardino di Krakonos (1918). Sempre col fratello scrisse i drammi Dalla vita degli insetti (1921) e Adamo il creatore (1924).

Poi continuò a lavorare da solo tratteggiando nelle sue opere, in chiave satirica e avveniristica, i vizi del secolo, lo strapotere delle macchine, il potere politico, la mania per le scienze e la psicologia dell’uomo medio.

Nella sua opera La madre (1938) denunciò l’ottusità con cui chi deteneva il potere si avviava verso la guerra.   

Il suo lavoro più famoso è il dramma in tre atti R.U.R. (Rossum's Universal Robot) (1920), in cui compare per la prima volta la parola robot (dal ceco robota, "lavoro duro, lavoro forzato"), un termine che in seguito ebbe vasto successo nel campo della fantascienza. Va notato che i roboti di Čapek non sono in realtà robot nel senso poi attribuito al termine, in altre parole automi meccanici, ma esseri "costruiti" producendo artificialmente le diverse parti del corpo e assemblandole insieme.

Altri scritti:  Racconti tormentosi  (1921,  L'affare Makropulos (1922,  La fabbrica dell'Assoluto (1927)  La guerra delle salamandre (1936),

 

FILALATELIA

CECOSLOVACCHIA Anno 1958 (978), 1968 (1680), 1990 (2832)

 

 

 

 

CAPEK – CHOD KAREL MATEJ

(Cecoslovacchia)

 

Nato a Domazlice  nel 1860 e morto a Praga nel 1927.

Dalle sue esperienze nel campo giornalistico e dai suoi contatti con la realtà trasse spunti per costruire i suoi personaggi e per dar vita alla sua produzione novellistica di narratore.

Nel 1892 raccolse in un volume i suoi primi racconti. Seguirono nel 1893 Il più occidentale degli slavi e Il terzo cortile (1895), nei quali l’indagine sull’anima umana viene calata nel contesto storico e sono messi in evidenza conflitti insanabili. 

I suoi romanzi si presentano sotto forma di cronaca della condizione dell’uomo nella sua epoca.  Tra essi i migliori sono: La vendetta di Kaspar Lén (1908), La turbina (1916), Antonín Vondrejc (1917-1918), Resany (1927).

L'opera di Capek-Chod è una delle più indicative testimonianze del naturalismo ceco.

 

FILATELIA

CECOSLOVACCHIA  Anno  1960  (1100)

 

 

CAPOTE TRUMAN

(U.S.A.)

 

Nato a New Orleans nel 1924. Morto a Los Angeles nel 1984.

Esordì precocemente con il romanzo Altre voci, altre stanze (1948), cui seguirono L’arpa d’erba (1951) e i racconti raccolti in Un albero di notte (1949).  Per l’abile fusione di elementi fantastici e grotteschi, di umorismo e di orrore, questi libri si collocano nella migliore tradizione del gotico del sud degli Stati Uniti.

Dopo Colazione da Tiffany (1958) da cui fu tratto un pregevole film con protagonista l’affascinante Audrey Hepburn, scrisse A sangue freddo, un genere narrativo che definì non fiction novel , ossia romanzo-documento, fondato sull’esatta ricostruzione di un crimine feroce, realmente avvenuto e sull’esame accurato della personalità delle vittime.

Musica per camaleonti (1980) si colloca invece tra la narrativa, il reportage e il ritratto.

Al momento della sua morte stava preparando un nuovo romanzo, uscito postumo, intitolato  Preghiere esaudite (1986) sull’ambiente letterario e mondano di New York. (da Enc. Le Garzantine)

 

FILATELIA

U.S.A.    Anno 2003  (3476)

 

 

CARAGIALE  ION LUCA

(Romania)

 

Nato a Haimalale-Ploiesti il 30 gennaio 1852. Morto a Berlino il 9 giugno 1912

Suo padre Luca era il  segretario del monastero Margineni.

Nel 1959 inizia il primo anno di scuola a Ploiesti. Apprende a leggere e scrivere da padre Marinache e dal  maestro Haralambie della chiesa San Giorgio.

Dopo il ginnasio,  frequenta corsi di recitazione al conservatorio di Bucarest. Entra a far parte della redazione  della rivista “Timpul”. Conosce Eminescu che lo introduce nel circolo letterario “Unimea”, dove legge una sua commedia di costume Una notte burrascosa (1879).

Del 1885 è la commedia Cose di carnevale. Malasorte (1890) dramma naturalistico pervaso da un cupo pessimismo, fu la sua ultima opera teatrale. In seguito scrisse racconti pubblicati nel 1908, tra i quali spicca per il suo vigore drammatico "Un cero pasquale".

Respinto dall'Accademia sotto l'accusa di immoralità e plagio, fu processato e, assolto, si dedicò con scarso successo al commercio.

Nel 1908 pubblicò una serie di racconti.

Caragiale è il creatore del teatro comico  rumeno. Fu autore di novelle raccolte nei volumi Un cero pasquale  (1889) e Padron Ginnetto (1910). Nel 1903 fondò la rivista satirica “La sciocchezza romena” dove pubblicò, racconti, schizzi, feuilleton.

Nel 1902 venne accusato di plagio per la commedia La calunnia. L’accusa gli costò il mancato ingresso nella Accademia Rumena. Scelse allora la via dell’esilio e si rifugiò a Berlino dove dal 1905 visse fino alla morte.

Invitato a tornare in patria per ricevere onoranze ufficiali, rifiutò. Nel 1912, con l'occasione dei 60 anni è di nuovo chiamato in patria, ma il 9 giugno muore in modo improvviso a Berlino.

Il suo lavoro di drammaturgo influenzò Jonesco.

 

FILATELIA

MOLDAVIA  Anno  2007 (520),  ROMANIA  Anno 1952  (1202/7),  1953  (1289),  1960 (1655),  1962 (1851), 1977  (3036),  1983 (3440),  1985 (3558), 2002 (4762), 2005  (4996/7), 2012 (due valori diversi). 

 

 

CARAGIALE  MATEIU ION

(Romania)

  

Nato  Bucarest il 25 marzo del 1885 e ivi  morto il 17 gennaio del 1936.

Figlio illegittimo e ribelle, fratellastro di Ion Luca Caragiale con cui era in disaccordo, è conosciuto in campo letterario per il suo romanzo Craii de Curtea-Veche, che trasporta il lettore nel mondo dei discendenti boiari, durante la Prima Guerra Mondiale.

Il suo stile è legato al simbolismo, al decadentismo fin de siècle e al modernismo. 

Rappresenta una figura particolare nel mondo letterario romeno nel periodo intermedio fine Ottocento inizio del Novecento. Viene considerato una specie di precursore.

È anche noto per il suo atteggiamento dandista e la sua eccentricità.  Molte sue prose furono pubblicate sulla rivista “Gàndirea” che chiuse l’attività nell’anno 1920.

 

FILATELIA

ROMANIA  Anno 1985 

 

 

CARCO  FRANCIS (pseud. di Francis-Marie Alexandre Carcopino-Tusoli)

(Nuova Caledonia)


Nato a Noumèa il 3 luglio 1886,  morì a Parigi il 26 maggio 1958.

Il padre dirigeva un reclusorio a Nouméa (Nuova Caledonia).  I ricordi di quel periodo si ritrovano nei romanzi nei quali descrisse con realismo polemico il tragico ambiente umano dei reclusi.

Il suo vero nome era François Carcopino-Tusoli.

Dal 1910 visse in Francia, a Parigi. Nel 1912 pubblicò un libro di poesie La Bohème e il mio cuore, contenente versi ironici. Fu molto amico del pittore Utrillo

Del 1914 è il suo romanzo Jesus-la Caille che lo rese celebre. In esso descrive i bassifondi parigini in tono realistico, tema su cui ritornerà in altre opere come   Gli innocenti (1916), La squadra (1919), Bob e Bobette si divertono (1919), Panama (1925), I pervertiti (1925), Rue Pigalle (1928), La Strada (1930), Poemi in prosa (1948) Assai più curato dei  precedenti è L’uomo braccato del 1922. Il romanzo ottenne il  gran premio dell’Accademia francese.

Segue nel 1923 Nient’altro che una donna.

Scrisse molti saggi dedicati a figure di artisti: Il romanzo di Villon (1926),  La leggenda e la vita di Utrillo (1949),  Verlaine (1939),  una  monografia su Gerard de Nerval, L’amico dei pittori (1955),

Pubblicò libri di ricordi; Da Montmartre al Quartiere latino (1927),  Vent’anni di Montmartre (1928),  Memorie di un’altra vita (1934), A voce bassa (1938),  Bohème di artista  (1940), Nostalgia di Parigi (1941) tutti raccolti in seguito in Memorie (1942).

Nel 1955 furono pubblicate le Poesie complete.

 

FILATELIA

NUOVA CALENONIA Anno 1979  (701), WALLIS e FUTUNA  Anno 1988  (375)

 

 

CARDUCCI  GIOSUÉ 

(Italia)

 

Nacque a Val di Castello, nella Versilia, nel 1835. Morì a Bologna nel febbraio del 1907.

Primo di tre fratelli maschi, fu educato dal padre Michele, medico condotto, manzoniano in letteratura e carbonaro in politica, in un clima di ardore repubblicano e rivoluzionario. La madre, Ildegonda Celli, non meno impegnata del marito, leggeva al giovane Giosuè le poesie del Berchet e lo spronava a meditare sui drammi di Alfieri. Mentre la nonna si dedicava alla parte fantastica, raccontando fiabe e leggende della Versilia.

In seguito a disavventure paterne, il giovane seguì il padre nel suo girovagare per la Toscana e andò via via formando il suo carattere fiero e sdegnoso. Nella rivoluzione del 1848-49 il padre, licenziato, si rifugiò a Firenze dove Giosuè frequentò il collegio degli Scolopi. Nel 1853 si trasferì a Pisa dove aveva  ottenuto un posto di convittore presso la Scuola Normale di Pisa. Frequentò la locale università e partecipò al Gruppo degli amici pedanti che combattevano  l’irruzione straniera nelle lettere.

A 21 anni fu insegnante nel Ginnasio di S. Miniato al Tedesco. Con colleghi prese in affitto una casetta ‘La torre Bianca’, luogo di raduno per tumultuose riunioni letterarie.  Il gruppo si sciolse per debiti.

A 23 anni vinse  il concorso per il liceo municipale di Arezzo, ma il governo toscano revocò la nomina, adducendo una accusa di empietà religiosa.  Altre sventure personali si abbatterono su di lui: il suicidio del fratello Dante; la morte del padre; ristrettezze economiche che lo videro costretto a vivere di lezioni private e di un incarico presso l’editore Barbera che gli affidò la cura di una collana di classici.  In quel periodo sposò la cugina Elvira Menicucci da cui ebbe tre figlie e un figlio, Dante, morto all’età di tre anni.

Nel 1860 fu chiamato a Bologna dal Ministro Terenzio Mamiani ad occupare la cattedra universitaria che tenne per  oltre un quarantennio.

Dopo il 1861, morto Cavour, ritenendo che l’Italia rinunciasse al compimento dell’unità nazionale, scrisse terribili giambi, dichiarandosi massone, democratico e repubblicano. Cosa che gli procurò molte noie.

Nel 1867 fu eletto deputato repubblicano. Di questo periodo è il suo amore  per la Milanese Lina Cristofori Piva e in seguito per una signora veronese, Dafne Gargiolli, entrambe cantate nelle sue poesie.

Dopo il 1880, realizzatasi l’unità d’Italia, Carducci cominciò gradatamente ad accostarsi alla monarchia. Nel 1866 fu deputato monarchico e nel 1890 fu nominato senatore.

Appartiene a questo periodo l’amore per la giovane poetessa Annie Vivanti.

Verso la fine del secolo si andarono manifestando i sintomi di una grave malattia nervosa. Si recò per cure sulle Alpi dove fu colto da paralisi che gli colpì il braccio destro. L’anno prima della sua morte gli fu conferito il Premio Nobel (1906).

Morì a Bologna per polmonite nel febbraio del 1907.

Le opere e raccolte di poesie sono comprese in vari volumi: Juvenilia (1856-60), Levia gravia (1861-71), Giambi ed Epodi (1867-79), Rime nuove (1861-87), Odi barbare (1877-89), Rime e Ritmi  (1897).

Le prose sono raccolte in ventisei volumi, cui si devono aggiungere ventun volumi di Lettere.

 

FILATELIA

ITALIA  Anno 1932  (309),  1957  (819),  2007  (2914),  PARAGUAY  Anno 1977 (fog.306), SAN MARINO Anno 1937 ,  1945  (278 ABC 10,15,)  SAINT VINCENT  1995 (2590), SVEZIA  Anno 1966  (552).

     

   

 

 

CARËME  MAURICE

(Belgio)

 

Nato a Wavre il 15 maggio del 1899, muore a Anderlecht il 13 gennaio del 1978.

Maestro a 19 anni, poeta a 20, rinuncia alla prima professione per dedicarsi alla seconda. Comincia a scrivere sulla  “Revue indipendante” e su “Antologie” poi nel 1922 entra a far parte della redazione “La Revue sincére”.    Dopo un periodo di impronta surrealista, poi futurista, ritorna alla poesia semplice che non abbandonerà più. Scrive nel 1933 Poemi di fanciulli, Madre (1935).

Dopo la Seconda guerra mondiale continua sulla stessa strada e ottiene successo con Femme, La lanterna magica e La Casa Bianca. Gli anni 50 sono intrisi di tristezza e si avverte nei suoi versi uno stile nuovo. La sua poesia essenzialmente semplice descrive il mondo e approfondisce i misteri dell’uomo; per essa ottiene  il Premio Verhaeren (1927) e il Premio europeo a Trento. Poco prima della sua morte crea nel 1975  la Fondazione Maurice Carême che dal 1978 pubblica una rivista. 

Con la sua opera poetica diede  alla letteratura belga un importante contributo personale.

 

FILATELIA

BELGIO  Anno 1986  (2228), 2011

 

 

Carey Peter Philip

(Australia)

 

Nato il 7 maggio 1943 a Bacchus Marsh , Victoria , Australia.

Scrittore australiano, vinse per due volte il Booker Prizee con Oscar e Lucinda nel 1988 e con  La ballata di Ned Kelly nel 2001. Vinse per tre volte il Premio Miles Franklin  e  per più volte fu il concorrente australiano  per il Premio Nobel per la Letteratura .

Attualmente è il direttore esecutivo del Master of Fine Arts in Creative Writing in programma presso l’Hunter College della City University di New York.

Appartenente in una famiglia i cui genitori gestivano una concessionaria della  General Motors,  ha frequentato la Scuola statale di Bacchus Marsh dal 1948 al 1953, poi la  Geelong Grammar School tra il 1954 e il 1960 prima di conseguire la laurea.

Nel 1961, Carey si iscrisse ad un corso di laurea in scienze presso la Monash University di Melbourne, scegliendo l’indirizzo di Chimica e Zoologia, ma dovette abbandonarlo a causa di un incidente d'auto e soprattutto per scarso  interesse nei suoi studi.

Nel 1962, iniziò a lavorare in pubblicità presso diverse agenzie di pubblicità a Melbourne, un lavoro che gli permise di conoscere scrittori come  Barry Oakley  e Morris Lurie che lo introdussero nella narrativa americana ed europea.

Al periodo 1964/ risalgono i primi manoscritti di romanzi e di racconti. Alla fine del 1960, ha viaggiato attraverso l'Europa e parti del Medio Oriente, finendo a Londra nel 1968, dove ha lavorato, ancora una volta nella pubblicità. Tornato in Australia nel 1970, ha continuato ad interessarsi di pubblicità a Melbourne e Sydney.

La maggior parte dei suoi inediti vennero pubblicati in The Fat Man in History (1974).  Nel 1976,  Carey si trasferì a Queensland  dove scrisse la maggior parte delle storie raccolte in Crimini di guerra. Nel 1998 il suo comportamento suscitò polemiche in quanto rifiutò l'invito ad incontrare la Regina Elisabetta II, dopo aver vinto il Commonwealth Writers Prize per Jack Maggs, motivando il rifiuto col fatto che si riteneva un fervente australiano repubblicano. Più tardi motivò il rifiuto per motivi di famiglia.

Ha ricevuto tre lauree honoris causa ed è Fellow della Royal Society of Literature, dell'Accademia Australiana di Lettere e dell'Accademia Americana delle Arti e delle Scienze.

 

FILATELIA

AUSTRALIA  Anno 2010 (3202/3)

 

 

 

CARIGIET  ALOIS

(Svizzera)

 

Nasce il 30 agosto 1902 a Trun, Oberland Grigionese, e muore nel 1985.

Appassionato di pittura, porta a termine il suo apprendistato a Coira come pittore decoratore. È tra i fondatori del cabaret “Cornichon”, per il quale dipinge le scenografie e progetta i costumi. Nel 1927 apre a Zurigo un proprio atelier grafico.

Nel campo della letteratura per bambini è autore e illustratore, assieme a Selina Chönz di un fortunato libro, tradotto in molte lingue, Una campana per Ursli.

Maestro nell’arte cartellonistica e litografica,  dipinge dipinti murali sia per loStato sia per privati.

Libri: Una campana per Ursli    Fu pubblicato nel 1945. La storia riprende l’antichissima tradizione del Chalandamarz, la festa con cui i bambini dell’Engadina scacciano l’inverno a suon di campanelli.  Uno di essi, Ursli, non possiede alcuna campana adatta allo scopo e inizia a cercarne una.

 

FILATELIA 

SVIZZERA  Anno 2007

 

 

CARLE ERIC

(U.S.A.)

 

Nato a Siracusa, New York nel 1929.

Con i suoi genitori di origine tedesca ritorna in Germania all’età di sei anni. Terminati gli studi nell’Accademie Bildenden Küste di Stoccarda, nel 1952 si trasferisce in America, terra delle sue memorie d’infanzia, con una cartella piena di disegni e 40 dollari in tasca.

Trova presto un lavoro come progettista grafico  e successivamente dirige una agenzia di pubblicità.

Richiesto da un noto scrittore che aveva apprezzato un suo lavoro pubblicitario, illustra le storie Orso rosso, Orso marrone, Che cosa vedete?

Carle comincia anche a produrre testi propri, dando inizio ad una carriera fortunata.  Il suo primo libro con testi e illustrazione propri  fu 1.2.3 al giardino zoologico, seguito presto da Il trattore affamato,  il suo testo più noto.

L'arte di Eric Carle è immediatamente riconoscibile. La tecnica è quella del collage e usa carte dipinte a mano.  Utilizza anche altri accorgimenti grafici che conferiscono luminosità alla pagina.

Il suo segreto è quello di saper penetrare la psiche del bambino e di offrigli quanto la sua immaginazione richiede.

 

FILATELIA

GRAN BRETAGNA  2006  (2718)  

 

CARMIGGELT SIMON (pseud. Kronkel)

(Olanda)
 
Nato a Den Haag  il 7 ottobre 1913. Morto ad   Amsterdam, 30 november 1987.

Divenne una figura pubblica ben conosciuta nei Paesi Bassi a seguito delle sue colonne su giornali quotidiani e apparizioni televisive.

 Secondo figlio di Herman Carmiggelt e Adriana Bik non si rivelò uno studente molto brillante e abbandonò la scuola secondaria nel 1929. Gli piaceva lavorare come redattore per il giornale della scuola  ed era determinato a diventare un giornalista.

Dopo vari lavori editoriali, divenne reporter per il giornale di sinistra “Het Volk” (Il popolo ) . In seguito lavorò come critico teatrale. Scrisse anche brevi cronache  sulla vita quotidiana a L'Aia, che chiamò Kleinigheden (Sciocchezze). Nel 1939 sposò Simone  de Goey e un  anno dopo nacque una figlia, Marianne. Nello stesso anno  fu pubblicata la prima collezione di Kleinigheden col titolo  Vijftig dwaasheden ( Cinquanta follie ).Quando i tedeschi invasero l'Olanda nel 1940 e “Het Volk” fu più volte censurato e Carmiggelt si dimise.

Durante la guerra svolse piccoli lavori, ma fu  segretamente in contatto con la resistenza olandese e lavorò il quotidiano “Het Parool” dove scrisse alcune storie.

Nel 1943 Jan il fratello di Simon  fu arrestato dai tedeschi per aver nascosto persone ricercate  e fu deportato al campo di Vught, dove morì di sfinimento il 26 settembre 1943. La morte di Jan cambiò  il resto della vita di Simon, che non avrebbe mai superato del tutto il trauma causato.

Dopo la guerra ha di nuovo iniziato a scrivere colonne per “Het Parool”, firmando come ' Kronkel ' (Kink) . I suoi Kronkels divennero molto famosi per la loro malinconia, il tono cupo e l' uso ironico del linguaggio formale. Scrisse pure brevi storie sui  suoi figli e poi sui suoi nipoti, i suoi gatti e altri piccoli eventi della sua vita. Il suo lavoro diventò molto popolare tanto da ricevere diversi premi letterari olandesi. Insieme con l'autore indo-olandese e saggista Tjalie Robinson si è accreditato con la creazione di un nuovo genere di letteratura olandese che ha trovato successori come Rudy Kousbroek.

L’ultimo Kronkel di Simon Carmiggelt è stato pubblicato nel 1983. Il 30 novembre 1987 è morto di un attacco di cuore . Un anno dopo la sua morte , una statua di Carmiggelt (prodotto da Kees Verkade ) è stata collocata vicino alla sua ex casa di Amsterdam e una di lui e sua moglie su una panchina nei pressi della sua casa estiva a De Steeg (Rheden) L' ultima statua è stata rubata nel fine settimana del 21 gennaio 2012 e recuperata il 25 gennaio, segata in tanti pezzi. Ignoto il movente del furto. La statua fu rimessa insieme dallo scultore  Wik Kuijl e poi rimessa nella sua sede originaria il 23 gennaio 2013.

 

FILATELIA

OLANDA 2013

CARPENTIER  ALEJO

(Cuba)

 

Nato a L’Avana nel 1904. Morto a Parigi  nel 1980.

Imprigionato per le sue idee politiche nel 1927, visse a lungo in Francia. Nel 1959 aderì alla Rivoluzione cubana e ad essa rimase fedele fino alla morte che lo colse mentre era addetto culturale in Francia.

Tra i suoi romanzi: Il regno di questa terra (1949),  I passi perduti (1953),  Il secolo del lumi (1963),  Il ricorso al metodo (1974),  Concerto barocco (1974), La consacrazione della primavera (1978), L’arpa e l’ombra (1979). In essi con profondo senso storico e documentaristico e con toni ora umoristici ora grotteschi, ha saputo interpretare miti e allegorie del suo paese.

È considerato uno dei maestri dell’attuale narrativa latino americana.  (Enc. Le Garzantine)

 

FILATELIA

CUBA  Anno  1989  (2964)

  

 

 

Carranza Eduardo

(Colombia)

 

Nato a Spiay nel 1913. Morto nel 1985.

Poeta, ruppe con la poesia modernista di tipo francese che caratterizzò la prima metà del XX secolo, per ritornare alla poesia classica spagnola.  Associò sempre la sua poesia al ricordo  del passato, ad una poesia trasparente e matura e di alto livello, basata su tre temi fondamentali: patria, morte e amore per la terra.  Nel 1936 pubblicò il primo libro Canzoni per iniziare una festa, nel quale radunò le liriche dei suoi primi venti anni.

Studiò nella Scuola Normale Centrale per Maestri di Bogotà e insegnò letteratura in collegi e Università.

Diresse la “Revista del Colegio Mayor de Nuestra Señora del Rosario” , la “Revista de las Indias”, il “Suplemento literario de El Tempo” e la “Revista de la Universidad de los Andes”. Tra il 1945 e il 1949 fu aggregato culturale dell’Ambasciata di  Colombia in Chile; dal 1948 al 1951 s’occupò della direzione della Biblioteca Nazionale di Colombia; dal 1951 al 1958 fu aggregato culturale a Madrid. Presidente nel 1952 del  primo Congresso de Poesía a Segovia, tornò a dirigerlo assieme  a Carlos Riba e Vicente Aleixandre nel 1953 a  Salamanca, a fianco di  Gerardo Diego, Dámaso Alonso e Giuseppe Ungaretti. Fu membro dell’Accademia di Lingua e dal 1963 diresse  la Biblioteca del Distrito Especial de Bogotá.

Nel 1984 il governo presieduto da Belisario Betancur, lo nominò ambasciatore itinerante nei paesi di lingua spagnola e quello stesso anno presenziò, unitamente a  Léopold Sédar Senghor e Jorge Luis Borges, al VII Congresso Mondiale di  Poesía, in Marocco.

Professore di letteratura ispano-americana nelle università del Cile, di Madrid e Salamanca, tenne discorsi e conferenze.

Tradusse autori celebri tra cui  Paul Verlaine, Paul Éluard, Tristan Klingsor,  Guillaume Apollinaire e altri. 

Tra le sue opere sono da ricordare: Canciones para iniciar una fiesta (1936), Seis elegías y un himno (1939), Ellas los días y las nubes (1942) , Diciembre azul (1947).

 

FILATELIA

COLOMBIA Anno 1986  (896)

 

Carré Michel

(Francia)

 

Nato a Besançon il 20 0ttbre 1821. Morto ad Argenteuil il 27 giugno 1872.

Di nome  Michel Antoine Florentin Carré, stato un librettista di opere teatrali

Il suo nome è legato a quello di Jules Barbier, con il quale scrisse diversi libretti per compositori francesi del XIX secolo.

Fra le oltre sessanta opere realizzate dai suoi libretti si ricordano: I pescatori di perle (per G. Bizet 1863), Amleto,  Mignon (per A.Thomas),  Mireille, Faust, Le medecin malgré lui, Romeo e Giulietta, Poliuto,  (per C.Gounod).

Scrisse anche alcune opere per il teatro come: I racconti di Hoffmann (1951). Il libretto dell’opera di Jacques Offenbach fu tratto da questa opera da Jules Barbier nel 1881 dopo la morte di Michel Carré.

 

FILATELIA

SAN MARINO Anno 1999

 

 

 CARRIEGO EVARISTO

(Argentina)

 

Nato nel 1883 e morto nel 1912,

Poeta, scomparve giovanissimo all’età di 29 anni. Lasciò liriche delicate in cui cantò la vita della gente umile. Su di lui Jorge Louis Borghes scrisse una biografia per buona parte inventata.

 

FILATELIA

ARGENTINA  Anno 1983  (1344)

 

 

CARRILLO ENRIQUE GOMEZ

(Guatemala)

 

Nato a Città del Guatemala il 27 febbraio del 1873. Morto a Parigi il 29 novembre del 1927.

Figlio dello storico Augustin Gomez, crebbe in un ambiente conservatore, in contrasto con la sua personalità sempre ribelle, propensa all’avventura. Non concluse i suoi studi, ma sentì una forte propensione per la letteratura e la manifesta quando entrò a far parte della redazione di “El Correo de la Tarde” fondato da Rubén Dario.

Per intercessione del direttore fu inviato in Spagna per realizzare i suoi studi. Ma il suo spirito avventuroso lo porta a preferire la Francia, Parigi in particolar modo. E nella capitale trova la sua patria di elezione, dalla quale si allontana solo per viaggi attraverso il mondo.   

Pubblica a Madrid il suo primo libro Esbozos a Madrid.  Nel 1917 con Il cuore della tragedia ottiene il premio letterario dell’Accademia Francese.

Dai suoi viaggi per  il mondo ricava impressioni, esperienze e argomenti che profonde a piene mani nelle opere:  El alma encantadora de Paris (1902), El Japón heroico y galante (1912), La sonrisa de la esfinge (1913), Jerusalén y la Tierra Santa (1914), El encanto de Buenos Aires (1914), Vistas de Europa (1919),  La Grecia eterna y La Rusia actual (1920).

Le sue opere più importanti sono  El evangelio del amor (1922), e le novelle Tres novelas inmorales: Del amor, del dolor y del vicio (1898), Bohemia sentimental (1899), Maravillas (1899),  El reino de la frivolidad (1923).

Si occupò anche di saggistica nei volumi  Sensación de arte (1893), Literatura extranjera (1895), El modernismo (1905), Literaturas exóticas (1920), Safo, Frine y otras seductoras (1921), El misterio de la vida y de la muerte de Mata-Hari (1923), Las cien obras maestras de la literatura universal (1924),  La nueva literatura francesa (1927).

Quella di Gómez Carrillo fu una vita da bohemien, intensa e avventurosa che si protrasse fino alla morte avvenuta nel 1927. 

 

FILATELIA

GUATEMALA  Anno 1998

 

 

CARROL LEWIS (pseud. di Charles Luttwidge Dodgson)

(Inghilterra)

 

Matematico e scrittore, nacque il 27 gennaio 1832 a Daresbury, Cheshire, una piccola cittadina dove suo padre era pastore della parrocchia.

Carroll è il terzo figlio maschio di una numerosa famiglia che comprendeva altri quattro fratelli e sette sorelle. Compie i suoi studi nella scuola di Rugby, da lui poco amata,  e in seguito presso il Christ Church College di Oxford dove ottiene la nomina di lettore in matematica pura, una materia alla quale si dedica appassionatamente. Nella scuola vi rimane fino al 1881. Una delle condizioni per rimanervi era quella di seguire la carriera ecclesiastica, di votarsi al celibato e di prendere gli ordini religiosi, imposizioni che Carrol non segue.

Diviene soltanto decano nel 1861 e non va oltre, forse a causa della balbuzie e della sua timidezza. Per tutta la vita insegna matematica all’università di Oxford dove publica varie opere scientifiche: Formule di trigonometria piana (1861), La teoria dei determinanti (1867), Euclide e i suoi rivali moderni (1879).

Ma non sarebbero stati in suoi trattati di matematica a conferirgli la notorietà di cui ancora oggi gode. Carroll è un uomo magro, un po’ claudicante, timido, un po’ sordo e balbuziente. Una balbuzie che sparisce di fronte alle bambine alle quali soleva raccontare storie e intrattenerle con giochi vari. E’ un abile giocatore di scacchi e un inventore di giochi nonché di nonsense, un’arte trasmessagli dal padre.  Si appassiona alla fotografia e, col permesso dei genitori, fotografa bambine, anche nude, un hobby che destò sospetti nelle menti dei benpensanti, anche se tutti erano pronti a giurare sulle sue intenzioni innocenti.

Quando ottiene i primi successi letterari non muta tenore di vita. Rinuncia solo all’insegnamento ma continua a vivere nel College, come responsabile del club dell’Istituto. Solo  saltuariamente si reca a Londra per assistere a pièces teatrali. Compie qualche viaggio in varie parti d’Europa e si reca nel 1867 in Russia, in missione, per stabilire accordi fra la chiesa anglicana e la chiesa ortodossa.

La sua fama gli deriva dal libro scritto per una bambina, Alice Liddel, figlia di un diacono, Alice nel paese delle meraviglie (1865), scritto sotto lo pseudonimo col quale è oggi conosciuto. Il libro, illustrato da John Tenniel,  ottiene subito un immenso successo. Ad esso segue nel 1871  Alice attraverso lo specchio e ciò che vi trovò. L’opera fu amata, e continua ad esserlo, da bambini e adulti: sui primi per la fantasia particolare, intrisa di umorismo, di nonsense, di situazioni irreali; sugli adulti per il sottile gioco verbale e per il gusto del gioco logico.

Sempre per bambini scrive pure Una storia complicata (1885), un breve poema  La caccia allo “Snark” (1876) dove un gruppo di uomini va alla ricerca di un animale sconosciuto, benigno per alcuni e mortale per altri. Seguono poi Il gioco della logica del 1887 e Silvia e Bruno (1889-93), considerato un altro capolavoro che la critica definì “non riuscito” forse perché troppo moraleggiante. In esso l’autore pone a confronto due mondi diversi, ma nei quali vivono, con mutato aspetto, gli stessi personaggi e dove sembrerebbe che la regola interna al continuo gioco dei rispecchiamenti sia contenuta nell’inversione della parola LIVE (vita) che diventa EVIL (male).

Carroll scrive pure poesie e nonsense per bambini; e si diverte a comporre parodie di poesie di autori. Di notevole interesse le sue Rhyme? and Reason? (1893).

La facoltà di Carroll di saper osservare con candore la realtà e di trasfigurarla con la fantasia, serve all’autore per  mettere in evidenza le assurdità degli adulti e per dar vita a sottili giochi di logica.

Carroll muore improvvisamente di polmonite, mentre si trovava a Guildford (Surrey) presso le sorelle, il 14 gennaio 1898.

LIBRI: Alice nel paese  delle meraviglie   Nato da racconti improvvisati destinati a tre bambine, il libro racconta un sogno. Alice si annoia mentre legge un libro privo di figure. Si addormenta  Vedendo nel sogno un Coniglio Bianco passare davanti a lei, lo segue sino a infilarsi in una buca da dove precipita a capofitto in un paese sconosciuto. Da quel momento le capitano le cose più strane e più assurde. Alice cambia dimensioni a seconda che mangi una torta o beva un liquore; fa conoscenza con un gatto che appare e scompare, partecipa al tè della lepre marzolina e del Cappellaio matto. Incontra aragoste che ballano la quadriglia, partecipa alla partita a crocquet della Regina di Cuori la quale adopera mazze formate da fenicotteri e mazzi di carte che  rappresentano ora soldati, ora giardinieri. A conclusione vi è un processo nel quale Alice sarà coinvolta e si troverà contro tutte le carte da gioco… e si risveglierà dal sogno. . La trama si muove in un mondo bizzarro e incantato dove tutto è regolato da leggi estranee agli adulti. Lo scrittore si cala nella mentalità dei bambini, libera da regole e pregiudizi.

Alice attraverso lo specchio, scritto nel 1971, è la continuazione del primo volume. La bimba compie un viaggio in un paese fatto a forma di scacchiera, dove incontra personaggi strani: fiori che parlano, due esseri singolari Tuidedi e Tuidledum. Attraverso strani dialoghi con il Re e la Regina di scacchi, arriva alla ottava casella dove diventa lei stessa regina e presiede un banchetto in cui i commensali finiscono nei piatti e le vivande sulle seggiole. Follia ed estro bizzarro stanno alla base della storia che piace ai bambini perché lo scrittore, con la sua conoscenza psicologica, riesce a inserirsi nella loro mente, spesso spietata e ancora libera da convenzionalismi.

 

FILATELIA  

ANTIGUA Anno 1990, BURUNDI 1977 (750),  CECOSLOVACCHIA 1977, 1985, 1987,  COMORES 1976 (746), CONGO 2001 (9 valori in foglio), DOMINICA  1984, 1985, 1987, 1996, GRAN BRETAGNA 1979 (899), 1990, 1991, 1993 (1649), 1994 (1738), 1998, 2006, 2007,   GRENADA 1987 (1491/99+BF 193),   GUYANA  1991, 2001,  ISRAELE 2010, JERSEY 2010, MALDIVES 1980 (835/43+BF),  MALI  1982 (439/41),  MONGOLIA 1970, SAINT VINCENT 1992, SIERRA LEONE 1991, SINGAPORE  2003,  ISOLA DI SANT’ELENA 2001, TANZANIA 1991, TRISTAN DA CUNHA 1981, TURKMENISTAN  2000 (The Stamp Show 2000), USA 2005, ZAIRE 2001

 

CARSON  RACHEL LOUISE

(USA)

 

Nasce a Springdale (Pennsylvania) il 27 maggio 1907  e muore il 14 aprile 1964.

Di modesta famiglia, dopo essere vissuta a contatto con la natura, inizia a studiare e si indirizza verso la biologia. Si diploma nel 1929 al "Pennsylvania College for Women"  e completa gli studi in zoologia e genetica alla "Johns Hopkins University", dove si laurea in zoologia nel 1932.

Per molti anni insegna zoologia alla Johns Hopkins e alla Università del Maryland.  Costretta ad accudire la madre ammalata, accetta un lavoro part-time presso il Dipartimento della Pesca degli USA come scrittrice scientifica.

Al suo lavoro di biologa alterna l’attività di scrittrice e si fa notare per la sua opera    Silent Spring (Primavera silenziosa) che ottiene un enorme successo negli Stati Uniti d'America e lancia il movimento ambientalista. "Primavera silenziosa". Il movimento  ebbe un grande effetto negli Stati Uniti indirizzando la politica nazionale ad occuparsi del problema dei  pesticidi.

Scrive in seguito Under the Sea-Wind (1941) che riceve eccellenti recensioni ma fu un flop dal punto di vista commerciale. Ebbe la sfortuna di venir pubblicato solo un mese prima dell’attacco a Pearl Harbor che portò gli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale.

La Carson fece carriera nel Dipartimento (da allora venne trasformato nel Servizio Pesca e Natura), diventando editore capo delle pubblicazioni nel 1949. Per un certo tempo lavorò su del materiale per la preparazione del suo secondo libro. Ma viene  rifiutato da quindici diverse riviste prima che “The Katie”  lo suddividesse in numeri diversi per A profile of the Sea nel 1951. Altre parti apparirono presto nella rivista Nature, e la Oxford University Press lo pubblicò in forma di libro col titolo The Sea Around Us. Rimase nella lista dei bestseller del New York Times per 86 settimane e vinse nel 1952 il National Book Award. La Carson viene premiata con due dottorati ad honorem.  Col  successo viene  anche la sicurezza finanziaria e la Carson può  lasciare il lavoro nel 1952 per concentrarsi sulla scrittura a tempo pieno. Completa il terzo volume della sua trilogia sul mare, The Edge of the Sea, nel 1955. Tra il 1956 e il 1957, la Carson lavorò per diversi progetti e scrisse articoli per riviste popolari.

 

FILATELIA

MARSHALL ISLAND  Anno  2000,  PALAU  Anno  1998, USA  Anno 1981,  ZAMBIA  2000

     

 

 

CARTLAND  BARBARA

(Inghilterra)

 

Nata a Edgbaston, nei pressi di Birmingham, il 9 luglio 1901. Morta il 21 maggio del 2000.

Negli anni Venti e Trenta fu una delle personalità più celebri dell'alta società londinese, acclamata oltre che per la bellezza e il fascino anche per gli audaci ricevimenti che organizzava e per la sua innata capacità nel campo della moda. Nel corso della sua lunghissima vita diede il proprio sostegno a numerose cause umanitarie e caritatevoli, e nel 1981 è stata nominata dalla Regina Elisabetta Dama dell'Ordine dell'Impero britannico proprio per il suo impegno in ambito letterario, politico e sociale.

Autrice di numerosi romanzi storici, biografie, commedie e persino saggi, è diventata famosa in tutto il mondo per aver scritto più di 700 romanzi rosa, impresa per la quale nel 1983 ha meritato un posto d'onore nel Guinness dei primati.

Il primo romanzo, Jig-Saw, uscì nel 1923 e da allora produsse oltre 10 opere all’anno.

Durante la sua lunga vita si sposò due volte:  con Alexander McCorquodale (1927-33) e successivamente con il di lui cugino  Hugh McCorquodale (1936-63). Fu amica di Lady Diana, la principessa del Galles.

Si è spenta alla veneranda età di 99 anni.

 

FILATELIA

SAINT VINCENT Anno 1999  (Mic. 4664)

 

 

Carvalho Rómulo de

(Portogallo)

 

Nato a Lisbona nel 1906. Morto  il 19 febbraio 1997.

Professore di Fisica e Chimica (meglio noto a molti come il poeta della "Pietra filosofale"), è un simbolo unico nella cultura scientifica in Portogallo. Insegnante di scienze e poeta, coniugò nella  stessa persona due sensibilità diverse: quella di scrittore scientifico e quella di pedagogista e poeta.

Si laureò in fisica e chimica presso l’Università di Porto nel 1931. Fu insegnante, educatore, scienziato e ricercatore di storia della scienza.

Ma a parte l'uomo di scienza, Rómulo de Carvalho fu anche un grande poeta. Sotto lo pseudonimo di Anthony Gideon arricchì la letteratura portoghese del XX secolo. Gideon è l'autore di tante belle poesie: La Pietra Filosofal , Black Tear.

Nonostante il suo amore per la poesia, solo a 50 anni decise di pubblicare il suo primo libro di versi.

 

FILATELIA

PORTOGALLO  Anno 2006  (Mic 3054)

 

CARVALHO RONALD de

(Brasile)

 

Nato a  Rio de Janeiro nel  1893  ivi morì nel  1935.

Diplomatico, morì in un incidente d’auto.

Animatore della rivista “Fon-Fon”, in seguito co-fondatore  d’Orfeu (1915), debutta in campo letterario con poemi simbolisti.

Esponente del gruppo dei poeti dinamistas, raccolse le sue poesie in Luce gloriosa (1913) e Poesie e sonetti (1919). Dopo l’incontro con i poeti Villa Lobos, Mario e Osvald de Andrade subì una evoluzione poetica e partecipò alle attività dell’avanguardia futuriste e modernista,  come dimostrano le raccolte Epigrammi ironici e sentimentali (1922) e Tutta l’America (1926), Jogo pueris (1926).

Come critico scrisse la Storia della letteratura brasiliana (1919), traduzioni e diversi saggi.

 

FILATELIA

BRASILE  Anno 1967  (841)

 

 

Casaccia Gabriel BIBOLINI

(Paraguay)

 

Nato ad Asuncion il 20 aprile 1907. Morto a Buenos Aires il 24 novembre 1980.

Studiò presso la Scuola Nazionale di Asuncion e concluse gli studi presso la Facoltà di legge.  Si dedicò subito al giornalismo, scrivendo per i giornali “El Liberale” e “El Diario”, nonché per alcune riviste. Solo in seguito si dedicò alla narrativa.  Le prime opere furono firmate  con i due cognomi; in seguito, dopo 17 anni, usò il solo cognome di Casaccia per il quale è conosciuto nella sua produzione di romanzi e di racconti.

In gioventù si occupò di politica che abbandonò dopo il suo trasferimento in Argentina prima a Posadas e poi a Buenos Aires. E’considerato dalla critica, come il fondatore della moderna narrativa paraguayana.

In cinquant’anni dedicati alla letteratura scrisse dieci opere tra cui sette romanzi, due raccolte di racconti e un’opera teatrale: Hombres y mujeres fantoches (1930), Mario Pareda (1939), La babosa (1952), La llaga (1963), Los exiliados (1966), Los herederos (1975), e Los Huertas (1981), pubblicato dopo la sua morte. I racconti sono compresi nelle due opere: El guajhu (1938) e El Pozo (1947). L’opera teatrale El bandolero è stata pubblicata nel 1932.

È considerato l’iniziatore della letteratura contemporanea paraguayana.

Hombres, mujeres y  fantoches (1930) fu il suo primo romanzo  cui seguirono due raccolte di racconti El quajhùEl pozo. Il secondo romanzo Mario Pareda è del 1939, ma quello che gli diede la notorietà e la fama è La Babosa.  (pubblicato a Buenos Aires nel 1952, dove l’autore si trovava in volontario esilio.

In esso descrive la realtà nazionale attraverso la storia del proprio paese natale, Areguà, in cui mito e realtà si intrecciano per fissare letteralmente la violenza fisica e morale della dittatura. La denuncia caratterizza anche i successivi romanzi La llaga  (1964), Los exiliados (1966), Los herederos (1975) che diede origine a critiche negative e a censure feroci.

 

FILATELIA

PARAGUAY  Anno  2005   (2929), 2007  (3001)

 

 

 

CASAL JULIAN del

(Cuba)

 

Nato all’Havana il 78 novembre 1863. Ivi morì il 21 ottobre 1893,

Tre le componenti che influiranno sulla sua produzione letteraria: la morte della madre avvenuta quando aveva cinque anni; la salute malferma causata dal mal sottile che lo porterà alla tomba a soli 30 anni; la rigida educazione ricevuta nel collegio dei Gesuiti  a Belén.

Seguì svogliatamente corsi di giurisprudenza all’università dell’Avana e a diciassette anni cominciò la sua carriera letteraria.

Le condizioni finanziarie, aggravatesi dopo la morte del padre, lo costrinsero ad un lavoro di burocrate. Nel 1885 ebbe il primo incontro con i parnassiani e i simbolisti francesi che lo orienteranno nella ricerca poetica. Dal punto di vista classico attinge ai classici greci e latini e nella sua biblioteca vi sono testi di Leopardi, De Vigny, Baudelaire, Verlaine.

Pubblica  Canzoni alla morfina, I miei amori.

Casal si prospetta come il primo autore del modernismo e come tale sarà ricordato da Ruben Dario, che lo incontrò all’Havana. Nella sua poesia sono presenti i temi dell’ossessione della morte, della rievocazione del passato, di ansia di evasione dal presente che cercò di placare con un viaggio in Europa.

Dell’Autore è uscita postuma la raccolta di liriche Busti e rime che comprende alcuni ritratti di scrittori cubani.

 

FILATELIA

URUGUAY  Anno 1989  (1304), CUBA Anno 1955

 

CASTELAO ALFONSO  R.

(Spagna)

 

Nato a Rianno (Spagna) nel 1886. Morì  il 7 gennaio del 1950 a Buenos Aires.

Nel 1908 studia medicina nell’Università di Santiago di Compostela e nel frattempo segue anche un corso di pittura ma a causa  di difetti e di una malattia alla vista deve abbandonare la pittura per dedicarsi alla scrittura satirica e umoristica che utilizzerà più tardi, durante il periodo della guerra civile spagnola per denunciare la crudeltà e le miserie che colpirono la Spagna.

Partecipò alla storica assemblea che redasse lo Statuto degli Stati Federali della Gallizia; fu direttore artistico e fondatore della Corale Polifonica di Pentevedra.

La sua prima opera fu Un ollo de vidro (1922) cui seguirono Cousas (1926), As crucis de Pedra na Bretana (1929), Retrincos (1934), Os dous de sempre (1934).

Durante la guerra civile partecipò all’organizzazione della Milizia Gallega di Enrique Lister, ricoprendo una carica presso il governo repubblicano di Madrid, Barcelona e Valencia. Risale a questo periodo la pubblicazione degli albums Galicia Martir (1937) e Atila en Galicia (1937).

Nel 1938, inviato del Ministero della Propaganda repubblicana, si reca  in Russia, Cuba e negli Stati Uniti per ottenere l’appoggio degli emigranti verso la causa repubblicana.

Decide di rimanere in Argentina e fissa la sua dimora a Buenos Aires.

Comincia a scrivere opere teatrali tra cui Os vellos non deben de namorarse (1941). Nel 1944 scrive Sempre en Galiza e poi Alba de Gloria.

Castelao fu il primo presidente del Consiglio di Gallizia, il governo in esilio, e fondò la rivista catalano-gallega  “Galeuzca”, in ricordo dell’alleanza politica del 1933.

Morì a Buenos Aires per cancro ai polmoni. 

Nello stesso anno della sua morte uscì l'ultimo libro As crucis de Pedra na Galiza.

 

FILATELIA

SPAGNA  Anno 1986  (2491)

 

 

 

CASTELO BRANCO CAMILLO

(Portogallo)

 

Nato a Lisbona il 16 marzo 1825. Morto a San Miguel de Ceide il 1° giugno 1890.

Figlio naturale, rimase orfano a 10 anni e visse nel villaggio Tràs os Montes in ambiente contadino. Ebbe una vita romanzesca che si rifletté nei personaggi dei suoi romanzi. 

A  15 anni sposò una contadina da cui aveva avuto una figlia.  Dopo aver frequentato il seminario e conseguito gli ordini minori, si innamorò di Ana Placido, moglie di un ricco commerciante e fuggì con  lei, provocando uno scandalo che li portò entrambi in prigione.

In quel periodo scrisse Anatema (1851, Carlota Angela (1858), Il romanzo di un uomo ricco (1861) e Amore di perdizione (1862), il romanzo più significativo.

Scarcerato andò a convivere con Ana, con la quale poté sposarsi solo nel 1888, e che rimase per sempre al suo fianco.

Per vivere dovette continuamente scrivere. Fu un ottimo prosatore,  e nei romanzi insistette sui temi amore, lotta, pregiudizi, ricchezza, povertà.

La drammaticità è presente in molte sue pagine come in Novelle del  Minho, 12 volumi (1875-1877). Ma è anche presente la vena romantica, con punte di toni sarcastici e burleschi, e stranamente anche con spunti cristiani che trattano il tema del peccato, del dolore, della penitenza e della redenzione.

Al naturalismo reagì  con la caricatura. Nacquero  così i romanzi Eusebio Macario (1879) e A Corja (1880),  La brasiliana di Prinzins (1882)

I suoi ultimi anni furono tristi. Colpito da cecità, afflitto per la pazzia del figlio, si suicidò con un colpo di pistola.

 

FILATELIA

PORTOGALLO  Anno 1925  (334/64), 1990 (1807)

 

 

Castiglione   Baldassarre

(Italia)

 

Nacque a Casatico (Mantova),  nel 1478. morì a Toledo nel 1529.

Appartenne ad una nobile famiglia, imparentata con i Gonzaga.

Come per numerosi intellettuali di piccola e media nobiltà dell'epoca, la sua vicenda biografica fu scandita da numerosi viaggi e missioni diplomatiche al servizio di alcune tra le maggiori famiglie dell'Italia centro-settentrionale. Compiuta la sua prima formazione a Milano, fu al servizio alternativamente dei Gonzaga, signori di Mantova, dei Montefeltro signori di Urbino e dei Della Rovere, partecipando, con incarichi diplomatici diversi, alle complicate vicende che coinvolsero lo Stato Pontificio e gli stati dell'Italia settentrionale a cavallo tra XV° e XVI° secolo.

Nel 1521 Castiglione abbracciò la vita ecclesiastica e nel 1524 fu nominato da Leone X nunzio apostolico a Madrid. I rapporti tra Spagna e Chiesa purtroppo precipitarono rapidamente, giungendo ad una esplicita contrapposizione tra Papa e Imperatore, che ebbe come devastante esito il Sacco di Roma del 1527; Castiglione fu accusato di avere pesanti responsabilità nella condotta diplomatica tra Spagna e Chiesa e rimase in Spagna fino alla morte.

Negli ultimi anni di vita si dedicò principalmente a completare e rivedere la sua maggiore opera, Il Cortegiano. Il dialogo in quattro libri, cominciato nel 1513-14, era diffuso e conosciuto prima ancora che fosse dato alle stampe: la prima edizione risale al 1528, ad opera di Aldo Manuzio e Andrea Asolo, stampatori a Venezia. L'opera ebbe un'immediata e fortunatissima diffusione in tutta Europa: il Cortegiano infatti, non è un semplice manuale di comportamento ad uso delle corti quanto piuttosto una stilizzazione della società cortigiana ideale a cui l'aristocrazia rinascimentale tendeva ma che di rado poteva realizzarsi nella tempesta delle vicende storico-politico che si susseguirono rapidamente per tutto il Rinascimento.

Castiglione morì a Toledo nel 1529. 

Altre opere: l’egloga Tirsi (1506),  il prologo della Calandria di Bibbiena (1513),  rime in latino e in volgare e un nutrito epistolario.

 

FILATELIA

FUJERA  Anno 1968  (77)

 

 

CASTRO GUILLEN  de

(Spagna)  

 

Nato a Valencia il 4 novembre del 1569. Morto a Madrid il 28 luglio del 1631.

Letterato alla moda, benvoluto a corte, favorito del potente duca de Olivares, giunse a cariche elevate, tra cui il governatorato di Napoli.  Fu il fondatore dell’Accademia dei Notturni.

È considerato il più importante rappresentante della scuola valenciana della fine del XVI secolo e uno dei più famosi seguaci di Lope de Vega, nella corrente detta della commedia nuova.

Castro dà un contributo particolare al trattamento delle fonti epico-liriche del "Romancero" all'interno del dramma, con Le gesta del Cid e Il conte Alarcon.    

Ha pubblicato 26 commedie e gli sono attribuite altre 9 opere drammatiche. La sua fama è legata a Las mocedades del Cid, scritta tra il 1605 e il 1615, basata sui romances scritti a proposito della storia del Cid. Las mocedades è stata ripresa anche da Pierre Corneille nel suo Le Cid del 1636.

A questi temi  è affidato il suo successo nel XVII secolo, anche fuori di Spagna, sebbene la loro specifica influenza, come del resto quella stessa di Lope de Vega, non vada oltre i moduli e i meccanismi d'intreccio.

 

FILATELIA

SPAGNA  Anno 1970  (1646)

 

 

 

CASTRO JOSÉ MARIA  FERREIRA

(Portogallo)

 

Nato a Salgueiros, presso Oliveira de Azeméis il 24 maggio del 1898.  Morì a Porto il 24 giugno del  1974.

Nato in una modesta famiglia, frequenta la scuola primaria a Ossea.  Nel 1911 emigra a Belém do Para in Brasile dove per quattro anni lavora in una foresta amazzonica in un regime di semi-schiavitù, esperienza che ritrarrà nelle sue opere, in particolar modo nel romanzo La selva (1930).

Visse in Brasile per molti anni, affrontando esperienze assai dure e dedicandosi a diversi lavori. Fu una esperienza che gli permise di illustrare nelle sue opere la dura esistenza degli indios, dei lavoratori nelle piantagioni e degli emigranti.

Nel 1920, rientrato  in Portogallo, deciso a seguire la carriera letteraria, fonda il giornale “O Luso”, con l’intento di avvicinare il Portogallo al Brasile. La pubblicazione dura pochi mesi e cessa per mancanza di finanziamenti.

Nel 1928 riesce a fondare e a dirigere la rivista “Civilizzazione” sulla quale pubblica nel 1930 il romanzo Emigranti. Nel 1933 pubblica  l’opera Eternità.

L’intensa produzione letteraria che seguì lo impose all’attenzione del pubblico non solamente in patria ma oltre i confini.

In seguito De Castro si occupò attivamente di politica battendosi per la difesa dei diritti e della dignità dell’individuo.

Nel 1958, nonostante un vasto movimento intellettuale lo avesse proposto come candidato alla Presidenza della Repubblica, rifiutò l’invito non sentendosi preparato a sostenere l’oneroso impegno.

Accetta solo nel 1962 la carica di Presidente della Società Portoghese degli scrittori.

Muore nel 1974 stroncato da una crisi cardiaca.

Fu  considerato il precursore del neorealismo portoghese.

Nel suoi scritti  cercò di mettere in evidenza l’aspetto psicologico dei vari personaggi. Da ricordare ancora le opere: Carne affamata (1924), La selva dell’Amazonia (1930),  Terra fredda (1934), La lana e la neve (1946),  La curva della strada (1950),  L’istinto supremo (1968).

 

FILATELIA

PORTOGALLO  Anno 1998  (2260)

 

 

Castro  Rosalía de

(Spagna)

 

Nata a Santiago de Compostela il 24 febbraio del 1837. Morta a Padròn il 15 di luglio del 1885.

Figlia della nobile Maria Rosalia Rita, si sostiene che il padre fosse il sacerdote Josè Martinez Viojo, sebbene non esista alcuna prova in merito.  All’età di 17 anni frequenta il liceo di San  Agustin dove segue corsi di musica e di recitazione, prendendo parte quale attrice non porofessionista ad alcune commedie.

Moglie di un cronista, Manuel Murguìa, conosciuto a Madrid, ha da lui sette figli.

Nonostante si dedicasse ai figli e alla cura della famiglia, non tralascia di coltivare la letteratura e comincia a scrivere i Cantares gallegos

Trasferitasi a Madrid, non prima di aver più volte cambiato domicilio, continua ad occuparsi di letteratura. La nostalgia per la sua Galizia viene trasmessa nelle sue opere in cui i diseredati e l’emigrazione dei campesini hanno una parte precipua.

Interpreta con intenso lirismo ora il paesaggio della terra natale, ora l'intimo dolore della sua interiorità melanconica, ora le tribolazioni della povera gente della sua regione

Muore di cancro all’età di 48 anni nella sua casa di Padron, oggi diventata un museo. È sepolta nel Panteon degli uomini illustri nella chiesa di San Domingo de Bonoval a Santiago de Compostela.

Opere in poesia:  La Flor (1857), A mi madre (1863), Cantares gallegos (1863) (gallego), Follas novas (1880) (gallego), En las orillas del Sar (1884) (spagnolo).

Opere in prosa: La hija del mar (1859) (spagnolo),  Flavio (1861) (spagnolo),  El cadiceño (1863) (spagnolo),  Contos da miña terra I (in seguito pubblicato col titolo Conto gallego) (1864) (gallego),  Ruinas (1866) (spagnolo), Las literatas (1866) (spagnolo),  El caballero de las botas azules (1867) (spagnolo),  El primer loco (1881) (spagnolo), El domingo de Ramos (1881) (spagnolo),  Padrón y las inundaciones (1881) (spagnolo),  Mi tía la de Albacete (1882) (spagnolo).

 

FILATELIA

SPAGNA  Anno 1968  (1520)

 

 

 

 

CATHER  SIBERT WILLA

(USA)

 

Nata a Winchester, Virginia il 7 dicembre 1876. Morta a New York il 24 aprile 1947,

Discendente da una famiglia di origine irlandese-alsaziana, crebbe nel Nebraska in un periodo in cui la regione era popolata da immigrati cechi e scandinavi. In questo ambiente, in cui oltre agli immigrati vivevano indigeni americani, si formò il carattere che rivisse nelle sue opere.

Nel campo delle lettere si formò su scrittori  quali Flaubert, Henry James, Hawthorne, Tugheniev, Merimée, Conrad.

Dopo essersi laureata nell’Università del Nebraska, visse in patria e all’estero, guadagnandosi la vita come giornalista, maestra, direttrice di riviste. Raggiunta una certa indipendenza, decise di lavorare per se stessa.

Il primo romanzo Alexander’s Brige (1912), preceduto nel 1903 da un volume di poesie, non fu molto convincente. Il romanzo successivo, uscito un anno dopo O Pionniers!  ottenne un notevole successo. L’opera che seguì Il canto dell’allodola (1915) fu, come l’autrice riconobbe, un romanzo sbagliato nell’impostazione. Non così il successivo romanzo  Mia Antonia (1918) e i racconti Gioventù e la vivida Medusa  (1920).

Deve alla sua adolescenza e infanzia, trascorse in terra d’Indiani, dove operavano i primi immigrati, addetti alla costruzione delle ferrovie, buona parte dei contenuti dei primi “romanzi di frontiera” . Ma la Cather andò oltre la tematica pionieristica, arrivando ad individuare i mali della società americana in divenire (il denaro, l’ossessione del potere) nel difficile passaggio da una economia agraria ad una industrializzata, anche nei riguardi della borghesia.

Nelle opere successive Uno dei nostri (1922), Una donna perduta (1923), La casa del professore (!925) Il mio mortale nemico (1926) ritornò ai temi a lei più congeniali : analisi degli immigrati e la trasformazione dell’Ovest americano in senso limitato, timoroso, meschino e provinciale.

La Cather cercò sovente rifugio nei temi del passato, scrivendo La morte viene per l’arcivescovo (1927),  ambientato nel sud ovest ispano-cattolico,  Ombre sulla roccia, ambientato nel Quebec franco-cattolico. In questi romanzi l’Autrice  giunge a conciliare cronaca e leggenda, religiosità cattolica e religiosità indiana.

La Cather trascorse gli ultimi anni a New York, allontanandosi per brevi viaggi in Europa e attraverso l’America, diventando sempre più astiosa e bisbetica a causa del suo conservatorismo.

Scrisse ancora romanzi e un volume di saggi Non sotto i quaranta (1936). Oltre a romanzi e poesie fu pure autrice di una interessante serie di saggi e scritti critici sull’arte dello scrivere. .

 

FILATELIA

USA  Anno 1973  (1004)

 

 

 

CATULLO CAIO VALERIO

(Poeta latino)

 

Nato a Verona, nella Gallia Traspadana  verso l’87 a.C. Morì verso il 54 a.C.

Di famiglia agiata verso il 62 a.C. venne a Roma dove ben presto entrò a far parte di una brigata di giovani gaudenti e spensierati. Non ricoprì cariche politiche ma non  fu indifferente ai metodi degli uomini per conquistare il potere. Si dedicò più che altro ai piaceri, alla mondanità che cantò nelle sue poesie non di rado con accenti satirici.  Aveva ville in  campagna e città. Nota è quella di Sirmione sul Garda. 

Nel 57 a.C. seguì il pretore Caio Memmio in Oriente. Lo spinsero al viaggio la necessità di riassestare le sue rovinate finanze e il desiderio di visitare la tomba del fratello sepolto nella Troade. Dall’Oriente tornò deluso perché non aveva ricavato quello che sperava. Due anni dopo, colpito forse da mal sottile, moriva all’età di trentatre anni.

Nella sua vita ci fu solo un episodio importante: il suo amore per una donna da lui  chiamata Lesbia nei suoi canti. Una donna del gran mondo di allora, bellissima, sorella del tribuno Clodio e moglie di Quinto Metello Celere, assai più vecchio di lei. Fu sospettata di aver  avvelenato il marito nel 59 a.C., come afferma Cicerone nel discorso Pro Caelio. Il suo vero nome era Clodia, donna  nota per la sua scarsa castigatezza. Si trattò per Catullo di una passione tempestosa, profonda con alti e bassi, come ricorda la poesia Odio e amo.

La sua opera è il Liber, silloge delle sue poesie, ordinato dopo la morte per mano di altri. Si tratta di 116 carmi in cui sono presenti brevi carmi polimetri (1-60); i Carmina docta (61-68), carmi ed epigrammi in distici elegiaci (69-116). Notevoli sono l’epitalamio per le Nozze di Manlio Torquato e Vinia Arunculeia, il poemetto Attis, la traduzione della Chioma di Berenice di Callimaco.

Catullo fece parte della corrente poetica dei neoteroi e subì l’influsso di Saffo. Ma la sua forte personalità riuscì ad andare oltre  e a creare un capolavoro poetico.

 

FILATELIA

ITALIA  Anno 1949  (614),  ITALIA-TRIESTE  Anno 1949  (55)

 

 

Caxaru Pietru

(Malta)

 

Nato a Medina all’inizio del 15° secolo.

Pietru Caxaru è l'autore del primo documento scritto in maltese. Una sua poesia dal titolo Cantilena fu scoperta  negli archivi notarili a La Valletta nel 1966.

Caxaru nacque quando Malta cadde sotto il dominio degli Aragonesi.

Superati gli esami di notaio pubblico, esercitò a Malta e a Gozo e si occupò di politica, presenziando alle sedute del  consiglio di amministrazione di Mdina. Le sue poesie dimostrano l’evolversi  della cultura europea nella poesia maltese.

 

FILATELIA

MALTA  Anno   1985  (716)

 

 

CAZOTTE JACQUES

(Francia)

 

Nato nel  1719 a Digione. Morto a Parigi nel 1792.

Visse in un periodo turbolento della storia di Francia. Durante la Rivoluzione partecipò per la monarchia e per tale ideale venne condannato alla ghigliottina.

È autore di bizzarri racconti che su riallacciano alla fantasia della novellistica araba quali Zampa di Gatto (1741),  Mille e una sciocchezza  racconti per dormire (1742) seguìto dalla Continuazione delle mille e una notte (1788/9).

Il suo capolavoro è Il diavolo innamorato del 1772, un romanzo noir, legato alla sua passione per l’occultuismo, nel quale si anticipano inquietanti paesaggi e situazioni care a Poe, Hoffman e Maupassant.

 

FILATELIA

JERSEY  Anno 1983  (304)

 

 

 

Čech  Svatopluk

(Cecoslovacchia)

 

Nato a Ostredek (Bensov) il 21 febbraio del 1846. Morto a Praga il 23 febbraio del 1808.

Scrittore, giornalista e poeta, studiò nel ginnasio di Praga dove iniziò a lavorare come giornalista presso le testate “Kvety”, “Lumis” e “Svetovor”.

Il suo primo poema Husita na Baltu venne pubblicato nel 1868 sull’Almanacco Ruch.  Altre opere sul tema della storia ussita e su temi storici furono Adamiti (1873), il poema Europa (1878) che ha per tema i movimenti rivoluzionari in Europa, Slavie (1882) sugli ideali dell’unità degli slavi, Vaclaz z Michalkovic (1880) sull’oppressione religiosa, Lesetinsky kovar (1883) sui problemi sociali e sull’industrializzazione (opera confiscata). A questi si aggiungono i poemi lirici Jitrnich pisni (1887) e Novych pisni (1888) dal contenuto alquanto enfatico, declamatorio, troppo intriso in temi politici e sociali.

Da queste tematiche si discostano i versi in cui rielabora e ricorda la sua infanzia e la vita dei campi come  All'ombra del tiglio (1879), Il canzoniere di Jan Burian (1887) e I mietitori (1903).

Fu pure autore di novelle satiriche raccolte nei volumi Vylety pana Broucka (1888. 1889).

Un ponte di Praga è intitolato al suo nome.

 

FILATELIA

CECOSLOVACCHIA  Anno 1959  (979)

 

 

CECHOV ANTON PAVLOVIC

(Russia)

 

Nato a Tangarog il 17 gennaio del 1860; morto a Badenweiler, Foresta Nera, Germania, il 2 luglio del 1904.

Nipote di un servo della gleba che aveva ottenuto la libertà e figlio di un droghiere, visse nell’ambiente della provincia russa, nell’atmosfera che seguì l’emancipazione dei servi della gleba e le successive riforme.

A causa di difficoltà finanziarie, nel 1876 la famiglia dovette trasferirsi a Mosca, mentre il giovane Cecov rimase nella città natale per terminare gli studi primari.  Per aiutare la famiglia cominciò a scrivere racconti per giornali umoristici, che inviava a Mosca. Terminati gli studi primari, si trasferì nella capitale dove frequentò la facoltà di medicina e continuò a scrivere per sopperire in parte alle necessità della famiglia.

Nel 1884, dopo essersi laureato,  pubblicò la sua prima raccolta di racconti Le fiabe di Melpomene, che sono pervase da uno spirito comico e grottesco alla Gogol. Intanto esercitò saltuariamente la sua professione negli ospedali di Voskresensk e di Zvenigorod. in occasione di epidemie e di carestie.

La fama e la notorietà gli vennero dopo altre due raccolte di racconti Racconti variopinti (1886)  e Nel crepuscolo (1887) in cui descrive la piccola borghesia russa composta di uomini frustrati, incompresi, illusi nella speranza di un mondo migliore.

Cecov si dedica pure al teatro con atti unici: Il fumo fa male (1886), L’orso (1888), Una domanda di matrimonio (1888), Le nozze (1889), l’Anniversario (1891) e un dramma più impegnato  Ivanov (1887).

Il lungo racconto La steppa del  1888, in cui narra il viaggio di un ragazzo nelle distese della steppa siberiana, descritta attraverso gli occhi del giovane, consacrò la sua fama di scrittore.

Passò dai giornali umoristici alle riviste letterarie  e con lui i racconti e le novelle, considerati in Russia un genere minore, acquistarono prestigio nella grande letteratura del paese.

Cecov si occupò poco di politica, cosa che gli venne rimproverata dai suoi critici.

Dopo la morte per tubercolosi di un fratello, fece un viaggio che lo portò alla colonia penale di Sachalin e l’esperienza gli dettò il volume L’isola di Sachalin (1893), in cui descrive le disumane condizioni in cui versavano i prigionieri.

Intraprese poi  il suo  primo lungo viaggio che lo portò in Austria, in Italia, in Francia. Ma, avendo la salute minata dalla tubercolosi, ritornò a Mosca e andò poi a vivere nella piccola tenuta di Melichovo, dove si stabilì per curarsi. Il propagarsi di una carestia e di una epidemia di colera lo costrinsero a ritornare alla professione di medico. Promosse la costruzione di strade, di scuole e la sua popolarità si accrebbe tra i contadini. Nel 1895 conobbe Tolstoi, cui rimase legato per amicizia per tutta la vita.

Nel 1900 venne eletto membro dell’Accademia russa delle scienze, ma si dimise due anni  dopo per  protesta dopo l’espulsione di Gorkij.

Soggiornò più volte per cura a Nizza, a Biarritz, a Jalta in Crimea. Nel 1901 sposò Olga L. Knipper, attrice del Teatro d’arte di Mosca. In quegli anni scrisse Mia moglie (1892),  Il reparto 6 (1892), La mia vita (1896), La casa col mezzanino (1896),

L’insuccesso di un suo dramma Il gabbiano, e le critiche astiose, aggravarono la sua salute, tanto da costringerlo a trascorrere l’inverno 1897-98 a Nizza, dove seguì l’”affare Dreyfus”, ammirando la coraggiosa ed energica posizione assunta da Zola.

Cecov conobbe ed ospitò nella sua casa illustri personaggi come Stanislavskij, Scialiapin, Korolenko, Rasmaninov e si interessò anche del giovane Gorki.

Le sue dimissioni dalla carica di Membro dell’Accademia russa delle scienze non gli impedirono di continuare nella sua produzione.  A questo periodo appartengono Uva spina (1898), L’ultimo astuccio (1898), Anima cara, un racconto che piaceva  a Tolstoi,  La signora col cagnolino (1899), La fidanzata (1903).

Negli ultimi anni della sua vita compose i drammi Zio Vania (1897), Le tre sorelle (1900) Il giardino  dei ciliegi (1903).

Nel 1904 partì con Olga alla volta della Foresta Nera, per un estremo tentativo di combattere la tubercolosi. Morì a Badenweiler, assistito dalla moglie, all’età di quarantaquattro anni.

Nei suoi racconti Cecov preferì sempre le figure di uomini normali, dal destino mediocre; descrisse il mondo dei burocrati pieno di figure meschine, scolpite con rara potenza (vedi La morte dell’impiegato).

La sua drammaturgia servì a rinnovare il teatro russo. I suoi drammi, privi di azione, descrivono il grigiore quotidiano e il decadere della vecchia generazione, incapace di far fronte all’evoluzione e alle richieste delle nuove generazioni e alle nuove riforme.

 

FILATELIA

CECOSLOVACCHIA  Anno 1954  (775/6),  GAMBIA Anno 2001  (3413),  ROMANIA Anno 1960  (1687),  RUSSIA Anno  1998 (6341), 2000 (6503), SAN MARINO Anno 2004  (1964)  URSS Anno 1939  (755/8),  1948 (1260), 1954  (1705),  1959 (2156), 1960  (2253/4),  1963 (2626),  1974  (4044) , RUSSIA Anno 2010 (Mic BF 129, 130),  VATICANO 2010

 

CEGLINSKY GRIGORY IVANOVICH

(Ukraina)

 

Nato nel 1853.  Morto nel -1912

Scrittore ukraino.

 

FILATELIA

Ukraina, 2003.03.09,  Annullo speciale e Busta postale

 

CELA CAMILO JOSÉ

(Spagna)

 

Nato a Padròn, Galizia,  l’11 maggio 1916. Morto nel 2002.

Di padre e madre inglese studiò in Inghilterra e poi in Spagna dove si laureò a Madrid in giurisprudenza .

Iniziò a pubblicare nel 1942 col romanzo La famiglia di Pascual Duarte. Il secondo romanzo è  Padiglione di riposo, scritto  nel 1943 durante un soggiorno in sanatorio.  Del tutto diverso dai primi due il terzo romanzo uscito nel 1944 col titolo Nuove avventure e disavventure di Lazarillo de Tormes. Nel 1951 appare  L’alveare sulla vita tumultuosa in Madrid dopo la guerra civile. La sua produzione prosegue passando ad una narrazione più movimentata e amena con Undici racconti di calcio (1963).

Durante un viaggio in America nascono i romanzi La Catira (1955) e Mrs Caldwell  parla a suo figlio (1953). Singolare è il libro Tobogàn de hambrientos (1962), che contiene 200 episodi, numerati a ritroso a partire da 100, fino a far coincidere il 2000 con il primo personaggio,  tecnica che viene ripresa in opere posteriori Visperas, festividad y octavas de Sn Camino de añ 1936 en Madrid.

Ulteriori prove di virtuosismo stilistico le diede con Cristo versus Arizona (1987), L’assassinio del perdente (1994).

Cela è forse da considerarsi come la figura più originale e interessante della narrativa spagnola contemporanea. Suo capolavoro può considerarsi il romanzo d’esordio La famiglia di Pascual Duarte che, con la sua truculenza e con i particolari raccapriccianti, ha dato inizio al “tremendismo” (cosiddetto anche per l’accumularsi di fatti violenti). In certe opere sembra che domini un certo caos voluto dall’autore, caos  che viene ripreso nell’ultimo romanzo Mazurca per due morti (1983), un giallo  con molti personaggi i quali parlano ora in prima ora in seconda persona.

Per queste sue tecniche Cela viene considerato  un romanziere tra i più stimolanti ed estrosi.

È anche autore di un Dizionario segreto in tre volumi (1968) che raccoglie parole oscene tratte dal repertorio classico catalano sia dal castigliano parlato in America latina,  di una Enciclopedia sull’erotismo (1976), e Scherzi, divagazioni e altre inquietudini (1991), una raccolta di aneddoti e storie piccanti.

Ricevette il Premio Nobel nel 1989.

 

FILATELIA

SIERRA LEONE  Anno 2000 (2937), SPAGNA Anno  1994 (2898/9), 2003  (3606),  ZAMBIA Anno 2002 (1198)

 

 

 

CELAKOVSKY FRANTISEK LADISLAV

(Cecoslovacchia)

 

Nato a Strakonice il 7 marzo 1799. Morto a Praga il 5 agosto 1852.

Studiò a Ceské Budciovice, poi a Pisek e in seguito a Praga. Per parecchi anni fu precettore presso famiglie nobili. Nel 1834 ottenne il posto di redattore del “Giornale di Praga”. Ma dopo un anno fu licenziato per aver scritto una critica contro lo zar.

Dopo un periodo di  stenti ebbe un incarico di  bibliotecario e nel 1841 accettò la cattedra di slavistica a Breslavia. Nel 1849 fu nominato professore di lingue slave a Praga dove morì.

La sua opera poggia sul folklore slavo, che radunò in tre volumi Canti nazionali slavi (1825-1827).

Sulla scia di questo lavoro compose altre due libri,  Eco di canti russi (1829) e Eco di canti cechi (1839).

Di lui sono da ricordare un ciclo di cento liriche  La rosa, che raccoglie  anche liriche dedicate a sua moglie, canti patriottici e riflessioni filosofiche; e ancora  la Sapienza della stirpe slava (1852), un insieme di note, motti e proverbi.

 

FILATELIA

CECOSLOVACCHIA  Anno 1952  (661/2)

 

 

 

CELTIS o CELTES KONRAD

(Germania)

 

Nato a Wipfeld, Schweinfurt, nel 1459. Morto a Vienna nel 1508.

Umanista, il suo vero nome era Konrad Tickel o Bickel. Fu promotore di importanti iniziative culturali, tra cui l’Accademia Ungherese.

Scrisse opere teatrali (Ludus Dianae, 1501) poesie Amorum libri quattuor (1502), Odarum libri quattuor (postumo, 1513) e studi storici.

Pubblicò testi di Seneca, Tacito e Rosvita.

Le sue poesie in latino, nelle quali imitò Orazio,  servirono da modello a tutta la lirica neolatina tedesca. (da Enc. Le Garzantine.)

 

FILATELIA

POLONIA Occupazione tedesca  Anno 1944  (131)

 

 

CENDRARS BLAISE  (pseud. di  Frederic Sauser Halle)

(Francia)

 

Nato a La Chaux-de-Fonds (Svizzera) il 1° settembre del 1887.  Morto a Parigi il 21 gennaio del 1961.

Narratore e poeta, condusse una vita errabonda percorrendo vari continenti ed esercitando mestieri diversi.  Durante la guerra mondiale si arruolò nelle Legione straniera, prese parte a diversi combattimenti e nell’ultimo fu ferito ad un  braccio e la mano dovette essere amputata.

La sua opera nasce dal gusto della violenza, dell’avventura e da una prodigiosa vitalità. Fu un tipico figlio della sua epoca e, particolarmente nella poesia, volle infrangere i vincoli con la tradizione. Ebbe un notevole influsso su Apollinaire. Il suo spirito nomade  e il desiderio costante di esplorare il mondo e gli uomini  suggestionarono scrittori come Larbaud e Morand.

Cendrars è autore di raccolte poetiche,  La leggenda dell’oro grigio e del silenzio (1909), Pasqua a New York (1912), Prosa del transiberiano e della piccola Giovanna di Francia (1913). A queste raccolte si aggiungono i romanzi, spesso di carattere autobiografico, esotico, ora ambientati nei quartieri equivoci di una metropoli, ora nella solitudine dell’Antartico o della Patagonia, e sempre improntati alla figura dell’avventuriero moderno, L’oro (1925), Moravagine (1926), Le confessioni di Dan Yack (1929), Rum (1930) La vita pericolosa (1938),  L’uomo fulminato (1945), La mano mozza (1946), Bourlinguer (1948), Film senza immagini (1959). Scrisse pure una Antologia negra (1921), seguita da Piccoli racconti negri per ragazzi (1928) e Come i bianchi sono degli antichi negri (1930). Per tali libri è considerato il precursore dell’interesse europeo per la civiltà negra. Fu anche autore di saggi come L’ABC del cinema (1926), Hollywood la Mecca del cinema (1936).

Cendrar lavorò per  qualche tempo anche nel cinema in qualità di sceneggiatore. Nel 1923 lo troviamo nel cast del film La strada, diretto da A. Gance.

 

FILATELIA

FRANCIA   Anno 1987  (2491) 

 

 

 

 

Cepenkov Marco Kostov

(Macedonia)

 

Nato a Prilep nel 1829. Morto a Sofia nel 1920.

Folklorista, scrittore, collezionista di opere popolari, è considerato come uno dei più importanti letterati macedoni della prima generazione.

La sua famiglia si trasferì a Prilep da Oreovec. Cepenkov fu  educato in piccole scuole greche. Nel 1844 si trasferì a Prilep, dove frequentò una scuola privata per due anni.

Cominciò a lavorare in una sartoria e nei contatti con i clienti ebbe la possibilità di ascoltare molte storie popolari, canzoni, enigmi e altro che collezionò in vista di futuri lavori letterari.

Scrisse canzoni a tema patriottico, una autobiografia. Le sue raccolte folkloristiche sono state raccolte in 10 volumi e pubblicate a Skopje nel 1972

Nel 1857 fu insegnante in una scuola di Prilep.

 

FILATELIA

MACEDONIA  Anno 2004  (318).

 

 

CERNUDA LUIS BIDON

(Messico)

 

Nato a Siviglia il 21 settembre 1902. Morto a Città del Messico il 5 novembre del 1963.

Visse una infanzia rigidamente controllata dal padre, un militare di professione.

Studia giurisprudenza presso l’Università di Siviglia.  Alla morte dei genitori, entrato in possesso dell’eredità paterna comincia a viaggiare attraverso l’Europa e a prendere contatti con gli ambienti letterari in  particolar modo quelli di Madrid dove si trasferisce nel 1920,  e inizia a lavorare in una libreria. A questo periodo si fanno risalire i libri Donde habite el olvido e Los placeres prohibidos. Benché fosse definito "disadattado" a causa della sua omosessualità, che  non negò mai, ebbe la fama di ribelle, ed effettivamente si ribellò alla mentalità chiusa e bigotta della Spagna del Dopoguerra, "un paese dove tutto nasce morto, vive morto e muore morto", come dirá in Desolación de la Quimera. Per questo si considerò sempre un emarginato, "come una carta che ha perso il suo mazzo".

Lavorò come lettore di spagnolo presso l'Università di Tolosa per un anno. Dopo la proclamazione della Seconda Repubblica Spagnola collabora con movimenti che mirano ad una Spagna più tollerante, colta e liberale. L'anno dello scoppio della Guerra Civile Spagnola pubblica la prima edizione della sua opera poetica completa fino ad allora, con il titolo La realidad y el deseo (1936). Durante il conflitto partecipò al II Congresso degli Intellettuali Antifascisti di Valencia. Nel 1938, dopo aver tenuto alcune conferenze in Scozia, trascorrendo le estati ad Oxford in compagnia del pittore Gregorio Prieto, inizia il suo esilio nordamericano, dove insegna letteratura ed ottiene la tanto agognata stabilità economica. Si trasferisce in Messico nel 1952, dove si innamora di un culturista, al quale dedica Poemas para un cuerpo.

La poesia cernudiana può essere divisa in quattro parti: quella iniziale cui appartengono le prime poesie (1927/28), Perfil de aire, Egloga, elegia, oda in cui prevale il classicismo. Una seconda fase, quella della giovinezza (1929/35) in cui aderisce al surrealismo e lascia trasparire nei suoi versi la manifesta rivendicazione della sua omosessualità Un rio, un amor  e  Los placeres prohibidos (1929/31),  Donde habite el olvido (1934) e Invocaciones (1934/35). Una terza fase o della maturità (1936/63) in cui scrive uno dei più bei libri  sulla Guerra Civile Le nubi (1940/43) cui seguono L’adorazione dei Magi, Como quien espera el alba (1947 e, in prosa, Ocnos successivamente rimaneggiato.

L’ultima fase è quella messicana durante la quale compone Variaciones sobre tema mexicano (1952), Vivir sin estar viviendo (1944-49) e Con las horas contadas (1950-56), Desolacion de la quimera.

Cernuda è autore di un'opera critica (Estudios sobre poesía española contemporánea 1957 o Poesía y literatura I y II (1960 y 1964) che, a parte alcuni punti discutibili, ha permesso di riconsiderare pregiudizi e luoghi comuni.

Nel 1985 fu pubblicata la sua unica opera di teatro, La familia interrumpida.

 

FILATELIA

SPAGNA  Anno 2002

 

 

CERVANTES DE SAAVEDRA MIGUEL

(Spagna)

 

Il sogno e la fantasia da una parte, la realtà e il senso pratico dall’altra  contraddistinguono il più famoso romanzo spagnolo e si configurano nei due personaggi, il cavaliere Don Chisciotte e il suo scudiero Sancho Panza. Fantasia e realtà, presenti nelle vicende private di Cervantes, le quali hanno accompagnato e  puntualizzano  tutte le fasi della sua vita, contrassegnando la sua movimentata esistenza, la sua vita vissuta all’insegna di una molteplicità di avventure che gli procurarono la felicità e il benessere sognato.  

Nel dualismo dei due personaggi, la follia malinconica di Don Chisciotte e il popolaresco buon senso di Sancio Pancia si riflette il dualismo di Cervantes, il ‘doppio’ della sua esistenza. É emblematico che le poste spagnole, in occasione del Congresso Mondiale di Psichiatria, tenutosi nel 1936 a Madrid, abbiano emesso un francobollo in cui campeggia la figura di Don Chisciotte.

Cervantes nacque  nel 1547 a Alcalà de Henares da Rodrigo e da  Leonor de Cortinas, probabilmente il 29 settembre, giorno dedicato a San Miguel. Il padre, un medico di modeste condizioni, senza laurea, una specie di paramedico, esercitava la sua professione viaggiando spesso in compagnia della numerosa famiglia da Alcalà a Madrid, da Siviglia a Valladolid. Il giovane Miguel non poté così seguire studi regolari. Una prima notizia della sua attività letteraria ce la fornisce  un maestro di corsi pubblici,  Lòpez  de Hoyos,  il quale pubblicò una serie di poesie dei suoi allievi tra le quali è presente un sonetto di tipo petrarchesco scritto dal giovane Cervantes. Altro non si conosce dei suoi studi quindi si può asserire che la sua preparazione culturale fu frutto di una personale iniziativa  e di letture maturate durante le sue peregrinazioni in Spagna e in Italia dove, poco più che ventenne, seguì il cardinale Giulio Almaviva di cui era diventato ‘camarero’. Che nel 1569 fosse a Roma lo attesta un documento richiesto da suo padre in cui si comprova la legittimità della nascita di Miguel e la purezza di sangue negli ascendenti.

Nel 1970 entrò a far parte dell’esercito che Marcantonio Colonna stava radunando per muovere guerra ai Turchi. In occasione della battaglia di Lepanto, imbarcatosi sulla nave Marquesa, sebbene febbricitante, combatté valorosamente e a bordo di un battello, con una dozzina di compagni, si gettò nella mischia. Ferito da due colpi di archibugio, uno al petto e uno alla mano sinistra di cui in seguito perse l’uso, trascorse la convalescenza a Messina. Ristabilitosi, entrò nella compagnia di Manuel Ponce de Leon, combatté a Navarino,  a Tunisi e a La Goletta.

In ogni caso le armi, nelle quali aveva sperato di far fortuna, non gli diedero quanto si era ripromesso di ottenere.    Nel 1575, munito di lettere di raccomandazione di Giovanni d’Austria e di Don Carlos de Aragon indirizzate al re di Spagna, partì con il fratello alla volta della Spagna. Pareva una soluzione ma la realtà e l’imprevisto sono per lui sempre stati i nemici del sogno. Durante la traversata, nelle acque di fronte a Les Saintes Maries presso Marsiglia,  la galera su cui viaggiava  fu assalita da alcune navi turche. Cervantes fu fatto prigioniero, portato ad Algeri e venduto come schiavo ad un rinegato albanese Alì Mamì, che trovatogli addosso le lettere di due eminenti personaggi, lo ritenne persona facoltosa e lo pose sotto sorveglianza speciale. A Tunisi   rimase per cinque anni. Tutti i suoi molteplici tentativi di fuga furono sempre sventati. La somma per il riscatto, inviata dai suoi dalla Spagna, servì solo a far liberare il  fratello, anche lui prigioniero. Il suo padrone, il greco Alì Mamì, che continuava a ritenerlo un personaggio illustre e ricco, non acconsentì alla sua liberazione. Sembra che al suo secondo tentativo di fuga Cervantes sia stato condannato a morte, ma l’intervento del viceré di Algeri Hassan Pascià, che lo comprò per 500 corone, gli permise di aver salva la vita. Anche sotto il nuovo padrone tentò la fuga, sempre senza successo.  Solo nel 1580 il vicerè ricevette la somma per il riscatto che i familiari erano riusciti ad racimolare a seguito di una sottoscrizione di alcuni commercianti cristiani,  e Cervantes poté rientrare in Spagna         

Per sopravvivere, sfruttando la sua fama  di combattente contro i mussulmani e la sua situazione di ex schiavo, tentò la via del teatro, scrivendo una  ventina di commedie tra cui emerge Numancia di tipo classico-romantico in cui si esalta l’amor patrio. È la lotta di tutta una città che, pur di non sottomettersi allo strapotere dei  romani che vogliono conquistarla a tutti i costi, resiste fino all’ultimo, fino a che tutti i cittadini scelgono la morte volontaria. Tra incendi e strage solo la morte appare l’unica via verso la libertà. Ricorda la fine di un’altra città: quella di Masada.

Un’altra commedia di un certo spessore è El trato de Argel. Storia intessuta di reminiscenze recenti dell’Autore. È basata sull’amore di due schiavi, ma affronta anche altri problemi: lo scontro tra le religioni cristiana e mussulmana e il conflitto morale di due razze. La vicenda si conclude tragicamente.

A questo periodo risalgono le vicende amorose e familiari di Cervantes. Dopo un legame con una certa Ana Franca, da cui ebbe una figlia naturale, sposò   nel 1584  la giovane figlia di un gentiluomo di Exquivias, Catalina de Salazar y Palacios. L’amore gli dettò nel 1585 un romanzo pastorale, ispirato alla Diana enamorada di Jorge Montemayor.   La primera parte de la Galatea, dividida in seys libros, racconta gli amori di Elicio e Galatea, attraverso l’introduzione di racconti e di episodi che si intrecciano e si spezzano. Un vero romanzo pastorale che ricorda l’Arcadia del Sannazzaro.            

Ma la sua vita non fu serena come i suoi sogni romantici e letterali. E per varie vicissitudini, la morte del padre, il peso di due sorelle e della madre, la scarsa dote della moglie, fu costretto ad accettare la carica di incettatore di viveri per la ‘Invincibile armata’. Si trasferì a Siviglia da dove partiva per frequenti ispezioni nei villaggi dell’Andalusia. Un lavoro faticoso e per nulla gradevole perché doveva continuamente combattere contro i fornitori di grano e olio, contro  gli impresari e persino  contro la Chiesa.  Nel 1588 a Écija, incorse addirittura nella scomunica dell’arcivescovo per  l’eccessivo zelo nel trarre provvigioni dai beni del Capitolo sivigliano. Nel 1592 fu persino accusato di malversazione.

Nel 1608, sempre per stare vicino alla  corte, ritornò a Madrid. Ormai voleva seguire solo la via della letteratura e poté farlo per l’aiuto che alcuni uomini potenti gli fornirono, come il duca di Lerma, il duca di Béjar, il conte di Lemos e l’arcivescovo di Toledo. Nel 1609 gli sorrise la fortuna di poter seguire il conte di Lemos in Italia dove era stato nominato viceré di Napoli. Un altro sogno svanito.

Dal 1605 in poi scrisse la maggior parte delle sue opere.

Il 19 aprile del 1616 così scriveva al conte di Lemos, dedicandogli il suo ultimo lavoro Persiles y Sigismunda “Ieri mi si dette l’estrema unzione… Il tempo passa; i dolori crescono, la speranza diminuisce.” 

Morì quattro giorni dopo e fu sepolto nel convento delle Trinitarie di Calle de Cantarranas. La sua tomba non è mai stata identificata.

OPERE: La prima opera importante con cui iniziò la sua attività letteraria fu Galatea (1585). Seguirono le Novelas ejemplares (1613) che comprendono 12 novelle molto dissimili tra di loro. Vi sono novelle di costume, di intrigo, di avventura. Tra esse sono interessanti El celoso estremeño, La gitanilla, La illustre fregona, La fuerza de sangre, La española  inglesa,  Rinconete y Cortadillo (la più riuscita), El casamento engañoso, El licenciado Vidriera, El coloquio de los perros.  Seguono le opere Viage del Parnaso (1613) in cui l’Autore teorizza  sulla ricerca dell’armonia,  del verosimile, dell’impossibile; Ocho comedias y ocho entremeses (1615), in cui son comprese le sue migliori opere teatrali Pedro de Urdemalas e Il retablo de las maravillas. E, infine, Los trabajos de Persiles y Sigismonda (1616), fatto pubblicare postumo l’anno successivo dalla moglie.).

Accanto al Don Chisciotte e a Galatea, Persiles y Sigismonda è da ritenersi il terzo capolavoro del Cervantes. In esso si narrano le peripezie di Persile, erede del regno di Tule, e di Sigismonda, figlia del re di Frislanda. I due giovani, innamorati, si avventurano nelle regioni del nord, errano tra neve e gelo,  scampano a innumerevoli pericoli, finché non sbarcano a Lisbona.     Di lì raggiungono la Provenza e l’Italia dove, a Roma, celebrano le loro nozze.  Due figure smarrite in mezzo ad eventi più grandi di loro, immerse in una atmosfera fantastica che diventa sempre più reale, quanto più si allontanano dalle nebbie del nord per raggiungere il sole del mediterraneo.

Ma il capolavoro, quello universalmente conosciuto è Don Chisciotte.

Don Chisciotte   Dopo Galatea ( opera che aveva dato a Cervantes una certa notorietà nel campo letterario) gli scritti che seguirono furono alquanto scialbi. È del 1591 un romance inserito  nella Flor de varios nuevos romances di André de Villalba; alcune quintillas in lode di San Giacinto; due sonetti del 1596; un sonetto di lode in occasione della seconda edizione della Dragontea di Lope de Vega. Ben poca  cosa ma la ragione dobbiamo ricercarla nel fatto che in quel tempo Cervantes già pensava alla composizione del suo romanzo Don Chisciotte. Probabilmente Lope de Vega era al corrente del lavoro di Cervantes perché nel 1604 scriveva ad un amico: “Molti poeti stanno scrivendo, ma nessuno così male come Cervantes, né è tanto sciocco da vantarsi per un Don Chisciotte”.  Una critica anticipata ed errata per un romanzo che uscì quattro mesi dopo, edito da Francisco Robles, con i tipi di Juan de la Cuesta. Fu un successo immediato, con varie edizioni nello stesso anno in Spagna e Portogallo. E successive traduzioni in Francia, Inghilterra e Italia.

Il titolo completo dell’opera è La primera parte del Ingenioso hidalgo Don Quixote de la Mancha, cui seguirà a distanza di tempo la seconda parte pubblicata nell’anno nel 1614.

L’intento di Cervantes fu quello di mettere in ridicolo la passione smodata della Spagna nei confronti dei romanzi cavallereschi.

Un gentiluomo di campagna al quale la passione per la letteratura cavalleresca ha tolto la ragione, prendendo per oro zecchino l’esistenza di ricche castellane, di incantesimi, di mostri e di avventure fantastiche descritti dagli scrittori del genere, decide di partire alla scoperta di questo mondo meraviglioso. Con la sua fervida fantasia scambia una locanda per un castello feudale, l’oste per il signore del castello e le serve per altrettante damigelle. Non essendo ancora consacrato cavaliere, gli ospiti per divertirsi alle sue spalle, si prestano alla commedia della consacrazione. La prima impresa è la lotta contro i mulini a vento. Il neo cavaliere, vedendo la ampie pale di alcuni mulini mosse dal vento, credendole le mani e le braccia di giganteschi giganti, parte lancia in resta per abbatterli, col risultato di essere buttato a terra. Al suo fianco c’è il fido scudiero Sancio Pancia, di certo più assennato di lui, sebbene pavido e prudente e sempre pronto a dar consigli non ascoltati. Ma l’ideale di un  cavaliere è quello di combattere per la donna da lui amata per cui Don Chisciotte nella sua mente esaltata se ne crea una cui dà il nome di Dulcinea del Toboso e la proclama signora dei suoi sogni. Nelle  avventure successive prende a bastonate un pastore e il suo servo, cerca di liberare un gruppo di galeotti, ma ogni volta viene a sua volta bastonato a sangue e riportato a casa dove la nipote, il curato, il barbiere e la governante si prendono cura di lui.

Guarito, riparte alla ventura sempre in compagnia di Sancio Pancia e dovunque la sua immaginazione gli fa apparire come un sopruso o una violenza una scena del tutto naturale, col suo elmo in testa (una catinella da barbiere che lui ha battezzato l’elmo di Mambrino), a cavallo del suo  destriero Ronzinante, parte lancia in resta… per ricavarne solo bastonate.  Attacca una carrozza in cui viaggia una dama che lui crede di liberare, mette in fuga dei frati, scambia greggi per eserciti, combatte contro degli otri di pelle pieni di vino, in una osteria incontra la serva Maritornes e un mulattiere geloso che lo bastona. Alla fine, sfiduciato e stanco di riparar torti altrui, si rifugia con il suo scudiero nella Sierra Morena per ritemprare le forze e condurre una vita di penitenza. Unico contatto col mondo è Sancio Pancia che viene inviato a Toboso per portare una lettera d’amore a Dulcinea. Il servo, imbattutosi nel  barbiere e nel curato, partiti alla ricerca del loro amico, li guida  nel romitaggio del suo padrone e lì, con lusinghe e astuzie, facendo sempre leva sulla fervida immaginazione del cavaliere, lo convincono a lasciare la Sierra Morena e lo riportano a casa chiuso in una gabbia issata su un carro.

Gli ultimi capitoli sono occupati da varie novelle in cui Don Chisciotte è presente come personaggio.

Il titolo dell’opera lasciava presupporre un seguito alle avventure di Don Chisciotte, un seguito che tardò a venire tanto che nel  1614 il Licenciado Alonso Fernàndez de Avellaneda faceva stampare il Segundo tomo del Ingenioso hidalgo Don Quixote de la Mancha.  Non si sa chi sia l’autore nascosto dietro lo pseudonimo; alcuni propendono per un frate di nome Aliaga. Il libro è inferiore all’opera di Cervantes, benché non privo di un certo mordente. Cervantes era all’oscuro della pubblicazione, la quale ebbe come risultato di spronarlo a completare e a pubblicare nel 1615  la  Segunda parte del Ingenioso caballero Don Quixote de la Mancha por M. de C.S.,  tradotto in francese e in italiano nel 1625.

Ormai Don Chisciotte sembra rinsavito e il barbiere e il curato, discutendo con lui di cavalleria, ammettono la nobiltà di alcuni suoi punti di vista e non si oppongono a che il cavaliere riparta verso nuove avventure, in questo spronato da  baccelliere Sanson Carrasco. Il fido scudiero Sancio Pancia, che ha preso gusto alla vita errabonda e alla prospettiva di diventare governatore di un’isola, lo segue. Carrasco gli suggerisce di andare a Saragozza e, strada facendo, travestito da Cavaliere del Bosco, gli tende un agguato e lo sfida a duello. Ma viene sconfitto. Durante il viaggio Don Chisciotte  incontra una duchessa che, a conoscenza delle sue stravaganze, lo invita nel suo castello per burlarsi di lui. Tra le burle coinvolgono anche lo scudiero,  affidandogli il governatorato dell’isola Baratteria. Lo collocano in un palazzo dove gli fanno soffrire la fame. In quell’occasione Don Chisciotte affianca lo scudiero per offrirgli saggi consigli. Ovviamente tutto finisce a bastonate. Rimessisi in viaggio i due arrivano a  Barcellona dove Don Chisciotte viene sfidato dal Cavaliere della Bianca Luna, che altri non è se non il baccelliere Carrasco, a proclamare la donna più bella. Don Chisciotte punta su Dulcinea, ma, sconfitto nel duello che ne segue,  chiede la morte. Questa soluzione però non rientrava nei patti della sfida per cui il cavaliere errante torna al paese, dove cade ammalato. Ripresosi dalla malattia e rinsavito, proclama di abbandonare il nome di Don Chisciotte per riprendere quello di Alonso Quijada, detto il Buono per i suoi retti costumi, di rinnegare il passato e prende congedo dai suoi amici, il barbiere, il parroco, Sancho, il baccelliere e muore in solitudine.

L’opera ha la sfrenata libertà dei romanzi di cavalleria. Ma nel Don Chisciotte traspaiono le ragioni dell’ideale, personificate dal cavaliere solitario, sempre annullate dalla realtà in cui si ritrova al termine del sogno fantastico e le ragioni della logica che il saggio scudiero sempre gli suggerisce. In ogni caso, conclusa una avventura eccone subito un’altra  che Don Chisciotte affronta sostenuto dalla sua demenza felice in cui continua a crogiolarsi.

Sancho Pancia rappresenta nel romanzo la parte positiva e pratica, il buon senso terra terra, in opposizione alla follia che non vede ostacoli. I due personaggi incarnano gli aspetti dell’animo spagnolo: idealismo alla ricerca del fantastico e dell’impossibile da una parte e dall’altra la praticità e la  positività che sperano nella buona sorte per poter raggiungere la fortuna.

Nell’opera del Cervantes è sempre presente l’ironia che nasce dall’esame dell’ambiente popolaresco-castigliano, dal suo mondo vario di contadini, di osti, di carrettieri, di pastori, di servotte procaci e allegre. C’è la Spagna di allora, quella però lontana dalle forme mondane e pompose delle classi elevate. Don Chisciotte vive l’umile vita dei contadini della sua terra, di tutto un popolo che lavora e vive immerso nelle sue tradizioni, nelle sue idee semplici, buffonesche, triviali e comiche, superstiziose e sentimentali. Il tutto trasfigurato dall’arte del Cervantes.

In Italia la prima traduzione apparve nel 1622/25 a Venezia. Va pure ricordato che Giovanni Meli scrisse  nel 1785/86 un poema in dodici canti in dialetto siciliano  Don Chisciotti  e Sanciu Panza.

Nel campo teatrale il romanzo ispirò numerosi compositori tra cui  Purcell, Paisiello, Salieri, Mercadante,Massenet, Richard Strauss e altri.

Esistono pure balletti ispirati all’hidalgo spagnolo. Si ricordano un balletto comico di  Favart (Don Chisciotte  dalla duchessa), di Nover, di Paolo Taglioni, di Marius Petipa.

Nel campo cinematografico tra i film più interessanti tratti dal romanzo vi sono quelli diretti nel 1933 da G.W.Pabst (con F.Scialiapin) e  nel 1956 quello diretto da G. Kosintzev (interpretato da N. Cerkasov).

 

FILATELIA 

AFGANHISTAN Anno 1985, ALBANIA  1987  (2139),  ALGERIA 2005   (1427),  ARGENTINA 1947   (489),  1975  (148 PA),  AUSTRIA Anno 2011 Don Chisciotte; BOLIVIA  1961  (418 e 211 PA),  BULGARIA  1955  (843),  1989  (3229),  1997, 1999,  CECOSLOVACCHIA  1967  (1602),  CILE  1947  (217), 2006, COLOMBIA    2005  (1 foglietto),  COSTARICA 1947 (240/1), COREA DEL NORD 1981,  CROAZIA  1997,  CUBA 1972  (16123/4 BF 38),  2005  ,  EQUADOR  1949   (509/13 + PA 204/8), 1951  (225), EL SALVADOR 1997, 2007,  FRANCIA 1955 (1134), 1957, FUJERA  1967  (201),  GUINEA Anno 1978, 2008 (3685), GUINEA EQUATORIALE  1975,   ISRAELE  1997  (1351),  KAZAKISTAN, Anno 2009, LIBERIA 2001, 1981,  LIECHTENSTEIN  Anno 2012 Don Chisciotte, MALDIVE 1981, MESSICO  1963 (241) ,  1975  (389PA),  2005, MONACO 1979  (1177) ,  2004,  MONGOLIA 1984, PANAMA 1921 (125),  1948 (268 ,98/9PA).  1949  (105A  PA) 2007,  PARAGUAY 2005, 2006, PERU’ 2006, POLONIA 1972, ROMANIA 1955,  1967 (1429), 1980, 1997, RUANDA  1971  (518),  RUSSIA  1966  (227/34) 1996 (3179),  RUANDA  1973, SAHARA SPAGNOLO 1958 (136/39),  SAN MARINO  2004  (1933),  SAN SALVADOR 1997, 2007, SERBIA  Anno 2009 (fog. 265), SIERRA LEONE 2000, 2001, SLOVACCHIA  2004, 2009 (545), SPAGNA 1905 (235),  1916, 1936  (109 PA),  1947 (760),  1947  (A 235 PA),  1961  (1066),   1966 (1401),  1966  (1404),  1972, 1975, 1983  (2319),  1996 ,  1998  (3131/55),   2001, 2002, 2004, 2005, URUGUAY  1967  (323), VENEZUELA 1997 

 

CESAIRE  AIMÈ

(Martinica)

 

Nato a Basse Pointe (Martinica)  il 23 giugno 1913

Poeta di educazione francese, è considerato assieme a Senghor uno dei maggiori esponenti del movimento culturale negro.

Nel 1939 scrisse  Diario di un ritorno al paese natale, un poemetto in versi che trasuda violenza per l’impeto con cui viene affrontato il tema dell’oppressione subita dalla razza negra.

Nel 1941 la rivista “Tropiques” fa conoscere i suoi versi ad un vasto pubblico. Dopo la fine della seconda guerra mondiale esce un volumetto di poesie Le armi miracolose (1946), seguito da Corpo perduto (1949), Catene  (1959), Cadastre (1961).    

Cesaire fu anche autore di saggi: Discorsi sul colonialismo (1950) Lettere a Maurice Thorez (1956), la biografia a Toussaint Louverture (1960).

Si occupò anche di teatro  con i lavori  E i cani tacciono (1956), La tragedia del re Cristophe (1963), Una stagione al Congo 1967), una rielaborazione da Shakespeare Una tempesta (1969).

Nel 1955 pubblicò il Discorso sul colonialismo. Viene considerato il poeta della negritudine.

 

FILATELIA

CAMEROUN  Anno 1969  (140),  FRANCIA Anno 2009  (4352)

 

 

CESARIĆ DOBRIŠA

(Croazia)

 

Nato a Pozega, Austria Ungheria il 10 gennaio 1902. Morto il 18 dicembre 1980 a Zagabria.

E’ stato un traduttore e poeta croato.  Nonostante la sua produzione limitata, Cesarić è considerato come uno dei più grandi poeti croati del 20 ° secolo.

 Dopo aver trascorso i suoi primi anni di vita a Osijek, si trasferì nel 1916 a Zagabria dove compì gli studi superiori ginnasiali e universitari frequentando la facoltà di filosofia, e quindi intraprese le attività di bibliotecario e di pubblicista.

Contemporaneamente ai suoi corsi di studio, Cesarić sin dalla adolescenza si dilettò a scrivere versi ed il suo esordio è datato proprio intorno all'età di quattordici anni con la lirica intitolata I ja ljubim.

Gli argomenti peculiari e ricorrenti presenti nelle sue opere sono le bellezze della natura, come nel caso di Jesen ("Autunno") e Kasna jesen ("Tardo autunno"), ma anche immagini tristi, malinconiche e luttuose come in Mrtvac ("Il morto"), e infine ricordi di vite andate, vedi il caso di Pjesma o kurtizani ("Canto della cortigiana") e Cirkuska skica ("Schizzo di circo").

Lo sfondo pessimistico che incombe in molte liriche di Cesarić accompagnò sia i toni riflessivi e intimistici sia gli slanci sociali e umanitari ben rappresentati nella Balada iz predgradja ("Ballata del sobborgo") e in Mrtvancica najbjednijih ("Obitorio dei più miseri"), opere che focalizzano l'attenzione intorno alle problematiche delle periferie urbane. Viceversa, in altre liriche appare una espressione di ottimistica fiducia nella vita umana, nei valori e nella società, come evidenziato in Zidari ("Muratori"), in Spoznanje ("Conoscenza") e in Na novu plovidbu ("Ad una nuova navigazione").

Le raccolte più prestigiose di Cesarić si rivelarono Lirika ("Lirica") del 1931, Izabrani stihovi ("Versi scelti") del 1942, Pjesme ("Poesie") del 1951 e Goli căsovi ("Momenti nudi") del 1956. (Tratto da Internet Wikipedia)

 

Filatelia

Croazia Anno 2002

 

 

 

CHABKE ELIAS ABOU

(Libano)

 

Nato a Providence,  USA nel 1903. Morto a Zouk Mikael il 27 gennaio 1947.

Nato negli Stati Uniti d'America, durante il viaggio dei suoi genitori, dopo un breve  soggiorno della famiglia a Parigi, fu portato in Libano nel 1904, nella sua casa della città di Zouk Mikael. 

Frequentò la scuola di Aintoura fino al termine della prima guerra mondiale e in seguitò continuò i suoi studi per laurearsi con una buona conoscenza della lingua  francese e araba.

Durante la sua breve esistenza avvertì in modo particolare e doloroso lo perdita del padre, perdita che acuì in lui il sentimento romantico che pervade le sue poesie.

Si dedicò in particolar modo a collaborare con giornali e riviste libanesi ed egiziane e alla lettura di opere di scrittori arabi e francesi. Fu uno dei fondatori della «Lega dei Dieci», un'associazione  letteraria di scrittori del moderno rinascimento culturale  libanese.

Pochi anni prima della seconda guerra mondiale, cominciò ad avvertire i sintomi della malattia che doveva condurlo alla morte.

La sua fu una vita sedentaria, trascorsa sempre nella casa avita di Zouk Mikael.  Per  Chabke la casa  rappresentò il punto focale della sua vita. Sapeva che la sua casa (oggi diventata un museo con tutti i suoi cimeli e ricordi) aveva un effetto magico sulle sue poesie e sulle sue opere letterarie.

Morì di tumore, dopo una lunga malattia.

Opere: libri di poesia  Arpa (1926), Serpenti del Paradiso (1938),  Tunes (1941),  Invito del cuore (1944),  Alyalobd (1945).

Tradusse opere di Moliére, Rostand, Bernardin de Saint-Pierre, Oscar Wilde.

 

FILATELIA

LIBANO 21001  (364)

 

 

CHACEL  ROSA

(Spagna)

 

Nacque il 3 giugno del 1898 a Valladolid. Muore nel 1974 a Buenos Aires.

All’età di dieci anni si trasferisce a Madrid e si iscrive alla scuola di Belle Arti nel 1915.  Nel 1922 sposa il pittore Timoteo  Pérez Rubio dalla cui unione nacque un figlio. Col marito visse per qualche tempo a Roma dove la Cachel collaborò con le “Rivista dell’Occidente” e con “La Gazzetta Letteraria”.  Ritornarono in seguito a Madrid ma, nell’imminenza dello scoppio della guerra civile, decisero di andare in esilio. Iniziò così un lungo periplo che li condusse ad Atene, a Ginevra, a Rio de Janeiro e a Buenos Aires. La scrittrice non ritornò più a Madrid. Rimasta vedova, morì a Buenos Aires nel 1974.

Le sue opere spaziano in vari generi, ma eccelle soprattutto nella novellistica. Scrisse Estación ida y vuelta (1930), Teresa (1941), Memorias de Leticia Valle (1945), La sinrazón (1960), La confesión (1971), Saturnal y Desde el amanecer (1972), Barrio de maravillas (1976), opera per la quale ricevette il  Premio della Crítica, Acropolis (1984),  Ida y vuelta (1985), Scienze naturali (1988) e un diario in due parti

Il  romanzo più rappresentativo della “prosa esistenzialista” della Chacel è Teresa, un romanzo biografico e, nello stesso tempo, uno studio analitico dell’anima femminile.

La raccolta Poesie (1931-1991), pubblicata nel 1992, è da considerarsi la definitiva sistemazione della sua opera poetica, due anni prima della sua morte.

Lo stile della Chacel è caratterizzato da una profonda introspezione intimistica attraverso la quale giudica il mondo esteriore. Quasi tutte le opere furono pubblicate durante gli anni dell’esilio perciò ebbe poca fama in Spagna. Solo nell’ultimo periodo della sua vita, quando ottenne il Premio della Critica e, in seguito, il Premio Nazionale delle Lettere, il suo nome cominciò ad essere conosciuto nella patria di origine.  Le sue spoglie mortali si trovano nel Panteon degli uomini illustri a Valladolid.

 

FILATELIA

SPAGNA  2007  (3938)

 

CHALUPKA SAMO

(Slovacchia)

 

Nato a Horn Lehota  il 27 febbraio 1812 e ivi morto il 19 maggio 1883.

Fratello minore del commediografo Ján Chalupka, studiò presso il liceo evangelico luterano di Bratislava, dove ebbe l'occasione di fondare l'Associazione letteraria slovacca, e successivamente completò i suoi studi teologici e filosofici a Vienna.

Una volta rientrato in patria nel 1830, divenne predicatore, poeta e attivista politico patriottico.

Le sue prime raccolte poetiche risalgono al 1845 ed evidenziano forti legami con la situazione politico e sociale del suo paese. Da un punto di vista linguistico, mentre le sue prime poesie furono scritte in ceco, per le seguenti il poeta utilizzò la lingua slovacca.

Nelle sue opere, in particolare nella ballata  Starý väzeň ("Il vecchio prigioniero")si evidenzia l’influenza che su di lui ebbero  i modelli di pensiero panslavistici espressi da Ján Kollár.

Nel 1860, dopo la caduta del governo assolutistico di Bach, il poeta pubblicò la raccolte Boj pri Jelšave ("La battaglia di Jelšava"), e tre anni dopo Turčín Poničan ("Il turco di Ponikin") che ricordavano le vittorie antiche sui Turchi ed esaltavano il patriottismo slovacco.

Il poemetto Mor ho! ("Ammazzalo!") del 1864 viene considerato dalla critica come una delle espressioni liriche indipendentiste più alte della letteratura slovacca. La trama favoleggia una contesa fra i capostipiti del popolo slovacco e l'imperatore Costantino atta a preservare i primi da un'oppressione politica. (Da Internet)

 

FILATELIA

SLOVACCHIA  Anno 2012

 

 

 

 

CHAMISSO von ADALBERT

(Germania)

 

Nato in Francia, nel Castello di Boncourt (Champagne) nel 1791. Morto a Berlino nel 1838.

Allo scoppio della Rivoluzione francese la sua famiglia si trasferisce in Germania.  Dopo gli studi entra a far parte dell’esercito prussiano e durante la guerra franco-prussiana si trova in conflitto con se stesso a causa del suo attaccamento alla patria di origine e a quella di elezione.

Congedatosi dall’esercito, si trasferisce a Parigi dove fu amico di Madame de Stael e del gruppo dei letterati di Copper.

Tornato in Germania si dedica alle scienze naturali e a viaggi, tra cui uno nel Pacifico dal quale riceve  impressioni ed esperienze che utilizzerà nel libro Viaggio intorno al mondo (1836).

È nominato direttore dell’Orto botanico di Berlino.

Chamisso è una delle maggiori personalità del secondo romanticismo. Autore di ballate e di lieder che ebbero enorme successo per la loro raffinata grazia musicale,  scrisse il ciclo Amore e vita di donna, musicato da Schumann, Leggende popolari tedesche, Il castello di Boncourt (autobiografico).

Il trauma della separazione dal luogo natio e il drammatico dissidio tra fedeltà alla patria d’elezione e l’affetto al paese d’origine, stanno alla base dell’ispirazione del suo capolavoro La meravigliosa storia di Peter Schlemihl (1914). È la storia di un uomo che vende al diavolo la propria ombra in cambio della ricchezza. È però condannato alla solitudine e all'angoscia.

 

FILATELIA

GERMANIA BERLINO  Anno 1981  (599) 

 

 

CHAMSON ANDRÉ

(Francia) 

 

Nato a Nimes  il 6 giugno del 1900 e ivi morto nel 1993.

Di religione protestante, alla fine della prima guerra mondiale  frequentò l’Ecoles des Chartes e si specializzò in paleografia. Nel 1930 diventò assistente nel Castello di Versailles e durante la seconda guerra si adoperò per salvare le opere d’arte e si unì alla Resistenza. Nel 1956 fu nominato Accademico di Francia.

Nelle sue opere Rosso il bandito (1925), Gli uomini della strada (1927), Il delitto dei giusti (1928), La storia di Tabuse (1928), ritrasse la gente delle Cevenne. Il romanzo Il Retaggio del 1932 segna una svolta nelle visione del mondo che lo circonda. Oltrepassando la vita della gente delle Cevenne si  allarga a trattare temi impegnati nel campo sociale e politico come L’anno dei vinti (1934), Il Pozzo dei miracoli (1945), I quattro elementi (1948).

Attento agli avvenimenti della sua epoca scrisse pure La galera (1939), Come una pietra che cade (1964).

In alcuni saggi espresse le sue idee di riforma politico-culturale: Rien qu’un temoignage (1937), La neve e il fiore (1951), I nostri avi, i Galli (1958).  Importanti anche i suoi interventi come storico d’arte:  La pittura francese al Museo del Louvre (1948) e la monografia su Courbet.

 

FILATELIA

FRANCIA  Anno 1993 (2798)

 

 

CHANBA SAMSON KUAGU-IPA

(Abkhazia)

 

Nato il 18 giugno 1886 nel villaggio di Atara. Morto nel 1937.

Insegnante, nel 1919 ha pubblicato il poema La figlia delle montagne, e nel 1920 la commedia  Amkhadzyr , la prima commedia scritta nella lingua Abkhazia .

Dopo la Rivoluzione d'Ottobre, Chanba cominciò a dedicarsi alla politica attiva. Nel 1921 aderì al Partito comunista e divenne co-editore (con M. Khashba) del giornale “Abkhazia Rossa” e commissario del popolo per l'Istruzione della Abkhazia SSR .

Nel 1925 fu nominato Presidente del Comitato Esecutivo Centrale del SSR Abkhazia, e 1930-1932 è tornato alla sua carica di Commissario del popolo per l'Istruzione. Dal 1932 al 1937 Chanba lavorò presso l'Istituto abkhazo per la Lingua, Letteratura e Storia e dal 1935 al 1937  fu Presidente dell'Unione degli scrittori dell'Abkhazia.

Nel 1937 Chanba fu arrestato e successivamente condannato a morte durante la Grande Purga di Stalin.

 

FILATELIA

ABKHAZIA Anno 1997,   GEORGIA Anno 2005  (401)

 

 

 

CHAND Munshi Prem

(India)

 

Nato a il 31 luglio del 1880 nel villaggio Lamahi, vicino a Varanasi. Morto l’8 ottobre del 1936.

Il padre, impiegato postale, e la madre muoiono quando è ancora  in giovane  età e viene affidato a parenti. La sua vita procede tra povertà e  stenti. Si sposa all’età di 15 anni e rimane presto vedovo. Passa a seconde nozze con una vedova, madre di un bambino, dalla quale ebbe altri figli. Costei  gli rimane al fianco per tutta la vita.

Negli anni 1898 e 1899 finisce i suoi studi e trova subito lavoro  con uno stipendio di 18 rupie il  mese.  In seguito ottiene l’incarico di ispettore scolastico.

La sua prima opera Soz e  Watan, che presenta passi e concetti non graditi al potere locale, è confiscata e tutte le copie bruciate.  Decide allora di scrivere sotto lo pseudonimo di Premchand, usando la lingua hindi

Chand scrisse oltre 300 storie, una dozzina di romanzi, molti dei quali stampati in una tipografia di sua proprietà.

La sua esistenza (morì all’età di 52 anni) si svolse tra continui stenti e privazioni che menomarono il suo fisico. Nel 1936 stava scrivendo il Mangalsutra, opera che non fu portata a termine per sopraggiunta morte.

Da alcune sue opere sono stati tratti film.

 

FILATELIA

INDIA  Anno 1980  (634)

 

 

CHANDLER RAYMOND

(U.S.A.)

 

Esponente di primo piano dell’hard-boiled novel, il romanzo poliziesco d’ispirazione realistica e d’azione violenta, instaurato da Samuel Dashiell Hammett, Chandler nacque  il 23 luglio 1888 a Chicago.

Educato in Inghilterra, fu dirigente di una compagnia petrolifera,  un lavoro che lo occupò assiduamente, impedendogli di ‘esplodere’ subito nel campo della narrativa gialla alla quale pervenne assai tardi. Cominciò, infatti, a scrivere solo dopo i cinquant’anni ed esordì subito con un romanzo di successo, reso celebre da un film di Howard Hawks, Il grande sonno (1939).

Personaggio principale del libro è il detective privato Philip Marlowe, un uomo onesto, un idealista che cerca di difendere la sua dignità morale pur attraverso le complicate e a volte sordide trame in cui il suo ingrato mestiere lo coinvolge. Diversamente da altri detective dell’ hard-boiled novel, Marlowe non ha nulla di eroico; non è un temerario né inflessibile. È un uomo onesto in un mondo corrotto e depravato, specie quando si libra nelle alte sfere della società americana. Attraverso le sue imprese, di cui è anche l’io narrante, si delinea non solo la psicologia dei personaggi, l’ambiente in cui essi vivono, ma anche la società che li circonda. Dalle sue pagine emerge una Los Angeles degli anni Trenta e Quaranta,  con tutte le contraddizioni che si nascondono dietro le luci colorate delle facciate dei suoi palazzi.

La forma letteraria con cui descrive le vicende è curata, raffinata, pur utilizzando anche lo slang necessario in certe situazioni particolari.                                                              

I suoi romanzi sono sempre riusciti. Al primo seguirono Addio mia amata (1940),  La donna del lago (1943), Little sister (1949), Il lungo addio (1953), Playback (1958). Scrisse anche novelle quali Red wind, Spanish blood (1946), Pick-up on none street, Trouble in my business. Suo è il saggio La semplice arte del delitto pubblicato nel 1944.

Chandler può essere considerato fra i più notevoli “scrittori di secondo piano” della narrativa americana del Novecento.

Morì il 26 marzo del 1959 a La Jolla (California).

 

FILATELIA

DOMINICA  Anno 1995  (1919),  GUERNSEY  Anno  1996  (732),  NICARAGUA  Anno  1972    (756 PA.), SAN MARINO  Anno 2009,  USA  Anno 1997 (2609).

 

 

 

 

CHAR RENÉ 

(Francia)

 

Nacque a L’isle-sur-la-Sorgue (Vaucluse) il 14 giugno del 1907. Morì nel 1988 a Parigi.

Trascorse tutta la sua giovinezza in Provenza, il cui paesaggio lasciò una profonda impronta  nella sua poesia. Durante la seconda guerra mondiale partecipò attivamente alla Resistenza sotto il soprannome di Alexandre, acquistandosi vasta notorietà nella lotta contro i tedeschi. Ferito, si trasferisce ad Algeri e, a guerra conclusa, ritorna in  Francia. Alla resistenza sono ispirate le opere poetiche Fogli di Hypnos (1946), che lo resero noto, e Vivono soli (1945).

Aderì al surrealismo e nel 1930 scrisse i suoi primi libri Artine (1930), Il martello senza padrone (1934) , scritto assieme a A. Breton e Paul Elouard. Nel dopoguerra pubblicò Furore e mistero (1948),  Poesie di due anni (1955). La ricerca della base e della sommità (1955), Poesie e prose scelte (1957), La biblioteca in fiamme (1957),  Comune presenza (1965), Tre colpi sotto gli alberi (1967) Nella pioggia doviziosa (1969), Il cane del cuore (1969), Lo spavento la gioia (1969), L’onore davanti a Dio (1971), La notte talismanica (1972), Aromi cacciatori (1973) (uscita in Italia nel 1974 col titolo Ritorno a Sopramonte)

Del 1977 sono. II canti di Balandrane e del 1979 Finestre fisse e porta sul tetto entrambe le opere sono dense e ricche di metafore che penetrano a fondo nel mistero dell’esistenza,

Le sue ultime produzioni La nudità perduta e altre poesie (1978), Le vicinanze di Van Gogh (1985), Elogio di un sospetto (1988), ripropongono una scrittura metaforica e simbolica.

 

FILATELIA

FRANCIA   Anno 1991   (2675)

 

 

CHARENTS YEGHISHE

(Armenia)

 

Nato nel 1897. Morto nel 1937.

Dal 1904 al 1912 frequentò le scuole a Kars,che allora faceva ancora parte dello Stato russo. Combatté  volontario nella Prima guerra mondiale sul fronte del Caucaso. Fu presente dal 1917 al 1918 a Erzurum dove avvennero aspri combattimenti. Alcune esperienze di quel periodo sono presenti  nelle sue opere.

Fu coinvolto  nelle purghe staliniste, ma venne riabilitato nel 1954 dopo la morte di Stalin. La sua casa al n. 17, Mashtots Avenue a Erevan è stata oggi trasformata n un museo.

 

FILATELIA

URSS  Anno  1958  (Mic  2058), ARMENIA Anno 1997

 

 

 

CHARLES D’ORLÉANS

(Francia)

 

Figlio di Luigi d’Orléans, assassinato nel 1407, e di Valentina Visconti, Charles nacque a Parigi nel 1391. Fu padre di Luigi XII. Ebbe una vita assai travagliata e durante la sua gioventù si ritrovò in mezzo a terribili catastrofi. Dopo l’assassinio del padre, morirono la madre e la moglie Isabella. Coinvolto nelle guerre civili, combatté ad Azincourt (1415); fu fatto prigioniero e condotto in Inghilterra, dove rimase in cattività fino al 1440, per oltre 25 anni.

Liberato, ritornò in Francia dove sposò Maria di Cleves, si occupò di politica e si adoperò perché si giungesse ad una pace con l’Inghilterra e perché Asti e la Lombardia, beni dotali di sua madre Valentina, ritornassero sotto il dominio orleanese. Fallito il progetto, si ritirò a vivere nel suo castello di Blois, circondandosi da una piccola corte di poeti e di artisti.

Durante gli anni di prigionia in Inghilterra e poi nella pace di Blois scrisse  poemi, ballate, rondò, canzoni e compianti.

Dopo la sua morte, la sua produzione poetica fu dimenticata e il manoscritto delle sue poesie fu ritrovato e pubblicato solo nel 1734.

Morì ad Amboise nel 1465.

Con Charles d’Orléans si ritorna alla poesia cortese nella quale non sono presenti i tragici avvenimenti della sua vita e neppure hanno lasciato una traccia nei suoi versi, tranne qualche appello alla pace e qualche rimpianto verso il suo paese. Domina per lo più l’amore convenzionale cantato dai trovatori, contornato da tutte le allegorie d’uso.

Charles introdusse nei suoi versi una grazia nuova, una melanconica discrezione, una preziosità mondana. La personalità del poeta emerge nella melanconia con cui compone poesie sul tempo che fugge e sulla solitudine. Nella sua poesia non v’è alcuna futilità perché Charles era nato poeta, più miniaturista che pittore.

 

FILATELIA

FRANCIA  Anno 1965  (1445)

 

 

Charrière Isabelle van Tuyll de

(Svizzera)

 

Nata nel Castello di Zyulen presso Utrecht nel 1741. Morta a Colombier Neuchâtel nel 1805.

D’origine olandese, primogenita di sei fratelli fu educata prima a Ginevra e poi a Parigi.

Sposata a un ricco borghese e insignificante, ebbe numerosi corteggiatori e fu introdotta nella migliore società cosmopolita della fine del Settecento

Scrisse la prima novella Il nobile nel 1763 suscitando subito un piccolo scandalo.

Isabel Charriére è nota soprattutto per le sue opere che offrono vivacissimi, talora anche sarcastici ritratti dei frequentatori dei salotti letterari da lei frequentati. Scrisse Lettere da Neuchâtel, 1784,  Calisto o Lettere da Losanna, 1787, che è un vero e proprio romanzo epistolare, cui si aggiungono le Lettere di Mistriss Henley.

Altre sue opere: L’emigrato sul tema della Rivoluzione, Lettere ritrovate nel portafoglio di un emigrato (1793); un saggio su Kant, il romanzo Le tre donne, sul tema della filosofia dell’educazione, Le rovine d’Yedeburg (1799), Sir Walter Finch e suo figlio William (pubblicato postumo nel 1806).

 

FILATELIA

OLANDA Anno 1979  (1087)

 

 

CHATEAUBRIAND FRANÇOIS AUGUSTE de

(Francia)

 

1768. Nasce a Saint-Malo il 4 settembre. Figlio di René, che dopo il disastro finanziario della famiglia era riuscito a rimetterla in sesto, e di Apolline de Béde,  trascorse la sua prima infanzia girovagando lungo i moli del porto, accompagnando con la fantasia le navi che partivano.  Frequentò i collegi di Dol e di Rennes, dove dimostrò la sua intelligenza e il suo desiderio d’indipendenza.

In un primo momento passò gli esami quale aspirante di marina, per poi ripiegare su una apparente vocazione ecclesiastica che lo portò nel collegio di Dinan e poi a soggiornare per due anni assieme al padre, alla madre e ad una sorella nella solitudine del  castello di Combourg. Un periodo non felice  che descrisse nell’opera Memorie d’oltretomba. Il gusto per i viaggi gli era stato trasmesso dal padre e il giovane si augurava di scoprire nuovi paesaggi  in terre lontane e sconosciute.  Ripiegò, invece,  su un brevetto di luogotenente nel reggimento di Navarra. Fu di stanza a Cambrai nei primi mesi del 1786, poi dovette recarsi a Combourg a seguito della morte del padre.

Invece di ritornare alla guarnigione di Cambrai, ottenuto il brevetto di capitano di cavalleria, si recò a Parigi dove, suo fratello il conte di Chateaubriand e la sua  moglie, lo presentarono a corte. Ma l’ambiente lo deluse. Ebbe solo l’opportunità di essere introdotto fra il gruppo dei letterati di corte e di cominciare a pubblicare qualche suo scritto. Nel 1790 l’“Almanacco delle muse”  ospitò una sua produzione in versi, di scarso interesse.

1791  Conversando con Malesherbes, fu ripreso dalla mania di viaggiare. S’imbarcò per l’America con l’intenzione di rimanervi per un anno. Il viaggio fu da lui raccontato con abbondanza di particolari. Sembra però che Chateaubriand non abbia visitato tutti i paesi di cui parla. Arrivò solo ai Grandi Laghi. Per il resto si avvalse  di relazioni inglesi e francesi. Fece ritorno in Francia dopo aver appreso che il re era stato arrestato con la famiglia a Varennes.  Dopo il suo ritorno sposò Celeste Buisson de la Vigne e poi raggiunse in tutta fretta il suo reggimento

1793.  Ferito durante l’assedio di Thionville, si rifugiò in Belgio, di lì andò a Jersey e poi a  Londra dove visse con un lavoro in una libreria. Furono tempi grami in quella città che 25 anni dopo doveva vederlo ritornare come ambasciatore di Francia. A Londra nel 1797 pubblica un Saggio sulla rivoluzione, impregnato di pessimismo anticristiano, una posizione che non faceva certo pensare  all’apologista  della religione che diventò in seguito. Stava intanto scrivendo opere che riecheggiavano il suo viaggio in America quali Atala, René, I Natchez. Mentre era in Inghilterra apprese la morte della madre e di sua sorella Julie, e l’ultimo desiderio di sua madre che gli chiedeva di ritornare alla religione della sua infanzia. Fu allora che cominciò a concepire la sua opera principale Il genio del cristianesimo.

1800. Ottenuto il permesso di Napoleone di rientrare in Francia, cominciò a frequentare il salotto di Mme de Beaumont Pubblica Atala nel 1801 e il 14 aprile del 1802 esce Il genio del cristianesimo. Buonaparte, riconosciuti i meriti dello scrittore, lo nomina segretario d’ambasciata a Roma, poi ministro plenipotenziario a Valais (1804). Ma l’esecuzione del duca di Enghien (1804) creò una frattura insanabile tra i due. Chateaubriand dà le dimissioni e per documentarsi sui paesaggi e sulle rovine dei paesi che voleva descrivere nell’opera che stava scrivendo, I martiri, riprese a viaggiare, percorrendo un lungo itinerario in luoghi che descrisse in Itinerario da Parigi a Gerusalemme. Visitò Venezia, Trieste, la Grecia, Costantinopoli, la Palestina, la Tunisia, Cartagine, La Spagna. Al suo ritorno acquista una casa vicino ad Aulnay, nella Vallée des Loups e porta a termine i Martiri (1809). Nel frattempo Chateaubriand fa una forte opposizione all’Impero e scrive un minaccioso articolo su “le Mercure”. Invitato dall’Accademia, compone un discorso contenente varie allusioni contro la tirannide. Non gli fu concesso di pronunciarlo.

1814  Caduto Napoleone scrive il pamphlet  Buonaparte e i Borboni (1914). Nominato pari di Francia entra a far parte dell’opposizione e nel 1816 scrive La Monarchia secondo la carta, che gli attira le persecuzioni del Ministero Decazez. Dopo la morte del duca di Berry, è nominato ambasciatore a Berlino (1820) e poi a Londra (1822). Nel 1822 rappresenta la Francia al Congresso di Verona e in seguito diventa ministro degli Affari esteri nel gabinetto Villéle. Malgrado il successo della spedizione di Spagna, i suoi rapporti col re e con Villèle si guastano. Ferito nei suoi sentimenti, Chateaubriand passa all’opposizione e conduce una violenta campagna contro il Ministro sul “Journal des Débats”, costringendolo a dimettersi. Sotto il successivo ministero Martignac ottiene di essere inviato a Roma con l’incarico  di Ambasciatore (1828). Dopo la caduta di Carlo X nel 1830 rientra in Francia e da allora, per  fedeltà al legittimismo caduto e per ostilità al governo di Luigi Filippo, si ritira a vita privata.

1830 Chateaubriand cura e pubblica nel 1826 l’edizione completa delle sue opere. Scrive nel 1826 Le avventure dell’ultimo Abencérage.   Nel 1831 escono gli Studi storici, poi il suo Viaggio in America (1834); Saggio sulla letteratura inglese (1836), La vita di Rancé (1844). Poi riprende le Memorie d’oltretomba, iniziate nel 1811, continuamente ritoccate fino al 1846. Frequenta con assiduità il salotto di Mme Recamier.

Diventato povero, tanto da dover ‘ipotecare la sua tomba’, aveva venduto ad una società azionaria la sua opera Memorie d’oltretomba a patto che la cosa venisse divulgata solo dopo la sua morte. Infatti, Emile de Girardin  diede inizio alla pubblicazione su  “La Presse”  nel 1848.

Chateaubriand il 4 luglio del 1848 morì a Parigi in una casa du Rue de Bac. Tra le sue ultime volontà aveva lasciato detto che voleva essere sepolto di fronte a Saint-Malo, la città natale, nell’isola del Gran Bé, una grandiosa sepoltura degna del suo genio.

 

OPERE

Atala   In Luisiana, sulle rive del Mississippi, vive  il vecchio indiano Chactas. Un giorno incontra René, fuggito per sue disavventure dalla Francia. Durante una battuta di caccia il vecchio racconta la sua giovinezza. Fatto prigioniero degli indiani è salvato da Atala, una giovane convertita al cristianesimo. I due fuggono nella savana e nasce una fraterna amicizia. Durante una tempesta trovano rifugio presso un missionario che vuole convertire Chactas e rendere possibile il loro matrimonio. Ma Atala era stata votata dalla madre alla Vergine e per non venire meno alla promessa, si uccide. Prima di morire chiede a Chactas di convertirsi.

Il genio del cristianesimo   Nell’opera l’Autore vuole dimostrare che di tutte le religioni quella cristiana è la più poetica, umana, favorevole alla libertà, alle arti, alle lettere. Nella seconda parte dell’opera la dimostrazione di alcuni punti di contatto  tra le opere dell’antichità pagana con le opere moderne tende a comprovare che anche nelle opere classiche l’ispirazione è cristiana. Tale apologia nasce dalla sensibilità e dal sentimento più che da argomenti provati razionalmente. La sua influenza fu immensa e ispirò molti autori romantici.

I Martiri   Eudoro, giovane cristiano, ama la pagana Cimodocea e le racconta la sua vita. Nato nella Messenia, fu inviato a Roma dove dimenticò la sua fede cristiana. Divenuto soldato combatte sotto gli ordini di Diocleziano. Nominato governatore dell’Armorica, si innamora di una sacerdotessa druida, Lelleda, che si uccide dopo avergli confessato il suo amore. Sconvolto, il giovane ritorna all’antica fede dimenticata. Intanto scoppiano le persecuzioni contro i cristiani e Eudoro corre a Roma per aiutare i suoi compagni. Arrestato, viene condannato a morte. Anche Cimodocea che dichiara di sentirsi cristiana, viene condannata. Entrambi entreranno assieme nell’arena.

René  René, rifugiatosi nella colonia dei Natchez, in Luisiana, per vivere in solitudine, rivela all’amico Chactas e al missionario Souel le ragioni della sua malinconia e della sua scelta. Rievoca l’adolescenza in Francia, la vana ricerca di una ragione per pacificare la propria anima. Confessa di aver pensato al suicidio. Solo quando la sorella Amelie decide di entrare in convento, comincia ad intravedere  una soluzione. Imbarcatosi per l’America, lo raggiunge la notizia della morte della sorella. Chactas lo consola, mentre il missionario gli ricorda severamente  che “chiunque abbia ricevuto delle forze, le deve consacrare al servizio del suoi simili.”

L’ultimo degli Abenceragi.   L’ultimo discendente della tribù maora degli Abenceragi, Aben Hamet, i cui antenati furono massacrati a Granada, ritorna in Spagna. Incontra la figlia del duca di Santa Fé, Bianca, e se ne innamora.  Bianca rifiuta di sposare il conte cui era fidanzata  e lascia che suo fratello Don Carlos si batta in duello con l’Abenceragio, al quale ha giurato eterno amore. Ma Bianca non sa di appartenere ai discendenti dei Bivar, che massacrarono gli antenati del suo innamorato. Quando anche Aben Hamet lo scopre, rinuncia a Bianca e ritorna in Africa.

 

FILATELIA

FRANCIA  Anno 1948  (816),  FUJERA  Anno 1972 (Mic. 1312 + fog. 132), MONACO  Anno  1969  (758/62), SAINT PIERRE E MIQUELON  Anno 1968  (381).


 

 

CHATTERJEE BANKIM CHANDRA

(India)

 

Nato il 27 giugno del 1838 nel villaggio di Kantalpara (Bengala); morì l’8 aprile del 1894.

Il padre era un bramino al servizio del governo. Si trasferisce in tenera età con la famiglia a Midnapur dove inizia la sua formazione culturale che conclude all’università di Moshin. Durante gli studi universitari legge libri in sanscrito e incomincia a scrivere anche in lingua bengali.

Laureatosi, trova lavoro presso l’università di Calcutta. Nel1959 il governatore di Calcutta gli affida un incarico pubblico che svolge con scrupolo e coscienza.

Secondo la prassi indiana fu sposato dai genitori all’età di undici anni con una bambina di sei anni e con lei rimase fino a ventidue anni quando la  giovane  morì.

In seguito contrae un secondo matrimonio con Railakshmi.  Devi, dalla quale ebbe tre figli.

La sua carriera letteraria inizia con la composizione di poesie cui seguono Durgeshnandini (1865), il suo primo romanzo bengali. Altre sue opere: Kapalkundala (1866), Mrinalini (1869), Vishbriksha (1873), Chandrasekhar (1877), Rajani (1877), Rajsimha (1881) e Devi Chaudhurani (1884).

Scrisse anche la canzone  Bande Mataram che divenne l’inno ufficiale della nazione.

A lui si deve la rinascita culturale del Bengala e la diffusione letteraria del bengali. I suoi romanzi furono conosciuti e tradotti in tutte le lingue dell’India.

 

FILATELIA

INDIA  Anno 1969 (267)

 

 

 

CHatterji Sharat Chandra

(India)

 

Nato a Bangla il 15 settembre del 1876 , morto il 16 gennaio del 1938.

Di umile famiglia e di bassa estrazione sociale non ebbe un’infanzia felice e le condizioni finanziarie familiari influirono sulla sua preparazione culturale.  Visse a lungo presso uno zio paterno e le esperienze degli anni giovanili si riflettono nei suoi scritti, tutti tesi a combattere l’oppressione sociale  e le superstizioni del suo popolo.

La sua prima opera a essere pubblicata fu  Madir e a questa seguirono  romanzi scritti in tono piano ed efficace. Tra essi emerge il suo capolavoro  L’incendio della casa.

Alcune sue opere (Devda  del 1901 e Parineeta del 1914 furono adattate al cinema.

E’ considerato uno dei migliori rappresentanti in lingua bengali della nostra epoca.

Morì  a Kolkata di cancro al fegato nel 1938.

 

FILATELIA

INDIA   Anno 1976  (491)

 

 

 

Chaturvedi Pandit Makhanlal

(India)

 

Nacque il 4 aprile 1889 nel villaggio di Bavai, nel distretto di Hoshangabad di Madhya Predeshn.

Conclusi gli studi superiori, iniziò a lavorare come maestro di scuola. Nel 1912 lasciò tale incarico per  dedicarsi al giornalismo. Diventò redattore capo delle pubblicazioni nazionalistiche dei giornali “Prabha” e successivamente “Karmaveer”. Per le sue idee fu ripetutamente incarcerato dalle autorità britanniche.

Dopo l’indipendenza rifiutò ogni incarico nel governo per poter continuare la sua crociata contro l’ingiustizia sociale, il malgoverno e lo sfruttamento degli indiani, seguendo gli insegnamenti del Mahatma Gandhi.

Poeta, saggista, commediografo, giornalista, partecipò attivamente alla lotta per l’indipendenza dell’India e contribuì alla diffusione del movimento  Neo romantico della letteratura indiana.

Nel 1955 fu insignito del premio dell’Accademia Sahitya  per la sua opera Tarangini.

Scrisse: Him Kirtini, Him Tarangini, Yug Charan, e Sahitya Devta.  Le sue poesie più celebri sono: Dip Se Dip Jale, Kaisa Chhand Banaa Deti hei e Pushp ki Abhilaasa

 

FILATELIA

INDIA ANNO 1977  (511)

 

 

CHAUCER  GEOFFREY

(Inghilterra)

 

Originario di  una famiglia di Ispwich, Chaucer, di cui circa gli inizi della sua vita si hanno poche notizie, nasce tra il 1340 il 1345. Il padre esercitava il commercio delle lane e gestiva una collettoria delle gabelle. Probabilmente attraverso le relazioni della madre, Chaucer  venne assunto come paggio del principe Lionel, duca di Clarenza e poi in qualità di ‘esquire’ nella casa reale.

La prima data certa è quella che lo fissa al servizio della contessa Elisabetta di Ulster. Il giovane Chaucer fu quindi educato nell’ambiente di corte. Nel 1359 prese parte alla spedizione di Edoardo III in Francia. Fatto prigioniero, fu riscattato nel marzo del 1360. Dal 1360 al 1367 c’è una lacuna nella sua vita. Probabilmente in quel periodo si diede allo studio della giurisprudenza all’Inner Temple di Londra. Nel 1366 sposò Philippa, una delle damigelle della regina. Nel 1369 si recò nuovamente in Francia per una spedizione guidata  dal duca di Lancaster, figlio di re Edoardo.

Con la sua educazione e la cultura legale  fu impiegato in missioni diplomatiche che lo portarono in Italia, dove conobbe il Petrarca, e in Francia, per trattare il matrimonio del futuro Riccardo II con la principessa Maria di Francia. Nel 1372 ebbe l’incarico di trattare  con Genova la scelta di un porto in Inghilterra dove i mercanti genovesi avrebbero potuto beneficiare di particolari privilegi. Fu poi a Firenze dove trattò un prestito con i banchieri fiorentini a favore della corona inglese. Nel 1378 venne a Milano, inviato per assicurarsi l’alleanza dei Visconti contro i francesi.

In occasione di queste ambascerie Chaucer pensò sempre alla sua formazione culturale, stringendo amicizie con scrittori e portando in  patria numerosi manoscritti di opere letterarie. Sino a quel momento la sua opera letteraria era condizionata e dominata dal segno  del Roman de la Rose, ma la conoscenza del Petrarca, di Dante, del Boccaccio, modificò il suo modo di vedere e poté interpretare con nuovi occhi la vita sociale inglese.

Il suo incarico di controllore delle gabelle  sulle lane e sui pellami nel porto di  Londra dal 1374 al 1386 non rallentò la sua attività culturale e letteraria. Nel 1385 fu nominato dai giudici di pace per la contea del Kent della quale divenne anche  rappresentante al parlamento nell’estate del 1386. Lasciò pertanto il suo incarico  di controllore per ritirarsi nel Kent. Dopo un convulso periodo politico (l’esautorazione del re da parte del duca di Gloucester e il successivo rientro a trono di Riccardo II), Chaucer ottenne altri incarichi, in verità delle sinecure. Fu soprintendente delle costruzioni reali, ispettore di muri, fossati e ponti sulle rive del Tamigi,  sopraintendente dei lavori alla St. Georgés Chapel di Windsor. In quest’ultima incombenza, dato che doveva portare con sé forti somme di denaro, fu per due volte assalito e derubato. In quest’occasione scrisse Complaint to his Pourse.

Sinecure o meno, lo scrittore si dimise dagli incarichi e si dedicò alla sua opera principale I racconti di Canterbury. Negli ultimi anni della sua vita,  dal 1391 occupò ancora la carica di viceintendente forestale del parco di North Petherton (Somersetshire). È probabile che per la maggior parte dell’anno risiedesse nella provincia. L’anno prima della sua morte ritornò a Londra dove morì il 26 ottobre del 1400.

Chaucer scrisse poemi in poesia iniziando nel 1369 con Il libro della duchessa, cui seguì nel 1378 La casa della Fama, rimasto incompiuto. Nel 1382  fu pubblicato Il parlamento degli uccelli,  poi Troilo e Criseide (1383-85) la cui fonte è il Filostrato del Boccaccio. Tale libro può essere considerato come il primo vero romanzo in lingua inglese. La leggenda delle donne esemplari (1386) è un poema rimasto incompiuto. Il  prologo contiene l’elenco delle opere chauceriane andate disperse.

Agli anni 1386-1400 risale la composizione del suo capolavoro I racconti di Canterbury, una raccolta di racconti in versi. L’opera comprende 21 racconti completi e tre incompleti. La sua struttura è tipica di quei tempi: raccoglie una serie di novelle narrate da più personaggi entro un’unica cornice.  Precedente illustre fu il Decamerone del Boccaccio. L’autore riunisce nella locanda del Tabarro sul Tamigi una compagnia di pellegrini diretti al reliquario di Thomas Becket di Canterbury.  Ogni pellegrino narra a turno due novelle all’andata e due novelle al ritorno.

La raccolta convoglia tutte le esperienze della tradizione medievale, cortese, realistica e si presenta come una specie di ampio affresco della società borghese del Trecento.

Nelle varie descrizioni inserite nelle novelle si riflette il vivo contatto che lo scrittore ebbe per tutta la vita con i vari strati della società, dalla corte ai plebei, dai mercanti agli artigiani, ai letterati. Furono contatti e una “preparazione di tipi umani” che doveva dare ottimi frutti. In Chaucer si coglie non tanto la figura di un faccendiere ma piuttosto di un assiduo studioso della vita in cui il suo lavoro lo immergeva quotidianamente, di un contatto con una molteplicità di persone di diversa struttura sociale delle quali aveva la possibilità di studiare atteggiamenti e psicologia. Per cui seppe inserire nei vari racconti elementi patetici, umoristici, giocosi, burleschi, satirici,  tragici e non di rado licenziosi.

“Indiscusso maestro della letteratura medievale, Chaucer seppe, dare alla sua commedia umana una straordinaria pienezza di vita creando pressoché dal nulla la tecnica del verso inglese e tracciando una grandiosa sintesi della vita del suo tempo in chiave realistico-borghesi”.

 

FILATELIA

DOMINICA  Anno 2000 (1387), GRAN BRETAGNA  Anno 1976  (803),  GUINEA  2000 (1846), SAINT VINCENT  Anno 1990  (1197/1220)

 

 

 

Chauhan  Subhadra Kumari

 

Nata a Nihalpur nel distretto di Allahabad nel 1904. Morta nel 1948 a seguito di un incidente d’auto.

Dopo il suo matrimonio con Laxman Singh Thakur nel 1919, si trasferisce a Jalpur.  Fu la prima donna ad essere accusata e arrestata per questioni politico-sociali legate al movimento di non cooperazione e per proteste contro il dominio britannico

Autrice di poesie in hindi si fece conoscere in campo letterario con l’opera poetica  Ki Rani Jhansi  nella quale descrive la vita di Rani Lakshmi Bai. In questa e altre opere poetiche come Veeron Ka Kaisa Ho Basant,  Rakhi Ki Chunati,  Vida, esprime i suoi desideri e il diritto delle donne per la libertà, tanto che fu ispiratrice del Movimento Indiano per la Libertà che attirò l’interesse di un gran numero di giovani.

 

FILATELIA

INDIA  Anno 1976  (488)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chavain Sergey  (nato  Sergei Grigoriev Grigorievich)

(Russia)

 

Poeta e drammaturgo russo in lingua Mari.

È noto che la sua prima poesia, scritta nella lingua letteraria mari, fu Oto Mari (Il boschetto) nel 1905. Nel 1908 si laureò a Kazan. La sua prima commedia fu  L'anatra selvatica (1912), una satira ispirata ai burocrati del governo dello zar.

Dopo la rivoluzione russa del 1917 scrisse numerose opere per un teatro itinerante in lingua mari, come L’autonomia (1920) e Lascia che il sole faccia sparire, le nuvole e la  tempesta (1921). ispirate alla rivoluzione russa e alla guerra civile. Successivamente scrisse opere per lo studio del teatro mari quali  . Il ponte di Jamblat (1927), commedia, Dote da  cento rubli (1927), dramma musicale, Il giardino delle api (1928), Kugujar (1929), un'opera dedicata alla rivoluzione russa 1905, L'acqua della vita, sulla formazione di koljós, La segheria (1930), La collettivizzazione, La società Mari (1934), La battaglia di Kazan (1918), e Akpatyr (1935), la partecipazione Mari nella guerra di Pugachov , La luce della moneta (1936), commedia basata su credenze popolari Mari.

È anche conosciuto per i suoi romanzi Non si può sentire il rumore della foresta sulla rivoluzione russa del 1905, e Elnet, sulla vita in un villaggio Mari prima della rivoluzione. Chavain tradusse anche opere classiche dal russo in mari.

Fu vittima della repressione stalinista durante la lotta contro il "nazionalismo borghese", e fu  riabilitato solo dopo la sua morte. Al suo nome è dedicato il premio nazionale di Mari.

 

FILATELIA

URSS  Anno 1979, 1988  Buste postali.

 

 

Chavchavadze Alexander

(Georgia)


Nato a San Pietroburgo nel 1786.  Morto  nel 1846.

Notevole poeta georgiano è considerato "padre del romanticismo georgiano". 

Alexander Chavchavadze è un discendente di una nobile famiglia elevata al rango principesco da parte del re georgiano Constantine II di Kakhetia nel 1726.

Quando nacque, il padre, principe Garsevan Chavchavadze, era in servizio, con l’incarico di ambasciatore, presso Eraclio II, re di Kartli e Kakheti nella parte orientale della Georgia. La zarina Caterina II di Russia fu sua madrina al battesimo.

Ebbe una iniziale educazione in Russia e conobbe la Georgia solo all'età di 13 anni, quando la famiglia si trasferì a Tiflis dopo l'annessione alla Russia, avvenuta nel 1801.

Nel 1804, durante una ribellione di montanari georgiani contro il dominio russo, fu dalla parte degli insorti. Sedata la ribellione fu incarcerato per breve tempo, durante il quale cominciò a comporre poesie in lingua georgiana tra cui Guai a questo mondo e ai suoi abitanti, con  la quale  acquistò ampia notorietà.

Dopo un anno di esilio in Tambov, Chavchavadze, riconciliatosi con il nuovo regime, fu inserito in un reggimento ussaro. Nel 1812 sposò la principessa georgiana Salomé Orbeliani. 

Durante la guerra della sesta coalizione (1813-4) contro Napoleone, servì come un aiutante di campo del comandante russo Barclay de Tolly e fu ferito ad una gamba nella battaglia di Parigi il 31 marzo 1814. Con l’incarico di ufficiale russo delle forze di spedizione, rimase  a Parigi per due anni e dalla dinastia borbonica restaurata ricevette la legione d'onore

Aperto alle nuove idee, in particolare al primo Romanticismo francese, fu attratto dalle opere di Lamartine e Victor Hugo,e anche da quelle di  Racine e Corneille, che fece conoscere in Georgia.

Nel 1817, il principe Chavchavadze fu nominato colonnello dell'esercito russo. Promosso a maggiore generale nel 1826, la sua carriera militare raggiunse un notevole successo durante la guerra russa contro l’impero  persiano e ottomano del 1820. La sua azione fu determinante nella liberazione dai Persiani della città armena di Yerevan e nel 1827 fu nominato governatore militare del Distretto Militare armeno. Nel 1828-29  durante la guerra russo-turca, con un piccolo distaccamento,  organizzò  la difesa della provincia di Yerevan. Tornato in Georgia, Alexander godette della popolarità dei georgiani, nobiltà e popolo. Con lui la Georgia divenne uno degli stati più all’avanguardia dal punto di vista culturale. Nel suo palazzo di Tiflis accolse molti letterati e il suo salotto divenne un punto di particolare interesse. Nella sua dimora estiva di Tsinandali, Kakheti, incontrò spesso ospiti stranieri, letterati e musicisti.

Nonostante il suo fedele servizio alla corona russa, Chavchavadze avvertiva la nostalgia verso la perduta indipendenza della Georgia, tanto da aderire alla cospirazione del 1832  contro l'egemonia russa.

Il fallito colpo di stato si ripercosse anche in campo culturale. La maggior parte delle sue opere scritte tra il 1820 e il 1832, ispirate al  Romanticismo e all’eguaglianza tra  i popoli, fu da lui bruciata affinché non venisse utilizzata durante il processo.

Fu condannato a cinque anni di esilio a Tambov, ma lo zar, che aveva bisogno il suo talento per la guerra caucasica, lo perdonò. Chavchavadze aderì con entusiasmo alla spedizione contro i ribelli alpinisti del Nord del Caucaso.

Fu promosso tenente generale nel 1841, e continuò il suo servizio nel Caucaso, con l’incarico di capo dell’amministrazione civile della regione dal 1842 al 1843. Nel 1843, combatté la sua ultima guerra, al comando di una spedizione punitiva contro la tribù ribelle Dagestani. Successivamente, fu nominato un membro del Consiglio di Amministrazione il capo della Transcaucasia.

Nel 1846, Alexander Chavchavadze cadde vittima di un incidente, in circostanze misteriose. Mentre tornava al suo palazzo in Tsinandali di notte, qualcuno dal vicino bosco si avvicinò e gettò acqua bollente sul suo cavallo. Perso il controllo dell’animale, cadde e morì in seguito ai postumi della caduta. Un’altra versione sostiene che fu vittima di sicari russi.

L’interesse letterario di  Chavchavadze è assai contraddittorio: va dalla partecipazione alla lotta contro il controllo russo della Georgia, da un lato, e il fedele servizio allo zar, compresa la soppressione delle rivolte contadine georgiane, dall'altro, come appare evidente nelle sue opere.

Nelle  poesie romantiche, Chavchavadze sogna il  glorioso passato della Georgia come appare nelle poesie “Guai, tempo, tempo”,” Ascolta, ascolta”, e “Caucasia”.

Come un attivista sociale, tuttavia, è rimasto in gran parte attaccato ad una "cultura nazionalista", difensore della lingua nativa e degli interessi dei georgiani e dell’élite aristocratico-intellettuale. Nelle sue lettere, Alexander criticò il metodo con cui la Russia si occupò della cultura nazionale della Georgia.

Dopo il 1832, la sua percezione dei problemi nazionali mutò e il poeta sottolineò i risultati positivi che erano stati introdotti dall’annessione alla Russia, anche se la liberazione della sua terra natale continuò ad essere il sogno più caro. Più tardi la sua poesia divenne meno romantica. Alcune delle poesie più originali le scrisse negli ultimi anni: «Oh, mio sogno, perché hai fatto di nuovo appello a me?», una poesia triste che si conclude con la speranza nel futuro, e «L’aratore» scritto nel 1840. Chavchavadze compose anche un lavoro storico Breve storia della Georgia dal 1801 al 1831".  

 

FILATELIA

URSS  Anno 1975, 1979, 1990  Buste e cartoline postali.

 

 

CHAVCHAVADZÉ  ILIA GRIGORIEVICH

(Georgia)

 

Nato a Kvareli nel 1837. Morto  a Saguramo nel 1907.

Studiò presso  il liceo classico di Tiblis e in seguito completò gli studi all’università di Peterburg, laureandosi in legge.

Si occupò di attività pubbliche e di letteratura. Fu fondatore e collaboratore di varie attività culturali ed educative. Fu pure tra i rinnovatori della società culturale e del teatro georgiano.

Membro del Consiglio dello stato di Georgia, fu tra i sostenitori dell’abrogazione della legge sulla pena di morte

E’ considerato uno dei capi del movimento di rinnovazione del suo paese  Poeta e scrittore, pubblicista ed editore è autore di diverse opere: The Ghost, Is a human a man? (1863), The Otar's Widow,The Robber Kako. 

Morì assassinato il 30 agosto del 1907.

 

FILATELIA

GEORGIA  Anno 2001 (283) 

 

 

CHAYNIKOV KUZMA PAVLOVICH  (PSEUD. KUZEBAY GERD)

(Russia)

 

Nato il 14 gennaio 1898 nel villaggio Bolshaya Dokya di Malmyzhski. Governatorato di Vyatka  (oggi Udmurtia). Morto  l’11 gennaio 1937 a Sandarmokh,Camelia. URSS.

Era un poeta Udmurt, prosatore, drammaturgo e un personaggio pubblico. Dal 1922 al1925 ha studiato presso l’Istituto Superiore di letteratura VY Brusov a Mosca dove si occupò attivamente del folclore della sua terra e creò la società "Bolyak", dedicandosi alla cultura Udmurt e all’educazione popolare. Nel novembre 1918 organizzò  diversi concerti e spettacoli in lingua Udmurt.

In quel periodo si ebbe una recrudescenza delle repressioni politiche e aumentò il conflitto tra lo stato e le aspirazioni giovanili  nazionalistiche.  I leader della società, tra cui Gerd, furono accusati di arretratezza  nazionale e di aspirare alla separazione dall’URSS. Nel 1928 la società "Bolyak" fu soppressa. Nel 1932-1933 l'amministrazione politica del Nizhegorodsli Kraj intentò un processo, il caso "ULFIN" ("Unione di nazionalità finlandese per la  liberazione" in cui l’Autore venne implicato.

Il 13 maggio 1932 Kuzebay Gerd fu arrestato e accusato e processato in quanto ritenuto il capo dell’organizzazione "ULFIN".

Il 9 luglio 1933 Gerd fu condannato alla fucilazione, ma per  intercessione di Maxim Gorki la pena fu commutata in 10 anni di deportazione.  Fu riabilitato nel 1958.

Mentre studiava presso l'istituto di letteratura pubblicò alcune raccolte di folklore e continuò a Mosca la  ricerca sulle culture nazionali ed etniche delle popolazioni orientali.

Gli anni intorno al 1920 rappresentarono per lui il periodo di maggior successo. Fece parte del gruppo di letteratura "Kuznica", diventato presidente della sua sezione nazionale,  pubblicò le sue migliori raccolte di versi:  Terra in fiore, Stages. Nel suo contributo alla letteratura (poesie, romanzi, ballate) Gerd , per arricchire la poesia Udmurt, usò nuove forme poetiche, tra cui il sonetto e liriche in versi liberi.

 

FILATELIA

RUSSIA Anno 1988 e 1989 (Buste postali)

 

    

 

 

ChEbbi Aboul-Qacem

(Tunisia)

 

Nato a Tozeur il 24 febbraio 1909. Morto il 9 ottobre 1934.

Poeta tunisino, è . probabilmente più conosciuto per aver scritto gli ultimi due versi dell’attuale Inno nazionale della Tunisia, “Himat al Himas” (Difensori della Patria), che è stato scritto originariamente scritto dal poeta egiziano Mustafa el-Rafii Sadik.

Figlio di un giudice, conseguì il diploma attatoui (l'equivalente del baccalaureato ) nel 1928. Nel 1930 si diplomò in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Ez-Zitouna. Lo stesso anno, si sposò e, successivamente, ebbe due figli, Mohamed Sadok, che divenne un colonnello dell'esercito tunisino, e Jelal, che più tardi divenne un ingegnere .

I suoi interessi principali in campo letterario furono rivolti alla letteratura moderna, in particolare quella romantica e anche in letteratura araba antica. Il suo talento poetico si manifestò in tenera età e abbracciò temi diversi, dalla descrizione della natura al patriottismo.

Chabbi morì il 9 ottobre, 1934 presso l’ospedale Habib di Tunisi a seguito di una lunga malattia per disturbi cardiaci.

Opere: Ela Toghat Al Alaam, (Per i tiranni del mondo), Aghani Al-Hayat (Cantici della vita), Muzakkarat (Ricordi), Raséil (una raccolta di lettere) Sadiki (una raccolta di seminari tenuti per l'Associazione ex alunni del collegio, che causò  polemiche tra i gruppi conservatori letterari).

 

FILATELIA

TUNISIA  Anno  1962 (562), 1984 (1021), 1995 (1247), 2009 (1629)

    

 

 

 

CHEN MAO PING vedi  SANMAO

 

 

 

CHENIÉR ANDRÉ  

(Francia) 

 

Nato a Costantinopoli il 30 settembre del 1762. Figlio di un console e di madre ottomana cattolica, fu da giovane condotto a Parigi. Studiò dal 1773 al 1781 presso il collegio di Navarra dove affinò il suo gusto per gli studi classici. Nell’ambiente parigino aperto alle idee illuministiche conobbe  poeti ed eruditi che frequentavano il salotto di sua madre   Dopo una breve parentesi militare a Strasburgo (1782) (dovette lasciare la carriera militare per scarse attitudini e anche a causa della persistenza di dolori nefritici) viaggiò in Svizzera, in Italia e a Londra dove fu inviato come segretario d’ambasciata.

Attratto dalle idee rivoluzionarie, si entusiasmò e partecipò agli inizi della Rivoluzione. Entrò a far parte del club rivoluzionario dei “Feuillants” e scrisse articoli sul “Moniteurs” e in particolar modo sul “Journal de Paris”. Ma disgustato per gli eccessi del Terrore ne denunciò con coraggio errori ed orrori. Gli articoli si interruppero con la sospensione del giornale, ordinata nell’agosto del 1792. Scrisse anche un poema, Jeu de paume (1791) e un inno contro l’amnistia degli Svizzeri di Chateauvieux che si erano ribellati ai loro ufficiali aristocratici (1792). 

Partecipò, quindi, alla difesa di Luigi XVI e, caduto in sospetto dopo la morte del re, cercò rifugio in Normandia e successivamente, recatosi a Passy, fu sorpreso nella casa del marchese Pastoret, che era nella lista dei ricercati. Tratto in arresto, fu imprigionato a Saint-Lazaire, dove compose le Odi, tra cui spicca  La giovane prigioniera,  La giovane tarantina,  e i Giambi.

Nonostante il fratello Marie-Joseph, che contava su molti amici rivoluzionari, avesse cercato di sottrarlo al carcere e alla ghigliottina, il poeta, che aveva preso parte ad un complotto di prigionieri politici, fu condannato a morte e il 7 di Termidoro (25 luglio del 1794), proprio alla vigilia della caduta di Robespierre. Salì al patibolo all’età di 32 anni e fu giustiziato in Place du Trône renversé (oggi Place de la Nations)

Durante la sua vita Chénier fu noto solo per la sua attività politica e per qualche articolo scritto sui giornali. Solo nel 1819 la sua opera fu pubblicata, in parte frammentaria. I suoi migliori lavori letterari sono gli Idilli e le Bucoliche in cui esprime il suo sentimento per la bellezza e l’ammirazione della Grecia antica.; le Epistole e le Elegie che narrano dei suoi viaggi e dei suoi amori; il poema epico Ermete, sulla formazione dell’universo. Nella prefazione il poeta esprime la sua poetica che si compendia in poche parole “Con pensieri nuovi facciamo versi antichi.” Da ricordare ancora L’America, in cui si celebrano i miti del secolo della ragione.

La poesia di Chenier è improntata alla purezza e al tempo stesso rispecchia la curiosità scientifica settecentesca e tocca i vertici  della stagione neoclassica europea, come si nota nel poemetto L’invenzione (1787), con temi ispirati al neoclassicismo, ma precorritori del Romanticismo per la sensibilità nuova che li pervade e per certe arditezze metriche.

La morte di Andrea Chénier fu rievocata nel 1896 da un melodramma di Umberto Giordano.

 

FILATELIA

FRANCIA Anno 1950  (867)

 

 

 

Cheremshyna  Marko  (pseud. di Ivan Semaniuk)

(Ucraina)

 

Nato nel 1874. Morto nel 1927.

Avvocato scrittore. Si laureò in legge nel 1906 all’Università di Vienna.

Iniziò a scrivere brevi storie intorno al 1896, pubblicandole su giornali e riviste.  Nato nella regione di Pokutia è spesso ricordato assieme agli scrittori  Stefanyk Vasyl e Les Martovych  con i quali formò la “Pokutia triade”; tuttavia le sue storie sono assai diverse dai colleghi.  Cherenshyna è, infatti, conosciuto per i bozzetti sulla vita contadina e nelle sue opere include il dialetto e i  temi della sua città natale.

Tradusse in ucraino racconti brevi della letteratura tedesca, cecoslovacca e ungherese.

A Sniatyn esiste un museo a lui dedicato.

 

FILATELIA

UCRAINA  Anno 1999,  URSS, Anno 1973, 1974, 1999.  Annullo speciale e buste postali. 

 

 

 

CHERNJODRINSKY (Pseud. di VOYDAN GEORGIEV POP)

(Macedonia)

 

Nato il 15 gennaio 1875 a Selci (impero ottomano, oggi Macedonia. Morto  l’8 gennaio1951 a Sofia, Bulgaria.

E’ stato un drammaturgo bulgaro   della regione della Macedonia . Il suo pseudonimo è derivato da Drin Nero (Cherni Drin in bulgaro) , un fiume che scorre attraverso la sua città natale.

La sua opera più  famosa è la commedia macedone Nozze di sangue.

Era capo della troupe itinerante "Dolore e comfort" fondata nel 1901 e rinominata nel 1902 come "Teatro Principale Bulgaro.

Chernodrinski rielaborò la trama e il libretto  della più famosa opera "Tsveta" del maestro Georgi Atanasov.  Nel 1960 il  testo fu ulteriormente rivisitato per essere utilizzato per un film jugoslavo di propaganda comunista.  E’ considerato uno tra i principali scrittori  che si occupano di etnografia macedone.

Oltre alla popolare opera "Nozze di sangue" , Voydan ha  pubblicato nel 1900 altre opere letterarie tra cui: [ I boscaioli (1895), Nel barroom  (1895), Emigrazione macedone  (1897), Soffriamo dalla testa soffriamo  (1902). Lo schiavo e l Agha  (1902), Male per male  (1903), Operai specializzati  (1903), Lo spirito della libertà (1909), Sul fiume  (1921), A  Capodanno  (1921), Tzar Pir  (1921), Le tempeste vicino a Vardar  (1925), Cveta la duchessa  (1929), Slavo Dragota  (1930),

 

FILATELIA

MACEDONIA Anno  1995 (UN 44)

 

Cherny Sasha (pseud.di  Aleksandr Mikhailovich Glickberg)

(Russia)

 

Nato a Odessa il 13 ottobre del 1880. Morì a Lamkandou, in Francia il 5 luglio del 1932.

Ebbe un’infanzia infelice con una madre isterica che mal sopportava la presenza di bambini e un padre collerico che spesso puniva severamente i suoi figli. Il padre, non potendo iscrivere alla scuola i figli in quanto nati in una famiglia ebrea,  risolse il problema facendoli battezzare.

Sasha non amò la scuola sin dall’inizio e a quindici anni fuggì da casa per rifugiarsi presso una zia a Pietroburgo. Cercò di riprendere gli studi, ma fu espulso dal ginnasio di Pietroburgo e si ritrovò senza lavoro e senza soldi. Né genitori né  parenti risposero alle sue richieste di aiuto.

Per sua fortuna un racconto da lui scritto  fu pubblicato dal giornalista Alexander Yablonovsky sul giornale “Syn Otechestva”. Il racconto fu letto da un francese-russo, Zhitomir, che prese a benvolere il giovane e lo adottò.

Entrato a far parte dell’esercito vi militò per due anni e al suo rilascio ottenne un incarico come funzionario doganale nel villaggio di Novosiltsy, al confine dell’Austria-Ungheria.

Nel 1904, tornato presso la famiglia adottiva, lavorò come giornalista presso la rivista “Volynsky Vestnik”, poi , cessate le pubblicazioni per fallimento, Sasha si spostò a Pietroburgo per continuare la carriera giornalistica.

A Pietroburgo trovò un lavoro amministrativo nelle ferrovie e incontro Maria Ivanovna Vasiolieva che divenne sua moglie. Trascorsero la luna di miele in Italia e al ritorno, adottato il “nom de plume” Sasha Cherny, pubblicò una raccolta di versi, Nonsense, sulla rivista “Zritel”, la quale a causa di tale opera, censurata, fu chiusa per volere del governo, Ma quei versi ottennero successo e furono diffusi sottoforma di ‘samizdat’ in tutto il paese.

Tra il 1906 e il 1907 visse in Germania e frequentò l’Università di Hidelberg. Nel 1908, tornato a San Pietroburgo, collaborò con la rivista “Satirikon”. Conobbe Mayakovsky. Nel 1910 pubblicò un libro di versi, Satire e nel 1911 Satire e Testi.

Si occupò anche di libri per l’infanzia alla quale dedicò Tul-Tuk (1913) e Live ABC (1914).

Dopo la rivoluzione di ottobre emigrò a Vilnius, poi in Germania, dove lavorò  per la rivista di Berlino «Fire Bird», poi in Francia, dove collaborò a  «Il giornale russo». Nel 1923 pubblicò il suo terzo libro di versi Sete e nel 1927 è stato il fondatore di una colonia russa nel villaggio La Favier in Provenza.

Nel periodo trascorso all’estero scrisse il poema Chi vive bene in emigrazione (1931-1932) e, in  prosa,  Storie non serie (1928), Racconti di soldati (1933). Dopo la sua morte uscì il suo quarto libro di versi Isole di ragazzi.

Morì per un  attacco di cuore, mentre aiutava a spegnere un incendio nella città di Lamandou nel sud della Francia il 5 luglio 1932. La leggenda narra che il suo cane Micky, protagonista della storia per ragazzi  Il diario di Micky Fox Terrier, si accovacciò sul petto di Sasha  e morì con il suo proprietario .

 

FILATELIA

RUSSIA  Anno 2005  Busta postale

 

 

 

Chesnutt Charles Waddell

(USA)

 

Nato a Cleveland nel 1858  ivi morì il 15 novembre 1932.

Afro-americano fu autore, saggista e attivista politico, meglio conosciuto per i suoi romanzi e racconti brevi in cui esamina le complesse questioni di razza e d’identità sociale.

I suoi genitori, provenenti da Fayetteville, North Carolina, lo offrirono in vendita quale schiavo, ma il potenziale acquirente non poté comprarlo per una differenza di 23 dollari. 

Il nonno paterno era un bianco, venditore di schiavi ed è probabile che Chesnutt avesse altri antenati bianchi. Di razza mista avrebbe potuto con relativa facilità farsi passare per  un uomo bianco, ma non scelse mai di farlo. Ai sensi della regola “una goccia del Sud” (secondo la quale anche una sola di sangue nero faceva di un uomo un essere di razza nera), Chesnutt fu sempre  “legalmente” considerato un uomo di colore. 

Dopo la Guerra Civile, la famiglia tornò a Fayetteville, dove aprì un negozio, che non funzionò a causa dell’incompetenza dei genitori nelle questioni commerciali. .

Charles  entrò a scuola all'età di otto anni. A 16 anni, diventò uno studente-insegnante di sostegno per aiutare la sua famiglia in seguito alla sua morte della madre.

Chesnutt continuò a studiare e insegnare, diventando assistente principale della scuola normale in Fayetteville. Nel 1987 si sposò con Susan Perry e si trasferì a New York City. Sperava di sfuggire al pregiudizio e alla povertà del Sud e, inoltre, voleva  seguire una carriera letteraria. Dopo sei mesi, superato l'esame di diritto, imparò la stenografia, una nuova esperienza che gli fu molto utile negli anni che seguirono.

Iniziò scrivere storie una delle quali fu accettata dalla rivista “Atlantic Monthly”, che la pubblicò nel 1887.

La prima raccolta di racconti dal titolo The conjure woman fu pubblicata nel 1899

Scrisse pure una biografia di Frederick Douglass, l’abolizionista.

Fu autore di romanzi, l’ultimo dei quali fu pubblicato nel 1905.

Nel 1906 tentò anche la via del teatro, con un dramma  La figlia di Darcy che fu rappresentato, ma si risolse in un insuccesso.

Tra il 1906 e la sua morte avvenuta nel 1932, Chesnutt scrisse e pubblicò poco, eccezion fatta per alcuni brevi racconti e saggi.

Tra le opere letterarie degli scrittori suoi contemporanei, Chesnutt è stato assai rispettato. Nel 1905, fu invitato alla   70a festa di compleanno di Mark Twain, tenutasi a New York City.

Dal 1901, si dedicò alla sua attività stenografica e, in misura crescente, all'assistenza sociale e all’attivismo politico. servì nel Comitato generale dell’Associazione Nazionale per lo sviluppo della popolazione di colore (NAACP);. lavorò nella struttura di Bois e Booker T. Washington; contribuì con alcuni brevi racconti e saggi per sovvenzionare la NAACP, la rivista ufficiale dell’Associazione, fondata nel 1910 e andata in crisi.

Nel 1917, sempre a fianco della NAACP, protestò per il controverso film La nascita di una nazione. 

Morì il 15 novembre 1932 all'età di 74 e fu sepolto nel cimitero di Cleveland.

 

FILATELIA

USA  Anno 2008  (4013)    

 

CHESTERTON  GILBERT KEITH

(Inghilterra)

 

Scrittore, drammaturgo, critico, saggista e poeta, Chesterton nacque il 29 maggio 1874 a Londra Rampollo di un’agiata famiglia, sin  da ragazzo manifestò un precoce spirito di indipendenza. Spinto da un iniziale impulso che lo portava ad abbracciare interessi artistici più che letterari, studiò presso  la Slade School of Art, ma la sua vocazione artistica non andò oltre la pubblicazione di un  libretto di schizzi, bozzetti e disegni. Riuscì, invece, meglio nel campo del giornalismo dove si dedicò alla critica d’arte, scrivendo per la rivista londinese “The Bookman” e  spaziando con i suoi articoli in diversi campi. Scrisse anche per riviste americane.

Il suo ‘spirito guida’ lo spinse sui rigidi binari della moralità, verso una concezione che gli permetteva di combattere il decadentismo fin de siècle e ad analizzare in tale chiave i problemi politici e sociali.  Dal 1898 fino al 1901 fu liberale convinto e pubblicò numerosi articoli sul giornale “New Witnes” da lui fondato assieme all’amico Hilaire Belloc e al fratello Cecil.

Un momento particolare della sua vita fu la conversione al cattolicesimo romano avvenuta nel 1922, una conversione  maturata dopo profonde crisi e dubbi.

Le sue convinzioni lo portarono a condannare l’Inghilterra in parecchie occasioni. Manifestò il suo dissenso per la guerra contro i Boeri; si oppose all’imperialismo tanto esaltato da Kipling; si schierò contro la Germania luterana del 1914. Queste sue idee spiegano le posizioni che assume nelle sue opere in cui non manca un pizzico di humour, ma nelle quali attacca soprattutto il modernismo e l’eccessivo razionalismo, contrapponendogli il buon senso e la fede. La sua opera ebbe un notevole influsso sulla società del suo tempo.

Della sua copiosa produzione letteraria fanno parte opere polemiche come  Eretici (1905), Che cosa va male nel mondo (1910); opere storiche: I crimini dell’Inghilterra (1915); saggi di ispirazione cattolica: S. Francesco d’Assisi (1923), L’uomo che chiamiamo Cristo (1927), S. Tommaso d’Aquino (1933); studi di critica letteraria, Robert Browning (903), L’età vittoriana nella letteratura (1923) e altri saggi su Dickens e Shaw.

Alla copiosa produzione di saggi affiancò anche la pubblicazione di romanzi: L’osteria volante, Il Napoleone di Notting Hill (1904), L’uomo che fu Giovedì (1908),  Le avventure di un uomo vivo (1912), La sfera e la croce, Il club dei mestieri stravaganti (1913).

Ma la sua notorietà, ancor viva oggi, gli derivò dai suoi personaggi polizieschi nei quali emerge la figura del prete-detective Padre Brown: Il candore di Padre Brown, (1911),  La saggezza di Padre Brown (1914), L’incredulità di Padre Brown (1926), Il segreto di Padre Brown (1927), Lo scandalo di Padre Brown (1935).

Chesterton morì a Londra il 14 luglio del 1936.

PADRE BROWN

È l’eroe incontrastato, il detective diverso dal cliché coniato in seguito dagli skip to main  skip to sidebar
scrittori di gialli. Padre Brown è un prete mite, tranquillo, dal viso inespressivo, impacciato, ma dietro al suo aspetto insignificante cela una intelligenza acuta. Non usa metodi scientifici ma metodi psicologici. Poiché il male è dentro l’uomo è da lì che occorre iniziare l’indagine. Per lui crimine e mistero fanno parte di quella parte negativa della mente umana legata ad un’azione diabolica, perciò occorre mettersi in sintonia col criminale, assumerne la mentalità per poi passare all’azione. Non si può far del bene se non si passa attraverso la conoscenza del male. Il fine di Padre Brown non è solo quello di scoprire il  colpevole, ma, seguendo i dettami della sua fede cristiana, riportarlo al bene, come dice la parabola della pecorella smarrita.  Al suo fianco operano altri personaggi costruiti a tutto tondo come l’ispettore Valentin e soprattutto Flambeau, un ladro diabolico e geniale, che sa unire alle sue imprese l’umorismo dell’artista che si diverte con la sua arte. E la simpatia di Padre Brown va tutta verso Flambeau, che, strappato al male, diventerà un detective privato.

Rispetto a scrittori precedenti Chesterton rispecchia  la tradizione spiritualistica contro lo scientifismo positivistico di un Conan Doyle. Sebbene le storie di Chesterton siano deboli di contenuto ‘giallo’, quello che colpisce il lettore è lo stile del racconto e la presenza di paradossi, elementi che di lui hanno fatto un precursore di altri scrittori cattolici, creatori di  detective in abiti talari.

La sua fama è aumentata anche dopo la trasposizione del personaggio sullo schermo. In Italia la Rai-TV ha prodotto una serie di cortometraggi che hanno avuto in Renato Rascel un ottimo interprete.

La figura di Padre Brown è ottimamente delineata da Emilio Cecchi che scrive: “Si potrebbe paragonarlo ad un padre della Chiesa obbligato dalla necessità dei tempi e del ministerio, a predicare in stile burlesco alle turbe degli scettici e dei gaudenti. La serietà delle sue intenzioni non teme, frattanto,  d’esser compromessa dalla stranezza verbale”.

 

FILATELIA

CECOSLOVACCHIA  Anno 1969  (1726),  NICARAGUA  (762)

 

 

Cheyney  Peter

(Inghilterra)

 

Nato a Londra il 22 febbraio 1896  e ivi morto il 26 giugno 1951.

Il vero nome è Reginald Evelyn Peter Cheyney Southouse, ma è più noto come Peter Cheyney.

Autore di libri gialli tra il 1936 e il 1951, ha creato i personaggi degli investigatori privati Lemmy Caution e Slim Callaghan.

.Per gran parte della sua vita fu reporter investigatore di polizia fino a diventare un romanziere di successo, anche se spesso i suoi primi prodotti furono molto scadenti.

La situazione cambiò nel 1936 quando Cheyney scrisse il suo primo romanzo, il thriller Attenzione Lemmy. Questo uomo è pericoloso,  seguito poi dal  primo romanzo  con protagonista Slim Callaghan, Bravo Callaghan The urgent hamgman (1938). L’immediato successo di questi due romanzi gli assicurò una carriera nuova e Cheyney abbandonò il suo lavoro di investigatore freelance.

Ricercatore meticoloso, e produttore  vulcanico di trame, era solito dettare  le sue storie alla segretaria che le stenografava e le copiava a macchina.

Cheyney visse come i suoi personaggi:  troppo lavoro e  vita spensierata. Una buona parte di questa tensione emotiva e la fretta di produrre opere si trova nei suoi scritti. Spesso i  risultati erano buoni, ma talvolta si ha la sensazione che Cheyney stia dettando solo  riempire la pagina.

Oltre alle nutrite serie di Lemmy Caution  e  Slim Callaghan, scrisse pure una ventina di opere diverse ma sempre di Pubblicò anche un volume semi-autobiografico, Fare Crimine Paga , raccolte di racconti, consigli ai critici del genere giallo-poliziesco e qualche  poesia  in No Ordinary Cheyney (1948).

 

FILATELIA

GUINEA BISSAU  Anno 2009

 

 

CHINTULOV  DOBRI

(Bulgaria)

 

Nato nel 1822. Morto nel  1872.

Fu autore di due composizioni patriottiche che furono pubblicate.  Il resto della sua produzione poetica, per timore di persecuzioni da parte della polizia, rimase sotto forma di  manoscritta così come molti altri canti di puro stampo popolaresco.

 

FILATELIA

BULGARIA  Anno 1972  (1979 A)

 

 

Chistalev Veniamin Timofeyevich

(Russia)

 

Nato nel (1890—1939) 1890. Morì nel 1939.

Scrittore Komi. è stato uno dei fondatori della letteratura Komi. Chistalev ebbe un tragico destino; condannato dalla polizia sovietica staliniana morì sotto la tortura.

 

FILATELIA

URSS  Anno 1990, busta postale.

 

 

 

CHOCANO JOSÈ SANTOS

(Perù)

 

Nato a Lima il 14 maggio 1875,  Morì nel Cile il 13 dicembre 1934.

Ebbe una vita avventurosa

Lo troviamo all’età di 14 anni già intento a comporre poesie per suo diletto e a dare lezioni di matematica  e disegno per guadagnarsi di che vivere.

Nel 1893 pubblica sulla rivista “En la Aldea” e a 20 anni stampa in inchiostro rosso il libro Ire sante che contengono le sue aspirazioni rivoluzionarie. Accusato di appartenenza a gruppi rivoluzionari, finisce in prigione. Liberato svolse attività giornalistica fondando “La grande rivista. Il Perù illustrato” e  “Il secolo XX”

Negli anni 1905-1909 visitò diversi paesi americani, svolgendo missioni diplomatiche. Visse a Madrid e negli Stati Uniti dove divenne amico del presidente Wilson. 

Passò poi nel Guatemala dove fondò “La Prensa”.  A causa della sua irrequietezza politica fu espulso dal paese.

Errò per gli Stati Uniti e divenne confidente di Pancho Villa.

Nel 1919 diventa confidente del dittatore Estrada Cabrera. Alla sua caduta Chocano fu condannato a morte, ma per intercessione del papa e del re di Spagna Alfonso XIII ebbe salva la vita e poté fuggire in Costarica

Nel 1922, a seguito di una furibonda lite, uccise lo scrittore  Edwin Elmore. Fu assolto grazie alla sua fama di letterato e si rifugiò in Cile dove morì a seguito di una coltellata ricevuta mentre viaggiava su un tram.

Tra le sue opere: Azahares (1896), L’epopea del mondo (1899), Il canto del secolo (1900),  La selva vergine (1900), Alma America (1906), Sangue incaico (1907), Fiat lux (1908),  Interpretazione sommaria dei principi della rivoluzione messicana (1914), il dramma I conquistatori (1906), Oro delle indie (1940-41)

 

FILATELIA

PERU  Anno 1986  (817)

 

 

Chorny Kuzma (pseud. di Mikalai Ramanouski)

(Bielorussia) 

 

Nato nel 1900.  Morto nel  1944.

Scrittore, drammaturgo e pubblicista, nacque  in una famiglia contadina nella regione di Minsk. Nel 1916 entrò nel Seminario Niasvizh. Purtroppo non riuscì a terminare gli studi perché le autorità polacche chiusero il seminario nel 1919. Nel 1923, iscrittosi alla facoltà di pedagogia dell’Università di Stato, entrò a far parte dell’associazione letteraria Maladniak. Dal 1926 al 1931 presiedette l'associazione letteraria Uzvyshsha e dal 1932 al 37  fu supervisore consulente letterario dei Giovani Scrittori  dell’Unione  bielorussia.

Nell’ottobre 1938,  arrestato sotto falso pretesto, dovette trascorrere 8 mesi in carcere, sei dei quali in segregazione. Liberato l’anno successivo per mancanza di prove, ritornò a Minsk,  dove morì, a causa di malattie riportate in carcere dovute a torture e alla malnutrizione.

Il primo articolo e i primi versi furono pubblicati nel 1920, mentre il primo libro vide la luce nel 1925.

Nelle opere, racconti e novelle affrontò il tema del  risveglio spirituale di una persona  proveniente dagli strati più bassi della società. Il suo stile subisce cambiamenti espressivi nella metà degli anni 1920 dovuti ad un maggiore approfondimento dei caratteri psicologici dei personaggi. Maturità di stile e approccio filosofico sono evidenziati nei romanzi Sorella, Terra, Patria, ecc

Fu il primo scrittore  nella letteratura bielorussia ad equiparare il fascismo con lo stalinismo - un tema più tardi sviluppato da V. Bykau.

Ottimo traduttore fece conoscere in Bielorussia le opere di classici russi come Pushkin, Gogol, Ostrovskij, Gorky e altri.

Le sue opere furono tradotte in molte lingue e alcune di esse sono state adattate in film.


FILATELIA

BIELORUSSIA  Anno 2000  Annullo speciale e cartolina postale.

 

 

CHRÉTIENS DE TROYES

(Francia)

 

Ignote la data di nascita e quella di morte. Fu in ogni caso nativo della Champagne come attesta la lingua usata nella composizione delle sue opere.

Chrétien (Khristianus) fu attivo tra il 1160 e il 1190. Della sua vita non sappiamo molto, solo ciò che si ricava dalle sue opere. Svolse la maggior parte della sua attività alla corte comitale di Troyes. Da ultimo si legò a Filippo d'Alsazia conte di Fiandra, cui dedicò il Perceval. Si sono formulate varie ipotesi sulla sua posizione di corte: giurista, araldo d'armi. Dalle qualità della sua cultura si può dedurre che doveva aver compiuto gli studi del trivio e del quadrivio. Con una certa sicurezza sono sue due canzoni amorose alla maniera dei trovadori, e cinque   romanzi cavallereschi di materia bretone. Essi sono, in ordine di composizione: Erec e Enide, Cligès, Lancelot o Il cavaliere della carretta, Yvain o Il cavaliere del leone, Perceval o Il racconto del Graal.   

Due di questi romanzi non sono stati terminati da Chrétien. Il Lancelot fu da lui stesso affidato per il compimento a Geoffroy de Lagny. Il Perceval fu invece interrotto dalla morte di Chrétien e continuato da autori diversi.

Nel prologo del Cligès sono ricordati altri titoli di opere precedenti: una versione dell' Arte di amare di Ovidius, tre composizioni narrative, e La metamorfosi dell'upupa, della rondine e dell'usignolo sul mito di Tereo, Progne e Filomela. Di queste opere ci è pervenuta solo l'ultima, e per di più alterata. Non si sa se effettivamente di Chrétien è il romanzo Guillaume d'Angleterre.

L'arte di Chrétien è molto matura. Dà alla materia bretone ampiezza, respiro fantastico e risonanza umana profonda.

Erec e Enide hanno per tema la conciliazione tra il perfetto valore cavalleresco e il perfetto amore, identificato con l'amore coniugale.

Cligès conferma questa concezione anti-trovadoresca, negando, in esplicita polemica con il Tristan, che possa considerarsi perfetto quell'amore in cui cuore e corpo siano divisi.

All'ideologia trobadorica sembra accostarsi il Lancelot, dove però il tema dell'amore adultero passa in secondo piano di fronte al tema della ricerca perseguita con abnegazione eroica e fervore mistico.

Opere: Parsifal. Il tema della ricerca e del fervore mistico si ritrova in Perceval, in cui una vocazione cavalleresca scopre gradualmente il proprio significato spirituale. Scritto in ottonari a rima baciata, dopo il 1181, è la storia di Perceval, adolescente semplice e ignaro del mondo, allevato nella solitudine e nel silenzio della selva dalla madre che, avendo perduto il marito e i figli maggiori in imprese cavalleresche, pensa così di tenerlo lontano da ogni pericolo. Un giorno Perceval incontra alcuni cavalieri che destano l'irresistibile vocazione alla cavalleria. Lascia la madre e raggiunge la corte di re Arthur, dove il saggio Gornemant lo inizia alla vita cavalleresca. Attraverso aspre prove diventa un provetto cavaliere. Decide, raggiunta la consapevolezza di sé , di raggiungere la madre. Durante il viaggio giunge al castello del Re Pescatore, ferito da insanabile ferita. Lì vede apparire la misteriosa processione della lancia sanguinante e del prezioso Graal, la coppa in cui fu raccolto il sangue di Gesù, che tutti i cavalieri della Tavola Rotonda cercano ma che solo Perceval è predestinato, per la purezza del suo cuore, a trovare. Per troppa discrezione il giovane cavaliere non osa interrogare il suo ospite sul significato di questa cerimonia. Il mattino seguente tutto è sparito. Perceval riprende il viaggio, ma apprende che la madre è morta di dolore. È invaso da un nuovo desiderio, quello di rintracciare il Graal. la lancia insanguinata e penetrarne il segreto. Un giorno alla corte di re Arthur un giovane gli rivela il suo involontario errore: non aver chiesto cosa fosse la processione del Graal, quando ne aveva avuta la rivelazione: il suo silenzio ha impedito al Re Pescatore di guarire, e ha provocato grandi sventure. Perceval riprende la ricerca. Un venerdì santo incontra un eremita, fratello del Re Pescatore. Dopo averlo confessato e assolto, l'eremita lo avvia a vita di penitenza e preghiera, e gli svela una parte del mistero: il Graal contiene un'ostia con cui il Re Pescatore sostenta la propria vita. Qui si interrompe il poema, che narra poi (continuato da altri) le avventure di Gauvain.

Lancillotto del Lago. Nel ciclo arturiano, Lancillotto del Lago (o semplicemente Lancillotto o Lance(l)lotto) è uno dei cavalieri della Tavola Rotonda. Nella maggior parte delle romanze francesi (e nelle opere da esse derivate) Lancillotto viene presentato come il più valoroso e fidato dei cavalieri al servizio di Artù. L'illecito e tragico amore tra Lancillotto e Ginevra (regina e moglie di Artù), che rompe l'equilibrio di Camelot (diventando una delle cause della sua caduta), fu uno dei simboli dell'amor cortese medioevale. È celebre, per esempio, la citazione dantesca di Lancelotto e Ginevra" nel canto di Paolo e Francesca della Divina Commedia.

La presentazione di Lancillotto nelle opere di Chrétien de Troyes è complessa e contraddittoria. Nel suo primo poema, Erec et Enide, Lancillotto appare fra i cavalieri della corte di Artù, mentre in Cligs è un antagonista, un potente cavaliere che l'eroe della storia deve affrontare e battere. È in Lancillotto o il cavaliere della carretta che de Troyes introduce il Lancillotto destinato a entrare nella tradizione. Qui egli appare per la prima volta come miglior cavaliere della corte e amante della regina, un tema fondamentale per le successive caratterizzazioni del personaggio. La storia si sviluppa principalmente attorno al salvataggio di Ginevra dal castello di Meleagant (che, curiosamente, presenta come un compito che spetta a Lancillotto e non, come si penserebbe, ad Artù stesso). Nell'ultima opera di de Troyes, centrata sul personaggio di Parsifal, Lancillotto svolge un ruolo modesto, e così accade nelle opere che, in diversi periodi storici, si proposero di continuare il ciclo di racconti dello stesso de Troyes. Egli appare addirittura nuovamente come antagonista in un alcuni racconti del ciclo di Tristano.

Se alcuni elementi del personaggio Lancillotto potrebbero avere origini precedenti, in seguito, non ci sono motivi per ritenere che l'amore fra Lancillotto e Ginevra non sia originale dell'opera di de Troyes. Lo stesso de Troyes, comunque, non sostenne mai di aver inventato la storia; disse anzi che Il principe della carretta gli fu sostanzialmente commissionato dalla contessa Marie de Champagne, sua protettrice, figlia di Luigi VII di Francia e Eleonora di Aquitania e in seguito moglie di Enrico II di Angiò e Inghilterra. Marie era una sostenitrice di quella visione dei rapporti fra i sessi che in seguito prese la forma dell'amore cortese (e che escludeva la possibilità di vero amore fra marito e moglie). In questo senso, l'amore fra Lancillotto e Ginevra è ancora più paradigmatico di quello, altrettanto famoso, fra Tristano e Isotta.

 

 

FILATELIA

FRANCIA Anno 19787  (3115), GERMANIA  Anno 1933  (470/8),  INGHILTERRA  Anno 1985  (1192).

 

 

 

CHRISTIE AGATHA ( Mary Clarisse Miller)

(Inghilterra)

 

Nata a Torquay, Devon il 15 settembre 1890. Morta a Wallingford, Oxford, nel 1976.

Di famiglia borghese, autodidatta, viene istruita in  casa dalla madre Clara Bohemer, dalla nonna e dalle governanti. Il padre, agente di cambio muore nel 1901. Appassionata di canto si reca nel 1906 a Parigi ma gli studi non le danno le soddisfazioni che si attendeva. Tornata in Inghilterra sposa Archibald Christie, colonnello della Royal Flying Corps.

Sin da ragazza manifestò le sue doti di narratrice scrivendo racconti e poesie, alcune delle quali furono pubblicate nel 1908 sulla “Poetry Review”.

Durante la Prima guerra mondiale lavora presso l’ospedale di Torquay dove si impratichisce dell’arte medica e comincia a farsi una cultura anche sui veleni e sui medicinali che molta parte avranno nei suoi racconti. Viene stimolata a scrivere dalla sorella che aveva con lei scommesso che mai sarebbe diventata un’autrice di detective story.

Dal matrimonio con Archibald nasce nel 1919 la figlia Rosalind.

La sua preparazione al genere giallo nacque anche dalle letture dei romanzi di Maurice Leblanc, di Gaston Leroux, di Conan Doyle i quali le diedero l’idea di creare un personaggio tipico, diverso nell’aspetto dai prototipi e abile nella conduzione delle indagini. Così nacque Hercule Poirot. Il suo primo romanzo, apparso nel 1920, è ambientato nella seconda guerra mondiale ed ha per titolo Poirot a Styles Court.

Al primo romanzo ne seguirono altri, a valanga, e seguì pure la nascita di altri personaggi oggi noti, come Miss Marple, Tuppence, Ariadne Oliver e comprimari tra cui il più celebre è il capitano Hastings, la spalla di Poirot, il quale richiama alla memoria il dottor Watson, l’amico fidato e biografo di Sherlock Holmes.

Con un finanziamento del British Museum compie un viaggio attorno al mondo e nel 1923 firma un contratto con un editore, impegnandosi a scrivere dodici romanzi con Poirot detective.

Nel 1926 la vita della Christie si trova, per sua volontà, implicata in un particolare caso. Sparisce improvvisamente  e sembra che, in stato di amnesia, abbia vagabondato per qualche tempo. Si ipotizzò che tale stato confusionale fosse dovuto alla morte della madre e al tradimento del marito che voleva sposare la segretaria.  Fu infine ritrovata in un hotel di Harrogate, una località termale, dove si era registrata col nome dell’amante del marito. Qualche biografo sostiene che la Christie usò tale stratagemma  nella speranza che il marito venisse incolpato della sua scomparsa.

Sempre nel 1926 parte per le isole Canarie con la figlia Rosalind. Dopo il divorzio Agatha conserverà in ogni modo il cognome del marito, ma solo per ragioni commerciali.

Nei tre anni successivi scrive romanzi considerati di scarso valore letterario, tranne  Assassinio sull'Orient Express, nato dopo un viaggio a Bagdad.  Durante quel viaggio conobbe l'archeologo Sir Max Mallowan, di molti anni più giovane, che sposerà poco tempo dopo (1930).

La Christie inizia anche a scrivere in quell'anno La morte nel villaggio, il primo romanzo che ha come protagonista Miss Marple, una vecchietta tranquilla e dotata di buon senso, che vive nel paese apparentemente tranquillo di St. Mary Mead, fragile di aspetto ma esperta di criminologia e natura umana, che alterna l'attività investigativa allo sferruzzare a maglia. Pare che la Christie abbia preso a modello per la figura di miss Marple la sua stessa nonna.

Nel 1949 si scopre che era l'autrice non solo di gialli ma, sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott, anche di altri romanzi biografici e sentimentali che però ebbero minor fortuna della serie gialla.

Dal 1952 viene ininterrottamente rappresentata in un teatro londinese una sua commedia, Trappola per topi, tratta dalla raccolta Three Blind Mice and Other Stories. La Christie ha scritto altri diciassette lavori teatrali.

A Natale del 1975, esce  Sipario, l'ultimo romanzo che ha come protagonista Hercule Poirot, dove   decide di far morire il famoso investigatore. La notizia della morte di Poirot era peraltro già apparsa sulla prima pagina del “Times” il 6 agosto dello stesso anno.

La famosa scrittrice inglese muore il 12 gennaio del 1976 a Willingford nella sua casa di campagna; verrà sepolta nel cimitero di Cholsey nello Oxfordshire.

Nel 1954 fu premiata con il "Grand Master of the Mystery Writers of America", e nel 1971 è insignita della massima onorificenza che l'Inghilterra riserva alle donne, il DBE (Dame Commander of the British Empire, Dame dell'Impero Britannico).

Scrisse anche una propria autobiografia, pubblicata postuma nel 1976, La mia vita, dove non farà parola della sua scomparsa del 1926.

Dai suoi romanzi sono stati tratti moltissimi film e sceneggiati televisivi, adattamenti che però Agatha non ha mai mostrato di gradire.

 

Bibliografia

1920 Poirot a Styles Court , 1922 Avversario segreto, in cui appare la coppia Tommy e Tuppence, 1923 Aiuto, Poirot! , 1924 L'uomo vestito di marrone , 1925 Il segreto di Chimneys , 1925 Poirot indaga , 1926 L'assassinio di Roger Ackroyd tradotto anche come Dalle nove alle dieci, 1927 Poirot e i quattro,  1928 Il mistero del treno azzurro, 1929 I sette quadranti, 1930 La morte nel villaggio o Omicidio su misura, in cui appare per la prima volta Miss Jane Marple, 1930 The Mysterious Mr Quin appare Mister Harley Quin; 1930 Miss Marple e i tredici problemi, 1931 Un messaggio dagli spiriti , 1932 Il pericolo senza nome , 1933 Il segugio della morte, dodici racconti gialli brevi,  1933 Se morisse mio marito, 1934 Assassinio sull'Orient-Express, 1934 Parker Pyne indaga, dodici racconti gialli brevi, 1934 Il mistero di lord Listerdale e altre storie, dodici racconti gialli brevi, 1935 Tragedia in tre atti, 1935 Perché non l'hanno chiesto a Evans, 1935 Delitto in cielo, 1936 La serie infernale, 1936 Non c'è più scampo, 1936 Carte in tavola, 1937 Assassinio sul Nilo, 1937 Due mesi dopo, 1938 Appuntamento con la morte, 1939 Dieci piccoli indiani oppure...e poi non rimase nessuno, 1939 È troppo facile, 1939 Il Natale di Poirot, 1940 La parola alla difesa, 1941 Corpi al sole, 1941 Quinta colonna, 1941 Poirot non sbaglia, C'è un cadavere in biblioteca,  1942 Il ritratto di Elsa Greer, 1942 Il terrore viene per posta, 1944 Verso l'ora zero, 1944 Giorno dei morti, 1945 C'era una volta, 1946 Poirot e la salma, 1947 Le fatiche di Hercule, dodici racconti brevi con Hercule Poirot , 1948 Alla deriva, 1949 È un problema, 1950 Un delitto avrà luogo, 1950 Tre topolini ciechi e altre storie, nove racconti brevi di cui alcuni con protagonisti Miss Marple ed Hercule Poirot, 1951 Il mondo è in pericolo, 1952 Fermate il boia, 1953 Polvere negli occhi, 1953 Dopo le esequie, 1955 Poirot si annoia, 1955 Destinazione ignota, 1956 La sagra del delitto, 1957 Istantanea di un delitto, 1957 Le due verità, 1959 Macabro quiz, 1961 Un cavallo per la strega, 1962 Silenzio si uccide, 1963 Sfida a Poirot, 1964 Miss Marple nei Caraibi, 1965 Miss Marple al Bertram Hotel, 1966 Sono un'assassina?, 1967 Nella mia fine il mio principio, 1968 Sento i pollici che prudono, 1969 Poirot e la strage degli innocenti, 1970 Passeggero per Francoforte, 1971 Miss Marple: Nemesi, 1972 Gli elefanti hanno buona memoria, 1973 Le porte di Damasco, 1974 Poirot's Early Cases diciotto brevi storie del mistero, 1975 Sipario, l'ultimo caso di Poirot, scritto quattro decadi prima , 1976 Addio Miss Marple, l'ultimo caso di Miss Marple, scritto quattro decadi prima.

Lavori come co-autrice: 1931 L'ammiraglio alla deriva , scritto con Gilbert Keith Chesterton e Dorothy L. Sayers e altri membri del "Detection Club".

Lavori scritti sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott: 1930 Il pane del gigante, 1934 Ritratto incompiuto, 1947 La rosa e il tasso, 1952 A Daughter's a Daughter, 1956 The Burden.

 

PERSONAGGI

A inquadrare la tecnica della Christie basta esaminare la figura di Hercule Poirot.

A differenza dell’allampanato Sherlock Holmes, tutto dedito alle sue ricerche, ai suoi studi, al suo violino, alla sua pipa e all’assunzione di qualche droga per stimolare la sua mente, Poirot è un ometto insignificante, riconoscibile per la sua testa a pera,  l’impeccabilità dei suoi abiti, per il nitore delle sue scarpe, per la sua bombetta e i suoi baffi arricciati e impomatati alla Menjou, e, soprattutto, per la sua fermezza nel ricordare a chi lo scambia per un francese che lui è belga di nascita. A prima vista sembra un minuscolo buffone, mentre cela una mente acuta dove le “celluline grigie”, una volta messe in moto, conducono alla immancabile soluzione. 

Il suo metodo, che è poi quello che la Crhistie utilizza in tutte le sue trame, è quello di porsi in medias res per discutere con le persone incriminate o meno che entrano nella storia, per carpirne i segreti più riposti e le intenzioni celate, per cogliere lievi sfumature che chi parla si lascia sempre sfuggire. Per Poirot le apparenze sono spesso ingannevoli; ciò che pare è altro da ciò che è. L’uomo per Poirot è un miscuglio di sentimenti contrastanti perciò occorre indagare  tenendosi in una posizione di neutralità diffidente e vigile.

L’altro  personaggio preminente è Miss Marple, apparso nel 1933 nel libro La morte nel villaggio.  Miss Marple è una vecchina apparentemente innocua, dedita alla casa, ai suoi lavori di uncinetto, alla buona cucina e soprattutto votata al pettegolezzo nell’ambiente ristretto in cui vive e dotata di una curiosità insaziabile che le permette di mettere in relazione fatti e persone, anche del passato, per poter risalire alla radice del dramma, della ragione che ha portato l’assassino a compiere il delitto.

I delitti della Christie non sono mai truculenti né sadici e  in essi prevale l’uso del veleno (scelto tra i tipi più diversi), e la rivoltella. Il mondo in cui avvengono è per lo più raffinato, frequentato da colonnelli e capitani a riposo, da ricche ereditiere, da anziane signore, da persone depositarie di antiche tradizioni dalle quali non vogliono derogare.

Con i suoi romanzi l’Autrice è riuscita a superare gli angusti limiti del genere e difficilmente il suo stile, la sua verve, il suo umorismo e soprattutto l’abilità degli intrecci potrà essere agevolmente superata.

 

FILATELIA

ANTIGUA Anno 2000 (2629), DOMINICA  Anno 1996  (1920 + fog. 312),  GUERNSEY  Anno 1996  (722),  GUINEA Anno 2001  (1896), INGHILTERRA  Anno 2006,  MAN Anno 2003 (1092),  2006  (1343) , NICARAGUA  Anno 1972  (765 PA.), SIERRA LEONE Anno 2001 (3193, 3434, fog. 516), UGANDA Anno 1996 (1366).

CH’U  YUANG

(Cina)

 

Nato nel   343 a.C.  Morto  nel 290 ca. a.C. Oriundo della regione di Ch’u, fu esiliato due volte e si uccise gettandosi in un fiume, disperato per la rovina del suo paese. Alla sua memoria è collegata una festa navale popolare cinese. Le sue opere sono raccolte nelle Elegie del paese di Ch’u. La migliore elegia ha per titolo Li-.sao che significa ‘Incontro con il dolore’ oppure ‘I tormenti dell’esilio’.  

 

FILATELIA

CINA  Anno  1954  (998),  FORMOSA Anno 1967  (568)

 

Chukovsky  Korney Ivanovich

(Russia)

 

Nato nel 1882.  Morto nel 1969.

È probabilmente il poeta più popolare per i bambini di lingua russa. Le sue poesie “Il Dottore Aybolit„, “Il gigante Roach„, “Il coccodrillo„  sono tra i favoriti di molte generazioni di bambini.

Il suo nome vero era Nikolay Vasilyevich Korneychukov, ma utilizzò lo pseudonimo con cui firmava i suoi articoli giornalistici che inviava da Odessa nel 1901.

Era un figlio illegittimo di Ekaterina Osipovna Korneychukova. Studiò nel ginnasio di Odessa, dal quale fu espulso a causa  della sua “bassa origine” e dovette ottenere il  diploma dell'università e della scuola secondaria per  corrispondenza.

Dal 1903 al 1905 visse come corrispondente a Londra, dove iniziò ad ammirare i versi di Walt Whitman, di Lewis Carroll e di Edward Lear. Tornato in Russia, cominciò a tradurre dall'inglese e a pubblicare  parecchie analisi degli autori europei contemporanei, che lo portarono a conoscere le personalità principali della letteratura russa e gli assicurarono l'amicizia di Alexander Blok.  Nel periodo 1905-06 fu autore di satire e di  pubblicazioni antigovernative per le quali fu arrestato per sei mesi.

In quel periodo Chukovsky scrisse le sue prime fantasie per i bambini molte delle quali furono in seguito adattate per spettacoli teatrali. Prokofiev e altri compositori le utilizzarono per balletti. Successivamente, altre furono adattate per il teatro e pellicole animate, con lo stesso  Chukovsky tra i  collaboratori.

Con la popolarità acquisita fece pubblicare le opere complete di Nikolay Nekrassov, e lui stesso pubblicò una guida turistica popolare ad uso dei bambini.

Come attestato nei suoi diari, usò la sua autorità per aiutare gli autori perseguitati dal regime tra cui Anna Akhmatova, Mikhail Zoshchenko, Alexander Galich ed Alexander Solzhenitsyn. Fu l'unico a congratularsi  ufficialmente con Boris Pasternak quando questi ricevette il premio Nobel. Sua  figlia Lydia Chukovskaya è ricordata come una compagna e segretaria per tutta la vita della poetessa Anna Akhmatova.

Per la sua opera sulla vita di Nekrasov ottenne il premio  Lenin Prize (1962) e  il dottorato onorario dell'Università di Oxford in 1962.

 

FILATELIA  

RUSSIA  Anno 1993,   URSS  Anno 1982  (4896)Ritratto

 

 

CHUMAK  VASIL

(Ukraina)

 

Nato nel 1901. Morto nel 1919.

Poeta ucraino e rivoluzionario.

 

FILATELIA

USSR, Anno 1990, Busta postale  Monument di Chumak a Ichnya.

 

CHUPRYNKA  HRYHORY

(Ukraina) 

 

Nato nel 1879. Morto nel 1921.

Poeta ukraino modernista.

 

FILATELIA

UKRAINA, Anno 2004,  Busta postale.

 

CH’U  TS’U

(Cina)

 

Vissuto nel 3° secolo  a.C.

Nella sua raccolta di poesie descrive la bellezza e la gioia di trovarsi e di vivere in mezzo alla natura.

Nell’opera, Poema del Sud, troviamo uno dei primi riferimenti ai giardini del piacere cinesi.

 

FILATELIA

FORMOSA  Anno 1989 (disegni ispirati ad alcune massime)(1797/800)

 

 

Cíger-Hronský Jozef

(Slovacchia)

 

 

Nato nel 1896.  Morto nel 1960.

Produttore, scrittore, insegnante. Nel 1933 si occupò dello “Slovenská di Matica” e fu redattore dello “Slniečko”.  In seguito fu responsabile dell'istituzione dell’editrice  Neografia„

Emigrato nel 1945, fu presidente del Consiglio Nazionale slovacco  e presidente onorario della lega dei produttori e degli artisti slovacchi all'estero. Nel 1959 fondò lo “Slovenská di Matica” all'estero.

Si occupò attivamente della letteratura rivolta all’infanzia  scrivendo racconti e romanzi  (Najmladší Závodský, Chlieb„ e Mak di Jozef…)

Introdusse elementi lirici innovatori nel realismo letterario slovacco (Pisár Gráč). Durante gli anni del periodo fra le due guerre aggiunse al suo lavoro per i bambini (Zzajko, Budkáčik di Smelý un Dubkáčik, Zlaté hodinky).

Durante l’esilio terminò e pubblicò nel  1948  Andreas novello Búr Majster che rappresentò l'apice della  cosiddetta “prosa lirica„.

 

FILATELIA

SLOVACCHIA  Anno 1996 (2008)

 

 

 

CIOBANU ION CONSTANTIN

(Russia)

 

Nato a Budai Telenesti  il 6 novembre 1927. Morto nel 2001.

 E’ stato uno scrittore e politico moldavo.  Ha prestato servizio come capo della Unione degli Scrittori moldavi dal 1961 al 1965).

Scrisse le seguenti opere:   Codrii (1954-1957), Întâlnire cu eroul (1962),  Evocări (1964),  Podurile (1966) , Taria slovei măiestrite (1971), Cucoara (1975),   Podgorenii (1982), Modelări artistice (1986).

Ottenne i premi:  Ordinul Drapelul Roşu de Muncă,  Ordinul Prietenia popoarelor, Premiul de Stat al RSS Moldoveneşti.

 

FILATELIA

MOLDAVIA  Anno 2007  (Annullo speciale e Busta postale con francobollo)

 

 

Ćišinski Jakub Bart 

(Serbia)

 

Nato il 20 agosto del 1856 a Kukkau. Morto il 16 ottobre del 1909 a Panskwitz.

È stato uno dei  più importanti poeti della Serbia.

Seguace del parnassianesimo cecoslovacco, fu tra gli esponenti maggiormente rappresentativi di tale movimento letterario.

Sacerdote cattolico fu in continuo contrasto con le autorità ecclesiastiche.

Scrisse poesie (sonetti in particolar modo). Fu autore di ballate,   drammi e di composizioni patriottiche come Patriota e rinnegato. Una delle sue migliori poesie è Moje serbske vuznac“.

Non di rado la sua poesia tocca toni elevati.  Tuttavia le sue poesie non vennero mai tradotte oltre i confini della sua terra perché troppo legate al suo paese.

 

FILATELIA

DDR  Anno 1956  (260)

 

Ciurlionienė Kymantaitė Sofija

(Lituania)

 

Nata nel 1886. Morta nel 1958.

Ciurlioniene-Kymantaitė fu una scrittrice e drammaturga lituana, una delle personalità più coinvolgenti della cultura lituana del 20 ° secolo. Era la moglie del pittore lituano Mikalojus Ciurlionis.

 

FILATELIA

URSS  Anno 1987   (Cartolina postale)

 

CLAES  ERNEST

(Belgio)

 

Nato a Zichem, presso Diest, nel Brabante, nel 1885; morì a Uccle (Bruxelles)  nel 1968.

Conosciuto anche sotto lo pseudonimo di G. Van Hasselt, scrittore in lingua fiamminga, è autore di numerosi romanzi  e racconti la cui materia è tratta dal folklore del suo paese natale e da ricordi di guerra. Fu, infatti, prigioniero in Germania durante la Prima Guerra mondiale. Lasciò opere divertenti tra cui le migliori sono L’albino, storia di un ragazzo sempre allegro, e Gioventù, a sfondo autobiografico.

Altre sue opere:  Filasse (1920), La fanfara: “Gli amici di Saint Jean (1924),  Kiki (1925),  Wannes Raps (1925),  La visita notturna di Notre Dame (1933),  Kobeke (1933),  La vita allegra e virtuosa del curato Campoens (1935), Jerome e Beniamino (1947).

 

FILATELIA

BELGIO  Anno 1985   (2191)

        

 

 

Clancy Tom

(USA)

 

Nato a Baltimora il 12 aprile 1947.

Sin da piccolo si interessa del mondo militare, che lo spinge anche ad entrare nella carriera militare, un sogno che non potrà mai iniziare in quanto sofferente di forte miopia.

Nonostante fosse sin da giovane molto propenso alla scrittura, inizia a lavorare come assicuratore, fino a che a 29 anni, venuto a conoscenza che una fregata sovietica in Svezia aveva tentato la diserzione, scrive il suo primo libro: La grande fuga dell’Ottobre Rosso,  pubblicato nel 1984, di cui successivamente si girò il film: “Caccia a Ottobre Rosso”.

Per la sua fama di scrittore,  beneficia dell'amicizia di molte importanti personalità, tra cui alcuni ex presidenti degli Stati uniti. Sono inoltre ascoltati i suoi pareri dagli esperti dell'esercito che in cambio gli offrono la possibilità di imbarcarsi su sottomarini, navi, aerei, elicotteri ed altri mezzi.

Tom Clancy viene definito dalla critica come l’inventore del genere techno-thriller, per la sua comprovata capacità nel descrivere avvenimenti di fanta-politica, con molti dettagli tecnici.

Nei suoi romanzi  si destreggia sovente con armi e tecnologie militari altamente innovative, dimostrando di conoscere caratteristiche e modalità d'impiego di tali strumenti con intima precisione ben prima che essi divengano noti al grande pubblico.

Oltretutto si evidenzia una ottima conoscenza della macchina amministrativa statunitense e anche delle tattiche militari sovietiche, particolarmente ai tempi della guerra fredda.

E’ autore di una serie di romanzi che hanno per protagonista Il personaggio Jack Ryan, un  irlandese-americano, il cui cursus honorum  nell'amministrazione americana viene descritto in molti  romanzi :  Senza rimorso, Attentato alla corte d'Inghilterra, Nome in codice Red Rabbit, La grande fuga dell’Ottobre Rosso Il Cardinale del Cremlino,  Pericolo imminente, Paura senza limite,  Debito d’Onore, Potere esecutivo, Rainbow Six, La mossa del Drago, I denti della tigre. I romanzi sono stati pubblicati nel periodo dal 1993 al 2003

Clancy  figura anche come coautore di diversi romanzi, in realtà scritti per buona parte da altri.

I romanzi sono raggruppati nei seguenti cicli: Op-Center, Giochi di potere, Net Force, Tom Clancy's Splinter Cell.

 

FILATELIA

GUINEA  2006  (2801)

 

 

CLARIN  (pseud.di Leopold Garcia de las Alas y Urena)

(Spagna)

 

Nato il 25 aprile 1852 a Zamora, morì il 13  giugno 1901 a Oviedo.

Figlio del governatore civile di Zamora, studiò ad Oviedo e si laureò a Madrid   in giurisprudenza. La sua aspirazione era però letteraria e cominciò a professarla scrivendo su alcuni giornali. Nel  1881 ottenne la cattedra di economia a Salamanca, passò poi a Oviedo dove insegnò diritto romano e poi diritto naturale. Si impose come uno dei più lucidi rappresentanti della crisi culturale che travagliò la Spagna a cavallo del XIX e XX secolo.

A metà fra il naturalismo di Zola e il romanticismo alla Renan, cercò di conciliarli in alcune sue opere, soprattutto nel romanzo La reggente del 1884.  Notevole la raccolta di Racconti morali (1895), validi per  l’analisi accurata dei personaggi e per il senso umoristico che li pervade.

Dal 1879 al 1898 si affermò come critico scrivendo su diversi giornali.

Una continua ricerca interiore lo spinse nell’ultima parte della sua vita a propugnare la  restaurazione del  sentimento religioso, anche attraverso conferenze all’Ateneo di Madrid.

Tra le sue opere in prosa sono da ricordare:i racconti Adios Cordera! (1893), El sombrero del senor cura (1901) e Il gallo di Socrate (1901)

Durante i momenti liberi lasciatigli dall’impiego all’Università, Clarín scriveva articoli per i periodici El Globo, La Ilustración e Madrid Cómico. I suoi scritti satirici e mordaci gli procurarono  qualche nemico.

Nel 1881 venne pubblicato il libro Solos de Clarín che raccoglieva gli articoli di critica letteraria. Il prologo è di José Echegaray. Lo stesso anno, nel mese di ottobre, pubblicò ne La Ilustración Gallega y Asturiana un articolo intitolato «La Universidad de Oviedo» nel quale elogia il corpo insegnate rinnovato e formato tra gli altri dai professori Buylla, Aramburu, Díaz Ordóñez.

All’età di 31 anni, Leopoldo scrive la sua opera principale La Regenta. Nel 1886 viene pubblicato il suo primo libro di racconti con il titolo Pipá. Nel 1889 finisce un saggio biografico su Galdós, inserito in una serie intitolata "Celebridades españolas contemporáneas". Alla fine di giugno 1891 l’editore Fernando Fe porta alla luce il secondo romanzo di Clarín: Su único hijo.

Nel 1892 Clarín attraversa una crisi religiosa e di personalità nella quale, secondo le sue parole, cerca di incontrare il suo “io” e Dio. Poco dopo riprende questa crisi nel racconto Cambio de Luz, il cui protagonista Jorge Arial rappresenta l’autore e le sue preoccupazioni ed i suoi dubbi religiosi.

Nel 1894 si risvegliò la sua passione per il teatro grazie all’influenza dei suoi amici, l’attrice María Guerrero e il drammaturgo Echegaray. La sua prima opera teatrale Teresa (saggio drammatico in un atto e in prosa) è una pagina reale della sua vita. I critici argomentarono che l’opera aveva tutti i difetti imputabili ad uno scrittore novellino e mancava di architettura scenica.

Durante gli ultimi anni della sua vita, Clarín ricevette una grande quantità di offerte per collaborazioni, così come richieste di autorizzazione per tradurre le sue opere nelle nuove edizioni. Nel 1900 la Casa Maucci di Barcellona lo incaricò di tradurre il romanzo Lavoro di Émile Zola. La paga è buona e Clarín pensa che tradurre sia molto meno impegnativo che scrivere, quindi decise di accettare. La tecnica e le parole difficili dello scrittore francese, unite al perfezionismo di Leopoldo, però, fanno sì che il lavoro si allunghi di mesi, minando la già cagionevole salute dello scrittore. Traduce giorno e notte per finire entro la data stabilita con l’editore.

Durante i primi mesi del 1901 Clarín è ormai esausto. A maggio fece in viaggio fino a León, invitato dal cugino, per festeggiare la ricostruzione della cattedrale. In quella città rivisse l’infanzia e fu festeggiato da molte importanti personalità.

Una volta tornato a Oviedo, sentì che il suo male peggiorava nuovamente. Era sempre accompagnato dal nipote Alfredo Martínez, medico, il quale gli diagnosticò una tubercolosi  intestinale all’ultimo stadio, male incurabile a quell’epoca. Il 13 giugno 1901, alle sette della mattina, morì, all’età di quarantanove anni. La camera ardente fu allestita nel chiostro dell’Università. Il giorno seguente fu seppellito nel cimitero di El Salvador.

 

FILATELIA

SPAGNA  Anno 1996  (3036),  2001  (3369)

 

 

 

CLARIS de FLORIAN  JEAN-PIERRE

(Francia)

 

Nasce nel 1755 nel Castello di Florian, Sauve, Linguadoca e muore  a Sceaux-Parigi nel 1794.

Fu pronipote di Voltaire.

Claris trascorre buona parte della vita nel castello di Anet in quanto fa parte del seguito del duca  di Penthièvre. Quando il suo protettore muore, si trasferisce a Parigi dove prende parte alla Rivoluzione. 

È  uno scrittore delicato, di ispirazione tenue e ingenua, preziosa, incline al sentimentalismo, la quale spesso reca l’impronta di Rousseau.

Le sue opere complete appaiono nel 1820 e nelle Opere inedite è compresa la sua autobiografia, Memorie di un giovane spagnolo.

Tra le sue opere vanno ricordate le commedie di soggetto borghese Il buon padre, La buona madre nelle quali il personaggio di Arlecchino è presentato come una figura edificante e sentimentale; i romanzi pastorali Galatea (1783)  ispirato a Cervantes, ma ambientato nelle Cevenne, ed Estella (1788); i romanzi cavallereschi Numa Pompilio (1786) e Consalvo di Cordova (1791).

Notevoli anche le Ottantanove favole in versi (1792) assai popolari, caratterizzate da una ironia disincantata tipica del Settecento.

 

FILATELIA

FRANCIA  1955  (1021)

 

 

 

CLARKE ARTHUR CHARLES

(Inghilterra)

 

Nato a Minehead il 16 dicembre 1917. Morto a Colombo il 19 marzo 2008.

Arthur Charles è stato un autore di fantascienza e inventore britannico.

Ai più è noto per il suo romanzo 2001: Odissea nello spazio, ispirato al racconto breve La sentinella (The Sentinel, 1948). Dal libro il regista Stanley Kubrick trasse l’omonimo film.

È considerato un autore di fantascienza hard o "classica", dato che una caratteristica saliente dei suoi romanzi è l'attenzione per la verosimiglianza scientifica.

Da ragazzo, Clarke si divertiva a leggere vecchie riviste di fantascienza. Dopo le scuole superiori (secondarie), non riuscì ad entrare in nessun college e di conseguenza iniziò a lavorare. Il suo primo lavoro fu di revisore dei conti per il governo.

Durante la seconda guerra mondiale, lavorò per la Royal Air Force come esperto dei radar. Dopo la guerra si laureò al King's College di Londra.

Nei primi anni quaranta iniziò a vendere le sue storie di fantascienza alle riviste del settore. Dal 1956 ha vissuto nello Sri Lanka, a Colombo, dove è scomparso il 19 marzo 2008.

 

FILATELIA

ANTIGUA Anno 2002 (fog.558), CENTROAFRICA Anno 1994 (fog. 113),  NICARAGUA Anno 1994 (1893),  PALAU Anno 1999 (1308), SAN MARINO  Anno  1998 (1593), SRI LANKA  Anno 1999 (1178/9), ISOLA DI MAN Anno 2001.

 

 

 

CLARKE MARCUS ANDREW HISLOP

(Inghilterra)

 

Nato a Kensington, Londra, il 24 aprile del 1846. Morto a Victoria (Australia) il 2 agosto del 1881.

Rimasto orfano di madre, fu educato dal padre, avvocato. Non preparato ad alcuna carriera, tentò  di entrare nell’esercito ma il suo fisico e il suo carattere non gli permisero di affrontare la carriera militare perciò si allontanò dall’Inghilterra ed emigrò in Australia presso uno zio allevatore di bestiame e padrone di una fattoria.

Iniziò a lavorare in una banca di Melbourne e nel 1867 prese ad occuparsi di giornalismo, trovando così un lavoro adatto alle sue capacità e al suo temperamento: un lavoro che gli permetteva di mettere in evidenza la sua personalità.

Dopo aver visitato la Tasmania, scrive una serie di novelle sull’ “Australian Journal”, che in seguito raccolse in un volume dal titolo For the Term of His Natural Life (1874).

Nel frattempo ottiene l’incarico di segretario della Biblioteca Pubblica di Melbourne  nella quale, in seguito, sarà assunto come aiuto-bibliotecario.

Un successivo romanzo The Shadow and Shine (1875), accresce la sua fama.

Ma la sua vita, sempre inquieta e disordinata, diventa più difficile per le difficoltà finanziarie, aumentate dopo il matrimonio, e rese ancor più precarie dopo l’abbandono del lavoro di bibliotecario.

La sua collaborazione con i giornali, comunque, continua e così  pure la sua occupazione di critico teatrale, di autore di testi per il teatro e di traduttore di opere straniere.

Il suo ultimo romanzo Chidiock Tichbourne o La cospirazione cattolica, ambientato nell’Inghilterra elisabettiana, fu pubblicato postumo nel 1893.

 

FILATELIA

AUSTRALIA  Anno 1973  (498).

 

 

CLAUDEL PAUL

(Francia)

 

Il padre era un alto funzionario dell’amministrazione statale.  Il giovane visse a Parigi dove la famiglia si era trasferita nel 1881, e compì gli studi sotto la guida del filosofo Burdeau. In quel periodo strinse amicizia con L.Daudet, R.Rolland, C.Maucler. Fu educato nella fede cattolica, ma nell’adolescenza ebbe una crisi che lo rese scettico e indifferente. Visse la crisi in modo tormentoso, ma nel 1888 ritornò con il fervore di un neofita al cattolicesimo mentre ascoltava il Magnificat a Notre-Dame, il giorno di Natale del 1886. È di questo periodo l’opera Una morte prematura (1888), dramma di cui non restano che poche scene, e anche la prima versione di Testa d’oro (1889).

Nel 1890 entrò in diplomazia ed ebbe vari incarichi a New York e a Boston e dal 1895 al 1900 in Cina

Le prime redazioni della Città e della Giovane Violaine risalgono al periodo 1890-93, quando il giovane frequentava i martedì di Mallarmé. Il rifacimento di queste opere fu invece completato durante la sua permanenza in Cina.  

Tornato in Francia (1900-1901) si ritirò  nell’abbazia benedettina di Ligugé, dove rimase per un breve periodo. Durante il suo soggiorno in Cina visse una dolorosa esperienza sentimentale che gli ispirò Crisi meridiana o Partage du midi (1906) e altre opere tra cui Cinque grandi odi (1910). Ritornato in Europa continuò a svolgere incarichi diplomatici a Praga, Francoforte, Amburgo.  A Praga scrisse L’ostaggio e L’annunzio a Maria (1912). Risalgono a questo periodo anche Cantata a tre voci e la prima redazione di Proteo e il Pane duro.

Nel 1905 sposò la figlia di un noto architetto che gli portò in dote la proprietà di Hotel nel lionese, destinata a diventare il suo soggiorno estivo.

Durante la prima guerra mondiale fu in missione a Roma e poi a Copenhagen, dove cominciò a tradurre l’Orestiade.

Dal 1921 al 1927 ritornò in Oriente, a Tokio, e lì scrisse l’opera La scarpetta di raso (1929), musicata da Honeger e messa in scena nel 1943 da Barrault. 

Nel 1927-33 fu nominato ambasciatore a Washington dove scrisse Il libro di Cristoforo Colombo. La sua carriera diplomatica si concluse a Bruxelles (1933-35).  Ritiratosi per trascorrere gli ultimi anni di vita tra Parigi e il suo castello di Brangues, si dedicò allo studio della Bibbia.

Nel 1946 fu eletto Accademico di Francia.

Claudel morì a Parigi il 23 febbraio del 1955.

Fu uno dei più significativi esponenti del  rinnovamento cattolico della Francia  della prima metà del secolo. Dalla sua fede cattolica derivarono le prose più alte nella moderna letteratura francese.

 

FILATELIA

FRANCIA  Anno 1968  (1553)

 

 

 

CLAUDIUS  MATTHIAS

(Germania)

 

 Nacque  a Reinfeld, Lubecca, il15 agosto 1740. Morì ad Amburgo il 21 gennaio 1815.

Nato in una famiglia protestante fece i suoi studi a Jena dove nel 1764 pubblicò i  primi lavori letterari, opere senza originalità. Nel 1764 andò a Copenhagen e poi ad Amsterdam dove collaborò ad una rivista commerciale. Nel 1771 gli fu offerto un posto in una banca dello Schleswig-Holstein, posto che occupò per tutta la vita. Visse con la moglie e otto figli. Si occupò anche di un periodico di quattro pagine dedicate a novità, il “Wanndsbecker Bote” La quarta pagina ospitava suoi contributi letterari. Visse sempre a  Darmstadt dalla quale si allontanò per un breve periodo nel 1813, al tempo dell’invasione napoleonica.

Fu amico di Klopstock, Lessing, Herder. Sulla sua rivista pubblicò poesie sotto lo pseudonimo di  Asmus.

La raccolta completa delle sue opere in 8 volumi dal titolo Asmus omnia sua secum portans, apparve tra il 1776 e il 1812. Le sue opere celebrano la vita agreste, affetti familiari, l’amore per la sua terra, la religiosità e una fresca semplicità.

Fra le sue poesie è nota La morte e la fanciulla, musicata da Schubert.

 

FILATELIA

GERMANIA  Anno 1990.   (1305)

 

 

Claus Hugo Maurice Julien

(Belgio)

 

Nato a Bruges il 5 aprile 1929. Morto ad Anversa il 19 marzo 2008.

Scrittore, poeta, drammaturgo e regista.

È considerato uno dei più brillanti romanzieri contemporanei di lingua fiamminga.

Figlio di un tipografo, Claus fuggì dalla dimora paterna per diventare lavoratore stagionale nel nord della Francia. Giunto a Parigi, conobbe Antonin Artoud che divenne per lui un secondo padre. Partecipò attivamente alla rivoluzione delle avanguardie artistiche nel dopoguerra e fece parte del gruppo CO.BR.A. (1948-1951) che riuniva gli artisti nordeuropei influenzati dal surrealismo.

Dopo un soggiorno in Italia, dove frequentò gli ambienti della produzione cinematografica, ritornò nelle Fiandre e cominciò una carriera di scrittore, poeta, pittore e autore teatrale.

Alla fine degli anni sessanta, Claus giocò un importante ruolo nel movimento di contestazione che chiedeva una riforma politica, sociale e culturale nella regione delle Fiandre. Al festival sperimentale di Knokke, nel 1967, scandalizzò l'opinione pubblica facendo salire sul palcoscenico tre uomini nudi nel ruolo della Santa Trinità.

Nel 1979 ricevette il premio Costantin Huygens. Il suo romanzo di maggior successo fu Het verdriet van België (La sofferenza del Belgio), pubblicato nel 1985. Nel 1997, Claus vinse il premio Pasolini, attribuitogli da una giuria internazionale per tutta la sua carriera.

Recentemente ad Hugo Claus era stato diagnosticato il morbo di Alzheimer, per cui aveva deciso di scegliere il momento della sua morte, chiedendo, come consente la legge belga, di essere autorizzato a subire l'eutanasia.

Considerato uno dei più bravi romanzieri belgi della sua epoca, Hugo Claus si autodefiniva un «Flamigant francofono»: flamingant è il modo un po' dispregiativo di definire i nazionalisti fiamminghi. La sua opera si concentrava soprattutto sulla critica del tradizionalismo e del provincialismo della società fiamminga.

Profondamente segnato da un'infanzia trascorsa in un collegio cattolico molto severo, nel romanzo La sofferenza del Belgio, ha saputo evocare il comportamento dei fiamminghi durante la guerra denunciandone con realismo l'atteggiamento conformista e approfittatore.  Nonostante il suo afflato critico, Claus rimane comunque affascinato dalla sua regione di nascita che non ha mai cessato di ricreare nei suoi scritti con sensibilità e intelligenza.

Claus è stato anche un produttivo drammaturgo: ha scritto 31 opere teatrali e ne ha tradotte innumerevoli da altre lingue. Lo scrittore è stato candidato al premio Nobel per la letteratura per diversi anni, ma ha sempre dichiarato di non avere avuto nessuna speranza di vincerlo.

Tra le sue  opere pubblicate in Italia:  Le tracce (2007), Corrono voci (2006), La sofferenza del Belgio (2003).

 

FILATELIA

BELGIO  2009 (3952)

 

 

Clement Clarke Moore

(USA)

 

Nato il 15 luglio 1779 a New York. Morto il 10 luglio 1863 a Rhode Island.

Figlio di Benjamin Moore, arcivescovo episcopale di New York, Rettore della Chiesa Trinità e presidente del Columbia College. Figlio unico, la sua educazione fu curata in casa. Si laureò alla Columbia University. 

Nel 1813 sposò Catharine Taylor, morta nel 1830.

A lui si deve il testo poetico, scritto per i suoi figli nel 1822, Twas the Night Bifore Christmas ( conosciuto anche col titolo Una visita di S. Nicholas), ma solo nel 1834 l’opera fu collegata al suo nome.

Sebbene sia noto solo per questo testo, Moore scrisse pure molti altri lavori tra cui un pamphlet politico, un libro di testo e poesie.

 

FILATELIA 

ANGUILLA  1981  (fog. 40), GUERNSEY  2003  (994/9) , SIERRA LEONE 1990 (1254/69;  1298/305; fog. 135/8;  fog.146/7)  1993  (fog. 237)

 

 

COCTEAU JEAN

(Francia)

 

A Maison Lafitte (Seine et Oise) il 5 luglio 1889 nasceva Jean Cocteau, uno dei maggiori esponenti della letteratura francese compresa fra le due guerre.

Crebbe in una famiglia borghese, agiata,  Le sue prime opere poetiche sono di ispirazione classica: La lampada di Aladino (1909), Il principe frivolo (1910), La danza di Sofocle (1912), ma presto si orientò verso forme più libere.

Assai giovane, a diciassette anni,  incominciò ad essere notato dalla “intellighenzia’ intellettuale parigina quando l’attore de Max lesse pubblicamente i suoi versi in un teatro e Cocteau fu subito introdotto nei  circoli e ambienti più mondani della capitale, dove iniziò a far amicizia con Stravinskij, Picasso, Apollinaire, Diaghilev, Rostand, Peguy, Proust, Alain Fournier, Mauriac, e col gruppo della ‘Nouvelle Revue Française'. Nel 1917 va in scena un suo balletto con musiche di Satie e scene di Picasso. La prima è assai tumultuosa in quanto il pubblico conservatore minaccia addirittura di linciare gli autori. L’anno appresso pubblica Il gallo e l’Arlecchino, in cui precisa  le sue posizioni di intellettuale nei confronti della musica. Il manifesto di questa sua posizione si riflette anche nel balletto  Gli sposi della Torre Eiffel (1921),

Gli Anni Venti vedono lo scrittore  protagonista di battaglie importanti. Dopo una crisi religiosa dovuta alla morte di Radiguet, passò dal cattolicesimo all’oppio, dal  jazz al pugilato, riflettendo nei suoi atteggiamenti le scelte letterarie e la moda di quegli anni.

Nel 1955 entra a far parte dell’Academie Française e l’anno dopo Oxford gli conferisce la laurea honoris causa.  Di carattere ribelle, Cocteau fu sempre sulla cresta dell’onda. I suoi comportamenti e atteggiamenti  riflettono, anche simultaneamente, tutte le mode letterarie e artistiche di quegli anni, perciò nelle sue poesie non segue un carattere lineare. Scrive Le Cap de Bonne Esperance nel 1919,  Plain-Chant (1923) dove sembra ritornare alle sue prime forme espressive, Opera (1923), Leone (1945).

Nei romanzi usò un linguaggio prevalentemente lirico e scrisse Il Potomak (1919), La grande svolta (1923), Tommaso l’impostore (1923), I ragazzi terribili (1929).

Nel teatro alternò tentativi di modernizzare gli antichi miti, Orfeo (1927), Antigone (1928), La voce umana (1930), La macchina infernale (1934), Bacco (1952) a temi  tragici legati al suo mondo come I parenti terribili (1938).

Cocteau fu uno spirito assai eclettico: poeta, saggista, scrittore, disegnatore, pittore, collaboratore con diversi musicisti, si accostò anche al cinema dove realizzò alcune opere cinematografiche fra cui il film autobiografico Il sangue del poeta (1931 e la versione in film del suo dramma Orfeo (1949). Da ricordare ancora L’eternel retour (1943), La bella e la bestia (1946).  Al cinema dedicò anche numerosi scritti e saggi raccolti sotto il titolo generico Du cinematographe (1973) nei quali riflette sulla necessità di un film d’autore, sul film destinato ai giovani e sul film a passo ridotto.

“L’opera di Cocteau rappresenta un tentativo, tra i più caratteristici del suo tempo, di una adesione ad una estetica che consenta l’utilizzazione dei registri del reale e del surreale, il ricorso cioè alle molteplici espressioni della vita interiore offerte dall’arte, anche rischiando gli esiti più paradossali.”

Cocteau morì  a Milly-la-Foret l’11 ottobre 1963.

 

FILATELIA

CECOSLOVACCHIA  Anno 1989  (2795),  FRANCIA  Anno 1993  (2796),  1995 (2921), GUINEA  Anno 2013 (6866/8 + BF 1552), MONACO  Anno 1979 (1192), 1989  (1679), 1997 (2117), RUSSIA Anno 1995 (6100), , WALLIS E FUTUNA Anno 1984 (136 PA.)

 

 

 

 

Coelho Francisco José Trindade

(Portogallo)

 

Nato a Mogadouro il 18 giugno del 1861. Morto Lisbona il 18 agosto 1808.

Fu  scrittore, politico portoghese e magistrato. Nella sua opera è presente la sua infanzia trascorsa in  un ambiente tradizionale che egli raffigura fedelmente, senza intenti moraleggianti.. Il suo stile naturale, la semplicità e il candore di alcuni dei suoi personaggi, fanno di Trindade Coelho uno dei maestri del racconto portoghese rustico. Fedele ad un ideali repubblicani, si è dedicato a un'intensa attività didattica sulla scia di Giovanni di Dio , cercando di spiegare ai cittadini portoghesi l’essenza della democrazia.

OpereOpere pubblicate: I miei amori (1891) L'ABC del Popolo (1901) La mia candidatura per Mogadouro (1901) Cartilha do Povo (1901) In illo tempore 1902 ,Il primo libro di lettura (1903) Lettura Secondo Libro (1904) Lettura Terzo Libro (1905) Manuale di politica del cittadino portoghese (1906) Autobiografia e Lettere (1910) Mr. Sette (1961) O Desajeitado (2001)

 

FILATELIA

PORTOGALLO Anno 2011

 

 

 

COELHO NETO HENRIQUE MAXIMIANO

(Brasile)

 

Nato a Caxiza, Maranhao nel 1864. Morto a Rio de Janeiro.

Narratore fecondo dalla fantasia vivida e colorita. Di lui si ricordano  i racconti di Selva (1897) e tra i romanzi  Miraggio (1895) e Re Negro (1914).

 

FILATELIA

BRASILE  Anno 1964   (751)

 

 

Coetzee John Maxwell

(Sud Africa)

 

Nato nel 1940 a Città del Capo, Sud Africa.

Suo padre, avvocato, e sua madre, insegnante, discendono dai primi coloni olandesi risalenti al 17 ° secolo.

Coetzee ha anche radici polacche, dovute al bisnonno Baltazar (o Balcer) Dubiel, un immigrato polacco nel Sudafrica.

Coetzee trascorse gran parte della sua vita a Città del Capo e a Worcester, nella Provincia di Western Cape. Ha frequentato il St Joseph College, una scuola cattolica di città del Capo, e poi ha studiato matematica e inglese presso l'Università, ottenendo la laurea con lode in Matematica nel 1961.

Trascorse alcuni anni a Londra, lavorando presso l’IBM, come raccontò nella sua biografia Gioventù (2002), e poi si trasferì negli Usa ad Austin (Texas).

Insegnò letteratura inglese all’Università statale di New York e Bufalo fino al 1971. Poi ritornò in Sud Africa dove insegnò letteratura inglese all’Università della città del Capo.

Collocato a riposo si trasferì a Adelaide in Australia, diventando cittadino australiano nel 2006.

Tra le sue opere sono da ricordare Il Maestro di Pietroburgo (1994) cui fu assegnato l'Irish Times International Fiction Prize nel 1995, nel quale parla della morte del figlio avvenuta in un incidente; Gioventù  (1997) opera autobiografica;  il romanzo In attesa dei Barbari, cui fu  assegnato il James Tait Black Memorial Prize nel 1980, Età del Ferro, Premio Express Book of the Year.

È  stato il primo autore ad aver ottenuto per due volte il Premio Booker: prima per La Vita e i tempi di Michael K nel 1983 e, nuovamente, per la Disgrazia nel 1999. Ha anche vinto il premio Fémina francese, il Faber Memorial Award, il Premio Letterario del Commonwealth, e nel 1987 ha vinto il Premio Gerusalemme per la letteratura, concernente la libertà della persona nella società.

Il 10 dicembre 2003 ricevette a Stoccolma il premio Nobel per la letteratura.

Nel 2005 il governo sudafricano lo insignì con l'Ordine dei Mapungubwe per il suo "eccezionale contributo nel campo della letteratura e per mettere il Sud Africa sulla scena mondiale".

 

FILATELIA

BELGIO Anno 2007  (3665)  

 

 

COLERIDGE SAMUEL TAYLOR

(Inghilterra)

 

Nato a Ottery Saint Mary, Devonshire il 21 ottobre del 1772. Morto  a Londra 25 luglio del 1884

Figlio di un pastore anglicano, rimase presto orfano e fu educato nel Christ Ospital di Londra, dove divenne amico di Charles Lamb. Passò poi al College di Cambridge. Attratto dalle idee rivoluzionarie francesi, abbandonò Cambridge per arruolarsi nel corpo dei dragoni, ma per breve tempo. Durante un soggiorno a Bristol strinse amicizia con Robert Southey ed entrambi sposarono due sorelle e scrissero in collaborazione un dramma La caduta di Robespierre (1794)

In seguito Coleridge si stabilì a Nether Stowey (Sommerset) dove dimorava William Wordsworth, per il quale nutriva ammirazione.

Nel 1796 pubblicò le prime poesie Poesie su  vari argomenti  e nel 1797 scrisse Christabel e Kubla Khan, rimasti incompiuti e pubblicati solo in seguito.

Dall’amicizia con Wordsworth  nacque in Inghilterra il rinnovamento poetico dei ‘laghisti’ e assieme pubblicarono nel 1798 Ballate liriche, che segnano l’avvento del romanticismo nella letteratura inglese. Nelle ballate si trova il suo capolavoro la Ballata del vecchio marinaio.

Quello stesso anno divenne ministro di una cappella a Shrewsbury e non poté dedicarsi ai suoi lavori letterari. In seguito si recò in Germania con l’amico. Al suo ritorno tradusse Wallenstein di Schiller. Divenne redattore del “Morning Post”. Scrisse ancora Ode alla malinconia. Ma l’uso dell’oppio che aveva contratto a seguito di una malattia, aveva minato la sua mente. Iniziò il  tramonto della sua vena poetica.  Cercò di ristabilirsi partendo per Malta. Di ritorno attraversò l’Italia. Ritornato in Inghilterra si trasferì a Grasmere presso il suo amico di sempre. Prima di morire riuscì ancora a fondare un giornale filosofico “The friend”.

Altre sue opere: Foglie sibilline (1817), Il manuale dello statista (1816), Biographia Literaria (1817), Aiuti alla riflessione (1825)

 

FILATELIA

MALTA  Anno 1990  (816), SIERRA LEONE Anno 1986  (Mic 2737)

 

 

COLETTE SIDONIE-GABRIELLE

(Francia)

 

È considerata una delle  più apprezzate scrittrici del primo Novecento.

Colette nacque a Saint-Sauveur (Yonne) il 28 gennaio 1873. Visse la sua infanzia nel paese natio, a contatto con la natura, tra boschi e colline circondate da  foreste, a fianco dei lavoratori da cui apprese l’accento locale campestre ‘grasso e succoso’ sia l’amore per gli animali, argomento che utilizzò spesso nella sua opera unitamente al ricordo dei fiori della sua terra Le scoperte di questo mondo paganeggiante le dovette alla madre,  una donna tenera verso i suoi cari e anche verso la natura da cui era circondata, così come al padre, ex capitano degli zuavi, dovette l’ironia e la capacità d’affrontare le vicende della vita.  La prima infanzia, quindi, la condusse a fianco dei genitori, di due fratelli e una sorella, conoscendo la vita campagnola, sognando e leggendo. Fu un noviziato in cui incamerò informazioni, notizie ed esperienze che mise in atto quando si stabilì a Parigi.

Nella capitale incontrò un uomo assai più vecchio di lei, Henri Gautier-Villars, che amava essere chiamato Willy.  Colette lo descrive come un uomo amante delle donne e dei liquori, musicografo, spadaccino, privo di scrupoli, torturato dall’impotenza di saper scrivere, tanto che faceva lavorare per sé dei ‘negri’. Sposandolo Colette divenne pur lei ‘un negro’, di certo il più geniale e il più quotato. Con lui scrisse i quattro libri di Claudine, poi  MinneLes égarements de Minne (1900-1903), che uscirono sotto lo pseudonimo di Willy. Il matrimonio non durò a lungo e dopo la separazione, avvenuta nel 1906, Colette prese a scrivere sotto il suo vero nome, pubblicando Il rifugio sentimentale (1907),  L’ingenua libertina (1909), La vagabonde (1911), L’altra faccia del music-hall (1913).

Il merito del marito fu  in certo qual modo quello di essere stato il suo mentore, colui che la spinse a scrivere.

Nella separazione anche Colette ebbe le sue colpe, che ebbe l’onestà di riconoscere nelle sue opere biografiche. Ma verso l’ex marito non fu mai meschina. In fondo Willy le aveva aperto le porte dei salotti parigini, l’aveva introdotta nella società brillante, subito pronta ad accettare la ‘borgognona’ dal fascino un poco perverso, che l’ex marito era riuscito a inculcare in  lei, insegnandole il cinismo e  l’arte di dissociare il piacere dall’amore.

Durante la vita in società conobbe l’attrice Polaire e al suo fianco calcò le tavole del music-hall e del teatro, diventando ballerina e mima. Trascorse anni in piena libertà ma anche in piena solitudine, fecondi comunque dal punto di vista letterario. Nell’anno 1914 pubblica L’entrave e sposa anche Henri de Jouvenel, di famiglia nobile, ricco uomo politico e di mondo, sebbene in politica non colse i frutti della sua abilità. così come non li colse con la moglie. In quegli anni di matrimonio Colette scrive alcuni suoi capolavori, L’amato e La nascita del giorno.

Dal matrimonio nacque una figlia che volle chiamare col suo nome e che appare in qualche romanzo col nome di Bel-Gazou.

Con la nuova posizione sociale dovette abbandonare la scena per affrontare un mondo a lei nuovo, quello della politica. E pur continuando a scrivere romanzi, divenne anche giornalista.  Non dimenticò mai le sue origini legate alla terra di Borgogna, anzi cominciò a spaziare anche in altre terre: compra terreni e case in Bretagna, in Provenza, a Saint Tropez, tutti luoghi che le ispirarono pagine notevoli.

Separatasi da Henri, vive altri anni di solitudine fino all’incontro con Maurice Goudeket che rimarrà con lei per sempre, addolcendo la vecchiaia che Colette aveva sempre temuto.  Nel pieno della maturità la scrittrice produce i suoi libri migliori, L’ancora (1913),  Chéri  (1920),  La casa di Claudine (1922), Il grano in erba (1923), La fine di Chéri (1926),  Il sorgere del giorno (1928), Sido (1930), La gatta (1933), Duo (1934), Gigi (1945), Il fanale azzurro (1949) e ancora Le vecchia della vigna. Sono romanzi in cui vengono trattati con grande maestria i temi dell’amore, della sensualità, della gelosia e della rinuncia.

Dopo il terzo matrimonio Colette allargò e approfondì i temi prima trattati nelle opere Mie esperienze (1936), e Binocolo nero nelle quali rievocarono con grazia gli avvenimenti del primo novecento e raccolse i suoi ricordi di teatro a partire dal 1934.

Fra le sue ultime opere Bellavista (1937),  Diario a ritroso (1940), Il kepì (1943).

Entrò a far parte dell’Accademia Goncourt e in quella reale belga. Visse i suoi ultimi anni al Palais-Royal, quasi immobilizzata dai reumatismi, riunendo attorno a sé gli amici e particolarmente i suoi gatti. Divenne ‘la vecchia signora contadina’ sempre pronta a rimembrare i propri ricordi, a raccontare favole, a prepararsi senza paura alla morte.

Colette morì a Parigi il 5 agosto 1954.

 

OPERA

Claudine  Ciclo narrativo in quattro romanzi  pubblicati dal 1900 al 1903, noti anche sotto il titolo  Le quattro Claudine: Claudine a scuola (1900), Claudine sposa (1901), Claudine a Parigi (1902), Claudine se ne va (1903). I libri sono a contenuto biografico e scritti sotto forma di diario. Nella prima parte la protagonista racconta la sua vita di campagna sino a 17 anni. Seguono le esperienze scolastiche in cui Claudine descrive gli istinti erotici che crescono in  lei a contatto col corrotto mondo del collegio.  Segue il matrimonio e la scoperta della società parigina non meno corrotta di quella del collegio ma più sottilmente affascinante. Descrive il suo ruolo di moglie innamorata di Renaud, un simpatico libertino che l’adora, ma che non disdegna amori passeggeri. Al tempo stesso Claudine si rende conto dell’impossibilità di aderire ad una vita caotica che rischia di travolgerla, tanto che l’ennesimo tradimento del marito la spinge a prendere  coscienza di sé e a decidere di ritornare a vivere in campagna  nel ricordo dell’uomo che era stato per lei padre, amante e amico.

Dal lato letterario Le quattro Claudine sono inferiori ad altre opere  scritte da Colette, ma rappresentano un valido punto di partenza. La vicenda, ridotta per il teatro negli stessi anni in cui era pubblicata, riscosse un grande successo anche per la presenza dell’attrice e amica  Polaire che fu l’interprete  ideale della protagonista.

 

FILATELIA

FRANCIA  Anno 1973  (1745),  2003  (3590),  MONACO  Anno 1973  (921), 1976 (1044), 1979 (1178),  1980  (1224, 1996 (2046)

 

 

 

COLLETT  JACOBINE CAMILLA

(Norvegia)

 

Nacque a Kristiansand il 23 gennaio 1813. Morì il 7 marzo 1895.

Sorella del poeta Wergeland, ancora giovinetta si innamorò del poeta Welhaven. La relazione durò poco. Dopo un viaggio in Francia e in Germania sposò Peter Jonas Collett, professore di diritto all’università, e per anni la sua casa accolse letterati e poeti. Il cenacolo fu frequentato anche dagli  scrittori Moe e Asbjorsen, che da lei sollecitati, pubblicarono la celebre raccolta di fiabe norvegesi. Nelle sue prime poesie, bozzetti e racconti cominciò ad imporsi come scrittrice fine e delicata, ma la sua vena letteraria prese corpo solo dopo alcune sciagure familiari: morte dei genitori, del fratello, del marito.

Cominciò a farsi conoscere nel campo letterario col romanzo Le figlie del prefetto (1855), cui seguì Dal campo dei muti (1877). Entrambe ispirarono Ibsen.

I romanzi che seguirono rispecchiano le tematiche dibattute nella società di quell’epoca: Racconti (1861), Nelle lunghe notti (1863),  Ultime pagine (1868-73), Contro corrente (1879).

Nel movimento femminista norvegese ebbe una grande influenza e occupò una posizione preminente.

Morì nel 1895 dopo una vita di combattimento spesa al servizio delle sue idee. Il culto a lei testimoniato dalle donne norvegesi è espresso nella statua, opera del Vigeland, innalzata nel 1909 nello Slotparak di Oslo.

 

FILATELIA

NORVEGIA  Anno 1963 (450/1) , 2013

 

 

COLLODI (pseud. di Carlo Lorenzini)

(Italia)

 

Pinocchio, - scrive Italo Calvino - è un libro che sembra essersi scritto da solo, senza alcun Geppetto che lo modellasse, per cui tutti conoscono vita e miracoli del celebre burattino e pochi, invece, sanno chi era Carlo Lorenzini. A Firenze, in via Taddea, sul muro di una casa vi è una lapide su cui sta scritto: “In questa casa nacque nel 1826 Carlo Lorenzini, padre di Pinocchio”.

Collodi nasce il 26 ottobre  del 1826 e muore nel 1890.

Vive la sua infanzia e la sua adolescenza in una Firenze agitata da fermenti patriottici, da idee politiche discordanti che lo spingono a diventare un acceso fautore delle idee mazziniane.  Studia in seminario, fa commesso di libreria e prende parte con i volontari toscani alla campagna del 1848, combattendo a Curtatone e a Montanara. Nel 1859, trovandosi a Milano per lavoro presso la casa Ricordi, si arruola  nel Reggimento di Cavalleria Novara e partecipa alla seconda guerra di indipendenza. Dopo Villafranca ritorna a Firenze dove, assunto lo pseudonimo di Collodi, preso dal nome di un borgo vicino a Pescia, dove era  nata sua madre, dà vita ad una intensa attività giornalistica, specialmente in campo teatrale, la quale gli vale nel 1860 la carica di censore presso la  prefettura Firenze.

É tra i fondatori della rivista 'Il lampione', presto soppressa in quanto sosteneva idee nazionalistiche in un momento in cui l'Italia 'unita' ancora non esisteva. In seguito fonda il giornale umoristico 'La scaramuccia'.  Collabora fin dal primo numero con il giornale 'La Nazione'. É membro di una giunta e  si assume il compito di preparare un dizionario della lingua italiana parlata.

Nel 1875 traduce dal francese le fiabe di Perrault, di Marie Catherine d'Aulnoy e di Jeanne Marie Le Prince de Beaumont  nel volume Racconti delle fate.

A tempo perso compone anche commedie di poco conto quali Gli amici di casa, La coscienza e l'impiego,  L'onore del marito, I ragazzi grandi, Il dramma Anna Buontalenti; e  i romanzi I misteri di Firenze e Un romanzo in vapore.

Tra le sue attività vi è pure quella di rinnovare  i libri di  lettura. Da anni ormai, da quando il Parravicini aveva scritto Giannetto, un'opera scolastica infarcita solo di buoni propositi e di doveri che i ragazzi dovevano seguire, si avvertiva il  bisogno di offrir loro qualcosa di più vivo e di più affine al loro carattere.

I vari Tarra, Cantù, Perego, Thouar, seguaci delle teorie del Parravicini, offrivano ai giovani testi eccessivamente moraleggianti e noiosi. Lo stesso Collodi inizia a scrivere seguendo quei concetti pedagogici, ma ben presto se ne allontana prendendo quella strada che lo avrebbe portato a Pinocchio.

Tra i suoi primi libri  abbiamo Minuzzolo e Giannettino.  Già la scelta di un personaggio il cui nome è Giannettino è emblematica e rappresenta una rottura col personaggio Giannetto  del Parravicini: là un nome serioso, da ometto perbene, che non deve mai derogare  dai suoi doveri morali e scolastici; qui un Giannettino più frizzante, birichino, il quale comincia a rompere gli schemi pedagogici che erano iniziati con Berquin. 

Giannettino esce nel 1876, seguito dal Minuzzolo (1878), Il primo viaggio di Giannettino per Italia (1880), La grammatica di Giannettino (1883), L'abbaco di Giannettino, Il regalo di capodanno, La geografia di Giannettino (1885), Il libro di lettura per la seconda classe, Il libro di lettura per la terza classe, La lanterna magica di Giannettino (1890), tutte opere parzialmente fedeli alla tradizione pedagogica precedente nelle quali era possibile propinare al lettore una quantità di nozioni e ammaestramenti attraverso un racconto divertente.

Collodi scrive pure  Macchiette (1880), Occhi e nasi (1981), Storie allegre (1887), Note gaie (1892), Divagazioni critico-umoristiche (1892). 

Nel 1893 occupa il posto di direttore del 'Giornale per bambini’  su cui pubblica nel 1885 Pipì, lo scimmiottino color di rosa.

Collodi muore a Firenze nel 1890 a causa di un colpo apoplettico.

IL ROMANZO:

Se Collodi non avesse avuto l'intuizione e l'estro di scrivere il suo capolavoro Pinocchio, non si sarebbe mai staccato dalla mediocrità degli scritti  che hanno caratterizzato gli educatori toscani del suo tempo.

Pinocchio nasce per caso nel 1883.

Ferdinando Martini direttore dal 1880 del 'Giornale per i bambini' chiese al Collodi di scrivere un racconto a puntate e lo scrittore accettò (si dice per pagare debiti di gioco).  Nella lettera di accettazione chiese al Martini di pagarlo bene se voleva che non gli venisse meno la voglia di portar avanti il racconto 

La prima puntata, col titolo di Storia di un burattino fu pubblicata nel 1880  e ad essa seguirono le altre con una certa regolarità, tranne una interruzione inspiegabile. Nel 1883 l'opera uscì in volume col titolo Le avventure di Pinocchio.

La storia del burattino inizia quando è ancora un ciocco di legno grezzo dal quale il  falegname Geppetto intende ricavarne un burattino speciale, capace di tirar di scherma, di ballare e di fare salti mortali. Appena abbozzato, Pinocchio comincia a far dispetti. Strappa la parrucca a Geppetto, schiaccia il Grillo Parlante per non udire i suoi saggi consigli, fugge di casa, si vende l'abbecedario per andare a teatro a vedere lo spettacolo di Mangiafoco e dei suoi burattini. Il capo comico prima lo minaccia e poi gli regala cinque monete d'oro da consegnare a suo padre. Ma invece di portarle a Geppetto, Pinocchio cede alle lusinghe del Gatto e della Volpe che gliele fanno seminare in un campo, convincendolo  che sarebbe nato un bell'albero di monete. I due lestofanti, per rubargliele, lo impiccano.                                                  

 

Con la morte del burattino, le puntate sul 'Giornale per i bambini'  cessano ma, dietro la richiesta dei lettori, Collodi dovette riprendere la storia.

 

Soccorso dalla Fatina dai Capelli Turchini, il burattino rinsavisce  ma solo temporaneamente perché il desiderio di avventure lo spinge a fuggire di nuovo. Rimasto intrappolato in una tagliola, è costretto a sostituire il cane da guardia. Liberato dalla catena per aver avvisato il padrone della presenza dei ladri, incorre subito in altre avventure:  corre il rischio di finire in prigione e poi di essere fritto in padella da un pescatore che lo aveva catturato con la rete. Riesce a fuggire e incontra il suo amico Lucignolo che lo conduce nel Paese dei Balocchi, da dove ne esce trasformato in un  grazioso somarello. Comprato dal direttore di un circo equestre, si azzoppa durante un esercizio e viene venduto ad un uomo che, volendo con la sua pelle fare un tamburo, cerca di annegarlo. I pesci però, cibatisi del suo involucro di carne, liberano il burattino di legno che a nuoto fugge.  Inghiottito da un pescecane, incontra nella sua pancia Geppetto che era andato alla sua ricerca. I due  riescono a fuggire dalla bocca spalancata del pesce e ritornano a casa.  Lì, ammaestrato dalle esperienze vissute, assai poco piacevoli, Pinocchio mette la testa a posto, va a scuola, diventa buono e un mattino si risveglia non più burattino ma ragazzo in carne e ossa. 

Rispetto alle opere precedenti con Pinocchio Collodi affronta un tema universale, quello della crescita, del passaggio dalla fase di 'crisalide infantile' a quella di ‘individuo cosciente’ delle sue possibilità e limiti. Sono le avventure della prima fase, liete e meno liete, a permettergli di conoscere le alternative tra il bene e il male.

Diversamente dal precedente personaggio di Giannettino, che divenne protagonista di diversi libri, Collodi non ritorna più sul personaggio, derogando per fortuna dal cliché dei serial-libri,  quei libri in cui la ripresa di un personaggio ben accolto dalla critica, viene sfruttato eccessivamente tanto da renderlo noioso e stucchevole.

Ma se Collodi chiuse la porta a Pinocchio, altri pensarono  subito a riaprirla. La strada scoperta da Collodi  venne, quindi, percorsa  da scrittori quali Cioci, Catani, Paolo Lorenzini (che essendo nipote dell'Autore si fece chiamare Collodi Nipote), Scotti Berni, Rembadi Mongiardini, Piccioni (in arte Momus) e una pletora di scrittori minori. Nacquero quelle che furono definite 'le pinocchiate'. Se ne contano oltre 250 nelle quali il burattino fu presentato sotto diversissime categorie: si va da Pinocchio poliziotto a Pinocchio viveur, ciclista, automobilista, boxeur, prestigiatore, pasticciere…  Gli furono attribuiti fratelli, sorelle, promesse spose. Fu inviato in diverse parti del mondo come esploratore e giornalista; fu spedito sulla Luna, al Purgatorio, Inferno e Paradiso sulle orme di Dante.

Fu pure sfruttato durante il regime fascista dove divenne balilla, avanguardista, combattente nelle campagne  d'Africa, a Sciarra Sciat, tra gli abissini in qualità di istruttore del Negus. Andò in Austria nella prima guerra mondiale, fu politico della Terza Italia e fu usato per pubblicizzare nel 1950 la propaganda elettorale del PSDI. 

Pinocchio ispirò molti illustratori di libri per ragazzi tra i  quali meritano di essere ricordati: Enrico Mazzanti, (il primo illustratore), C.Chiostri, A.Mussino, L.Mattotti, D.Cambellotti, A.Rubino, Golia, Yambo, Toppi, Galeppini, Jacovitti e di recente la pregevole opera di Roberto Innocenti, realizzata nel  1988 per l'editore inglese J. Cape.

Il teatro si occupò di lui con commedie e operette destinate ai giovani. Fu utilizzato nella pubblicità per esaltare la bontà di prodotti destinati alla salute, per pubblicizzare giocattoli… e finì anche sul piccolo e grande schermo. Si ricorda  una serie televisiva con la regia di Comencini e il protagonista,  Andrea Balestri; un film del 1912 con protagonista il comico  Polydor; opere teatrali con Carmelo Bene e Benigni.

La Walt Disney gli dedicò un lungometraggio.

Oggi a Pescia, nel Parco Collodi,  il burattino è ricordato con un monumento, opera dello scultore  Emilio Greco.

 

FILATELIA 

ANGUILLA Anno 1983, 1984, 1985, 1990, BENIN 2003, CAMBOGIA 2000, COMOREN Isole 1976 (147), CECOSLOVACCHIA 1961 (1160), 1991 (2895), GERMANIA 2001 (2025),  GUINEA EQUATORIALE 1979, FUJERA 1972, GAMBIA 1985, GHANA 1996, GRENADA 1987,  GRENADA GRENADINES 1981, 1989, 1997, 1998, GUINEA  2008, GUYANA 1991, ITALIA  1954 (746), 1981 (Cartolina postale), 2010, MALDIVE 1985, MANAMA 1971 (818), MONGOLIA 1970, NEVIS 1992, 1996 (951), NIGER 1998 (9 valori),  2001, (951),  RUSSIA 1992 (5944),  SAINT VINCENT  1992 (1555), SAINT VINCENT GRENADINES 1991,   SAN MARINO 1990 (1296/99),  2004 (1956), SHARJAH 1972 (6 valori),  SIERRA LEONE 1985 (694),  1987, 1991, 1993, SOMALIA 2001, SVIZZERA 1994 (1214),  TANZANIA 1998 (391); 1991 (BF 167),  TURKS & CAICOS 1980 (495/503+BF 25),  1982,  TURKMENISTAN 2000  (foglietto con 12 valori),  URUGUAY 1982 (1108),  USA 2004 (3566).

 

             

 

COMENIO (nome latino Komenský, Jan Amos)

(Cecoslovacchia)

 

Nasce a  Nivnice, Moravia nel  1592. Muore ad Amsterdam  nel 1670.

Compiuti gli studi sotto la protezione della comunità religiosa Unione dei fratelli boemi, nel 1613 discusse la tesi di dottorato; nel 1616 fu nominato sacerdote e nel 1618 si sposò.

La battaglia della Montagna Bianca, del 1620, segnò la fine dell'indipendenza boema e diede avvio ad una dura repressione contro l'Unione in cui Comenio perse la moglie e i figli, e vide distrutti tutti i suoi libri e manoscritti. Dopo la proclamazione del cattolicesimo a religione ufficiale della Boemia, nel 1628, i fratelli dell'Unione si trasferirono a Leszno, in Polonia. 

Tale città rimase un punto di riferimento per tutta l'attività pastorale, educativa e pedagogica di Comenio fino al 1656, anno in cui, in seguito alla guerra polacco-svedese, la città venne devastata dai nobili polacchi cattolici. In questo periodo  pubblicò alcune delle sue opere più importanti: nel 1628 la Didactica Magna (La grande didattica), nel 1631 e poi nel 1633 la Iauna linguarum reserata (La porta dischiusa delle lingue) nel 1637 e poi nel 1641 la Pansophiae prodromus (L'introduzione alla pansofia), nel 1643 Pansophiae diatyposis (Il disegno della pansofia). Sostenitore, come più tardi Leibniz, di un riavvicinamento delle varie confessioni cristiane, prese parte alla conferenza ecumenica di Torún (1644-45).

Dal 1650 al 1654 visse in Ungheria a Sárospatak, presso il principe Rákócki. Qui scrisse la Schola pansophica (La scuola pansofica) nel 1652, la Eruditio scolastica (La erudizione scolastica) sempre nel 1652, e più tardi, negli anni 1653-54, l'Orbis sensualium pictus (Il mondo delle cose sensibili figurato). Negli anni 1656-57 lavorò intensamente ad una delle sue opere più impegnative, la De rerum humanarum emendatione consultatio catholica (Esame universale sul perfezionamento della condizione umana), una riforma universale in sede educativa, religiosa e politica che aveva cominciato a progettare fin dal 1641 e che rimarrà incompiuta e in gran parte inedita fino al 1996.

 

FILATELIA

REPUBBLICA CECOSLOVACCA  2007  (475)

 

 

 

CONAN  LAURE (pseud di Marie-Louise Félicité Angers)

(Canada)

 

Nata a Malbaie (Canada-Est) oggi Quebec  nel 1845 e ivi morta nel 1924.

Iniziò a studiare presso il Collegio delle Orsoline, una rinomata scuola femminile, la più vecchia istituzione dell’America del Nord.

Non si sposò e preferì dedicare la sua vita alla letteratura e alla politica, scelte che furono considerate dai suoi contemporanei non-conformiste.

Nel 1978 usò lo pseudonimo di Laura Conan per pubblicare sulla « Rivista di Montreal » il suo racconto Un vero amore.

Pubblica nel 1882  il suo romanzo più celebre Angéline de Montbrun.  A questo  seguono altre opere e romanzi storici

Molto nota e apprezzata, è stata variamente ricordata in Canadà : una scuola secondaria a Chicoutimi, e una biblioteca del quartiere Vimont, a Laval, portano il suo nome. Cosi pure un’altra biblioteca e una strada della cittadina natale di Malbhaie.                                   

Opere : Un amour vrai, 1879. Angéline de Montbrun 1884. A l’ouevre et à l'épreuve,  1891. Larmes d’amour. 1897. L’oublié. 1900. Une romancière Canadienne. 1914. L’obscure souffrance. 1919.  La vaine foi 1921. La sève immortelle. 1925.

Saggi:  Jeanne LeBer: l'adoratrice de Jésus-Hostie. 1910. Une immortelle: la vénérable Marguerite Bourgeoys. 1910. Louis Hébert: premier colon du Canada1912. Physionomies de saints. 1913. Silhouettes Canadiennes, 1917. J’ai tant de sujets de désespoir: correspondence, 1878-1924.

 

FILATELIA

CANADA Anno 1983   (835/6)

 

 

CONDE  CARMEN

(Spagna)

 

Nasce  a Cartagena, il 15  agosto de 1907. Muore a  Madrid, l’ gennaio 1996.

All’età di sette anni si trasferisce con la famiglia a Melilla dove vive  sino all’età di tredici anni.

Le memorie di questo periodo sono raccolte in Empezando la vida. Nel 1923 vince un concorso quale Ausiliaria della Sala di Delineacion de la Sociedad Española de Construcciòn Naval e inizia anche la collaborazione con la stampa locale. A 19 anni si iscrive alla scuola per maestre di Murcia e nel 1927 sposa il poeta Antonio Oliver Belmas. Tra le prime opere pubblica nel 1928 la raccolta  poetica Obra en marcha: diario poetico. Nel 1929 dà alle stampe Brocal e l’anno successivo termina gli studi alla Scuola Normale di Albacete di Murcia.

Dal 1931 al 1933 marito e moglie danno vita alla rivista “Presencia”, creando nel frattempo la prima Università Popolare di Cartagena, cui era annessa una biblioteca per adulti,  una per bambini, una sala per esposizioni, proiezioni, un centro assistenza del Patronato delle Missioni Pedagogiche.  Carmen, inoltre, lavora come maestra nella Scuola Nazionale di El Retén.

Nel 1934 pubblica Jubilos con prefazione di Gabriela Mistral e lavora come Ispettrice presso l’Orfanotrofio di El Pardo, lavoro che lascia nel 1935.

Allo scoppio della guerra civile il marito si unisce all’esercito repubblicano e lavora presso la radio Fronte Popolare. Carmen lo segue in varie città dell’Andalusia, poi ritorna a Cartagena per stare vicino alla madre ammalata. Nel 1937 rinuncia a presenziare all’invito di Gabriela Mistral, allora Console del Cile a Lisbona. Seguono viaggi all’estero (Francia, Belgio) per studiare le istituzioni culturali di quei paesi   Il periodo dal 1940 al 1950 fu particolarmente fruttuoso dal punto di vista letterario. Scrive opere sotto gli pseudonimi di Magdalena Noguera, Florentina del Mar e altri.  Insegna in corsi per stranieri; tiene conferenze, collabora con la Radio Nazionale Spagnola., si occupa dell’Editoriale Alhambra e pubblica opere importanti come Ansia de la Gracia, Mujer sin Edén.

Nel 1968 muore il marito. Nel 1978 viene eletta accademica e in quell’occasione pronuncia il discorso Poesia ante el tiempo y la immortalidad.

A partire dal 1982, per l’eccessivo lavoro viene colpita dal morbo di Alzheimer. Nel 1987 riceve il Premio Nazionale per la letteratura infantile e giovanile per l’opera Canciones de nana y desvelo.

Trascorre gli ultimi anni di vita nella villa di Majadahonda, (Madrid) e nel settembre del 1992 redige un testamento in cui lascia tutte le sue opere e quelle del marito al Comune di Cartagena, la sua città natale.

Tra le sue opere: Brocal, (1929) Júbilos (1931), con prólogo de Gabriela Mistral e illustrazioni di  Norah Borges,  Pasión del verbo (1944), Ansia de la Gracia (1945), Signo de amor  (1945), Mujer sin Edén (1947),  Obra poética (1967),  La noche oscura del cuerpo (1980), Soy la madre (1980), premio Ateneo di Sevilla per la novella 1987,  Canciones de nana y desvelo (1987), Premio Nacional de literatura infantil y juvenil .

 

FILATELIA

SPAGNA  2007

 

 

 

CONRAD JOSEPH (pseud. Di Jòsef Teodor Konrad Naleçz Karzeniowski)

(Polonia)

 

Conrad nacque il 3 dicembre 1857  a Berdiczew in Podalia (Ucraina) da una famiglia di origine polacca appartenente alla piccola nobiltà terriera. Trascorse i suoi primi anni a Varsavia dove il padre Apollo, scrittore e traduttore, dirigeva una rivista, traduceva Shakespeare e scriveva commedie e drammi. Il padre, coinvolto nell’insurrezione del 1863, venne deportato in Siberia, dove morì nel 1867, Conrad perse la madre, Evelina Bobrowska, morta nel 1865 all’età di 34 anni, a causa delle sofferenze patite dopo la deportazione del marito.

Orfano a 12 anni, fu affidato allo zio Tadeusz.  Compì studi regolari a Cracovia e a 17 anni si sentì attratto dalla vita marinara.   Fu durante un viaggio in Italia, a Venezia, che vide per la prima volta il mare e la sua prima esperienza marinara fu un viaggio da Venezia a Trieste. Nel 1874 si recò a Marsiglia dove fu ingaggiato come marinaio su varie navi mercantili e dove, durante i soggiorni marsigliesi, venne a contatto con gli ambienti aristocratici legittimisti della città per conto dei quali trasportò clandestinamente alcuni  legittimisti durante viaggi effettuati nelle Antille.

Rimase a Marsiglia fino al 1978 e lasciò la città dopo una delusione amorosa. Scelse l’Inghilterra, sebbene fosse del tutto digiuno della lingua inglese. Il suo primo lavoro fu la navigazione di piccolo cabotaggio fra Lowestoft e Newcastle. Nei momenti di libertà studiava la lingua e leggeva, e appena ne fu in grado si dedicò alla lettura delle commedie di Shakespeare. Imbarchi, traversate, si susseguirono senza sosta negli anni che seguirono. Viaggiò sul  ‘Duke of Sutherland’ col quale toccò Sidney; con l’’Europa’ visitò porti italiani. Viaggiò sul ‘Palestine', una vecchia carretta del mare, e poco mancò che annegasse quando questa fece naufragio. A bordo del ‘Narcissus’ tocco Bombey.

Nel 1886 si naturalizzò inglese e ottenne il brevetto di capitano di lungo corso nella marina mercantile inglese. L’anno 1886 segnò l’inizio della sua attività letteraria Incominciò come semplice esercizio, e inviò il racconto The  Black Mate ad una rivista che aveva indetto un concorso.

La sua attività letteraria, dopo questo breve, iniziale exploit,  si fermò perché il mare lo riprese. Toccò Singapore, il Borneo. Conobbe viaggi pericolosi, venne a contatto col colera, con le febbri. Nell’isola di Mauritius, dove aveva dovuto soggiornare per qualche mese, conobbe la giovane Eugenie Renouf e se ne innamorò, ma quando apprese che era già fidanzata fece ritorno a Londra.

Il suo primo, vero libro, La follia di Almayer, fu iniziato dopo il ritorno da Mauritius, ma il romanzo venne interrotto perché gli era stato affidato il comando di un vapore diretto nell’Alto Congo. Da questo viaggio ritornò ammalato di reumatismi e dovette recarsi in uno stabilimento idroterapico. Durante il periodo di riposo riprese in mano il manoscritto e lo portò a termine. La follia di Almayer uscì nel 1895.

Conrad che era approdato in Inghilterra senza conoscere una parola di inglese, in tutti quegli anni aveva così affinato la conoscenza della lingua, da scrivere in modo personale e mirabile. Il primo romanzo, ammirato da scrittori inglesi quali Galsworthy, Wells, Madox Ford, segnò la sua carriera.

Nel 1896 sposò Gessie George, si stabilì definitivamente in Inghilterra, dedicandosi interamente all’attività letteraria. Nei quattordici anni che seguirono, pur tra difficoltà economiche, produsse una serie di capolavori incentrati sul romanzo di avventure marinare ed esotiche la cui importanza è dovuta alla vivacità con cui sapeva narrare i fatti e alla forza dei simboli che adattava a uomini e cose.

Conrad appartiene a quella schiera di scrittori che seppero penetrare nella società ottocentesca, in virtù di accurate descrizioni della psiche dei protagonisti, e nel riuscire a sondare e a capire i loro  problemi individuali. Uno dei simboli dei suoi personaggi  è la solitudine dalla quale tentano di liberarsi. I suoi eroi solitari sono sovente dei fuggiaschi dalla società, dei reietti, degli angeli caduti,  di sapore romantico che sopportano stoicamente  le prove che il destino ha loro imposto. 

Ponendosi al di fuori della vicenda, in qualità di osservatore, Conrad non è mai patetico. A lui, uno dei pochi scrittori che seppe affermarsi in una lingua dopo averla appresa quando era un uomo già adulto, spetta il  merito di aver saputo fondere nella sua opera il romanticismo e il realismo.

Durante la prima guerra mondiale riprese la via del mare, quando l’ammiragliato britannico gli affidò un servizio lungo la costa. Nel 1923 si recò a New York dove incontrò Paderewski. Tornato in Inghilterra, morì l’anno dopo a Bishopsbourne nel Kent il 3 agosto del 1824.

Nonostante qualche riserva mossa alla sua lingua, forse troppo elaborata,  è considerato un classico nella letteratura inglese.

Molte sono le sue opere: Il reietto delle isole,  Il Negro del ‘Narciso’ (1898);  Lord Jim (1900); Gioventù,  Cuore di tenebra (1902); Tifone (1903); Nostromo (1904);  Lo specchio del mare,  Cronaca personale (1906). Le opere politiche L’agente segreto (1907); Un gruppo di sei (1908); Con gli occhi dell’Occidente (1911) contengono una denuncia del dispotismo zarista e l’avversione per le idee rivoluzionarie negatrici della libertà individuale. Nel 1912 uscì  Fra terra e mare; Vittoria, Entro la marea (1915), La linea d’ombra (1917); La freccia d’oro (1919); Salvataggio (1920) L’avventuriero (1922).

Scrisse pure racconti e appunti di vita.

  

FILATELIA

POLONIA  Anno 1957   (920/21),  2007  (4081), MAURITIUS 2008

  

 

 

CONSCIENCE  HENDRIK

(Belgio)

 

Nato ad Anversa il 3 dicembre 1812, morì a Bruxelles il 10 settembre del 1883.

Figlio di un sottufficiale francese e di una donna nativa del Brabante. viene arruolato nell’esercito  per sei anni dal 1830 al 1836 e comincia a farsi conoscere scrivendo alcune canzoni in fiammingo.

Tornato ad Anversa svolge modesti impieghi. Comincia a prendere parte al movimento romantico che promosse la rinascita nazionale fiamminga in Belgio. Per dissidi con la famiglia, si ritira in campagna a fare l’orticultore.

In seguito occupa cariche pubbliche tra cui l’incarico di  Amministratore dell’Accademia delle Belle Arti.

Nel 1837 pubblica una raccolta di prose e poesie dal titolo Fantasia, accolta poco benevolmente dalla critica, ma si conquista la fama col romanzo Il leone delle Fiandre, un romanzo storico sulla scia di W. Scott. Il successivo romanzo  Jacopo d’Artevende (1849) rafforza la sua fama.

Scrive oltre cento romanzi  tra i quali vale la pena ricordare: Il coscritto (1859), Il nobile povero (1851), Il tesoro di Felice Roobek.

Ai suoi tempi Conscienze fu uno scrittore rappresentativo, oggi è sceso al posto di scrittore per il popolo e per i giovani.

 

FILATELIA

BELGIO  Anno 1983  (2106) 

                                                                                               

 

 

COOPER  JAMES FENIMORE

(U.S.A)

 

Assieme a Wahington Irving, Cooper è considerato il creatore dei miti legati all’West americano, alle grandi praterie, alle lotte tra bianchi e indiani, ai vasti paesaggi del Nuovo Mondo. Da lui si può far iniziare la storia letteraria americana.

Cooper nasce a Burlington (New Jersey) il 15 settembre 1789.

Figlio di un ricco colono che aveva fondato la cittadina di Cooperstown, vive da giovane in una zona di frontiera che plasma il suo animo di fanciullo e i cui ricordi sono sparsi nella sua opera.  Frequenta regolarmente la scuola fino ad iscriversi all’Universtà di Yale dalla quale viene espulso per indisciplina. Segue una esperienza marinara che dura fino al 1811.  Tornato a casa sposa l’aristocratica Susan de Lancey e si stabilisce nelle proprietà della famiglia.

La sua carriera letteraria inizia per caso quando a trent’anni scrive Precauzione (1820), un romanzo di costume secondo la moda inglese.  Il successo che ottiene e la fortuna dei  due romanzi successivi  La spia (1821) in cui sono presenti tutti i motivi della sua opera legati all’avventura e al tono melodrammatico, e Pionieri (1823)  lo spingono ad abbracciare la carriera letteraria e lo inducono a trasferirsi prima a New York e poi in Europa dove conosce Walter Scott (al quale fu spesso paragonato) e Lafayette.

Nel 1833 fa ritorno in patria e inizia per lui un periodo di attrito con alcuni esponenti della democrazia jacksoniana allora imperante e di polemica pubblicistica e libellistica che gli aliena parte del pubblico e lo rende alquanto impopolare. Nascono in questo periodo il saggio  Il democratico americano (1838), i romanzi The monikins (1835), Homeward bound  e Homes as Found (1838), e soprattutto la trilogia dei Littlepage, Satanstoe.e L’incatenato (1845), I pellirosse (1846), in cui la politica antidemocratica si fa più virulenta.  Gli ultimi  anni della sua vita li vive immerso in un cupo pessimismo, testimoniato dal romanzo utopico The Crater del 1847.

La sua fama però è legata  ai romanzi in cui riesce a far coesistere la tradizione letteraria inglese con quella americana. L’immagine che ricorre nei suoi romanzi è quella dell’eroe che agisce in una terra di nessuno, l’uomo che si allontana dalle restrizioni della vita civile per vivere libero a contatto della natura, in sintonia con gli abitanti delle vaste praterie, indiani amici o nemici.

Prototipo dei suoi eroi è Natty Bumppo, protagonista della serie detta ‘Calze di cuoio’ composta dai romanzi I pionieri (1823), L’ultimo dei Mohicani (1826), La prateria (1927), La guida (1840) L’uccisore di cervi (1841).  Cooper non segue la cronologia del personaggio per cui in un libro lo troviamo all’età di settanta anni, nel successivo all’età di trent’anni e nell’altro ancora a vent’anni. Natty è il prototipo dell’individuo pioniere americano nelle sue diverse età; l’uomo che vive sempre in armonia con la natura, odia vedere il disboscamento delle foreste da parte dei bianchi perché è il segnale negativo dell’avanzare di una civiltà distruttrice. Cooper ha creato un personaggio di bassa estrazione che purtuttavia sta sempre al centro della vicenda e che suggestionerà altri scrittori. Mark Twain lo criticò di scarso realismo, ma l’intento di Cooper non era solamente realistico.

Oltre ai romanzi sulla prateria e sui pionieri, Cooper produsse anche romanzi d’ambiente marinaro. Il suo periodo di arruolamento nella Marina americana durato fino al 1811, aveva dato buoni frutti letterari. Nel 1824 scrive Il pilota; nel 1828 segue il Corsaro rosso (1828) poi I leoni di mare (1849), I due ammiragli (1842). Di puro gusto storico e in difesa dei costumi americani contro l’Europa sono i romanzi Il bravo (1831) e Mercedes di Castlile (1840).

Scrisse pure nel 1839 una Storia navale degli Stati Uniti, non priva di valore.

Cooper muore a Cooperstown, New York,   il 14 settembre 1851.

Libri: La guida   È uno dei cinque romanzi che compongono la serie ‘Calze di cuoio’. Uomo di mezza età, la guida vive in un forte dell’Ontario, dove gode l’amicizia del sergente comandante della guarnigione.  Mabel, la figlia del sergente, raggiunge il padre per vivere al suo fianco e lo accompagna quando il sergente, in compagnia della guida, vengono inviati con un gruppo di soldati in un altro forte per dare il cambio alla guarnigione. Durante il viaggio via fiume, vengono colti da una tempesta e la barca su cui navigano rischia di naufragare. Riescono comunque a raggiungere la loro destinazione.  Il forte, durante una breve assenza del padre e della guida, partiti con le truppe per una perlustrazione del territorio circostante, viene attaccato. Gli assediati resistono e sono confortati dall’arrivo della guida che annuncia l’imminente arrivo dei soccorsi. Purtroppo questi cadono in una imboscata e il padre di Mabel muore. Dopo l’arrivo degli aiuti capeggiati dal tenente Jasper il forte è liberato e la vita riprende. La guida segretamente innamorata di Mabel, vorrebbe chiedere la sua mano, ma accortosi che la ragazza ama il giovane tenente, lascia il forte per riprendere la sua vita solitaria nella foresta.

I pionieri  È il primo dei romanzi che compongono la serie ‘Calze di cuoio’. Anche qui troviamo un indiano simile all’ultimo dei mohicani, il quale dà la sua vita per difendere il vecchio Maggiore Effingham, eroe delle lotte di successione. Il nipote di questi ritiene di essere stato  derubato della sua eredità dal giudice Marmaduke Temple. Ma la realtà era diversa: il giudice aveva solo amministrato i beni del maggiore dopo la sua scomparsa e non aveva tradito la simpatia per la famiglia Effingham. La figlia di Temple potrà così sposare il giovane rampollo degli Effingham.  La figura più  viva del libro  è Natty Bumppo, che dopo aver servito il vecchio Effingham, è diventato cacciatore e per trent’anni ha girovagato per i boschi. Più di una volta interviene per salvare il giovane Temple e quando i due sposi gli offrono un comodo rifugio, per la vecchiaia, rifiuta per ritornare alla vita solitaria.

L’uccisore di cervi  Nel racconto Cooper riprende il suo personaggio più noto, Natty Bumppo, e i suoi amici mohicani Uccisore di Cervi e Occhio di Falco. La scena è quella del Lago Otsego, fra le selve dei Monti Allegani. Il racconto è un continuo susseguirsi di avventure che coinvolgono cacciatori bianchi, mercanti, indiani irochesi sempre pronti ad assalire carovane o ad attaccare le fattorie dei coloni bianchi. Nell’ampio quadro degli avvenimenti si assiste al ritorno dell’uomo  nella natura selvaggia e primitiva. Protagoniste della storia sono due sorelle, Netty e Judith, il cui destino è diverso. Netty è destinata ad una fine immatura; Judith, bellissima creatura, verrà trascinata e travolta dalle passioni che suscita.

L’ultimo dei Mohicani  La vicenda si svolge al tempo della guerra tra Francia e Inghilterra, nel territorio del Nord America.  Munro, comandante di un forte sul Lago Sacro, minacciato dall’avanzata delle truppe francesi del comandante Moltcam, chiede rinforzi. Gli viene inviato un contingente di 1500 uomini di cui fanno parte alcuni civili e tra i quali vi sono le due figlie di Munro, Alice e Cora. Per raggiungere più presto il forte, Alice e Cora, accompagnate dal maggiore Hayward, innamorato di Alice, seguono il consiglio della guida indiana Magua che asserisce di conoscere una via più breve. Magua, che in passato aveva subito una severa punizione dal comandante del forte e deciso a vendicarsi, fa cadere il gruppo in una imboscata di indiani Uroni.  Salvati dagli indiani mohicani, guidati da Unkas, riescono a raggiungere il forte. Il forte viene attaccato prima dell’arrivo dei rinforzi. Alice e Cora sono fatte prigioniere e vani sono i tentativi del padre di salvarle. Solo con l’arrivodelle truppe inglesi gli Uroni vengono sconfitti. Magua, il loro capo viene ucciso, ma non prima di essersi vendicato uccidendo Cora e Unkas.

Il libro rimane un classico esempio delle avventure che coinvolsero bianchi e indiani, visti in una prospettiva romantica più che in una realtà storica. Il racconto sta a metà fra l’avventura e il racconto storico. L’avventura assume un senso mitico; la parte storica è solo un pretesto.  Dal libro sono state ricavate alcune versioni cinematografiche, tra cui quelle di G.Sherman (1947); J.L.Conway (1977); M.Mann (1992).       

 

FILATELIA 

 

 

Cooper Susan

(Inghilterra)

 

Nata nel 1935.

Prima di recarsi all’Università di Oxford studiò alla Slough High School. Durante il tempo libero a Oxford si occupò della rivista universitaria “Palma”. Dopo la laurea con un Master in inglese, cominciò a lavorare per il “Times”, sotto la guida di Jan Fleming,  e poi divenne scrittrice. Il suo primo libro fu un romanzo di fantascienza. Partecipò ad un concorso per racconti di avventure per bambini, cominciando così ad appassionarsi alla letteratura per giovani.

Nel 1963 lasciò l'Inghilterra per sposare un americano, professore presso il Massachusetts Institute of Technology, e andò a vivere negli Stati Uniti dove scrisse due libri per adulti: uno studio sull’'America e una biografia di JB Priestley.

Un altro romanzo, autobiografico,  Dawn of Fear fu pubblicato nel 1970. Tuttavia la sua fama è legata alla serie The Dark is Rising che comprende The Dark Is Rising (1973), Il re Grigio (1975), e l'ultimo libro della serie Tree (1977).

Uno dei libri della serie, Il Re Grigio, vinse il Newbery Medal nel 1976, un premio che viene assegnato annualmente dalla Biblioteca dell’Istituto Americano per l'eccezionale contributo alla letteratura per bambini.

Dopo il completamento della serie, Susan Cooper iniziò a lavorare nel teatro per il quale scrisse la commedia  Foxfire, in collaborazione con l'attore canadese Hume Cronyn.

Collaborò con sceneggiature per film e scrisse, dietro invito di Jane Fonda,  la sceneggiatura di un libro di Harriet Arnow, The dollmaker.

Dal 1980 al 1990 produsse testi per bambini, basati su fiabe folkloristiche, tra i quali Jethro e Jumbie (illustrato da Ashley Bryan), un racconto ambientato nei  Caraibi, seguito da Danny e il re (1993  illustrato da G. A. Smith) e il  libro illustrato, Frog (2002).

Altre opere: Boggart (1993), Boggart e il mostro (1997), Il re delle ombre (2000), Green Boy (2002), The Magician's Boy, una raccolta di saggi sulla letteratura per bambini, opera che fornisce la  visione del mondo in cui creò le opere destinate ai giovani.

 

FILATELIA  

GRAN BRETAGNA  Anno 1998  Busta postale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ćopić Branko

(Serbia)

 

Nato nel villaggio di Hasani, Bosanska Krupa, Bosnia Erzegovina nel 1915. Morto nel 1985.

I suoi romanzi, poesie, racconti, storie per bambini sono molto noti e diffusi. Senza dubbio fu uno degli scrittori più amati e popolari nel periodo in cui Tito governò l’Yugoslavia, sebbene la critica lo abbia messo ingiustamente in disparte a causa del suo deciso  impegno per la sua idea di “yugoslavismo”.

Anche se visse a Belgrado, la maggior parte della sua vita, i suoi personaggi (soprattutto bambini e giovani) e suoi racconti e romanzi sono stati ispirati dall’amore per la sua Bosnia e  per la sua  infanzia. Nei libri rivive la natura pacifica, orgogliosa, elegante e luminosa di persone con cui venne a contatto durante la seconda guerra mondiale (partigiani e rivoluzionari), il tutto visto  da un infantile, ma intelligente, molto emotivo punto di vista umoristico.

Deluso nei suoi affetti  nelle sue idee e nelle aspettative che aveva riposto negli ideali comunisti, si suicidò gettandosi da un ponte di Belgrado, dopo aver scritto un preambolo ad uno dei suoi ultimi libri in cui aveva previsto la diffusione del nazionalismo xenofobo nei Balcani e le sue terribili conseguenze.

 

FILATELIA

BOSNIA ERZEGOVINA  Anno 1997 (60)

 

 

 

Cora Coralina

(Brasile)

 

Nata a Cidade de Goias il 20 agosto del 1889. Morta a Goiania il 10 aprile del 1985.

Cora Coralina, pseudonimo di  Ana Lins dos Guimarães Peixoto Bretas, figlia di un funzionario regio, iniziò a scrivere poesie all’età di 14 anni, pubblicandole su giornali locali. Il primo racconto pubblicato fu Tragedia na Roca.

Si sposò con un avvocato nel 1910, col quale si trasferì a San Paolo dove visse per quarantacinque anni.

Donna semplice, insegnante produsse una serie di opere in cui ricorrono i motivi della vita quotidiana. Morto il marito visse con i figli facendo mestieri diversi. All’età di cinquant’anni la sua poesia ebbe una svolta tanto che assunse uno pseudonimo per pubblicare le sue poesie, tra cui vi sono anche poemi storici.

Tra le sue opere si ricordano : Poemas dos Becos de Goiás , Meu livro de cordel ,O tesouro da casa velha,  A moeda de ouro que o pato engoliu, Vintém de cobre .

Cora Coralina fu eletta intellectual dell’ anno e ottenne il  Prêmio Juca Pato dall’Unione Brasiliana degli scrittori  nel  1983.

 

FILATELIA

BRASILE  Anno 1989   (1983)

 

 

Corbière Tristan (pseud.di Edouard-Joachim Corbières)

(Francia)

 

Nato a Morlaix il 18 luglio 1845 e ivi morto i 1 marzo 1875.

Unico figlio nato dall'unione fra lo scrittore di feuilleton Edouard Corbière e Angélique Aspasie Puyo, di trentatré anni più giovane del marito (alla nascita di Tristan suo padre ha 52 anni e sua madre 19), Tristan Corbière vive un'infanzia infelice, nell'incomprensione del padre e nell'afasia nella giovane madre. A quattordici anni, Tristan è mandato a convitto presso il Liceo Imperiale di Saint-Brieuc.

In questo periodo inizia a soffrire di reumatismo articolare, malattia che lo seguirà tragicamente lungo tutta la vita e che ne provocherà la morte prematura. Deve lasciare Saint-Brieuc quando il suo stato di salute si aggrava, e si trasferisce a Nantes, ospite di uno zio medico. Frequenta il liceo locale per due anni, finché la malattia non lo obbliga a lasciare gli studi.

Tristan comincia allora una vita vagabonda, viaggiando nel sud della Francia  nutrendosi delle opere dei maestri del Decadentismo francese, quali Hugo, Baudelaire e Musset.

Si stabilisce a Roscoff in una casa di proprietà dei suoi genitori. Gli abitanti del paese lo soprannominano l'"Ankou, cioè "lo spettro della morte", a causa della sua magrezza e della sua andatura dinoccolata. Il poeta, che sogna di essere marinaio, non può soddisfare il suo desiderio di imbarcarsi su una nave, ma ama il mare con passione. Si diletta a prendere il largo sulla sua barca, battezzata Le Négrier dal titolo del più famoso romanzo di suo padre.

Talvolta si abbandona ad eccentricità: un giorno si traveste da forzato, da donna o da mendicante, un altro si rade le sopracciglia, o ancora, nel corso di una visita a Roma, porta a passeggio al guinzaglio un maiale travestito da vescovo, durante i festeggiamenti del carnevale ai quali assiste il Papa. Passa così le sue giornate, fino all'incontro con la giovane attrice parigina Armida Josefina Cuchiani, che diviene la sua musa e che Corbière ribattezza "Marcelle".

Abbandonato il suo nome anagrafico, pubblica a sue spese, nel 1873, la sua unica raccolta di poesie, Les Amours jaunes, che passa inosservata. Corbière, che non conosce alcun successo nel corso della sua vita, è una scoperta postuma di Verlaine, che gli consacra un capitolo del suo saggio Les Poètes maudits (1883).

Corbière muore a Morlaix. Non ha ancora trent'anni, ed ha conosciuto una vita di solitudine, breve e miserevole, costantemente tormentato dalla malattia, sfortunato in amore.

Le fonti della poesia di Corbière sono molteplici: Romanticismo, poesia del Cinquecento e del Seicento, Villon.

 

FILATELIA

FRANCIA  Anno 2011 (4536)

 

 

 

CORINNA

(Grecia)

 

Nata a Tanagra in Beozia nel V secolo a.C. (altri pensano al III secolo a.C.)

Scrisse carmi lirici di contenuto narrativo su argomenti legati alla Beozia.  Dei suoi testi si conoscono alcuni titoli quali  I sette di Tebe, Iolao,  Il ritorno di Orione.

In un papiro sono presenti frammenti di due suoi nòmoi: La gara del Citerone e dell’Elicona  e Le figlie di Asiopo.

Corinna utilizzò nelle sue liriche il dialetto beotico, ma non disdegnò talvolta di usare espressioni omeriche.

 

FILATELIA

AJMAN   Anno1972  (Mic. 1887), CAMBOGIA  Anno 1983

 

 

CORNEILLE  PIERRE

(Francia)

 

Fontenelle, nipote di Corneille, così scrisse dello zio: “La vita di M. Corneille, come uomo privato, non ha nulla di speciale da meritare di essere scritto; se lo si vuole esaminare come autore illustre, la sua vita è semplicemente la storia delle sue opere.” Per cui la sua biografia si riduce a pochi fatti, sufficienti a descriverne le varie fasi.

6 giugno 1606. Corneille nasce a Rouen in una famiglia borghese. Il padre, avvocato, era ispettore delle acque e delle foreste; la madre, Marthe le Pesant, era figlia  di un podestà. Il giovane Corneille compì i suoi studi presso la scuola gesuita di Rouen dove si dimostrò un buono scolaro e un ottimo latinista. Nello studio dei poeti e degli oratori latini trovò lo spunto della sua grandezza. Particolarmente gli furono cari Seneca e Lucano, due romani di discendenza spagnola.         

Uscito dal collegio dei Gesuiti, studiò diritto e nel 1628 comprò una carica di avvocato alla Tavola di marmo del Palazzo, conservandone le funzioni fino al 1650. Tale tirocinio affinò in lui l’arte dell’argomentare e una dialettica solida e capziosa che anima i discorsi dei suoi personaggi.

1629-1636  Nell’ambiente forense nulla lasciava presupporre che Corneille sarebbe passato al teatro. Il suo avvicinamento al palcoscenico avvenne in modo fortuito. Una avventura in società gli ispirò un sonetto che gli diede lo spunto per trarne il tema per una commedia Melite, rappresentata a Parigi nel 1629. Il successo lo spinse a scriverne  altre finché nel 1635 appare sulle scene la prima tragedia, Medea. Trasferitosi a Parigi, entrò a far parte della compagnia dei Cinque autori del cardinal Richelieu. Il cardinale, che riteneva di avere talento drammatico, tracciava il piano di una commedia o un dramma pastorale o una tragedia e poi affidava gli atti e le scene da trasporre in versi a Corneille, Boisrobert, Collette, L’Estoile e Rotrou. Corneille, per aver modificato il terzo atto della commedia Tuileries, fu accusato di mancanza di spirito di gruppo e tolto dal registro dei pagamenti.  Corneille, fiero e timido al tempo stesso, per sopravvivere dovette sottomettersi all’appoggio dei potenti, scrivendo dediche, epistole, prefazioni.

1637-1652   È il periodo delle grandi opere d’arte che si apre col Cid (1637). Nel 1640 seguono Horace poi Cinna, Polieucte (1642), Pompeo e Il bugiardo (1643), Rodoguna (1644), Nicomede (1651).   Nel 1647 fu ammesso all’Accademia francese.

1652-1659   A seguito dell’insuccesso della commedia Pertarite (1652) Corneille ritorna a Rouen dove  si occupa solo di portare a termine la traduzione in versi dell’Imitazione di Cristo e di preparare una edizione di tutte le sue opere. A Rouen vive in casa del fratello Thomas. Vi rimarrà per sette anni con  la moglie Marie Lamperière, sposata nel 1640, e i sette figli. Tre  di questi morirono giovani, degli altri quattro due maschi divennero ufficiali. Uno morì nel 1674 nell’assedio di Grave, lasciando una figlia, Marie Anne Corneille, che Voltaire adottò e le costituì una dote con i profitti dei suoi Commentari (1764).  Un altro figlio divenne abate di Aiguevive. Una figlia si fece religiosa. L’altra, sposata, era parente di Carlotta Corday.

1659-1674  Per circostanze non ben precisate, forse la presenza della troupe di Molière a Rouen, che rappresentò tra le altre anche opere di Corneille o forse l’invito di Fouquet e la sua generosa offerta in denaro se avesse scritto una nuova tragedia, lo spinsero a ritornare sulla scena teatrale. Fra i tre soggetti proposti da Foquet Corneille scelse l’Edipo, che ottenne un grande successo.  Seguirono altre opere teatrali finché nel 1674 Surena ottiene un fiasco completo. Corneille che aveva allora 68 anni, rinunciò definitivamente al teatro.

.1674-1684  Anni tristi e di indigenza, con alti e, soprattutto, bassi. Non si sa se tutte le leggende e gli aneddoti sul suo conto siano veritieri. Corneille era noto per mancanza di tatto e di misura sia nelle richieste sia nei ringraziamenti. È indubbio che abbia guadagnato molto denaro con le sue opere, ma molto ne spese per  fare la dote ai suoi figli. Nel 1677 si rivolge per denaro al re con una epistola in versi e nel 1678 invia una lettera al ministro Colbert per sollecitare un’abbazia per suo figlio Thomas. L’ottenne. Ma una pensione che gli era stata pagata sino allora venne sospesa  e solo in seguito venne  ripristinata ma pagata solo saltuariamente.

Si racconta che il suo amico Boileau proponesse di rinunciare alla sua pensione a favore di Corneille. Luigi XIV gli inviò 200 luigi d’oro, attinti dalla sua cassa personale pochi giorni prima che il commediografo morisse.

È dunque certo che  l’autore abbia vissuto i suoi ultimi anni in ristrettezze, anche a causa di una cattiva amministrazione dei suoi beni. Una curiosità: dalla lettera di un borghese di Rouen, scritta a Parigi nel 1674 e pubblicata da un erudito nel 1852, si apprende che Corneille, ridotto alla miseria, entrò un giorno nella bottega di un calzolaio per farsi ricucire una scarpa slabbrata.  Miserie di chi in passato godette della fama!

Corneille morì a Parigi il 30 settembre del 1684. Il suo corpo venne seppellito nella chiesa di San Rocco.

OPERE:  Il Cid  Corneille trasse l’idea per la tragedia leggendo l’opera Le avventure giovanili del Cid di Guillen de Castro.

Rodrigo, detto il Cid, ama Chimena e i due giovani intendono sposarsi.  In seguito ad un  contrasto tra le due famiglie, il conte di Gormas, padre di Chimena, insulta e oltraggia don Diego, padre di Rodrigo, e spinge padre e figlio a vendicare l’oltraggio mediante un duello. Il giovane Rodrigo uccide il padre della fidanzata e quest’ultima, in base alle leggi dell’onore, chiede giustizia al re.  Nel frattempo Rodrigo è diventato un eroe nazionale, per aver sconfitto i  Mori. In ogni caso è costretto ad accettare un duello  contro Don Sancho. Chimena, che ha voluto la prova, ma che continua ad amare Rodrigo, spera che sia lui il vincitore. Cosa che avviene. Superata la prova Rodrigo, il Cid, ottiene dal re il permesso di sposare Chimena.

 

FILATELIA

FRANCIA  Anno1937  (335), 1961 (1305), 1984  (2341),  MONACO  Anno  1986  (1547), 2006    (2549)

 

 

 

Corneille Thomas

(Francia)

 

Nato a Rouen il 20 agosto 1625. Morto ad Andelys 8 dicembre 1709.

Drammaturgo , è il fratello del più celebre Pierre.

Studiò presso il collegio dei gesuiti di Rouen fino al 1643 e proseguì gli studi all'università di Caen, dove conseguì nel 1649 la laurea in legge. Esercitò la professione legale per qualche tempo presso il Parlamento della Normandia, ma in seguito alla sua passione per il teatro abbandonò in seguito la propria carriera per seguire la via già intrapresa dal fratello.

Nel 1650  sposò la sorella della moglie di suo fratello Pierre, Margherite de Lampériere. Debuttò a teatro con delle commedie ispirate ad autori spagnoli: all'Hotel de Bourgogne vennero rappresentati Les engagements du hasard (1647) e Le Feint astrologue (1648) e Don Bertrand de Cigarral (1650).

A partire dal 1653 si dedicò ad una commedia pastorale, Le charme de la voix. Nel 1654 scrisse la tragi-commedia dal titolo Les illustres ennemis che ebbe invece grande successo e gli permise di iniziare a frequentare i saloni parigini, che influenzeranno le sue opere successive e gli apportarono ulteriore popolarità. In seguito ad un temporaneo abbandono della scrittura teatrale da parte del fratello Pierre, cominciò a scrivere tragedie tra cui Timocrate. 

Thomas Corneille ottenne la protezione del re Luigi XIV, del duca di Guisa e di Nicolas Fouquet.

Scrisse ancora la tragedia Bérénice e tra il 1661 1 il 1670 scrisse e mise in scena molte opere insieme al fratello (Pyrrhus roi d'Epire, Maximian, Persée et Démétrius e Antiochus).

Dal 1662 i due fratelli Corneille si erano trasferiti a Parigi, dove tra il 1673 e il 1681  vissero nel medesimo appartamento, mentre successivamente traslocarono in due diverse abitazioni e Thomas si trasferì in via Clos-Georgeot.

Sulla scena teatrale il genere delle tragedie di Pierre Corneille non otteneva più il medesimo successo e Thomas Corneille si avvicinò allo stile di Jean Racine, che in quel momento era all'apice del successo. Scrisse in solo quaranta giorni la commedia mitologica Ariane, a cui seguirono Theodat e La mort d'Achille.

Alla morte di Moliére gli successe come autore della sua compagnia teatrale: nello stesso anno venne rappresentata l'opera Le festin de Pierre, un adattamento in versi dell'opera di Molière Dom Juan, molto simile all'originale. Nel marzo del 1675 ebbe luogo la prima rappresentazione dell'opera Circéìì. Qualche mese più tardi un altro successo sarà dato dall'opera L'Inconnu, ma il 7 agosto 1676, al contrario, Le Triomphe des Dames fu un insuccesso.

Il 1680  segnò la fine dei successi teatrali. Sotto la spinta dell'amico Donneau De Visé, scrisse ancora  La Devineresse che ebbe 47 repliche successive.

Dopo la morte del fratello Pierre, gli successe presso l'Accademia Francese, dove venne eletto il 2 gennaio 1685 all'unanimità, prendendo attivamente parte ai lavori del dizionario de l'Académie: in seguito alla Querelles des anciens et des modernes subì attacchi violenti, fino alla riconciliazione con Jean de la Bruyére, fautore degli "antichi".

Verso il 1708 si ritirò ad Andelys, in una casa ereditata dalla moglie, dove morì l'8 dicembre del 1709.

 

FILATELIA

MALDIVES, Anno 2004 (fog. 536)

 

 

Cornell Woolrich

(USA)

 

Nato nel1903.  Morto nel 1968

 George Hopley Cornell Woolrich è stato un valido narratore. Il suo biografo, Francesco Nevins Jr, lo ha valutato come il quarto miglior autore di gialli del suo tempo, dietro solo a Dashiell Hammett, Erle Stanley Gardner e Raymond Chandler. Alcune delle sue opere più note sono state pubblicate sotto gli pseudonimi di William Irish e George Hopley.

I suoi genitori si separarono quando era ancora giovane. Visse per un certo tempo in Messico col padre ingegnere civile, prima di tornare a NewYork per vivere con la madre Claire.

Frequentò la Columbia University, ma dopo la pubblicazione nel 1926 del suo romanzo  Cover charge, un lavoro ispirato all’opera di  F.Scott Fitzgerald, abbandonò gli studi.

In seguito scelse la letteratura gialla come genere preferito,  scrivendo sotto gli  pseudonimi di George Hopley e William irlandese. Pubblicò nel 1942 Doveva essere un  assassinioLa sposa vestiva di  nero ,Waltz into Darkness (1968) e  Mississippi Mermaid (1969).

Nel 1930, visse a Los Angeles e lavorò come scrittore nel settore dell'industria cinematografica. Sposò Virginia Blackton Violet, figlia del produttore cinematografico dalla quale si separò dopo soli 3 mesi e il matrimonio fu annullato nel 1933. Nella sua gioventù, Woolrich è stato un omosessuale, come lasciò scritto in un suo diario. 

Visse per  35 anni con la madre in un  albergo residenziale di Harlem e, dopo la morte della madre continuò a vivere in diversi alberghi di New York.

L'alcolismo e una gamba amputata  a causa di un'infezione mal curata, lo portarono alla tomba. Schivo, con poche amicizie e lontano  dalla società e dai ricevimenti, non prese mai parte alle prime dei film tratti dai suoi libri.

Dopo la sua morte lasciò un’eredità di 850.000 dollari affinché venisse usata per borse di studio, intitolate al nome di sua madre, da destinarsi a studenti aspiranti giornalisti.

Una collana  dei suoi racconti brevi fu stampata nei primi anni 1990.

Lasciò un romanzo inedito incompiuto dal titolo The Loser. La maggior parte dei suoi scritti inediti sono stati separatamente raccolti in Tonight, Somewhere ina New York.

 

FILATELIA

SIERRA LEONE  Anno  1997 (Mic. 2887)

 


Cornwell  BERNARD

(Inghilterra)

 

Nato a Londra nel 1944.

Dopo aver lavorato a lungo nella BBC, si è dedicato interamente alla letteratura, specializzandosi in romanzi storici e d’avventura.

È noto per la serie di romanzi incentrata sulle avventure di Richard Sharpe e per la trilogia dedicata alla ricerca del Sacro Graal.

Nel 1933 la televisione britannica dà il via ad una serie di film basati sui romanzi del ciclo di Sharpe, con l'attore Sean Bean nel ruolo del protagonista Richard Sharpe. Fino al 1977 vengono prodotti 14 episodi, prima di una pausa di alcuni anni. Il quindicesimo episodio, infatti, è del 2006.

Opere: Le avventure di Richard Sharpe. Il  ciclo si compone di 9 titoli pubblicati dal 1999 al 2007. Il ciclo di Excalibur. Si compone di tre romanzi ma, per ragioni puramente commerciali, in Italia è stato suddiviso in cinque titoli, senza continuità di storia ma basandosi semplicemente su un'equa distribuzione del numero di pagine. Il ciclo Alla ricerca del Santo Graal, in tre volumi; Il ciclo Le storie dei re sassoni in 4 volumi.  

Altri romanzi: Il mistero del girasole (1989), Scia di fuoco (1993), Figlia della tempesta (1995), Stonehenge (1999).

 

FILATELIA 

INGHILTERRA  Anno  2007(2933)

 

 

CORONADO CAROLINA

(Spagna)

 

Nata ad Almendralejo, Estremadura nel 1823. Morta presso Lisbona nel 1911.

Si trasferì nel 1848 dal paese natale a  Madrid dove venne a contatto con gli ambienti culturali dell’epoca. Le sue opere interessarono subito e furono lodate dalla critica. 

La prima raccolta di poesie  venne stampata nel  1853. Si tratta di componimenti semplici, lievi, di contenuto sentimentale che ancora oggi conservano una certa  freschezza.

Fu pure autrice di drammi e romanzi che però non ebbero successo ed oggi sono dimenticati.

  

FILATELIA

SPAGNA  Anno  1977  (2077)

 

 

 

Coronel José

(Nicaragua)

 

Nato il  28 febbraio a Granada 1906.Morto 19 marzo 1994.

 José Coronel Urtecho (28 febbraio 1906-19 marzo 1994) è stato un poeta del Nicaragua, traduttore, saggista, critico, narratore, drammaturgo, diplomatico e storico. E 'stato descritto come "il pensatore più influente del Nicaragua del ventesimo secolo". Dopo un'attrazione al fascismo nel 1930, divenne un forte sostenitore del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale nel 1977.
Figlio di Manuel Coronel Matus e Blanca Urtecho Avilés. Urtecho trasferì a San Francisco, in California; nel 1924 dopo essersi laureato Universidad Centroamericana, seguì la nascita del movimento letterario Avanguardia che si sviluppò tra il 1929 e il 1933. Nel 1934, lcontribuì alla nascita del giornale “La Reacción”, in cui professò idee pro-fascista. Tuttavia, dopo essersi ripreso da una crisi mentale, mentre prestava servizio come diplomatico a New York e Madrid, Urtecho decise nel 1959 di scrivere la storia del Nicaragua, dopo di mosse forti critiche alle varie amministrazioni Somoza, che avevano governato il Nicaragua dal 1934.

José Coronel Urtecho trascorse i suoi ultimi anni nei pressi di San Carlos, nel sud del Nicaragua. Morì di cancro il 19 marzo 1994.

FILATELIA

NICARAGUA Anno 2006

 

 

COROVIC  SVETOZAR

(Serbia)

     

Nato a Mostar nel 1875, ivi morto nel 1919.

Fu autore di  commedie, romanzi, novelle. Nei suoi  racconti raccolti in Nei momenti di riposo (1903/10), e nei romanzi Il matrimonio di Per Karantan (1906) e Stojan Mutikasa, ritrae la vita dell’Erzegovinma e in particolare gli usi della sua natia Mostar.

Tra le sue opere migliori le commedie Aitza (1907), Il tiranno (1910) e la raccolta di novelle Nelle celle, ispirate alla vita dei monaci dell’Erzegovina,

 

FILATELIA

YUGOSLAVIA  Anno 1975 (1502)

 

 

 

CORREIA  NATALIA

(Azzorre)

 

Nata nel 1923 e morta nel 1993.

Effettuò gli studi secondari a Lisbona. Collaborò con  diverse riviste.  Fu membro del Partito Democratico Portoghese ed esponente di spicco del movimento contro il fascismo del suo paese.  Difese  arduamente la cultura, i diritti umani e in particolar modo i diritti delle donne.

Viene considerata una delle figure più importanti della letteratura portoghese del XX secolo.

Poetessa, drammaturga, romanziera di corrosivo impatto su ogni piano della realtà nazionale, subì l’influenza del surrealismo, della lirica galiziano-portoghese e del misticismo. Coltivò generi letterari diversi tra cui la poesia, la fiction, il saggio, il teatro.

Scrisse per il teatro : O Progresso de Édipo (1957), O Homúnculo (1965), O Encoberto (1969), Erros meus, má fortuna, amor ardente (1981), A Pécora (1983).

Tra le opere da ricordare : Anoiteceu no Bairro (1946), A Madona (1968), A Ilha de Circe (1983). 

E le opere poetiche: Rio de Nuvens (1947), Poemas (1955), Dimensão Encontrada (1957), Passaporte (1958), Comunicação (1959), Cântico do País Imerso (1961), O Vinho e a Lira (1966), Mátria (1968), As Maçãs de Orestes (1970), Mosca Iluminada (1972), O Anjo do Ocidente à Entrada do Ferro (1973), Poemas a Rebate (1975), Epístola aos Iamitas (1976), O Dilúvio e a Pomba (1979), Sonetos Românticos (1990), O Armistício (1985), O Sol das Noites e o Luar nos Dias (1993), Memória da Sombra (1994)

 

FILATELIA

AZZORRE  Anno 1996  (124)

 

 

 

CORTAZAR JULIO

(Argentina)

 

Figlio di un diplomatico argentino, nasce il 20 agosto 1914 a Bruxelles. Portato ancora bambino in Argentina, compie i suoi primi studi per poi dedicarsi all’insegnamento di lettere in diverse città della provincia. Ottenuta nel 1951 una borsa di studio, si trasferisce a Parigi dove lavora come interprete presso alcuni enti internazionali. A Parigi rimase come esule volontario. Più volte si recò nell’America Latina dove appoggiò il regime di Fidel Castro e la causa delle sinistre.

La sua carriera letteraria inizia con una raccolta di poesie Presenzia (1938), firmata con uno pseudonimo, e poi con un poema drammatico Los reyes (1949), in cui rielabora in modo inquietante il mito del Minotauro. Al 1951 risale una raccolta di racconti editi e inediti dal titolo Il bestiario, assai apprezzati da Borges.

Seguiranno altri volumi di racconti, Fine del gioco (1956) Le armi segrete (1959), Storie di Cronopios e di   Fama (1962), Ottaedro (1974), Tanto amore per Glenda (1980).

In questi racconti lo scrittore si dimostra un acuto osservatore della realtà quotidiana. Traduttore e seguace di Poe, riesce a  proporre i suoi temi, per quanto fantastici, in modo realistico, in quanto inserisce in essi elementi strani e inquietanti nella miglior tradizione della letteratura fantastica.

Diversi i romanzi da lui scritti: Il gioco del mondo (1963), Il viaggio premio (1960), Componibile 62 (1968),   Il Libro di Manuel (1973),  Un tale Lucas (1979). In essi è presente il tema dell’esilio, la ricerca da parte del protagonista della propria identità, il tutto inserito in un  virtuosismo e sperimentalismo linguistico cui si unisce una visione del mondo frammentaria e ambigua. .

Scrisse anche opere di saggistica,  La vuelta al dia en ochenta  mundos (1967),  e Ultimo Round (1969). Insieme a Carol Dunlop scrisse Los cosmonautas de la autopista (1983).

Cortazar morì a Parigi il 12 febbraio 1984.

 

FILATELIA

ARGENTINA  Anno 1997  (1983)

 

 

 

CORTES  ALFONSO

(Nicaragua)

 

Nato a Leon, Nicaragua nel 1893. Morto nel 1969.

All’età di 14 anni si recò nella casa dove viveva Rubén Dario e vi trascorse buona parte della sua adolescenza.  Mentalmente malato, perse la ragione e dovette essere ricoverato nel manicomio di Managua dove passò gran parte della sua vita.  Negli ultimi tempi della sua esistenza si trasferì in casa di sua sorella a Leon dove visse fino alla morte.  Venne sepolto nella cattedrale di Leon, accanto alla tomba di Rubén Dario.

Cortes era sovente soggetto a crisi furiose che si manifestavano in corrispondenza delle fasi lunari.  Il primo poema che scrisse fu La canzone dello spazio. 

 Era abituato a scrivere poesie su frammenti di carta, con una calligrafia minuscola difficile da leggersi. La sua fu una poesia mistica, ossessionata da problemi di spazio e di tempo con molte parole maiuscole e versi corti. Un critico la definì una scrittura onirica, oscura, enigmatica, contraddittoria, assurda, con idee astratte e confuse.

Opere:  La odisea del Istmo, 1922 , Poesías, 1931, Tardes de oro, 1934, Poemas eleusinos, 1935, Las siete antorchas del sol, 1952, 30 poemas de Alfonso, 1952, Las rimas universales, 1964, Las coplas del pueblo, 1965, Las pumas del pasatiempo, 1967, El poema cotidiano, 1967, Treinta poemas, 1968, Poemas, 1971, Antología, 1980, 30 poemas de Alfonso, 1981, El tiempo es hambre y el espacio es frío, 1981.

 

FILATELIA

NICARAGUA  Anno 1986  (1419)

 

 

COSBUC  GEORGE

(Romania)

 

Nato Hordou-Nasaud il 20 settembre 1866, morì a Bucarest il 9 maggio 1918.

Di famiglia profondamente religiosa, ancora scolaro manifesta la sua attività poetica nella Società culturale “Virus Romana Rediviva”. Nel 1887 occupa l’incarico di redattore  nella rivista “Tribuna”di Sibiu.

Nel 1893 esordisce con un volume  Ballate e idilli, seguito da Fili da torcere (1896) e da Il giornale di un perdigiorno  (1902). Nei suoi scritti segue il filone della ballata e della lirica, richiamando  materia presa dai racconti popolari e narrazioni fiabesche. Usa toni accorati e sinceri sia per temi che hanno per protagonisti adolescenti, sia per personaggi adulti. Cerca sempre di esprimere la voce del popolo tanto che nella rivolta contadina del 1907 i suoi versi vennero distribuiti su volantini. 

Fondatore di numerose riviste, tradusse opere tra le quali l’Iliade, il Rig Veda il Mahabaratha, Sakuntala  e l’ottima versione dell’Inferno dalla  Divina commedia,

Cosbuc è il primo poeta transilvano a trattare temi bucolici, rivelando amore per la campagna e interesse per la vita dei contadini come traspare nelle opere Dal profondo sud e Dal colle. Da ricordare anche la raccolta di canzoni patriottiche, Canti di eroismo (1904), Le nozze di Zamfira, La morte di Fulger in cui celebra la vita semplice dei contadini e Noi vogliamo la terra i cui delinea le aspirazioni della classe contadina romena per il possesso delle terre.

 

FILATELIA

ROMANIA  Anno 1960  (1664)

 

COSTA E SILVA ANTONIO FRANCISCO da

(Brasile)

 

Nato  ad Amarante , 28 novembre del 1885. Morto a  Rio de Janeiro , 29 giugno del 1950.

Ha iniziato a comporre versi intorno al 1896, dopo aver pubblicato le sue prime poesie nel 1901, però, il suo primo libro di poesia, Sangue, è stato pubblicato  solo nel 1908.

Ha ricoperto cariche pubbliche come presidente del Brasile, tra il 1931 e il 1945, su richiesta dell'allora presidente Getulio Vargas . Egli è l'autore della lettera dell’ inno di Piauí .

Apparteneva al Piauiense Accademia di Letteratura, il cui patrono era Padre Leopoldo Damasceno Ferreira.

Luiz Guilherme Leite Ribeiro disse che  Costa e Silva era orribilmente brutto, un fattore negativo che influenzò notevolmente la sua carriera:

Suo figlio, Alberto da Costa e Silva, fu  un noto diplomatico, autore, storico e membro della Accademia Brasiliana di Lettere. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Camões. .

Operer:Blood (1908), Elegy Eye,, Poesia della Natura, Clepsydra, Zodiac (1917), Verhaeren (1917), Pandora (1919), Veronica (1927), Alhambra (1925-1933), postuma incomp., Antologia (raccolta di poesie pubblicata nel corso della sua vita - 1934), Complete Poems (1950), una raccolta postuma.

 

FILATELIA
BRASILE  Anno  1985 (1786) (poesia “As Arvores”)

 

COSTENCO  NICOLAI

(Moldavia)

 

Nato il 21 dicembre 1913 a Chişinău e ivi morto il  29 luglio 1993.

Dopo la nascita i suoi nonni materni, Gheorghe e Libeada, lo portarono a  Cihoreni.

Ha lavorato per il giornale  “Viata Basarabiei”  dal 1934 al 1940. Nel 1941 fu deportato in Siberia perché sosteneva che non c'è differenza tra la lingua moldava e la lingua rumena.

Ottenne il Premio della Repubblica Moldava nel  1988.

Opere: Poezii (1937), Ore (1939), Cleopatra (1939), Severograd, 1963, Norocul omului, 1965), Serghei Lazo, 1967), Poezii alese (1957), Poezii Noi (1960), Versuri (1963), Mugur, Mugurel (1967), Poezii SI poème (1969), Poezii SI poème (1983), Euritmii (1990), Elegii pagane (1998).

 

FILATELIA

MOLDAVIA  Anno 2003 (413)

 

COUPERUS LOUIS MARIE ANNE

(Olanda)

E’è stato uno scrittore e poeta olandese una delle figure più importanti della letteratura olandese.

Nato a L'Aia, il 10 giugno 1863. Morto il 16 luglio 1923.

Couperus nacque in una famiglia aristocratica. Trascorse gran parte della sua infanzia nelle Indie Orientali Olandesi e frequentò la scuola a Batavia (oggi Giacarta, in Indonesia). Molti membri della sua famiglia erano funzionari del governo locale. Tornata all'Aia nel 1878, pubblicò alcuni libri di poesie che ottennero poco successo e poca attenzione dalla critica. Couperus arrivò alla fama con la pubblicazione del suo primo romanzo, Eline Vere (1888), un romanzo naturalista ispirato alle opere di scrittori francesi come Émile Zola e Gustave Flaubert. Il suo romanzo del 1891, Noodlot (Il destino), fu molto ammirato da Oscar Wilde e molti hanno notato delle somiglianze tra questo romanzo e Il ritratto di Dorian Gray di Wilde.

Couperus diventò molto famoso con i suoi romanzi Majesteit (Maestà, 1893) e Wereldvrede (Pace del mondo, 1895), entrambi ambientati nell'Europa moderna minacciata dall'anarchismo. Anche la sua favola Psyche (1898) è stata ristampata spesso. Metamorfoze (1897), una velata autobiografia, non ebbe grande successo, nonostante la bella rilegatura Art Nouveau disegnata da Jan Toorop.

Tra le ultime opere di Couperus ci sono De Stille Kracht (La forza silenziosa, 1900) e De Berg van Licht (La montagna di luce, 1906).

 I suoi romanzi psicologici, come De Boeken der Kleine Zielen (I romanzi delle piccole anime, 1901-1902) e Van Oude Menschen, de Dingen, die Voorbij gaan... (Vecchie persone, le cose che passano..., 1906), ebbero molto successo nei paesi anglofoni dopo la prima guerra mondiale. I suoi romanzi storici erano famosi in Germania. I suoi libri sono stati tradotti in molte altre lingue, come il francese e l'italiano, le lingue scandinave, l'ungherese, il ceco e negli ultimi anni persino l'urdu. I libri di Couperus richiamarono l'attenzione sia all'estero sia nei Paesi Bassi calvinisti. Nel 1923 gli è stato conferito il Premio Tollens.

La sua produzione è formata da oltre sessanta opere.

Couperus sposò sua nipote Elisabeth Baud (figlia di una sua cugina) nel 1891. Si stabilirono a Venezia, dove rimasero fino al 1910, e cominciarono a viaggiare per tutta l'Italia.  Couperus e sua moglie vissero la maggior parte della loro vita in alberghi e ville, seguiti da  enormi bauli e casse. Nel  1891 si  stabilirono a Venezia, dove rimasero fino al 1910, e cominciarono a viaggiare per tutta l'Italia. Couperus probabilmente era omosessuale ma le rigide convenzioni dell'epoca e la sua natura timida lo trattennero dallo scegliere di vivere una vita consona alla sua natura. Anche i pettegolezzi dell'epoca e la scelta di soggetti omoerotici (Oscar Wilde, Eliogabalo, lottatori sulla riviera) suggeriscono che Couperus fosse omosessuale. Dopo la sua morte, la moglie fece sparire tutte le lettere e altri riferimenti alla vita privata del marito.

Arguto narratore e fine commentatore, Couperus continuò a pubblicare con grande successo di critica e vendite fino alla morte per sepsi nel 1923.

 

FILATELIA

OLANDA Anno 2001 (1840), 2013

 

 

 

COURTELINE GEORGES

(Francia)

 

Pseudonimo di  Georges Moineaux,  nacque a Tours il 25 giugno del 1858 e morì a Parigi il 26 giugno del 1929.

Figlio di Jules Moineaux, un autore di commedie brevi, di libretti d’opera, ricordato per i Tribunali comici, ebbe dal padre la spinta verso temi che gli furono congeniali, in particolar modo per la buffa vicenda della giustizia.   

Giovanissimo, esordì nella letteratura dirigendo fin dal 1881  una rivista, “Paris-moderne”, che ebbe vita assai breve. Scrisse bozzetti divertenti che con umore sapido e pungente colgono gli aspetti caricaturali degli individui.  Acuto osservatore, utilizzò i suoi ricordi di caserma per scrivere  L’allegro squadrone (1886) e Il 51° Cacciatori (1987) e le sue osservazioni sulla società in cui viveva per comporre Il treno delle 8 e 47 (1888), Lidoire (1891) e trasse spunti dalla sua vita di impiegato, utilizzandoli nel libro Quelli dalle mezze maniche (1893) nel quale sono descritti squallidi ambienti burocratico-ministeriali e caricature di dirigenti e impiegati.

La conoscenza del carattere delle donne e degli uomini lo spinse a scrivere per il teatro, dettandogli la commedia Le mogli di amici.

Courteline si dedicò al teatro scrivendo commedie in cui la satira non elude trovate umoristiche, Tra le sue commedie eccellono Boubouroche (1893), Un cliente serio (1897), Il carabiniere è senza pietà  (1899), Il commissario è un bonaccione  (1899), L’articolo 330 (1900), Le marionette della vita (1901), La conversione di Alceste (1905). Le sue opere teatrali si chiusero con I capi scarichi del 1912.

Nel 1926 fu eletto membro della Accademia Goncourt.

Courteline può essere definito il cantore dell’umanità mediocre e sbiadita del primo Novecento.

 

FILATELIA

FRANCIA  Anno 1979  (2031 A)

 

 

 

Courtenay Arthur Bryce

(Australia)

 

Nato  Montagne Lebombo nel Sud Africa il 14 agosto 1933.

Naturalizzato australiano è considerato uno degli autori di maggior successo commerciale in Australia.

Courtenay ha trascorso gran parte della sua infanzia in un piccolo villaggio del Sud Africa  nella provincia di Limpopo .

Nel 1955, mentre studiava giornalismo a Londra, incontrò la sua futura moglie, Benita, con la quale emigrò in Australia. Si sposarono nel 1959 e ebbero tre figli, Brett, Adam e Damon che morì in giovane età per leucemia. .

Courtenay entrò nel settore della pubblicità e per 34 anni è stato il direttore creativo di McCann Erickson, J. Walter Thompson & George Pubblicità Patterson.  

Dopo il divorzio  dalla moglie e la morte del figlio, si ritirò a vivere a Bowral nel Nuovo Galles del Sud con una nuova compagna.

I suoi romanzi sono principalmente ambientati sia in Australia, suo paese adottivo, sia in  Sud Africa, suo paese nativo.

 Il suo primo libro, La forza del singolo, è stato pubblicato nel 1989 e, nonostante i timori di Courtenay, secondo cui non avrebbe mai venduto, è diventato rapidamente un best-seller.

Dalla storia  è stato tratto un film, e una edizione per bambini.

Courtenay ha ottenuto diversi riconoscimenti tra cui la nomina a Membro dell'Ordine d'Australia (AM) (1995) , in riconoscimento del servizio di pubblicità e marketing  e la laurea honoris causa, in Lettere nel 2005 dall’Università di Newcastle.

Scrisse: Tra le sue opere: La forza del singolo (1989) , Tandia (1992), ) Il Paese Notte (1998), Biancospino (2005,) La fabbrica di patate (1995), Tommo & Hawk (1997), Canzone di Salomone (1999,) The Persimmon Tree (2007) L'albero di cachi (2007), Fishing for Stars (2008) Pesca Stars (2008), ] Una ricetta per Dreaming (1994), Il Padellino Famiglia (1997), Jessica (1998) ) Cafe Smoky Joe (2001) ) Quattro Fuochi (2001) ) Cat Matthew Flinders ' (2002) ) Fratello di pesce (2004), Sylvia (2006), 09) La storia di Danny Dunn (2009), La fortuna di Cookie (2010), Pesce d'Aprile Day (1993).

 

FILATELIA

AUSTRALIA  Anno 2009 (3208/9)

 

COURTHS-MALHER  HEDWIG

(Germania)

 

Nasce a Nebra/Unstrut il 18 febbraio del 1867. Muore il 26 novembre del 1950 a Tegernsee, Bavaria.  

Nata Ernestine Friededrike Elisabeth Mahler, usò diversi pseudonimi: Relham, H.Brand, Gonda Haak, Rose Bernf.

Scrisse il suo primo romanzo all’età di 17 anni e divenne subito celebre.  Prima di morire scrisse 207 novelle.

Opere: Die wilde Ursula (1912), Die Bettelprinzeß (1914), Griseldis (1916), Ich will (1916), Meine Käthe (1917), Eine ungeliebte Frau (1918), Die schöne Unbekannte (1918), Der Scheingemahl (119), Was Gott zusammenfügt, unbekannt, Die Flucht vor der Ehe ( 1934).

 

FILATELIA

GERMANIA  1992  (1446)

 

 

COUSINS  LUCY

(Gran Bretagna)

 

Nasce a Reading, Gran Bretagna nel 1964.

Dopo un corso di studi nell’Università di Canterbury, si diploma in disegno tecnico presso il Politecnico di Brighton, dove segue i corsi di grafica del celebre illustratore Raymond Briggs. In seguito è  allieva di Quentin Blake presso il Royal College of Art. Durante questo periodo presenta il progetto di un libro a due tinte con soggetto un pinguino ad un concorso patrocinato dalla Macmillan UK, e ottiene il secondo premio. È il suo primo libro ad essere pubblicato.

Durante gli anni universitari sviluppa pure l’idea  di comporre libri pop-art interattivi aventi per soggetto animali e dopo vari tentativi inventa il suo personaggio principale, uno topo simpatico, Maisy,  che pubblica in album nel 1990, ottenendo subito un vasto successo letterario nel mondo dell’infanzia. Il personaggio divenne popolare presso i bambini in età prescolastica per la sensibilità del disegno, i colori vivaci e l’aderenza al loro mondo fantastico. 

Ha ottenuto diversi premi; ha illustrato oltre 40 libri, pubblicati da editori inglesi e di altri paesi. Il suo personaggio Maisy nel 1990 è approdato sul piccolo schermo in cortometraggi televisivi.

L’illustratrice oggi vive in una casa di campagna, in compagnia dei quattro figli. L’ambiente più adatto per il suo estro creativo.

Lo stile delle sue illustrazioni che maggiormente attira l’attenzione dei piccoli lettori riunisce humor, fantasia ed elementi quotidiani del mondo a cui si rivolge.

 

FILATELIA 

GRAN BRETAGNA  2006 (2719)

 

 

COWLEY JOY

(Nuova Zelanda)

 

Nato a Levin, Nuova Zelanda nel 1936.

Scrittrice di libri per bambini, vive nel suo ranch di 135 acri a Marlborough Sounds, Nuova Zelanda.

Ha ottenuto la medaglia commemorativa per il servizio di letteratura per l’infanzia e l'Ordine dell'Impero Britannico e, nel 1993, ha ricevuto la laurea in lettere honoris causa  dalla  Massey University.

Ha scritto storie, esercizi e programmi di lettura che vengono utilizzati a livello internazionale. Le sue storie sono emozionanti, piene di avventure e di personaggi dal carattere stravagante come Huggles, il Jigaree, e la Meanies. Uno dei suoi più noti personaggi è Mrs Wish che ha venduto più di 40 milioni di copie.

Tra le sue opere: i romanzi per bambini, The Silent One e Bow Down Shadrach (entrambi vincitori del Children's Book of the Year Award e  Il formaggio Trap , che vinse il Picture Book of the Year Award nel 1996.

A questi si aggiungono opere per adulti, romanzi e racconti. Nel 1996, lei e suo marito, il fotografo Terry Coles, hanno collaborato ad un libro di riflessioni spirituali.

Nel suo tempo libero Joy cura gli hobby preferiti: lavori a maglia, di filatura e tessitura,  pesca e modellismo. Vive a Picton, Nuova Zelanda.

 

FILATELIA  

NUOVA ZELANDA  Anno 1996 (1713), Anno  1999,

 

 

 

CREANGA JON

(Romania)

 

Appartenente ad una modesta famiglia della piccola borghesia rurale moldava, Jon Creanga nasce ad Humulesti il 10 giugno 1837.

I genitori, di formazione religiosa, spingono il giovane ad intraprendere la carriera ecclesiastica. Dopo essere stato consacrato pope di una chiesa ortodossa di Jasi, Creanga, giovane di indole alquanto indisciplinata e ribelle,  viene sospeso dall’incarico e allontanato a causa del suo comportamento giudicato eccessivamente laico. In un primo tempo si dedica all’insegnamento, per presto ripiegare sul mestiere più redditizio di tabaccaio, senza peraltro abbandonare la sua passione per la scrittura, in particolar modo per la poesia.

Entrato a far parte della Società letteraria “Junimea” di Jasi, incontra il poeta Eminescu che nel 1875 lo introduce nel ristretto cerchio degli scrittori raggruppati intorno alla rivista “Convorbiri Literare” (Conversazioni letterarie). Tra i due nasce una solida amicizia ed Eminescu, intuito l’estro poetico del giovane e il suo talento di narratore orale, lo spinge a ‘tradurre’ in prosa le sue idee e le trame dei suoi immaginari racconti.

A trentasei anni, dopo la pubblicazione della sua opera Soacra cu trei nurori (La suocera con tre nuore) viene annoverato fra i maggiori narratori rumeni del momento.

L’opera che gli conferisce più fama è Ricordi d’infanzia (Amintirile din copilârie), un romanzo autobiografico, pubblicato nel 1880. In esso Creanga parla della sua nascita, della sua infanzia spensierata e libera, birichina e lieta. A spingerlo verso lo studio non fu tanto il padre, un uomo legato alla terra, indifferente alla cultura (era solito dire che se tutti studiassero, nessuno più lavorerebbe la terra) quanto la madre che, fiduciosa nell’intelligenza del figlio lo invia nel villaggio di Brosteni per frequentare la scuola locale.

Ma la nostalgia per la casa lontana lo spinge a fuggire dalla pensione di una povera donna di cui era ospite per ritornare dai suoi. Creanga, ormai adolescente, viene successivamente inviato sempre dalla madre alla scuola  catechistica di Folticeni dove trascorre il tempo tra studi, vita comune con i compagni, scherzi e baldorie. Soppressa la scuola, Creanga si trasferisce nel seminario di Socola per continuare gli studi di teologia. Deve, pertanto, abbandonare definitivamente i luoghi dell’infanzia a lui tanto cari e diventa un giovane serio, sebbene poco convinto dei programmi di studio sino ad allora seguiti.

Creanga svolge una intensa attività di scrittore fino al 1883. Poi, per ragioni di salute, soffriva di epilessia, si allontana da ogni occupazione letteraria.        

Muore a Jasi il 31 dicembre del 1889.        

Ricordi d’infanzia, oltre ad elementi biografici, comprende racconti, aneddoti, descrizioni accurate di tipi di contadini rumeni, colti con finezza, arguzia e umorismo, illustrati con semplicità e descritti attraverso una lingua ricca, armoniosa e viva.

Maestro nato, Creanga ha lasciato ai giovani un patrimonio fiabesco, Povesti (Fiabe), ricco di impressioni e avvincente. Le sue fiabe sono tratte dal patrimonio folkloristico-popolare con temi tratti dalla vita e dal comportamento degli animali, del mondo eroico rumeno, delle leggende. Le fiabe si impongono per il mondo fantastico, per i caratteri dei personaggi, per l’humour che le anima.

Creanga può essere considerato come uno dei massimi narratori rumeni. In lui si avverte una somiglianza con Rabelais a causa del comico presente nella sua opera, per la sua visione del mondo.  Per lui l’esistenza è pensata come una continua festa, basata sulla materialità. La sua lingua è scorrevole e l’impatto col lettore immediato       

 

FILATELIA 

ROMANIA 1937 (511/4), 1958 (1566), 1964 (2019), 1965 (2132), 1982 (3405, 3407, 3409), 1989 (3849) .