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Dabrowska
Maria
(Polonia)
Nata a Rusow il 6 ottobre del 1869.
Muore a Varsavia il 19 maggio del 1965.
Nata in una famiglia appartenente alla piccola
nobiltà polacca, dopo gli studi primari frequenta l’università di Varsavia
dove segue corsi di sociologia e di economia politica, che amplia a
Losanna e a Bruxelles. Sposatasi in Belgio, fa ritorno nel 1914 nel suo paese
dove si dedica ad attività sociali, in particolar modo si occupa del movimento cooperativista. In diverse opere a carattere sociologico, come Finlandia
paese modello della cooperazione (1913) e La realizzazione della riforma
agraria (1920), espone le sue idee riformiste.
Nelle opere si rivela come scrittrice di
talento, usando un linguaggio elegante, scorrevole, accessibile a tutti.
Scrisse anche racconti brevi raccolti nel
volume Ludzie stamtad (1925) e il romanzo Giorni e notti del
1932/1934 che risulta essere il
suo capolavoro.
L’opera è divisa in quattro parti: Il sorriso dell’infanzia,
Affetti perenni, Amori, Il vento negli occhi, in cui descrive la decadenza
di una famiglia rurale. Si tratta di uno spaccato psicologico e un penetrante in
cui descrive la società media della Polonia e i movimenti rivoluzionari degli
agricoltori. Altre opere note: il romanzo
Segnali di vita (1938) e una raccolta di racconti brevi
pubblicata nel 1955.
FILATELIA
POLONIA Anno 1969
(1834)

DACICKY MIKULAS HESLOV
(Cecoslovacchia)
Nato nel 1555. Morto nel 1626.
Studioso del latino, della letteratura, della legge e dell’economia, visse una
vita spensierata con l’eredità lasciatagli dal padre. Solo in età matura si
dedicò agli studi, interessandosi di cronache legate alla città di Kutnà Hora.
Pubblicò nell’opera Pameti (Memorie) annotazioni di suoi predecessori e
le continuò con suoi interventi fino al momento della morte. Le Memorie
contengono spunti storici sulla città e informazioni sul lavoro minerario della
zona; appunti sulla legge medievale, descrizioni di cerimonie e riti vari, la
peste e altri eventi di cui fu testimone.
Autore di poesie, tra cui molte satiriche, le raccolse e pubblicò in volume.
Spirito bizzarro e irrequieto, espresse l’ansia latente nel ristagno spirituale
dell’”età di Veleslavin” che vide spegnersi il modesto umanesimo boemo.
La raccolta delle sue poesie, pubblicata nel 1620, in un volume intitolato
Prostoparvda (La verità pura ve semplice) presenta, in un aggrovigliarsi di
composizioni eterogenee, versi allegorici, mistici e realistici, pervasi ora da
spirito religioso e moralistico, ora da un’aspra ironia.
FILATELIA
REPUBBLICA CECA Anno 2005 (398)

Dadiani Shalva
(Georgia)
Nato a Zestaponi nel 1874. Morto nel 1959.
Romanziere, drammaturgo, e attore di teatro.
Nacque a Zestaponi, Georgia occidentale (allora Kutais Governatorato di Imperial
Russia), nella famiglia di uno scrittore e traduttore, il principe Nikoloz
Dadiani (1844-1896), membro della nobile famiglia Dadiani..
La sua prima raccolta di poesie apparsa nel 1892, fu seguita da una serie di
brevi racconti pubblicati nella rivista “Iveria” verso la fine del 1890, mentre
la carriera teatrale ebbe inizio nel 1893, quando divenne uno stretto
collaboratore di V. Aleksi-Meskhishvili presso il Teatro Kutaisi.
Nel 1908, costituì gruppo teatrale itinerante col compito di propagandare la
rivoluzione in diverse città della Georgia, Baku e Novorossijsk, mettendo in
scena, tra gli altri lavori, la commedia di Gorki L'Ultima, censurata
dalle autorità russe. Al tempo stesso, si impegnò trattando temi legati a
vicende storiche del passato.
Dopo la creazione del dominio sovietico in Georgia (1921), le sue opere furono
o tacitamente ostili al nuovo regime, o di carattere apolitico..
Dadiani non lasciò mai che la sua ingenuità e irruenza narrativa e i fermenti
di ribellione mettessero in pericolo il suo futuro. Infatti, in scritti
successivi cominciò a glorificare le idee di Stalin.
FILATELIA
URSS Cartolina postale

DAHL ROALD
(Inghilterra)
Nato a Llandaff, Galles, il 13 settembre 1916, muore il 23 novembre 1990.
Dopo un'infanzia e un'adolescenza segnate dalla morte del padre e della
sorellina Astrid, consumato dalla severità e dalla violenza dei sistemi
educativi dei collegi inglesi, riesce da solo a trovare le forze per andare
avanti
Prima di diventare scrittore a tempo pieno, Roald Dahl si adegua ai lavori più
strambi. A 18 anni, appena terminata la scuola superiore, si trasferisce
addirittura in Africa, presso una compagnia petrolifera. Partecipa alla Seconda
guerra mondiale con l’incarico di pilota d'aereo e scampa per miracolo ad un
terribile incidente. Combatte anche in Grecia, Palestina e Siria, finché le
conseguenze dell'incidente non gli impediscono di continuare a volare.
Negli ultimi tempi della sua vita è duramente attaccato dalla stampa per le sue
posizioni antisemite, reazionarie e misogine.
Personaggio controverso, descritto come un diseducatore per la misoginia dei
suoi libri, oppure come uno scrittore meraviglioso per l'infanzia, eroe di
guerra, un padre che non si era dato pace finché non era riuscito a salvare il
figlio Teo, inventando una valvola speciale per la cura dei bambini idrocefali.
Roald è un tipo singolare. Usa sempre carta e matita per scrivere. La sua
giornata lavorativa inizia attorno alle 9 e 30, verso le 10 e 30 prende una
pausa-caffè, riprende a scrivere fin verso le 12 e solo verso le 16, dopo il
pranzo, la lettura dei quotidiani eccetera, riprende a scrivere per un altro
paio d’ore.
Dopo il congedo, Dahl si trasferisce negli Stati Uniti e lì scopre la sua
vocazione di scrittore. Nel 1942 incontra C. S. Forester, autore di Captain
Hornblower, che l’avrebbe condotto sul sentiero della nuova carriera
narrativa. È proprio in quell’anno che un suo scritto sull’esperienza come
pilota è pubblicato con il titolo di Shot down over Libya.
Il primo libro per bambini è The Gremlins, un libro illustrato,
pubblicato nel 1943 (sarà poi portato sullo schermo dalla Disney).
Periodo fecondo della sua vita, questo, condito da decine di aneddoti circa le
sue strane abitudini. Scriveva al chiuso in una stanza in fondo al suo
giardino, avvolto in un sudicio sacco a pelo e sprofondato in una poltrona
appartenuta alla madre. Si dice che in questa sua stanza nessuno avesse mai
potuto riordinare o fare pulizie, con le conseguenze che si possono immaginare.
Sul tavolo, una palla color argento fatta con la stagnola delle tavolette di
cioccolata che mangiò da ragazzo.
Al di là degli aneddoti della sua biografia (come quello che lo descrive
taccagno, pare avesse l'abitudine di acquistare libri in libreria, leggerseli
durante il giorno e la sera riconsegnarli facendosi ridare indietro i soldi
accampando una scusa), restano i libri da lui scritti: Le streghe, Matilda
e centinaia di racconti che hanno fatto la gioia di diverse
generazioni di bambini. Tra gli altri titoli: L'enorme coccodrillo, Un gioco
da ragazzi e altre storie, Gli Sporcelli, Il G.G.G., La fabbrica di cioccolato,
Il grande ascensore di cristallo, La magica medicina, Agura Trat, Danny il
campione del mondo, Sporche bestie, La pesca gigante, Versi perversi, Boy
(racconto autobiografico della sua infanzia e adolescenza), In solitario, Un
gioco da ragazzi, Io, la giraffa e il pellicano, Il dito magico.
La sua vita però è sconvolta da una serie di terribili drammi familiari:
dapprima il figlio neonato subisce una gravissima frattura cranica, in seguito
la figlia di sette anni muore per le complicazioni del morbillo, infine la
moglie Patricia è costretta sulla sedia a rotelle da un'emorragia cerebrale. Lui
stesso deve sottoporsi ad alcune operazioni alla schiena per ferite riportate in
guerra. Nel 1990 la figliastra Lorina muore per tumore al cervello, pochi mesi
prima di lui.
Tornato in Gran Bretagna Dahl acquista una popolarità sempre più vasta come
scrittore per bambini e, negli anni '80, grazie anche all'incoraggiamento della
seconda moglie Felicity.
È stato anche sceneggiatore di film tratti dai suoi racconti.
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, del 1971 per la regia di Mel
Stuart (tra gli attori interpreti: Gene Wilder, Jack Albertson, Ursula Reit,
Peter Ostrum e Roy Kinnear), è una curiosa storia dove il proprietario di una
fabbrica di cioccolato bandisce un concorso: i cinque bambini vincitori potranno
entrare nella misteriosa fabbrica e scoprirne i segreti.
Roald Dahl ha scritto anche libri per adulti, racconti il cui tema centrale è la
sofferenza che nasce dalla crudeltà, la sopraffazione e l'imbarazzo. Libro
autobiografico è Going solo (1984]. Di sé diceva:: “Gli adulti sono
troppo seri per me. Non sanno ridere. Meglio scrivere per i bambini, è l'unico
modo per divertire anche me stesso”.
Ritiratosi in una grande casa di campagna, lo scrittore muore il 23 novembre
1990 di leucemia.
FILATELIA
GIBILTERRA Anno
2010, INGHILTERRA Anno 1993, 2006, 2008, 2010, 2012, 2013, SVEZIA 2000.
      
DAISNE HERMAN THIER detto Johan
(Belgio)
Scrittore di lingua fiamminga, nato a Gand il 2 settembre del 1923 e ivi
morto il 2 agosto del 1978.
Studia economia e lingue slave presso l’Università di Gand e si laurea nel 1936
in Scienze commerciali. Nel 1942 è nominato Bibliotecario Capo a Gand.
Nel 1936 pubblica una prima raccolta poetica cui seguono Gojim (1939),
De Trapvan steen en wolken (1942), le poesie Il libro dei sette viaggi
(1947); i racconti Incontro al solstizio (1966), in cui mescola elementi
mitici e irazionali alla realtà contemporanea, e il romanzo L’uomo con i
capelli corti (1947), (da cui fu tratto un film), e nel 1971 pubblica Il
dizionario filmografico della letteratura mondiale (1971).
Rappresentante del ’realismo magico’, scrisse nove romanzi e una sessantina di
racconti, quattro drammi tra cui Tijne van Berken, una raccolta di poemi
e alcune opere legate al mondo del cinema, nonché una storia della letteratura
russa.
FILATELIA
BELGIO Anno 2004 (3314)

Daisojo Gyoson
o no Saki
(Giappone)
Nato nel 1055. Morto nel 1135.
Era figlio di
Minamoto no Motohira, un nipote del principe Atsuakira, e un pronipote
dell'imperatore Sanjo. Dopo gli studi viaggiò a lungo.
Era un
yamabushi,
o ascetico di montagna (che a volte viaggiavano armati).
Ha servito
l'imperatore e più tardi divenne il capo della setta Tendai (nota per suoi
scontri violenti).
Fu autore di
poesie.
FILATELIA
GIAPPONE Anno 2010

DAL’ VLADIMIR IVANOVIC
(Russia)
Nato a Lugansk (Ukraina) nel 1801. Muore a Mosca nel1872.
Svolse diversi lavori e mestieri. Fu marinaio, medico militare, impiegato
amministrativo. Di origine danese, visitò spesso la Russia apprendendone la
lingua. gli usi e i costumi.
Fu autore di pittoreschi racconti pubblicati sotto lo pseudonimo di Cosacco di Lugansk Pubblicò Favole russe (1832), Fatti e frottole (1833/39)
in quattro volumi, una serie di racconti come Bikej e Mauljanan(1834),
Il cosacco degli urali (1842), L’attendente (1845) che lo
consacrarono come il massimo rappresentante della narrativa folcloristica russa.
Curò numerose raccolte di favole e di proverbi russi, oltre trentamila
(1861/62). La sua opera fondamentale è il Dizionario esplicativo del russo
parlato (1861/7).
FILATELIA
Russia Anno 1976 (4297), RUSSIA
2001 (BF)
DALCHEV ATANAS
(Bulgaria)
Nato nel 1904. Morto nel 1978.
Poeta e traduttore. Appartiene alla generazione della poesia nata tra le due
guerre, tendente a distaccarsi dai sogni astratti del simbolismo per
riaccostarsi alla realtà concreta della vita quotidiana e della lotta politica.
Pubblicò una serie di frammenti aforistici, più tardi raccolti nel volume
Versi e frammenti (1974).
Dalchev è uno dei più noti poeti moderni bulgari. Poco noto in vita, questo
poeta aderì alla corrente poetica imagista opponendosi all'estetica del
simbolismo che dominava la scena poetica bulgara al tempo. Negli anni '50,
quando i poeti erano costretti a scrivere poesie per cantare le lodi del
comunismo, preferì non pubblicare nulla della sua produzione poetica dandosi a
lavori di traduzione dal francese, russo, spagnolo, tedesco.
FILATELIA
BULGARIA Anno 2004 (4010)

DALIN OLOF von
(Svezia)
Nato il 29 agosto del 1708 a Vinberg. Morto a Drottningholm nel 1763.
Figlio di un pastore protestante, studiò all’Università di Lund. Nel 1726
ottenne un incarico pubblico a Stoccolma e sotto il patrocinio del Barone Claes
Ràlamb fece rapidamente carriera, anche in virtù della sua intelligenza. Nel
1733 creò al settimanale “Argus” sul modello dello “Spectator” di Joseph Addison.
Nel 1736 pubblicò un saggio, Pensieri di critica (1736).
Dal 1739 al 1740, per allargare i suoi orizzonti culturali il barone Ràlamb lo
inviò in compagnia di suo figlio in un viaggio attraverso la Germania e la
Francia.
Nel 1751, dopo l’elezione di Adolfo Federico al trono, divenne tutore del
figlio, il futuro Gustavo III. La vita di corte e il suo attaccamento alla
regina lo coinvolse in intrighi politici ben lontani dal campo letterario.
Ricoprì l’incarico di tutore fino al 1756, quando fu arrestato col sospetto di
aver preso parte ad un complotto contro lo Stato. Fu processato, assolto ed
esiliato.
Durante tale periodo scrisse La storia del regno svedese (1747-62) in
vari volumi, ordinando sistematicamente il materiale raccolto in precedenza.
Nel 1761 fu riammesso a corte. Tuttavia, durante l’esilio, il suo spirito e la
salute si deteriorarono, al punto di distruggere durante un momento di sconforto
parte dei suoi appunti e lavori. Il 12 agosto morì nella sua casa di
Drottningholm.
Nel 1967 furono pubblicati in sei volumì versi, epigrammi, anagrammi, satire e
poesie e altro materiale.
Interessanti sono le opere drammatiche da lui scritte, in particolar modo la
commedia Den afvundsjuke (Uomini invidiosi, 1738); la tragedia
Brunilda (1759) un dramma pastorale in tre scene sul re Adolfo Federico di
ritorno dalla Finlandia.
Da ricordare ancora La favola del cavallo (1784), una storia
didattico-parodistica in cui il cavallo simboleggia il popolo, e i suoi padroni
rappresentano i vari sovrani svedesi della metà del secolo XVI, inizio del XVII.
L’opera ricorda Swift.
FILATELIA
SVEZIA Anno 2008 (2609)

Dalton Roque
(San Salvador)
Nato a San Salvador il 14 maggio del 1935. Morto a Quetzaltepeque il 10
maggio 1975.
Di famiglia agiata, ricevette un’ottima educazione in una scuola di Gesuiti e
poi fu inviato a studiar legge all’Università nazionale del Cile. Durante gli
studi sviluppò un grande interesse per il socialismo.
Nel 1959/60 prese parte attiva a favore della rivolta contadina contro i grandi
proprietari terrieri. Fu arrestato e condannato a morte. Le sentenza non venne
eseguita a causa della fine della dittatura di José Maria Lemus.
Tornato a El Salvador, fu accettato dalla Scuola di Legge dell’Università e nel
1955, assieme al poeta guatemalteco
Otto René
Castillo fondò un Circolo letterario universitario.
Nel 1961 per ragioni politiche dovette recarsi in esilio a L'Avana, dove fu
accolto con favore nella Casa de las Américas, un ritrovo per molti esiliati
scrittori latino-americani di sinistra.
Trascorse anche un periodo di esilio in Messico nel 1961, durante il quale
pubblicò raccolte di poesie, Ventana en el Rostro (19612) e El turno
del ofendido (1962).
Ritornato clandestinamente a El Salvador nel 1965, fu presto catturato,
imprigionato e condannato a morte. Attese l'esecuzione a Cojutepeque, ma ancora
una volta fu miracolosamente salvato. Un improvviso terremoto e la caduta di
una parete della sua cella gli permisero la fuga. Trovò rifugio a Cuba.
Fu inviato a Praga come corrispondente dell”International Rewiev”, rivista che
trattava temi di pèace e colonialismo, per partecipare alla modifica
dell’Internazionale socialista. Cominciò a scrivere poesie e opere politiche. Di
tale periodo parla nel libro Taverna e in altri luoghi.
Nel 1970 Roque
Dalton era diventato una figura riconosciuta nel movimento di sinistra di San
Salvador..
Tentò di prendere parte attiva alla lotta, partecipando a campi di
addestramento militare a Cuba. Ma quando si sentì pronto la sua domanda venne
respinta con la motivazione che il suo ruolo nella rivoluzione era quello di
poeta, e non di soldato. Nel 1975 una fazione militare dell’Esercito
Rivoluzionario del Popolo (ERP) lo accusò ingiustamente di aver cercato di
dividere la loro organizzazione e lo condannò a morte. Morì a Quetzaltepeque il
10 maggio 1975, quattro giorni prima del suo quarantesimo compleanno..
FILATELIA
EL SALVADOR Anno 2005 (1601)

DAMI Elisabetta
(Italia)
Nata a Milano.
Figlia dell'editore per l'infanzia Piero Dami (fondatore nel 1972 della Dami
Editore), è tra gli scrittori italiani per l'infanzia più noti nel mondo, grazie
alla serie di libri sul topo giornalista Geronimo Stilton, pubblicati dalle
Edizioni Piemme e tradotti e pubblicati anche all'estero: in Francia sono
pubblicati dalla Albin Michel Jeunesse, in Spagna dalla Editorial
Planeta, negli Stati Uniti dalla Scholastic.
I libri pubblicati non riportano il nome della Dami come autrice, ma si immagina
che siano opera dello stesso Stilton.
Nel 2004 si è conclusa una controversia legale con accordo tra le parti: il
cognome del topo, Stilton, è infatti il nome di un formaggio inglese, e The
Stilton Chease Maker Association. L’azienda produttrice di questo formaggio con
sede in Surbiton, aveva deciso di fare opposizione all’utilizzo del nome.
A parte il lavoro, la Dami ama effettuare attività ed esplorazione avventurose:
ha scalato il Kilimangiaro, ha effettuato trekking in Nepal, maratone nel
deserto, lanci con il paracadute, ed inoltre ha il brevetto di pilota.
Il ciclo di libri scritti intorno al personaggio inventato da Elisabetta Dami si
divide in alcune collane: Storie da Ridere; Top-seller;
Barzellette; Supermanuali; I misteri di Ficcanaso Squitt;
Avventure estreme; Segreti & segreti di Pissipissy Rattazz;
Avventure nel tempo; I libri di Tea Stilton; Tea Sisters fumetti;
Vita al college: Avventure al college di Topford; I mini
misteri; Gatti pirati; Cronache del regno della fantasia;
Principesse del regno della fantasia; Supereroi; Grandi libri;
I primi libri; I piccoli libri; Grandi storie; Libri
parlanti; Libri zainetto; Mondo coniglio.
(da Internet)
FILATELIA
ITALIA Anno 2010

Danchet Antoine
(Francia)
Nato
a Riom il 7 settembre 1671.
Morto
a Parigi il 21 febbraio 1748.
Drammaturgo, poeta e librettista , studiò inizialmente a Riom e successivamente
a Parigi presso i Gesuiti.
Dopo un periodo di insegnamento di retorica a Chartres, divenne precettore a
Parigi. Durante tale periodo fu processato in quanto esisteva una
incompatibilità tra l’educazione cristiana della gioventù e il teatro.
Dopo il processo
abbandonò
l’insegnamento per dedicarsi al teatro, producendo libretti per compositori,
tutti coronati dal successo.
Molte delle sue tragedie sono imitazioni di Racine.
Membro dell’Académie des belles lettres, fu eletto nel 1712 alla
Académie Française, sotto la protezione di Ferriol e di Tencin. Su tale elezione
Volltaire scrisse epigrammi satirici.
La raccolta Il teatro di Mr. Danchet, pubblicato
nel 1751 (4 volumi), contiene, oltre alle opere teatrali anche odi, cantate,
epistole.
L’8 agosto 1758 fu rappresentato
per la prima volta il balletto
"Les
fêtes d'Euterpe.
Scritte
in collaborazione con Moncrif et Favart.
.Nel 1781, Mozart compose l’Idomeneo,
su libretto di Antoine Danchet.
Opere: Apollo e Dafne(1698),
Hésione
( 1700.
Sion
(1700), Tancredi (1701), Les
Tyndarides (1708),.
Le veneziane
(1710),.
Idomeneo
(1712, Les Héraclides , (1719),
Nitétis (1724)
FILATELIA
SIERRA LEONE Anno 1991 (1372),
TANZANIA Anno 1992 (862)

Dangarembga Tsitsi
(Zimbabwe)
Nata in Rhodesia (ora Zimbabwe) nel 1959.
Tzitzi Dangarembga nacque a Mutoko. Lì ha iniziato i suoi studi che continuò
in seguito nella scuola missionaria della città di Mutare. Concluse però gli
studi in Inghilterra, dove era emigrata con la famiglia. Laureandosi alla
Cambridge University in medicina. E’ poi ritornata definitivamente nel suo
paese, dprese la laurea in psicologia.
Nel suo paese ha fatto parte di una compagnia teatrale universitaria e nel 1983
ha diretto una commedia dal titolo The Lost of the Soil ed è divenuta una
dei componenti più attivi del gruppo teatrale Zambuko, diretto da Robert McLaren
ed ha partecipato alla produzione di due opere intitolate Katshaa! e
Mavambo.
In questo periodo ha anche iniziato la sua attività di scrittrice, pubblicando
nel 1985 in Svezia una raccolta di racconti dal titolo The letter. Nel
1987 ha invece debuttato con un testo teatrale, She no longer weeps
scritto nella sua lingua madre. Questo lavoro le procurò un enorme successo e la
sua notorietà era già internazionale quando nel 1989 pubblicò il suo primo
romanzo Nervous conditions (L’altra me) con il quale vinse la sezione
africana del Commonwealth Writers Prize.
Successivamente ha svolto studi da regista in Germania presso la Deutsche Film
und Fernseh Akademie. In quel periodo ha prodotto numerosi film e documentari
per la televisione tedesca e ultimamente è stata autrice e regista di
Everyone's Child con il quale ha preso parte a numerosi festival
internazionali e che è stato premiato al Dublin Film Festival.
Nel 2005 ha vinto il primo premio per il migliore cortometraggio al Festival del
cinema Africano di Milano con Kare Kare Zvako; l'autrice ha rielaborato
una storia della tradizione orale shona, costruendo un linguaggio originale e
potente, oltre che ironico e suggestivo.
The Book of Not: A Sequel to Nervous Conditions è il titolo del suo
secondo romanzo (da Internet. Wikipedia)
FILATELIA
LA GUINEA BISSAU Anno 2009.

Danilevsky Grigory Petrovitch
(Russia)
Nato nel 1829. Morì nel 1890.
Scrittore russo, è noto per il romanzo storico Mirovitch, anche se si prese
ingiustificabili libertà nel tratteggiare i personaggi dell’epoca di Caterina
II e quelli dei periodi precedenti e seguenti.
Minor successo ebbe il romanzo seguente La principessa Tarakanoff,
storia di una presunta figlia dell’imperatrice Elisabetta.
FILATELIA
UKRAINA Anno 1999 Cartolina postale

DANNAY FREDERIC (pseud.
Ellery Queen)
(U.S.A.)
Dannay (nato nel 1905 e deceduto nel 1982) assieme a Lee Manfred, (nato nel
1905 e deceduto nel 1971) sotto lo pseudonimo di Ellery Queen furono autori
di una serie di romanzi gialli.
La lunga collaborazione tra i due giallisti iniziò con Il mistero del
cappello (1929) e da quel momento il personaggio-detective Ellery Queen
divenne il protagonista fisso di tutte le inchieste. Il successo spinse i due
autori a creare nel 1941 una rivista, la “Ellery Queen’s Mystery Magazine”, che
ottenne un notevole successo commerciale. Assieme scrissero un centinaio di
storie.
Dannay, da solo, scrisse altre opere sul genere giallo sotto lo pseudonimo di
Daniel Nathan, tra cui The Golden Summer , Le carte scarlatte (1953).
FILATELIA
NICARAGUA Anno 1972 (761), SAN
MARINO Anno 1979 (979)

D’ANNUNZIO GABRIELE
(Italia)
Nacque a Pescara nel 1863. Morì a Gardone Riviera il 1° marzo del 1938.
La vita di D’Annunzio può essere divisa in due fasi: La prima comprendente il
periodo antecedente la grande guerra (1863-1915); la seconda il periodo della
guerra e del dopoguerra (dal 1915 alla morte).
La prima fase non presenta avvenimenti di importanza. Dopo aver completato gli
studi primari nella città natale, passò a studiare al Collegio Cicognini di
Prato (1874). Appena sedicenne pubblicò il primo volume di versi Primo vere
(1879), lodato da Giuseppe Chiarini il quale presagì la grandezza del
giovanissimo poeta.
Nel 1882 si trasferì a Roma per gli studi universitari, ma non conseguì la
laurea. Si diede a frequentare la brigata di artisti e letterati che si riuniva
nella redazione del giornale “Capitan Fracassa”, diretto da Scarfoglio, e in
quella della “Cronaca Bizantina”, diretta da A. Sommaruga.
A diciannove anni pubblicò la seconda raccolta di versi Canto Novo (1882)
e un primo volume di novelle, risultanti da tre raccolte precedentemente
pubblicate Le novelle di Pescara (1902), (comprendenti Terra Vergine
(1882), Il libro delle vergini (1884), Le novelle di San
Pantaleone (1886). Ormai noto, cominciò a frequentare anche i salotti
romani, di cui divenne l’idolo, e si abbandonò alle seduzioni della vita del
mondo aristocratico. Nel 1883 sposò Donna Maria Hardouin, duchessa di Gallese.
Iniziò la sua collaborazione alla “Tribuna” con articoli di cronaca mondana e di
polemica marinara, poi raccolti nell’opera L’armata d’Italia
(1884-1888). Pubblicò le liriche Intermezzo (1884), Isotteo e la
Chimera (1890), le Elegie romane (1893), Il poema paradisiaco
(1893).
Ebbe un duello alla sciabola; una fortunosa navigazione col poeta Adolfo de Bosis da Pescara a Venezia; soggiorni in Abruzzo, presso l’amico pittore F.Paolo
Michetti, dove compose alcuni dei maggiori romanzi: il Piacere (1889),
L’innocente (1892), Giovanni Episcopo (1892), Il trionfo della
morte (1894), Le vergini delle rocce (1896).
Prestò il servizio militare presso il reggimento dei Lancieri di Novara
(1889-1890). Soggiornò per tre anni a Napoli, come collaboratore del “Mattino”.
Con Scarfoglio compì un viaggio in Grecia, viaggio che cantò nel libro di
Maia ((1895). Nel 1897 fu eletto deputato per il collegio di Ortona al
Mare, che doveva dar luogo, dopo le sommosse del 1898, al passaggio del poeta
dall’Estrema Destra all’Estrema Sinistra.
Frattanto la sua fama si estendeva oltre i confini. Nel 1894 il suo romanzo
L’innocente viene tradotto in francese; l’attrice Sarah Bernhardt recita al
teatro della Renaissance La città morta e poco dopo, nel medesimo teatro,
Eleonora Duse si esibirà nel Sogno di un mattino di primavera.
Troviamo nel 1897 il poeta a Settignano immerso in alcuni suoi lavori letterari.
La sua vita mondana continua. Di questo periodo è l’amore per Eleonora Duse e,
poi per la marchesa Alessandra de Rudinì.
Nel 1910, per ragioni economiche, è costretto a stabilirsi in Francia, in una
villa presso Arcachon. Lì è raggiunto da una delegazione di studenti che lo
invitano ad accettare la cattedra di letteratura italiana di Bologna rimasta
vacante, ma il poeta rifiuta.
Allo scoppio della guerra si trovava a Parigi. D’Annunzio vede subito la
necessità che l’Italia scenda in campo contro gli Imperi centrali e quel
desiderio di azione che sino allora era stata la molla della sua arte, diventa
quella della sua vita.
Tornato in Italia, nella primavera del 1915 pronuncia i discorsi di Quarto, (La
sagra dei Mille), e altri discorsi in Campidoglio.
Proclamata la guerra, seppur cinquantenne, si arruola volontario nei Lancieri di
Novara. Compie gesta clamorose per terra (conquista del Veliki e del Faiti),
per mare (la beffa di Buccari), per cielo (voli su Trieste, Vienna, Pola, Bocche
del Cattaro) Ottiene il grado di colonnello; è insignito di medaglie d’argento e
d’oro.
Con la guerra non finirono le sue fatiche. Nel settembre del 1919, contro il
trattato di Versailles che aveva tolto Fiume all’Italia, D’Annunzio, con un
pugno di volontari, partiva da Ronchi e si impadroniva della città, assumendo in
nome dell’Italia la Reggenza del Quarnaro, riuscendo così a garantire il
possesso della città all’Italia anche dopo il sanguinoso Natale del 1920.
Nel 1921 lo scrittore si ritirò nella quiete di Gardone, nella villa del
Vittoriale, ove raccolse le sue memorie letterarie e quelle di guerra. Nel 1921,
celebrandosi l’annessione di Fiume all’Italia, ottenne dal re il titolo di
Principe di Montenevoso. Morì a Gardone il 1° marzo del 1938.
Oltre alle opere già citate, D’Annunzio scrisse: le tragedie La gloria
(1889), La Gioconda (1899), Francesca da Rimini (1901), La
figlia di Jorio (1904), La fiaccola sotto il moggio (1905). Il
romanzo Il fuoco (1900), la raccolta in quattro libri delle Laudi del
cielo, del mare, della terra e degli eroi, concepite come un poema in sette
libri, ognuno intitolato ad una stella della costellazione delle Pleiadi: Maia,
Elettra, Alcione Merope. Il poeta ne compose solo quattro tra il 1899 e il 1912.
Dopo le Laudi incomincia la decadenza. Preso da furia affaristica si
sente incapace di rinnovarsi e riflette nei suoi scritti il suo virtuosismo
stilistico, ripetendo vecchi temi. Nascono così le opere La vita di Cola da
Rienzo (1906); le tragedie Più che l’amore (1907), La nave
(1908), Fedra (1909, Parisina (1910), il dramma Le
chèvrefeuille (1913) tradotto in Italia col titolo Il ferro. Il
romanzo Forse che sì, forse che no (1910); i misteri sacri Il martirio
di San Sebastiano (1911), La contemplazione della morte (1812), La
crociata degli innocenti (1912), La Pisanella (1913). E poi le
novelle La Leda senza cigno (1913-16), Licenza (1916) e ancora
raccolte di orazioni, di discorsi, di messaggi politici, di diari e di canti.
OPERE: In filatelia abbiamo l’illustrazione di una sola delle sue opere,
dovuta al pennello del pittore Francesco Paolo Michetti:
La figlia di Jorio (1904) Tre atti in versi sciolti. Al matrimonio in
casa Lazzaro si festeggiano le nozze del pastore Aligi con Vienda di Giave,
quando arriva Mila di Codro, la meretrice figlia dello stregone Jorio. Le donne
incitano Aligi a cacciarla, ma il giovane la difende da una turba di mietitori
ubriachi che la inseguono. Il giovane arriva al punto di fuggire con lei sui
monti, lasciando la moglie e con l’intenzione di recarsi a Roma per far
annullare dal papa il suo matrimonio per le nozze non consumate. Ma un giorno
il padre di Aligi raggiunge il rifugio del figlio, lo fa legare dai suoi pastori
e portar via; poi abusa della donna. Ma il giovane, liberato dalla sorella,
raggiunge il rifugio e uccide il padre. Il popolo lo condanna a morire affogato,
chiuso in un sacco. Mila si autoaccusa del delitto per liberare Aligi. Aligi
dapprima la smentisce, ma in seguito, sotto l’effetto di narcotici, si lascia
convincere a maledirla. Tra le urla e gli insulti della folla, Mila, la figlia
dello stregone, è bruciata sul rogo. Solo la sorella di Aligi ha per lei una
parola di pietà.
FILATELIA
FIUME 1920 (96/109), ITALIA Anno 1934
(352), 1951 (671), 1963 (957), 1996 (2152),
2013 (3355)
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DANTE vedi ALIGHIERI Dante
Dara Gavril
(Albania)
Nato nel 1826 a Palazzo Adriano, Palermo.
Morto nel 1885 ad Agrigento. .
Raccolse i canti popolari albanesi e le memorie della
sua terra intorno alla figura di Scanderberg e alla sua lotta contro i Turchi
nel poemetto epico-lirico Il canto ultimo di Bala (postumo, 1900), che è
stato definito un gioiello della letteratura albanese.
FILATELIA
ALBANIA Anno 1989 (2202)

DARIO RUBÉN
(Nicaragua)
Pseudonimo di Félix Rubén Garcìa Sarmiento. Nacque a Metapa (Nicaragua) 18
gennaio del 1867. Morì a Léon (Nicaragua) il 6 febbraio del 1916.
Figlio di Don Manuel Garcia e di Rosa Sarmiento, prese il cognome di un suo
trisavolo, conosciuto come Don Darìo. Studiò a Leon, all’Istituto de Occidente.
Fu subito attratto dalla letteratura, in particolar modo dei romantici, spagnoli
francesi, e in particolar modo da Victor Hugo che ispirò la sua prima raccolta
di poesie Prime note: epistole e poemi (1855).
Costretto a guadagnarsi la vita insegnò grammatica e in seguito ottenne un posto
come bibliotecario presso la Biblioteca Nazionale. Viaggiò molto in diversi
paesi dell’America. Fu nella repubblica di San Salvador; nel 1866 passò in Cile
e a Valparaiso, nel 1887 pubblicò Abrojos (Cardi), seguito nel 1888 da
Le rose andine e Azzurro. Collaborò con alcuni giornali “Mercurio” ed
“Epoca”. Divenuto corrispondente della “Nacion” di Buenos Ayres, nel 1889 torna
in patria. Nel 1892 si reca in Spagna alle feste colombiane di Madrid, dove
incontra i poeti e gli scrittori più noti. Tornato a Leon è nominato console di
Colombia a Buenos Ayres. Prima di recarvisi visita New York e poi Parigi, dove
incontra Verlaine. Nel 1904 è nominato console di Nicaragua a Parigi. Nel 1907
partecipa alla conferenza panamericana di Rio de Janeiro e nel 1908 rappresenta
il suo paese a Madrid con l’incarico di ministro.
In questi anni, soprattutto durante i suoi soggiorni in Europa, conduce una vita
dissipata. Beve, frequenta paradisi artificiali, amoreggia con donnine allegre,
prostitute, ballerine e mondane.
Fra le sue opere primeggiano le prose giornalistiche raccolte in Spagna
contemporanea (1901), Peregrinazioni (1891), La carovana
(1903), Terre solari (1904). Sono ancora da citare Prose profane
(1896), Canti di vita e di speranza (1905), Il canto errante
(1907), Canti dell’autunno (1910).
Con la salute ormai provata, torna in America. Durante un nuovo, breve soggiorno
a Parigi scrive ancora un’interessante Autobiografia (1912). A Majorca,
dove soggiornò a lungo, trova l’ispirazione per l’opera L’oro di Majorca
(1917).
Di lui sono ancora da ricordare le notevoli prose giornalistiche Opinioni
(1906), Parisiana (1907). Todo al vuelo (1912).
Al suo ritorno in Nicaragua si ammala e muore.
Rubén Darìo è una figura importante nella poesia modernista e uno dei
rinnovatori della lirica castigliana. La sua vasta cultura ha chiare impronte
francesi e spagnole. La sua natura fruì dell’apporto di tre razze, la spagnola,
l’india e la negra. Fu di una fecondità proverbiale e le sue opere furono
stampate e ristampate nelle principali lingue della terra.
FILATELIA
ARGENTINA Anno 1965 ( 723),
BRASILE Anno 1966 (802), CILE Anno 1967 ((238 PA), CUBA
Anno 1937 (9 Espresso), 1989 (2973), HONDURAS Anno 1967 (398 PA.),
MESSICO 1966 (PA 264), NICARAGUA Anno 1921 (423), 1941 (704+228 PA.),
1947 (725, 254 PA.,258 PA.), 1967 (2 fog. 106/7), 1986 (1422), 1987 (1188 PA.)
1998 (1271/72), 2004 (2595), 2005 (2619), 2007,
PARAGUAY Anno 1966 (847 + PA.436), SPAGNA Anno 1967 (1491),
VENEZUELA Anno1967 ( 755)
DASS PETTER
(Norvegia)
Di origine scozzese, nacque a Alstahaugh, Nordland, nel 1647 e morì nel
1707. Studiò a Copenhagen e fu nominato pastore del suo paese.
Fu uno scrittore e prosatore popolare e rivolse la sua opera all’educazione del
suo gregge pastorale, praticando il catechismo in rima per meglio rinsaldarlo
nella mente dei parrocchiani.
Scrisse Il piccolo catechismo del dottor Martin Lutero (1714).
Nel volume La tromba del Nord descrisse in versi il paese e la vita dei
Nordlandesi.
FILATELIA
NORVEGIA Anno 1947 (303), 1997 (1224/5)
  
DAUDET ALPHONSE
(Francia)
Così Ch. Maurras giudica l’opera dello scrittore provenzale: “Daudet fotografa
delle istantanee sulle quali distende delle tinte vive, mobili e precise. Ma
niente della grande arte dalle larghe vedute. Introdusse nel romanzo il
reportage, la piccola documentazione scandalosa e scabrosa. Ciò che abbaglia,
avvince, vibra, vive, ma in superficie; da questo punto di vista è quel che si
dice “le monde”.
Nasce a Nîmes il 16 dicembre 1897 in un’agiata famiglia dove, assieme al
fratello Ernest trascorre i primi anni della sua vita in modo tranquillo finché
il dissesto finanziario del padre, un impresario manifatturiero del Gard, non
porta la famiglia alla rovina. A sedici anni dovette accettare il posto di
istitutore-ripetitore nel collegio di Alais a Lione.
Nel 1857, all’età di vent’anni, si trasferisce a Parigi dove, a fianco del
fratello Ernesto che lo sprona a perseverare nella sua attitudine verso la
letteratura, vive un periodo di stenti. Riesce, in ogni caso, a farsi notare per
alcuni suoi scritti, poesie e racconti pubblicati su vari giornali e riviste.
Nel 1860 diventa segretario del duca di Morny, una posizione che gli permette di
penetrare nel mondo dell’alta società parigina e gli ispira in seguito il
romanzo Nababbo (1877). La notorietà cominciò a riscuoterla nel 1858
quando le sue precedenti liriche furono raccolte nei volumi Le amorose
(1858) e Cappuccetto rosso. La fama gli viene pochi anni dopo con la
pubblicazione delle Lettere dal mio mulino (1866).
Daudet rimane presso il duca di Morny fino alla morte di questi e, poi si dedica
interamente alla letteratura come il fratello gli aveva consigliato.
Sposatosi nel 1867, conduce una vita piacevole, opulenta, felice, non disgiunta
da certe forme di snobismo che dava spesso alla testa degli scrittori
dell’epoca (vedi Dumas). È solito frequentare circoli aristocratici e a
manifestare le sue idee monarchiche, poi divenute parte del suo romanzo I re
in esilio.
Gli ultimi quindici anni della sua vita non sono altrettanto felici sia per la
parte fisica, deve affrontare una lunga e dolorosa malattia, sia per la parte
legata al suo lavoro: per comporre le sue opere era stato accusato di avvalersi
di collaboratori prezzolati e di gostwriters rimasti anonimi. Una accusa
per la verità non completamente falsa. Uno dei suoi collaboratori è un suo
conterraneo, Paul Aréne, un eccellente scrittore, autore di una serie di
racconti provenzali raccolti nel volume Jean des Figues (1870), simili a
quelli delle Lettere dal mio mulino.
Daudet si dedica pure al teatro per il quale nel 1872 compone il dramma L’Arlesiana,
tratta da un suo racconto. Ottiene un vasto successo e in seguito L’Arlesiana
fu musicata da Bizet e da Cilea. Compone anche altre commedie ma L’Arlesiana
rimane l’opera più vitale.
Alle Lettere dal mio mulino seguono opere che accrescono la sua fama;
Cosino (1868), la trilogia Tartarino di Tarascona (1872),
Tartarino sulle Alpi (1885), Port-Tarascon (1890), I racconti del
lunedì (1973) nei quali, oltre ai suoi ricordi di Provenza inserisce anche
esperienze della guerra franco-prussiana.
Tutte queste opere sono pervase da uno spunto ironico, permeate da una satira
bonaria, arguta, da ricche pennellate che colorano gli ambienti, da un realismo
poetico nella rappresentazione di personaggi tratti dal mondo provenzale.
Daudet è anche noto per l’analisi non solo della provincia ma anche per la
descrizione della vita della capitale, di certi ambienti nei quali visse e
soffrì nella sua giovinezza. Per alcune sue opere in cui l’aspetto sociale è più
incisivo si può accostare a Dickens e al naturalismo di Zola, sebbene Daudet si
rifiutasse di essere accostato e considerato un seguace di questa corrente.
Appartengono a questo filone i romanzi Cosino, Fromont il giovane e Rister
l’anziano (1874), Jack (1876) L’evangelista (1883), Saffo
(1884) storia movimentata di una matura cortigiana e di un giovane, Il
tesoro di Arlatan (1894).
Le sue memorie sono raccolte in due volumi Ricordi di un letterato (1888)
e Trent’anni a Parigi (1888).
Nel 1931 è pubblicata postuma l’opera La Doulou, che contiene le pagine
scritte durante la malattia che lo colpì negli ultimi anni.
Muore a Parigi il 16 dicembre del 1897.
Pochi scrittori hanno saputo come lui fondere gli elementi impersonali del
racconto all’emozione dell’autore che li racconta. Ha saputo animare la sua
opera senza imporre il suo io, perciò la sua è un’opera obiettiva nella quale
sono compresi, oltre ai vasti e luminosi ambienti della Provenza, anche i
quartieri malfamati della capitale, da lui conosciuti in gioventù, la vita
tumultuosa e laboriosa delle fabbriche, la dura lotta per la sopravvivenza, per
arrivare alle scadenze di ogni mese, lo sforzo giornaliero contro la miseria.
Daudet possedette anche una intuizione psicologica che gli permise di condurre
indagini accurate come nel romanzo L’Evangelista in cui descrive la
devastazione che il fanatismo può produrre in anime semplici o di affrontare
come in Saffo argomenti scabrosi trattandoli con delicatezza, forza e
sicurezza.
LIBRI: Cosino Romanzo largamente autobiografico. uscito nel 1868.
Cosino è il soprannome che i familiari hanno dato al giovane di cui Daudet
racconta la vicenda. In realtà parla di se stesso, della vita dura, della
miseria. Cosino, interrotti gli studi, diventa commesso e coltiva in cuor suo
ambizioni letterarie. Scrive e pubblica il suo primo libro di poesie, ricco di
sentimento, con indovinatissime scene familiari. Risente l’influenza di David
Copperfield di Dickens.
Lettere dal mio mulino Furono dapprima pubblicate nell’"Svenimenti" con
la firma di Gaston-Marie (1866). Si tratta di una raccolta di 25 testi tra
racconti, fantasie, digressioni, memorie personali che hanno come universo il
mondo della Provenza. L’autore parla di sé, delle sue vacanze nel mulino di
Fontevieille, presso Arles, che aveva comprato. Da questo rifugio immagina di
scrivere ai suoi amici parigini per informarli sui fatti della vita della gente
e raccontando le novelle che raccoglie qua e là. Molti di questi racconti glieli
fornì l’amico Paul Arène. Le lettere, come in seguito i Racconti del lunedì,
trovano una matrice nei racconti provenzali del Roumanille. Alcuni di essi sono
stimati assai belli come La capra di Monsieur Seguin, La mula del
Papa, Le stelle, L’Arlesiana, Il curato di Cucugnan, I due alberghi, In
Camargue, Il Naufragio della ‘Sémillante’, I vecchi, La morte del Delfino, Le
tre messe basse, L’elisir del rev. padre Gauchet
Tartarino di Tarascona Tartarino, piccolo borghese di Tarascona, noto
per la sua fantasia che sparge a piene mani in ciò che racconta, decide di
partire per l’Algeria per una caccia grossa. Il paese che scopre non è però
quello barbaro che aveva immaginato. Tutta la sua avventura si risolve
nell’uccisione di un leone addomesticato, cieco e decrepito. In ogni modo la
pelle, inviata a Tarascona, gli assicura la notorietà cercata ed entusiastiche
accoglienze da parte dei cittadini.
Le avventure ebbero un seguito con i volumi Tartarino sulle Alpi e
Port Tarascon in cui vengono narrate le ultime avventure dell’eroe, divenuto
proverbiale, quale incarnazione di eroismo velleitario, incapace di tradursi in
realtà Racconto limpido, comico, spinto alla spacconata che ben evidenzia la
qualità degli abitanti del Mezzogiorno della Francia.
FILATELIA
FRANCIA Anno 1936 (311), 1960, MONACO
Anno 1969 (792/796), NUOVA CALEDONIA Anno 1997 (4 valori),
SENEGAL Anno 1972 (366/7), Syria Anno 1976, TCHAD Anno 1972 (124),
WALLIS & FUTUNA 1997 (P.A. 710).
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DAVYDOV DENIS VASILIEVICH
(Russia)
Nato a Mosca nel 1874. Morto a Ulianovsk nel 1839.
Fece una brillante carriera militare distinguendosi accanto al generale Bragation
nella prima guerra contro i francesi (1806) e soprattutto nella guerra contro
Napoleone, dove guidò con perizia un battaglione di partigiani.
Allontanato dai burocrati per la sua popolarità, si dedico sempre più
attivamente alla poesia. Rappresentante della ”poesia ussara”,
cantore-combattente, sempre pronto ad esaltare il coraggio, la forza, l’allegria
del soldato, fu apprezzato dai contemporanei tra cui Belinski e soprattutto
Puskin.
Fu autore di memorie e di opere teoriche della guerra, Saggio sulla teoria
della guerra partigiana (1821) e Alcuni eventi della vita di Denis
Davydov Vasilievich, una serie di ricordi sulla vita militare, utilizzato da
Leo Tolstoy per Guerra e Pace. Davydov è nel romanzo tolstoiano preso a
modello per la figura del personaggio Vasily Denissov.
Secondo DS Mirsky, "nella sua autobiografia egli indulge in una vera orgia di
giochi di parole e scherzi non sempre nel migliore dei gusti. I suoi scritti
militari sono freschi, vivaci, vigorosi e le sue memorie sono tra le migliori
letture per quanto riguarda l’argomento militare”.
FILATELIA
URSS Anno 1962 (2561), 1982.

DAVIES ROBERTSON
(Canada)
Nato 28 agosto 1913 a Thamesville, Ontario. Morto 2
Dicembre 1995 a Orangeville, Ontario.
Romanziere, drammaturgo, critico, giornalista e
professore. Era uno degli autori più noti e più popolari del Canada e uno dei
suoi più illustri "uomini di lettere". Fu il Maestro fondatore del Massey
college, un college residenziale associato con l'Università di Toronto.
Trascorse l’infanzia tra i libri. Suo padre,
il senatore Davies, era un giornalista, ed entrambi i genitori erano
appassionati lettori. Lui, a sua volta, lesse tutto quello che poteva. Ha
inoltre partecipato a produzioni teatrali come un bambino , quando ha sviluppato
un interesse permanente per il dramma.
Ha frequentato Upper Canada College di Toronto
1926-1932. Dopo Upper Canada College, ha studiato presso l’Università di
Kingston; dal 1932 fino al 1935 ha lasciato il Canada per studiare al Balliol
College di Oxford , dove ha ricevuto una laurea nel 1938 . L'anno successivo
pubblicò la sua tesi , su Shakespeare ragazzo.
Nel 1940 ha interpretato piccoli ruoli e scrisse
testi letterari per il regista all'Old Vic Repertory Company di Londra . Nello
stesso anno, Davies sposò Brenda Mathews, che aveva conosciuto a Oxford e che
all'epoca lavorava come direttore di scena per il teatro.
Tornato con la moglie in Canada nel 1940, divenne
direttore letterario della rivista “Sabato notte“ . Due anni più tardi divenne
redattore del “Peterborough Examiner” nella piccola città di Peterborough.
Durante il suo incarico come direttore dell’”Examiner”
(1942-1955) e successivamente come editore (1955-1965 ), Davies ha pubblicato un
totale di 18 libri, ha prodotto molti dei suoi drammi e ha scritto articoli per
varie riviste . Nel 1947 scrisse la commedia Eros a colazione , un atto
unico che è stato definito nel 1948 la miglior commedia canadese dal Dominion
Drammatico Festival.
Nel frattempo , Davies stava scrivendo saggi
umoristici nel “Examiner” sotto lo pseudonimo di Samuel Marchbanks. Alcuni di
questi sono stati raccolti e pubblicati in The Diary of Samuel Marchbank,
1947), The Talk Tabella di Samuel Marchbanks ( 1949) , e più tardi in
Samuel Marchbanks ' Almanack (1967).
Anche se il suo primo amore è stato il dramma.
aveva raggiunto un certo successo con i suoi occasionali saggi umoristicie ha
trovato maggiore successo nella fiction. I suoi primi tre romanzi, divenuti in
seguito la Salterton Trilogy , erano Tempest - Tost ( 1951) ,
Lievito di malizia ( 1954) ( che ha vinto il Premio Stephen Leacock per
Umorismo ) , e Una miscela di fragilità ( 1958) . Questi romanzi hanno
esplorato la difficoltà di sostenere una vita culturale in Canada , e la vita su
un giornale piccola città , i soggetti di cui Davies aveva una conoscenza di
prima mano.
Nel 1970 si
interessò alla psicologia Jungiana (un interesse che prese il posto di Freud)
per produrre il suo miglior romanzo Fifth business (2001)
I personaggi
corrispondono agli archetipi Jungiani e mostrano che le cose dello spirito sono
più importanti dei fatti mondani. E’ stato il primo canadese a divenire membro
onorario dell'accademia americana e dell'instituto delle arti e lettere.
Ricevette una laurea ad Honorem dall'università di Oxford ed era membro
dell'ordine del Canada.
Il suo primo
romanzo Fifth business è rimasto nella classifica di vendita del
“Toronto Star” per 42 settimane, ed è stato seguito da The Manticore
(1972) e World of Wonders (1975). I tre romanzi noti sotto il nome di
Deptford Trilogy.
Opere: 2001 Fantomes et cie; 2000 Le Monde des merveilles;
1999 The lyre of Orpheus; 1994 Un homme remarquable; 1992 Les anges rebelles;
1992 Murther and walking spirits; 1990 The deptford trilogy: Fifth business,The
manticore, World of wonders; 1990 The papers of Samuel Marchbanks; 1989 Ellery
Queen; 1989 The Rebel Angels; 1988 Alfred Hitchcock; 1986 What's Bred in the
Bone; 1986 Ontario : a Bicentennial Tribute; 1983 World of Wonders ; 1982 A
Mixture of Frailties;; 1972 Stephen Leacock; 1970 Leaven of Malice; 1967 Thrice
the Brinded Cat Hath Mew'd. A Record of he Stratford Shakespearean Festival in
Canada, 1955;
FILATELIA
CANADA Anno 2013 (2887)

DAVILA ALEXANDRU
(Romania)
Nasce
a Golesti il 12 febbraio del 1862. Muore il 19 ottobre del 1939.
Figlio di un medico militare studia nella sua città natale e in seguito
all’Università di Urechia di Bucarest e a Parigi dove ottiene la laurea.
Nel 1880 inizia a lavorare quale attacché presso l’ambasciata rumena in
Italia e, poi, nel 1884, presso quella del Belgio.
Rientrato in patria è nominato ispettore di polizia nella provincia di Dobruja.
Verso la fine del secolo inizia ad occuparsi di teatro e nel 1902 pubblica il
dramma storico Vlacu Voda, basato sulla vita del principe di Wallachian,
opera considerata uno dei capolavori del teatro rumeno. Fra 1905 e 1908, dirige
il teatro nazionale di Bucarest.
Nel 1915 fu vittima di un misterioso attentato che lo rese invalido e lo
costrinse a vivere in un sanatorium. Di lui rimane un profilo biografico scritto
da un amico.
FILATELIA
ROMANIA Anno 1962 (1855)

DE AMICIS EDMONDO
(Italia)
Edmondo de Amicis nacque a Oneglia il 21 ottobre del 1846. Muore a
Bordighera nel 2008.
Figlio di Francesco, banchiere regio di Sali e Tabacchi, e di Teresa Busseti,
trascorse i primi due anni della sua vita in terra ligure prima di trasferirsi
con la famiglia a Cuneo dove fece i suoi primi studi e cominciò ad avvicinarsi
al mondo della letteratura.
A quegli anni giovanili appartengono le prime composizioni poetiche, tra le
quali merita di essere segnalato il componimento Alla Polonia (elogiato
dal Manzoni), ispirato alle tragiche vicende di quella nazione.
Terminato il liceo a Cuneo, fu ammesso all’Accademia militare di Modena,
dalla quale uscì col grado di ufficiale.
De Amicis rimase nell’esercito fino al 1866, anno in cui partecipò col grado
di luogotenente alla battaglia di Custoza e assistette alla sconfitta sabauda
dovuta ad imperizia e incapacità degli alti comandi militari nel gestire le
fasi di una battaglia che, per larga superiorità numerica, poteva essere vinta.
E fu forse per questa delusione o per la ferma convinzione che la disciplina
militare in cui credeva come metodo educativo, non aveva in quella occasione
dato i frutti sperati o più ancora per lo spirito patriottico non profondamente
sentito e vissuto dai combattenti, che abbandonò l’esercito. Comunque
dall’esperienza di quegli anni di vita militare conservò ricordi che in seguito
avrebbe utilizzato in una serie di bozzetti.
Trasferitosi a Firenze, nuova capitale del Regno, vi rimase per cinque anni,
durante i quali entrò in contatto con l’ambiente culturale e politico
cittadino, che gravitava intorno a Emilia e Ubaldino Peruzzi, animatori di uno
dei più famosi salotti dell’epoca, frequentato da insigni uomini di cultura.
Nel 1867 De Amicis viene chiamato a dirigere il periodico «L’Italia Militare»,
sul quale pubblicò alcuni bozzetti che confluiranno nella prima edizione de
La vita militare (1868).
Sono questi gli anni roventi che precedono l’unificazione del Regno. Il
lavoro di giornalista lo affascina e, grazie al successo letterario del volume
sulla vita militare e ancor più sulle corrispondenze da lui inviate da Roma dove
era stato mandato quale corrispondente per seguire gli avvenimenti che portarono
alla presa della città nel 1870, entra stabilmente nello staff del giornale “La
Nazione” con la qualifica di corrispondente estero.
Seguono anni di viaggi e di un intenso lavoro di cronista che lo portano a
visitare diversi paesi e a pubblicare le sue esperienze su varie testate e
periodici quali “Capitan Fracassa”, “Cronaca bizantina”, L’Illustrazione
italiana”, “Nuova antologia”.
Nel 1875 De Amicis si trasferisce a Torino e lì incontra Teresa Boassi, la
futura moglie dalla cui unione nascono due figli, Furio e Ugo.
Ed è a Torino che nasce l’opera che gli diede fama anche oltre i confini.
De Amicis, forse nel seguire la crescita deì due figli, avvertì in sé la
vocazione di educatore per cui, facendo suo lo slogan allora in voga: “Ora che
l’Italia è fatta, occorre fare anche gli italiani”, ci si mise con impegno a
costruirli.
Doveva avere già in mente un progetto diverso dalla linea seguita
dall’editoria legata al mondo dei giovani e in particolar modo al mondo della
scuola se in una lettera inviata al suo editore scrive: “…la vedranno i
fabbricanti dei libri come si parla ai ragazzi poveri e come si spreme il pianto
dai cuori di dieci anni, sacro Dio!” .
Parole strane in un educatore. Leggendola oggi quella frase rappresenta una
critica negativa, un giudizio ante litteram, mosso dall’autore stesso al
suo libro che ancora non era stato pubblicato. Nel valutarla sorgono spontanee
le domande: “Perché per educare i ragazzi occorre farli piangere? Fu quella di
De Amicis una scelta voluta? Un pianificare un’opera a tavolino,
confezionandola secondo i gusti del pubblico e intingendo la penna nel buonismo,
nel conformismo, nell’esaltazione dell’amore patrio, nell’avvicinamento e
nell’unificazione delle regioni?
Tutti temi che si avvertono sfogliando le pagine.
E di dolori, sciagure, situazioni strappalacrime se ne incontrano molte
Già nel terzo capitolo c’è una disgrazia. Nei racconti mensili si incontrano
un tamburino che muore, un bimbo romagnolo che sacrifica la sua vita per
difendere la nonna, la triste e dolorosa esperienza di un ragazzino genovese
che si reca in America alla ricerca della madre, la vicenda di un altro ragazzo
che in ospedale veglia un moribondo credendolo suo padre, e ancora l’avventura
di un giovane siciliano che si sacrifica per salvare la vita ad una bambina
durante un naufragio.
Ma dove sono, ci si chiede, i protagonisti di tipo collodiano, i Pinocchio,
i Giannettino, i Minuzzolo o gli scavezzacollo alla Giamburrasca? Nel libro
l’umorismo, il momento spensierato mancano.
Eppure il libro, che venne pubblicato col titolo Cuore (Storia di un anno
scolastico, scritta da un alunno di 3a, d’una scuola municipale
d’Italia), acquistò subito una straordinaria fortuna in Italia e all’estero.
E sull’onda del successo seguirono altre opere legate al mondo della scuola
come Romanzo di un maestro (1890), Fra scuola e casa (1892), La
maestrina degli operai (1895).
Ad esse si aggiunsero anche opere come Sull’oceano (1889) un
singolarissimo diario-reportage sulla traversata dell’Atlantico compiuta da De
Amicis nel 1884 sulla nave «Galileo», nel quale viene presentato un quadro sulle
condizioni degli emigranti italiani che andavano verso l’Eldorado (o almeno
sognato tale) americano; il racconto Amore e ginnastica (1892), tanto
caro a Italo Calvino che lo definì(“…il più bello, certo il più ricco di humour,
malizia, sensualità, acutezza psicologica che mai scrisse E. De Amicis”) e che
rappresenta un aspetto nuovo nel mondo letterario deamicisiano per l’humour, la
malizia, la leggerezza, l’acutezza psicologica e un pizzico di pruderie
(questa forse eccessivamente enfatizzata nel film che ne venne ricavato); La
carrozza di tutti di argomento storico-filotranviario, una galleria
di tipi umani osservati su diverse linee di tranvai a cavallo di Torino; Le
Novelle” (1872); “Alle porte dell’Italia” (1884); Le memorie”
(1899), che contengono toccanti pagine sulla tragica morte del figlio, e i saggi
“Ritratti letterari” (1881), che prendono spunto da incontri con
scrittori, soprattutto naturalisti francesi e “L’idioma gentile” (1905)
in cui, contro i malparlanti, sostiene l’uso di una prosa fiorentina rispondente
ai principi manzoniani.
De Amicis nel 1892 aderì pubblicamente al socialismo e partecipò attivamente
alla propaganda politica collaborando a varie testate tra cui «L’Era nuova»,
l’«Avanti!» e al periodico socialista onegliese «La Lima».
I discorsi pronunciati e le conferenze tenute furono raccolti nelle due edizioni
fiorentine di Lotte civili (1899). Postumo uscì il romanzo di intento
socialista, Primo maggio, rimasto a lungo inedito e pubblicato solo di
recente (1980), che ha al centro la figura di un intellettuale che generosamente
sceglie la causa del proletariato, andando incontro ad una tragica fine.
“L’opera, come l’intera produzione socialista di De Amicis, è dominata
dall’intento moralistico, con uno stile talora patetico e spesso colloquiale,
che tenta la strada della persuasione piuttosto che quella dello sdegno.”
Inoltre scrisse per “Il grido del popolo di Torino” numerosi articoli di
ispirazione socialista che furono poi raccolti nel libro Questione sociale
(1894).
A queste opere si aggiungono ancora i libri di viaggio, contenenti le
impressioni, le ricerche, i reportage, presenti in Spagna (1872),
Ricordi di Londra (1873), Olanda (1874), Marocco (1876),
Costantinopoli (1878-79), Ricordi di Parigi (1879).
E per concludere, occorre ancora accennare ad un volumetto semi sconosciuto, di
contenuto sportivo, che si affianca a quello precedentemente citato Amore e
ginnastica.
Si è accennato all’inizio ad un ipotetico ragazzino di nome Edmondo, e alla sua
passione per un gioco tipicamente ligure e piemontese. De Amicis si appassionò
sin da giovane a tale gioco e dovette assistere spesso a partite di pallone col
bracciale o pallone elastico (sport ancor oggi in voga nelle valli liguri di
ponente) se tra le sue opere (anche se una delle meno note) emerge il volumetto
Gli
Azzurri e i Rossi che ci introduce nel mondo di uno sport che per secoli
rappresentò il divertimento preferito nel nostro Paese, e che stava rischiando
di scomparire sotto la pressione di nuove discipline provenienti d’oltremare,
tra cui il football e il rugby.
Il
racconto, pubblicato per la prima volta nel 1897, illustrato dal pittore
bolognese Raffaele Faccioli, è pervaso da una sottile ironia, frutto di ricordi
di infanzia rimasti impressi nella memoria.
DEROSSI e FRANTI - YIN e YANG
Fin qui lo scrittore e le sue glorie. E l’uomo?
Da biografie, articoli, ricerche fatte su De Amicis emerge la figura di un uomo
che nell’ambito familiare non poteva essere certo considerato come l’”Edmondo
dei languori”, come Carducci, critico feroce nei suoi confronti, lo definì.
Fino all’età di ventisette anni visse sotto lo sguardo amorevole e protettore
della madre che condizionò la sua vita privata. Solo nel 1873 nacque il suo
grande amore per un’altra donna, quello verso la ventinovenne Teresa Boassi,
donna matura, non certo appartenente ad una buona famiglia e, si dice, dalla
reputazione non proprio adamantina.
La scelta non piacque alla madre che la considerò sempre una intrusa e non
lesinò nei suoi confronti aspre critiche in quanto non la considerava
all’altezza del figlio. E questo attrito produsse effetti deleteri sui due
coniugi, dando inizio ad un “contenzioso familiare” che spinse lo scrittore ad
evidenziare sempre più il divario sociale tanto da tenerla lontana dalla madre
e, quel che è peggio, a vivere più a contatto con la madre piuttosto che con la
famiglia.
De Amicis, dopo un periodo di convivenza, la sposò inizialmente nel 1875 solo
con rito religioso e successivamente, nel 1979, dopo la nascita del
secondogenito Ugo, la sposò civilmente per conferire legalità all’unione.
Ma la vita familiare non fu affatto felice. Teresa odiava la suocera e gli
amici del marito. Edmondo rispose con l’arma dell’indifferenza. Le scenate in
famiglia non mancarono. Edmondo la definiva una “scellerata megera” e
l’accusava di eccessivo mammismo nei confronti dei figli; Teresa a sua volta
tacciava Edmondo di egocentrismo e di aver voluto tarpare le ali al
secondogenito Ugo, impedendogli e ostacolandolo nella sua aspirazione a voler
diventare uno scrittore come il padre.
Ugo poté, infatti, seguire la sua propensione verso la scrittura e pubblicare
qualche romanzo solo dopo la morte del padre.
Le liti in famiglia erano continue tanto che la situazione infernale venutasi a
creare portò il figlio Furio, ventiduenne, al suicidio nel parco del Valentino.
L’anno dopo la morte del figlio la coppia giunse ad una separazione. Ognuno
per la sua strada.
Quando Edmondo accennava alla moglie la definiva una pazza. Dal canto suo
sembra che Teresa si sia addirittura rivolta ai giornali per illustrare la
situazione e che abbia fatto pubblicare un memoriale in cui sosteneva l’accusa
di egoismo e di egocentrismo nei confronti del marito. Purtroppo di tale
memoriale non v’è più traccia. Si dice che Edmondo, con le sue alte conoscenze,
ne abbia impedito la diffusione.
Un triste finale per un uomo che aveva speso la sua vita a favore dei suoi
lettori. Qualcuno scrisse che non esiste un taglio netto che possa dividere
esattamente la realtà dalla menzogna; i cinesi parlano di Yin e Yang,
sostenendo che bene e male, menzogna e verità, meschinità e magnificenza,
egoismo e generosità sono sempre presenti nell’animo dell’uomo. Due posizioni
che si adattano alla vita familiare dell’Autore del libro Cuore.
Una conclusione amara per Edmondo e Teresa. De Amicis morì a Bordighera l’11
marzo del 1908. Teresa Boassi morì l’anno appresso.
Opere: Cuore L'ambientazione è l'indomani dell'unità d'Italia, e
il testo ha il chiaro scopo di insegnare ai giovani cittadini del Regno le
virtù civili, ossia l'amore per la patria, il rispetto per le autorità e per
i genitori. L’autore finge che un ragazzo di terza elementare, Enrico
Bottini, di facoltosa famiglia borghese di Torino, abbia raccolto in un suo
quaderno le impressioni, le vicende, la storia dell'anno scolastico e che poi le
note siano state rivedute dal ragazzo stesso in età più matura, e dal padre che
però avrebbe cercato, fin dov'era possibile, di non alterare il testo originale.
Il libro si compone di una successione di bozzetti di vita scolastica, da cui
risulta soprattutto una serie di ritratti di compagni, appartenenti a diverse
classi sociali, e dai caratteri più vari: il primo della classe bello e
intelligentissimo, lo sgobbone dalla volontà di ferro… Si snoda così la vicenda
di un anno scolastico tipo e, attraverso di esso, un quadro della società
torinese. Alle pagine del diario del ragazzo si alternano i racconti mensili
edificanti che il maestro propone agli scolari e messaggi ammonitori che padre,
madre e sorella lasciano sul diario d'Enrico. Il libro è diviso in undici mesi,
dall'ottobre al luglio: la narrazione è interrotta di quando in quando da una
pagina che il babbo, la mamma e la sorella riempiono per rivolgere al
protagonista ammonimenti, consigli e qualche volta dei rimproveri. Ogni mese poi
c'è un racconto che il maestro ha dettato e sono sempre narrazioni d'atti eroici
compiuti dai ragazzi:il più importante è dagli Appennini alle Ande, storia di un
piccolo genovese, che attraverso ogni difficoltà, riesce a trovare la madre; la
storia dell'anno scolastico, è tracciato con mano nervosa, a periodi brevi. Nel
libro sono presenti maestri e maestre, babbi e mamme, un gran numero di ragazzi
coetanei d'Enrico. Di ciascun tipo è ripetuto un segno, un carattere, una mossa,
un distintivo fisico o morale: la maestrina con la penna rossa sul cappello, il
maestro con la ruga profonda come una ferita...
I caratteri sono un po' stilizzati: Derossi, il primo della classe, più che
esser buono è il simbolo della bontà; Garrone è il tipo della generosità; Stardi
è il tipo della testardaggine; Votini dell'invidia; Nobis della superbia, Franti
già espulso una volta e Precossi che è figlio di un fabbro che lo picchia
sempre.
FILATELIA
ITALIA Anno 2008 (2988), SAN MARINO Anno
2008
 
DEBELJANOV DIMCHO
(Bulgaria)
Nacque nel 1887 e morì il 2 ottobre del 1916.
Di famiglia povera, studia dapprima nella natia Koprivshtitza, poi a Plovdiv e
infine a Sofia dove frequenta la facoltà di legge.
Legge e traduce i simbolisti russi e quelli francesi e sul loro modello inizia
la sua attività di poeta. Conduce vita assai grama, assillato dalle ristrettezze
e disgustato della grettezza di una sciatta vita borghese. Trova un impiego
presso diversi organi statali, ma le sue entrate gli permettono a malapena di
sopravvivere.
Nella sua poesia si avvertono scatti di ribellione contro le ingiustizie
sociali e la sua protesta si traduce in alcune liriche.
Allo scoppio della guerra, sebbene il suo lavoro lo esentasse dal partire
soldato, si avvia verso il fronte macedone. Gli sembra l’unica via per
risolvere i suoi problemi.
Nelle ultime poesie scrive:
"Io parto, Naum, ma so che cadrò al primo scontro." –
Se morrò in guerra
nessuno mi rimpiangerà:
ho perduto la madre,
e sposa non ò trovato,
né amici io ho.
Dal mondo me ne andrò,
sì come venuto son,
senza scalpore,
come canto che tacito desta inutil ricordo”.
Così piangeva il Poeta sul fronte macedone, dove, il 2 ottobre del 1916 la morte
lo colse.
FILATELIA
BULGARIA Anno 2007 (4141),
2012 (4307)
  
DE CHIRICO GIORGIO
(Italia)
Nato a Vòlo, in Grecia, il 10
luglio 1888. Morto a Roma il 20 novembre del 1978.
Nacque in una famiglia benestante:
il padre Devaristo de Chirico, ingegnere palermitano delle ferrovie, fu tra i
principali realizzatori della prima rete ferroviaria in Bulgaria ed in Grecia;
la madre Gemma Cervetto era una ricca donna genovese. Nel 1891 ad Atene nasce il
fratello Andrea Alberto, che assumerà dal 1914 lo pseudonimo di Alberto Savinio
per la sua attività di musicista, letterato e pittore.
Giorgio si iscrisse al Politecnico
di Atene per intraprendere lo studio della pittura, studio che continuerà
all'Accademia di belle arti di Firenze ed infine dal 1906 all'Accademia delle
belle arti di Monaco di Baviera. In questo periodo conobbe la pittura di Arnold
Böcklin e dei simbolisti tedeschi. Nell'estate del 1909 si trasferì a Milano
dove rimase sei mesi, all'inizio del 1910, si recò a Firenze dove dipinse la sua
prima piazza metafisica, l'Enigma di un pomeriggio d'autunno, nato dopo
una visione che ebbe in Piazza Santa Croce. Nel 1911 De Chirico raggiunge il
fratello Alberto a Parigi dove conosce i principali artisti dell'epoca, comincia
quindi a dipingere quadri con uno stile più sicuro. Subisce l’influenza di
Gauguin da cui prendono forma le prime rappresentazioni delle piazze d’Italia.
Tra il 1912 e il 1913 la sua fama
si propaga, anche se ancora non ottiene un adeguato successo economico. In
questo periodo comincia a dipingere i suoi primi manichini. Negli anni parigini,
Giorgio dipinge alcune delle opere pittoriche fondamentali per il ventesimo
secolo. Allo scoppio della prima guerra mondiale i fratelli De Chirico si
arruolano volontari e vengono inviati a Ferrara. Dopo un primo periodo di
disorientamento dovuto al cambiamento di città, Giorgio rinnova la propria
pittura, non dipinge più grandi piazze assolate ma nature morte con simboli
geometrici, biscotti e pani.
Negli anni cinquanta la sua pittura
è caratterizzata da autoritratti in costume di tipo barocco e dalle vedute di
Venezia. Muore a Roma al termine di una lunga malattia.
Giorgio de Chirico fu anche autore
di scritti teorici, memorie autobiografiche, raccontini e di una vera e propria
opera letteraria di una certa importanza: L'Hebdomeros (Ebdomero). Uscita
nel 1929, anni in cui il classicismo è nell'aria, imposto dal "Ritorno
all'ordine" dell'epoca fascista, caldeggiato anche da riviste come "La Ronda" e
"Valori Plastici" (De Chirico concluderà la sua opera con la formula "Pittore
classicus sum") è un libro che si presenta come romanzo ma in realtà è un tipo
di narrazione indefinibile: senza una storia riconoscibile né una trama, come
una sorta di ininterrotta scenografia teatrale.
Tra gli altri scritti si ricordano
il romanzo autobiografico Il signor Dudron, il Piccolo trattato di
tecnica pittorica, la Commedia dell'arte moderna (scritta con
Isabella Far) e l'autobiografia Memorie della mia vita. Sue poesie in
francese, ritrovate nell'archivio Paulhan, sono state pubblicate da J.-Ch.
Vegliante (Poèmes Poesie, Paris, Solin, 1981).
FILATELIA
FUJERA Anno
1972 (1006 M), ITALIA 1988 (1772)
 
DE COSTER CHARLES THÉODORE HENRY
(Belgio)
Nato a Monaco di Baviera il 20 agosto del 1827. Morto a Ixelles (Bruxelles)
il 7 maggio del 1879.
Figlio dell’intendente del nunzio apostolico di Monaco, si trasferisce da
giovane a Bruxelles dove frequenta gli studi umanistici presso il Collegio di S.
Michele. Segue poi, in modo discontinuo, gli studi universitari, che non porta a
termine. La sua vita è costellata di avventure di tipo goliardico tra sogni,
divertimenti, momenti di entusiasmo e di sconforto, inframmezzati da lavori
diversi. A 20 anni partecipa alla fondazione della società letteraria “Les
Joyeux”.
La sua prima attività è di carattere poetico e comprende poesie di
circostanza, canzoni goderecce, racconti in versi, romanzi: opere che per lo più
rimasero inedite. Durante il periodo universitario affronta argomenti storici e
pubblica nel 1853 Crescenzio.
Si occupa anche di giornalismo, di critica letteraria, soprattutto teatrale, ma
anche di tipo politico e moralista. Collabora al giornale “Uylenspiegel” dove
tratta in modo ironico temi sociali politici e filosofici. I suoi articoli
apparsi sul giornale formeranno la raccolta Leggende fiamminghe (1857) e
Contes brabançon (1861). Le leggende, scritte in linguaggio arcaico, e
gli permettono di avere un impiego stabile con la nomina presso la Commissione
incaricata di pubblicare le leggi antiche.
Nel 1858 inizia un suo progetto letterario dal titolo La Leggenda di
Uylenspiegel, che terminerà con la pubblicazione nel 1861. L’opera non
ottiene l’esito sperato Abbandonato il progetto, diventato professore di
letteratura e di storia presso la Scuola di Guerra, pubblica ancora due romanzi
Il matrimonio di Toupet, una farsa medievale scritta in collaborazione e
pubblicata nel 1879 e Il viaggio di nozze (1872) con tre personaggi
classici: gli sposi novelli e la suocera.
Negli ultimi anni di vita scrive ancora cronache di viaggi in Olanda e pubblica
articoli su una rivista geografica “Il giro del mondo”, assai nota in quel
periodo.
De Coster muore nel 1979 proprio quando la letteratura belga cominciò ad
esprimersi in lingua francese.
OPERE: Il suo testo più noto rimane oggi La leggenda di Till Uylenspiegel
o Eulenspiegel
L’opera prende le mosse da una leggenda popolare tedesca, scritta in basso
tedesco, attribuita, senza documenti storici, a Thomas Murner e pubblicata a
Strasburgo nel 1515 e nel 1519 con il titolo Von Ulenspiegel. Le due
edizioni recano nel frontespizio una civetta che si rimira in uno specchio e
illustrano il nome del protagonista che significa “Specchio della civetta o
Specchio degli allocchi”.
Nella città di Mölin nello Schleswig-Hostein sembra sia effettivamente esistito
un uomo dal nome Till Eulenspiegel, morto nel 1350, come recita un epitaffio. Si
racconta che fosse estroso, sempre pronto a combinar burle ai danni degli
abitanti della città, rei di schernire i contadini. Eulenspiegel è nella
leggenda un contadinotto di cervello fino, che, scacciato dal padre per la sua
fannullaggine, si rifugia in città. Serve diversi padroni e la sua malizia
consiste nel fare alla lettera quello che gli viene ordinato, causando equivoci
e guai, attraverso i quali dimostra la presunzione dei cittadini che si
reputano più intelligenti dei contadini. Sin dalla nascita rivela le sue doti di
gabbamondo. Appena nato la levatrice ubriaca lo lascia cadere in una
pozzanghera. Da bambino gioca ogni sorta di tiri, prende in giro chi lo comanda
e ripaga le azioni altrui con uguale moneta. Tra le sue burle si ricordano
l'incontro con un barbiere che gli dice di entrare in bottega passando dalla
prima vetrata e lui esegue alla lettera frantumando il vetro; l’incontro con
l’oste che gli chiede di pagare un arrosto da lui soltanto annusato, gli fa
udire il tintinnio di una moneta sul tavolo e, dopo averla ripresa, corre via.
Nelle edizioni posteriori i vari racconti assumono una tinta anticlericale e
sono presi di mira gli ecclesiastici. Il libro ebbe vasta diffusione in Germania
e poi in tutta Europa. Fu anche tradotto in latino.
Nel 1572 Johann Fischart riprese alcune avventure con l’intento di fornire
precetti morali, riuscendo solo a scolorire sia il protagonista sia l’opera.
Più fortunata fu, in tempi moderni, la rielaborazione dell’opera fatta da
Charles De Coster. Scrittore belga di lingua francese, nacque a Monaco di
Baviera nel 1827 e morì a Ixelles, Bruxelles nel 1979. Fu impiegato agli Archivi
reali e nel 1870 divenne insegnante di letteratura in una scuola di guerra.
Appassionato cultore del passato scrisse Leggende fiamminghe (1858) e
La leggenda e le avventure di Ulenspiegel e di Lamme Goedzak nel paese delle
Fiandre e altrove (1876). Impiegò dieci anni per comporre quest’ultima
opera. Riprese il personaggio cui diede tratti picareschi e aria spavalda, lo
immerse nel clima dell’Inquisizione spagnola nei Paesi Bassi e ne fece il
simbolo di chi combattevano contro la tirannide. Racconta del padre, braccato
come eretico dall’Inquisizione, e delle imprese del figlio che si mette a capo
delle bande dei ‘Gueux’ per combattere gli spagnoli e per giocar loro ogni sorta
di tiri mancini, Accanto a Till l’autore ha messo Lamme Goedzack e la bella
Nele che con la sua presenza da un tocco romantico alla vicenda. L’evocazione
storica, il soffio lirico, momenti tragici e comici hanno fatto dell’opera una
vera epopea nazionale. Purtroppo, per l’uso di un linguaggio arcaicizzante,
l’opera non ottenne allora largo successo. Solo più tardi fu rivalutata.
De Coster scrisse altre opere in francese moderno: Racconti del Brabante
(1861), Viaggio di nozze (1872), La Zelanda (1874)
Anche la musica si è impadronita del personaggio. Famoso è il poema sinfonico
op. 28 di Richard Straus dal titolo Tiri burloni di Till Eulenspiegel.
FILATELIA
BELGIO Anno 1952
(894), 1975 (1918), DDR Anno 1989 (2872),
GERMANIA Anno 1972 (769), 2011,
LIECHTENSTEIN Anno 2012
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DE DEUS RAMOS JOAO)
(Portogallo)
Nato a Sao Bartolomeo de Messines, Algaerve, nel 1830. Morto a Lisbona il 11
gennaio 1896.
Iscrittosi alla facoltà di giurisprudenza all’università di Coimbra, non
conseguì la laurea. Durante gli studi si dedicò alla composizione di versi che
diffuse, manoscritti, tra i professori.
Prima del 1855 non pubblicò mai nulla. Nel 1862 lasciò Coimbra per Beja dove
lavorò per il giornale di Alantejo e poi per la “Folha do Sul”. In politica fu
un eclettico, come dimostrano i versi satirici intitolati Eleicöes. Fu,
in ogni modo, eletto deputato nella circoscrizione di Silves, ma non cercò di
rinnovare il mandato, il che dimostra la sua poca propensione verso la politica.
Durante la breve parentesi politica, l’amico José Antonio Garcia Blanco raccolse
da riviste locali una serie di poesie, presenti in Flores do campo, cui
fece seguito un’altra raccolta Ramo de flores (1869).
Pires de Marmelada (1869) è un lavoro successivo di non grande merito,
come pure i quattro pezzi teatrali (Amemos, Ser apresentado, Ensaio de
Casamento, e A viúva inconsolável). Horacio e Lydia (1872), è
una traduzione da Pierre de Ronsard.
Di ispirazione spirituale sono tre frammenti in prosa del 1873 ( Anna, Mae de
Maria, A Virgem Maria). Un’altra opera del 1876 èThe
Folhas soltas (1876), una raccolta di versi che, secondo le
modalità di Flores do Campo, si presenta in modo assai brillante e
raffinato.
Negli anni che seguirono il suo interesse, si spostò ai problemi scolastici con
Cartilha materna (1876) in cui espresse conclusioni pedagogiche cui lo
condussero gli studi su Pestalozzi e Frobel.
La svolta pedagogica lo allontanò dalla letteratura, assorbendo tutto il suo
interesse. Scrisse saggi e trattati. Tradusse dal francese un’opera di Theodore
Henri Barraus sui rapporti educativi tra genitori e figli,
Des devoirs des enfants envers leurs parents, scrisse un
dizionario di prosodia e altre composizioni di scarso interesse letterario.
Le opere successive Grinalda de Maria (1877), Loas da Virgem
(1878), i Provérbios de Salomao segnano un completo ritorno alla
ortodossia durante l'ultimo anno di vita del poeta.
La sua prosa minore e la corrispondenza è stata pubblicata postuma da Teófilo
Braga (Lisbona, 1898).
FILATELIA
PORTOGALLO Anno 1948, Cartolina postale
 
De Filippo Eduardo
(Italia)
Nato a Napoli il 24 maggio 1900. Morto a Roma il 31 ottobre 1984.
Noto semplicemente come Eduardo, è stato un attore teatrale, commediografo,
regista, considerato fra i massimi esponenti del Novecento italiano. Nominato
senatore a vita e Cavaliere di Gran Croce.
Figlio illegittimo dell'attore e commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De
Filippo (sarta teatrale), Eduardo nacque nel quartiere di Chiaia dove, con i
fratelli Peppino e Titina crebbe nell’ambiente teatrale, rivelando subito
straordinarie doti comiche. Con i fratelli lavorò per oltre vent’anni sia nel
campo del varietà, della rivista e dell’avanspettacolo.
Ma oltre a lavorare sul palcoscenico Eduardo si dedicò alla stesura di testi
teatrali di vario tipo, rimasti a lungo inediti. Il più antico fu forse
Farmacia di turno (1920). Nel 1929, mentre con i fratelli recitava nella
compagnia Molinari, compose una delle sue più celebri commedie Natale in casa
Cuppiello.
Successivamente Eduardo fondò, raccogliendo l'adesione dei fratelli, la
compagnia del Teatro Umoristico "I De Filippo", che tenne banco dal 1932 al
1944, anno in cui Peppino l'abbandonò per darsi al cinema.
Eduardo si sentì subito “oppresso” dal carattere provincialista del suo teatro
e avverti impellente l’impulso di portarlo verso livelli più alti. Il casuale
incontro con Pirandello nel 1933 fu la molla che lo spinse ad abbandonare il
"provincialismo" napoletano della compagnia per accostarlo alle forme del
teatro contemporaneo. Primi risultati furono Il berretto a sonagli
(1933), la messa in scena di Liolà e la scrittura della commedia
L’abito nuovo.
La seconda guerra mondiale causò una interruzione finché, a guerra conclusa,
Eduardo non acquistò il semidistrutto Teatro di San Ferdinando. Rimesso in
sesto, Eduardo debuttò il 22 gennaio del 1954 con l'opera Palummella zompa e
vola. Al San Ferdinando interpretò le sue opere, e al tempo stesso mise in
scena anche testi di autori napoletani per recuperare la tradizione e farne un
"trampolino" per un nuovo Teatro.
Tra le opere più significative rappresentate in questo periodo meritano una
citazione particolare Napoli milionaria! (1945), Questi fantasmi!
e Filumena Marturano (entrambi del 1946), Mia famiglia (1953),
Bene mio, core mio (1956), De Pretore Vincenzo (1957), Sabato,
domenica e lunedì (1959). .
Nel 1962 partì per una lunga tournée in U.R.S, S, Polonia, Ungheria dove poté
constatare la grande ammirazione che pubblico ed intellettuali avevano per lui.
Tradotto e rappresentato in tutto il mondo, combatté negli anni sessanta per la
creazione a Napoli di un teatro stabile.
Dopo aver ricevuto due lauree honoris causa (prima a Birmingham nel 1977
e poi a Roma nel 1980), fu nominato nel 1981 senatore a vita e aderì al gruppo
della Sinistra indipendente.
Quando morì, la camera ardente venne allestita al Senato e fu sepolto al
cimitero del Verano, dopo solenni esequie trasmesse in diretta televisiva, e
dopo il commosso saluto di oltre trentamila persone.
Dal 1932 Eduardo entrò prepotentemente anche nel mondo del grande schermo, sia
come attore che come regista. Il suo esordio sul set avvenne con Il cappello
a tre punte di Mario Camerini (1934), mentre la sua prima regia fu In
campagna è caduta una stella del 1940 di cui fu anche interprete.
Dopo la regia di Spara forte, più forte... non capisco! del 1966, Eduardo
abbandonò il cinema per dedicarsi alla TV, per la quale ripropose le sue
commedie per tutto il decennio successivo. Apparve in TV nel 1984, l'anno della
sua morte, interpretando il suo ultimo ruolo, quello di un vecchio maestro nello
sceneggiato Cuore , diretto da Luigi Comencini.
Tutte le opere teatrali sono raccolte nei volumi: Teatro. Cantata dei
giorni pari (2000), Teatro. Cantata dei giorni dispari, tomo I e II
(2005-2007). (adattamento tratto da Internet)
FILATELIA
ITALIA Anno 1998 (2338)

DE FOE o DEFOE DANIEL
(Inghilterra)
“Sagace osservatore della realtà
che lo circonda, la riproduce con tratto nitido; il suo stile, senza avere una
impronta personale, esprime con intensità la materia della vita.” “Robinson
Crusoe fu detto il romanzo della solitudine; ma per il suo significato
filosofico, ha piuttosto il valore di un dramma umano, in cui si fondono
elementi della terra e del cielo”.. Sono due giudizi che contraddistinguono
l’opera dello scrittore inglese.
Foe (a cui lo scrittore nel 1703 appose il prefisso ‘De’ per concessione del re
Guglielmo di Orange) nasce a Londra nel settembre del 1660.
Nato in una famiglia borghese dissenziente dall’anglicanesimo, ottiene da suo
padre, fabbricante di candele e macellaio, di frequentare il seminario
presbiteriano di Charles Morton a Newington Green, ma il giovane non riuseì a
completare gli studi che lo avrebbero avviato alla carriera ecclesiastica.
Da bambino è spettatore della terribile pestilenza che colpì Londra e del
successivo incendio della città, esperienze che ricreò successivamente in
un’opera in cui con l’artificio del diario tenuto giornalmente, descrive gli
avvenimenti e gli orrori della peste.
Cerca inizialmente di legare la sua vita al commercio e dopo un viaggio nel
continente, rientrato a Londra nel 1683, avvia un commercio aprendo un negozio
di mercerie. Nel 1684 sposa Mary Tuffley dalla quale ebbe sette figli. L’anno
seguente pone fine al suo lavoro di mercante per iniziare una attività
totalmente diversa.
Morta la regina Anna, nel partito dei Tory era iniziata una fase di regresso e
il potere era passato al partito dei Wighs. Defoe comincia a barcamenarsi tra i
due partiti che si contendevano la supremazia nel parlamento inglese. Nel 1685
prende parte alla ribellione del duca di Montmauth contro Giacomo II ed è anche
presente alla battagia di Sedgemoor. Successivamente nel 1688 rende omaggio al
nuovo re Guglielmo III e diviene una spia all’interno del partito al potere per
il quale lavora fino alla morte.
Nel 1692, dopo aver ripreso e tentato altre attività commerciali, fa bancarotta
e deve rifugiarsi nel continente. Dopo tre anni, rientrato a Londra, ottiene un
impiego ufficiale che lo occupa fino al 1699 e per breve tempo dirige anche una
fabbrica di laterizi.
Fu quello il periodo in cui Defoe inizia la sua attività di pubblicista
politico, scrivendo libelli prima in difesa della causa Wighs e poi a favore
dei Tories. Nel 1698 pubblica un Saggio sui progetti, un anticipazione di
alcune innovazioni del governo per promuovere riforme di carattere sociale ed
economico. Nel 1701 scrive L’inglese di razza a cui segue il saggio
Un’accademia per le donne. Nel 1702 pubblica un pamphlet La via più
spiccia con i dissenzienti, in cui prospettava drastiche misure, scritte
in modo ironico, da prendere nei confronti dei dissenzienti in materia di
religione (proponeva persino la morte). Sebbene una repressione di quel tipo
sarebbe stata oltremodo gradita dal partito anglicano, viene imprigionato e
messo alla gogna. Qualche biografo racconta che in tale occasione ebbe come
punizione anche le orecchie mozze. La situazione di prigioniero venne sfruttata
in seguito quando scrisse e pubblicò L’inno alla gogna (1704). Liberato
per l’intercessione del ministro Robert Harley, presidente della Camera dei
Comuni, fonda il giornale ‘The Review’, primo esempio in Inghilterra di giornale
politico e di costume. Defoe vi si dedica con fervore e vi pubblica articoli
pensati e scritti durante il carcere. Il giornale dura fino al 1713 e poi muta
titolo in ‘Mercator’.
Nel frattempo scrive la Storia dell Unione dei reami di Gran Bretagna
(1709) alla quale segue Guerre di Carlo XII (1715). Poi, deluso dalla
politica, all’età di sessant’anni, con un imprevedibile colpo di timone,
comincia a dedicarsi al romanzo.
Un anticipo di questa svolta si ebbe nel 1706 con la pubblicazione di
L’apparizione di Mrs. Veal, un racconto basato su un fatto realmente
accaduto che Defoe conclude in modo metafisico, con l’apparizione di un
fantasma.
Nel 1719 viene pubblicato Robinson Crusoe cui subito, sull’onda del
successo, segue un secondo volume Ulteriori avventure di Robinson Crusoe
e ancora un terzo romanzo.
È l’inizio di una attività intensa che darà ampi frutti: oltre trecento opere
pubblicate a getto continuo, alcune delle quali incisero profondamente
sull’opinione dei lettori.
Da citare: Il capitano Singleton (1720) che narra la vita di un
filibustiere; Le Memorie di un
cavaliere (1720); Molly Flanders (1722) ritratto della vita di una
donna avventurosa dedita al furto e alla prostituzione; Lady Roxana
(1724) in cui una cortigiana d’alto bordo narra le sue memorie. Dopo
quest’ultimo romanzo Defoe non ne scrive altri e si dedica a narrazioni di
viaggi come Un giro attraverso tutta l’isola della Gran Bretagna e
Nuovo viaggio intorno al mondo (1724), La storia della singolare
esistenza di John Sheppard, vita di pirati e avventurieri; Vita e imprese
del defunto Johnathan Wild (1725), Storia generale dei pirati
(1724-28).
Si dedica pure ad opere di carattere saggistico: Diario dell’anno della peste
(1722); Il matrimonio religioso (1722), manuale dei perfetti sposi; Il
completo commerciante inglese (1726); La storia generale delle principali
scoperte e perfezionamenti nelle arti applicate (1726); Saggio sulla
storia e sulla realtà delle apparizioni (1727); Lussuria matrimoniale e
abuso del letto coniugale (1727); Il completo gentiluomo inglese
pubblicato postumo nel 1890. Si possono ancora ricordare il saggio Storia
politica del diavolo (1726) saggio sull’occultismo e Sistema di magia
(1726).
Il meglio della sua produzione si può racchiudere in cinque, sei anni di
attività, quelli che seguono la pubblicazione di Robinson Crusoe
Daniel Defoe muore il 26 aprile del 1731 a Londra
Figlio della borghesia, Defoe non si rifà ad altri autori ma inserisce nella sua
opera tutta la sua esperienza. Il tema che costantemente riappare nelle sue
opere, sia per i protagonisti maschili, sia per quelli femminili è la lotta per
la vita, sorretta dalla fiducia in se stessi, nelle proprie forze, nel credere
in un Dio che soccorre chi inizia ad aiutarsi da solo. La sua vita non fu certo
irreprensibile, ma si ispira a preoccupazioni didattico-moralistche come
testimonia Rousseau. Diede voce alla corruzione della nobiltà terriera, alle
aspirazioni economiche della sua classe e nella figura del servo Venerdì, di
cui l’inglese Robinson è prima padrone e poi amico, anticipa il colonialismo e
l’imperialismo britannico. “La solitudine di Robinson non è solo una allegoria
dell’eterna condizione umana, ma anche una scelta, la conseguenza inevitabile
del dominio”. (da Internet)
LIBRI. Robinson Crusoe Storia di un ragazzo amante dell’avventura e del
mare. Imbarcatosi come marinaio, nel suo secondo viaggio viene fatto prigioniero
da un pirata barbaresco. Fuggito con una barca, è salvato e preso a bordo di un
veliero portoghese che lo sbarca in Brasile dove per un po’ di tempo fa il
piantatore. Successivamente si imbarca alla volta dell’Africa su una nave
negriera, Il veliero naufraga in prossimità di un’isola poco nota e Robinson,
dopo aver portato a terra tutto quanto era possibile per la sua sopravvivenza,
vive solo sull’isola disabitata, sopravvivendo e affrontando le avversità con la
sua abilità ed esperienza. Solo dopo qualche anno incontra un giovane selvaggio
da lui liberato da un’orda di cannibali e Venerdì, così viene battezzato,
rimarrà con lui fino all’arrivo di una nave che lo riporterà in patria.
Defoe ricavò la vicenda di Robinson da una storia vera, accaduta al marinaio
Alexander Selkirk, il quale trascorse quattro anni su un’isola disabitata.
Defoe propose al libraio William Taylor di scrivere un libro di oltre trecento
pagine, redatto come un diario di un naufrago. Il libraio accettò Il successo fu
immediato anche in virtù di una trovata di Taylor che ne fece un volume in
edizione economica. Dal punto di vista finanziario Defoe ricavò poco e non ebbe
il riconoscimento della parte ‘dotta’ degli intellettuali che lo considerarono
uno scrittore ‘pennaiolo’. Comunque il successo da parte del pubblico spinse lo
scrittore a continuare a sfruttare il personaggio in due successivi romanzi
assai inferiori al primo. Per gli inglesi Robinson Crusoe diventò una
specie di livre de chevet da porre a fianco della Bibbia e del
Viaggio del pellegrino.
In seguito altri autori ripresero l’argomento del naufrago o naufraghi sperduti
in un’isola o luoghi disabitati e a tali opere venne dato il nome di ‘robinsonate’.
Tra le più note Il Robinson italiano di Emilio Salgari, Il Robinson
svizzero di Johann David Whyss, Due anni di vacanza di Jules Verne,
la serie di Aloisio Sonnleitner I fanciulli della valle misteriosa e le
opere assai più recenti Il signore della mosche di William Golding e
Venerdì o la vita selvaggia di Michel Tournier.
Il regista Bunuel ne ricavò nel 1952 un film e così pure altri registi: Jeff
Musso nel 1962, C. Descanel nel 1988.
FILATELIA
CILE Anno1965
(308), GRENADA Anno1972 (421 e 424), JERSEY
Anno1984 (328), MONACO Anno1994 (1962), ROMANIA
Anno1960 (1685),
LIECHTENSTEIN Anno 2012
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DEDE QORQUT o KORKUT
(Turchia)
Visse probabilmente in Turchia nella seconda metà del 1300:Dapprima anonima, in
seguito una raccolta turca di dodici novelle venne a lui attribuita. Il nucleo
tematico è costituito da un ciclo epico cavalleresco dei turchi Oguzi, che narra
le loro lotte nell’Asia anteriore contro gli infedeli cristiani dell’impero
bizantino e della Georgia. Messo per iscritto molto probabilmente in epoca
turcomanna, alla fine del sec. XIV, presenta uno stile robusto e vivace che fa
spicco fra l’artificiosità dei poemi romanzeschi e la rozzezza della narrativa
popolare. L’argomento popolare ne fa un’opera adatta anche alla lettura dei
giovani.
FILATELIA
AZERBAIGIAN 1999 (BF 46), TURCHIA
1975 (2135/7)
 
DEKEN AGATHE
(Olanda)
Nata ad Amstelveen il 10 dicembre 1741. Morì ad Amsterdam il 14 novembre 1804.
Orfana, si mise a servizio presso la poetessa Maria Bosch, assieme alla quale
compose un volume di poesie. Nel 1777 iniziò la sua convivenza con Betje
Wolff-Bekker di cui fu dama di compagnia, Scrissero in simbiosi molti romanzi
epistolari tra cui La storia della signorina Burgerhart, Storia di Willen
Levend, Lettere di Abraham Blankaert. Fra le due scrittrici quella ad avere
più ingegno era la Wollf. Infatti, i libri della Deken scritti solo di suo
pugno risultano poco efficaci.
Le due amiche, antiorangiste, dovettero allontanarsi dall’Olanda per rifugiarsi
in Francia, dove continuarono a scrivere, ispirandosi alle idee della
Rivoluzione. Rientrarono in patria dopo alcuni anni, ridotte in miseria.
FILATELIA
OLANDA Anno 1941 (384)

DEKKER EDUARD DOUWES vedi
MULTATULI
Delany Samuel R.
(USA)
Nato a New York il 1 aprile 1942.
Autore di fantascienza nacque in un’agiata famiglia di colore nel quartiere di
Harlem. La madre Margaret lavorava in una biblioteca pubblica di New York,
mentre il padre gestiva un’impresa di pompe funebri.
Durante gli studi superiori incontrò la poetessa Marilyn Hacker, che divenne sua
moglie. Delany, convinto bisessuale, ebbe durante il matrimonio diversi contatti
omosessuali, situazione che lo portò alla rottura del matrimonio. Divorziò nel
1980, pur restando in ottimi rapporti con la ex moglie.
Iniziò a scrivere opere di fantascienza all’età di vent’anni, pubblicando tra il
1962 e i 1969 nove romanzi, storie brevi e racconti. Il decimo romanzo
Dhalgren (1974) lo rese popolare.
Nel decennio 1979-80 scrisse il ciclo Ritorno a Nevéryon, composto da
quattro romanzi.
Delany pubblicò varie autobiografie sulla sua vita di scrittore nero e gay.
Tra queste The motion of light in water ottenne il
premio Hugo.
Dal 1988 fu insegnante di lettere e letteratura comparata in varie università.
Nota la sua attività di critico letterario per la quale ricevette il premio
Pilgrim Award.
Opere:
I gioielli di Aptor
(1962),
La città morta
(1963),
Le torri di Toron
(1964),
La città dai mille soli
(1965),
La ballata di Beta-2
(1965),
Stella imperiale
(1966), Babel-17 (1966, Premio Nebula),
Einstein perduto
(1967, Premio Nebula),
Nova
(1968), Equinox (1973),
Triton
Stars in My Pocket ike Grains of Sand (1984), They Fly at Çiron
(1993), The Mad Man (1994), Hogg (1995), Phallos (2004),
Dark Reflections
Storie di Nevèrÿon
(1979), The Tale of Signs and Cities (1983), Flight from Nevèrÿon
(1985), Return to Nevèrÿon (1994),
Il tempo considerato come
una spirale di pietre semipreziose (Premio Hugo), La fossa di
Slash, Stella imperiale,Il buco tra le stelle, Cane in una rete
di pescatore.
FILATELIA
COREA DEL NORD Anno 1980 (Mic. 2007)

DELAVIGNE CASIMIR
(Francia)
Nato a Le Havre nel 1793. Morto a Lione nel 1843.
Nel 1818 acquistò grande popolarità con l’inizio
della pubblicazione delle Tre messeniche, raccolta di dodici odi
classiche nella forma ma di gusto romantico, ispirate ad avvenimenti e
situazioni della vita contemporanea, con frequenti riferimenti alla Grecia e
all’Italia.
Insieme con P.G. de Béranger fu salutato poeta
nazionale dai liberali di Francia.
Delle sue opere di teatro sono da ricordare la
tragedia storica I vespri siciliani (1819) e la commedia Marin Faliero
(1829). Dopo il 1830 l’entusiasmo suscitato dal dramma romantico segnò il
declinare della sua fortuna. (dall’Enciclopedia
Le Garzantine)
FILATELIA
POLONIA Anno
1972 (2026)

DELAVRANCEA BARBU (pseud.di Barbu Stefanescu)
(Romania)
Nato a Bucarest il 5 aprile 1858. Morto a Jasi nel1918.
Appartenente ad una famiglia di carrettieri originaria della Vrancea, trascorse
la sua infanzia nei quartieri bassi della capitale. Avendo ottenuto una borsa di
studio, poté studiare presso il Collegio di S. Sava e poi a frequentare l
’università dove si laureò in legge nel 1882.
Visse per qualche tempo a Parigi e, rientrato in patria si dedicò alla politica,
ricoprendo le cariche di deputato, di sindaco di Bucarest, di Ministro dei
lavori pubblici e poi dell’ industria.
Fu collaboratore e fondatore di giornali e riviste, impegnato in problemi dell
’arte, scrisse L’estetica della poesia popolare nel 1913.
Scrisse pure novelle, romanzi, pièces teatrali tra cui la Trilogia
drammatica.
Delle sue opere vanno ricordate le novelle raccolte in Sultanica
(1885), Il trovatore (1987), I parassiti (1893), Tra sogno e
vita (1893), le commedie Il tramonto del sole (1909), Tempesta di
neve (1910), Stella del mattino (1911), Irinel (1911) e
Hagi Tudose (1913), e vari scritti politici.
FILATELIA
ROMANIA Anno 1958 (1569A), 1983
(3437)
DELBA SAIDA
(Abkhazia)
Nata nel 1955. Morta
nel 1992.
Scrittrice. Poetessa nata in Abkhazia.
FILATELIA
ABKHAZIA Anno
2000 (catalogo Yakobs 470)

DEL CAMPO ESTANISLAO
(Argentina)
Nato a Buenos Ayres il 7 febbraio del 1834. Morto il 6 novembre del 1880.
Compie i suoi studi presso l’Accademia Porteno-liberal e comincia subito a
lavorare all’età di 16 anni alla Barracas de Balcarce. Il contatto con i
lavoratori nei campi e la sua inclinazione verso le lettere lo avvicinano alla
tematica gaucesca.
Nel 1852 partecipa alla difesa della città assediata dal Generale Lagos. Nel
1861 conosce la sorella del generale Iuan Lavalle, Carolina Micaela. Presta
servizio alle dogane, prende parte alla battaglia di Cepèda y Pavon con
l’incarico di capitano. Nel 1874 è nominato tenente colonnello.
All’età di 33 anni diventa deputato quale rappresentante e Ufficiale maggiore
del Ministero del Governo della Provincia.
La sua attività letteraria inizia nel 1857 con lo pseudonimo di Anastazio el
Pollo e dichiara di essere un discepolo di Ascasubi, ma. subisce l ’influenza
di Quevedo, di Esteban Echevarria e di José Marmol. La sua prima opera ha per
titolo
Carta de Anastasio el Pollo sobre el beneficio de la senora La Gruia.
Nello stesso anno viene pubblicata un’altra opera,
Los debite de Mitre.
Con alcuni colleghi letterati appartenenti all’Ateneo letterario, organizza
la redazione della rivista “El Estimulo”
Il 30 settembre del 1866 è pubblicata sul “Correo del Domingo” l’’opera
Fausto.
Si tratta di una composizione breve, formata da 1278 versi ottosillabi,
ripartiti in sei parti di uguale lunghezza. Seguirono
Poesie,
in cui erano presenti quarantasette componimenti, e nel 1872 la stessa opera fu
ampliata con altri componimenti e ripubblicata con la presentazione di Carlo
Casavalle
Nel 1967 dà vita al diario
El Porvenir
nel quale raccoglie le idee del partito liberale
Affabile di carattere, non godeva di buona salute a causa di una malattia al
cervello che lo aveva colpito.
Morì a Buenos Ayres.
FILATELIA
ARGENTINA Anno 1966 (765), 1985 (1453)
DELEDDA GRAZIA
(Italia)
Nata a Nuoro nel 1871, morì a Roma nel 1936.
Autodidatta, esordì a diciassette anni come narratrice con alcuni racconti
pubblicati su un giornale di mode e nel 1892 pubblicò il romanzo Fiore di
Sardegna. Proseguì poi di anno in anno scrivendo romanzi e novelle poi
raccolte in volumi.
Le sue opere risentono della letteratura russa dell’ultimo Ottocento e del
verismo verghiano, rielaborati però da una profonda soggettività.
La Deledda fu l’interprete della Sardegna con i suoi paesaggi aspri, le forti
virtù, gli istinti selvaggi dei suoi abitanti. Il filone folkloristico la pone
nella narrativa veristica a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. I suoi
protagonisti sono spesso esseri primordiali e le ragioni sociali ed economiche
che li muovono cedono sovente il posto ad introspezioni su creature chiuse,
immerse in un oscuro misticismo e in un mondo superstizioso.
Nel 1926 le fu assegnato il Premio Nobel.
Grazia Deledda scrisse oltre quaranta volumi di romanzi e raccolte di novelle.
Tra essi emergono: Anime oneste (1895), La via del male (1906),
Il tesoro (1897), La giustizia (1899), Il vecchio della
montagna (1900), Dopo il divorzio (1902), Elias Portulu
(1903), Cenere (1904), L’edera (1908), Colombe e sparvieri
(1912), Canne al vento (1913), Marianna Sirca (1915), La madre
(1920), Il Dio dei viventi (1922), Annalena Bilsini (1927), Il
paese del vento (1931), La vigna sul mare (1932), Cosima,
uscito postumo nel 1937. Postumi sono pure usciti Versi e prose giovanili,
Romanzi e novelle in quattro volumi (1941-55).
Deledda ridusse per il teatro alcune sue opere tra cui L’edera (da cui fu
tratto anche un film interpretato dalla Duse) e La grazia, sempre
interpretato in teatro dalla Duse. Tradusse dal francese Eugenia di
Balzac.
La narrativa della Deledda, situata talora nella scia del verismo del Verga,
grazie al fatto che la scrittrice era autodidatta e non era influenzata dai
grandi romanzieri europei, sfugge ad ogni catalogazione di “corrente” ed ha una
sua assoluta originalità (costante fusione tra anime e paesaggio della Sardegna;
senso religioso del peccato; fatalismo). Sotto questo aspetto le sue opere più
importanti e più originali (Elias Portulu, Marianna Sirca, Canne al vento)
restano fra gli esiti maggiori della narrativa italiana del primo novecento.
FILATELIA
ITALIA Anno 1971 (1158) , PARAGUAY
Anno 1977 (fog. 306), S.VINCENT Anno 1995 (2601), TURCHIA Anno 1935
(866)
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Del Granado Javier
(Bolivia)
Nato Cochabamba il 27 febbraio 1913. Morto il 15 gennaio 1996.
Poeta italiano ma figlio di Bolivia., trascorse la maggior parte della sua
gioventù nella tenuta agricola di famiglia, vicino alla città di Colpa, Arani.
L’educazione conseguita e l’ambiente influenzarono fortemente le sue opere,
nelle quali amalgamò immagini locali e ambiente, fondendoli in una narrazione
epica in cui sono trattati temi del mondo rurale indigeno della popolazione
quechua (inca).
Membro dell’Accademia Boliviano-Spagnola e corrispondente dell’Accademia
Spagnola, Del Granado ottenne vasti riconoscimenti e premi internazionali.
Quando morì venne decretato un lutto nazionale di tre giorni.
Tra le sue opere: Rosas Pálidas (1939), Canciones de la Tierra
(1945), Cochabamba (1959), Evocación del Valle(1964),
La Parabola del Aguila (1967), Antologia poetica de la Flor Naturale(1970),
Romanzi della nostra Valle (1972), Del Crepuscolo y el Alba (1973),
Vuelo de Azzorre (1978), Cantares (1989),
FILATELIA
BOLIVIA 2000 (1047)
 
DELIBES MIGUEL
(Spagna)
Nato il 17
Ottobre, 1920. Morto 12 marzo 2010.
E’ stato lo
scrittore castigliese più importante del 20 ° secolo.
Nacque nella
città di Valladolid dove ha vissuto per tutta la sua vita. Nei suoi 20 romanzi e
numerosi racconti, ha descritto questa città di provincia, dove apparentemente
non succede nulla ma dove si ha la possibilità di “vedere la gente in modo
chiaro, a tutto tondo. Qui vedi le persone come vivono e come muoiono, e questo
evidenzia il dramma malinconico e sereno dell'esistenza".
La passione
nella vita ordinaria, la sobrietà e la malinconia sono i sapori della scrittura
di Delibes.
Ha pure disegnato
la vita in campagna, con una profonda empatia per la natura e per i poveri. I
suoi non erano gli atteggiamenti sentimentali di un uomo urbano che guarda
l’umile gente di campagna. Anche se ebbe un'educazione confortevole come
figlio del direttore della Scuola di Commercio di Valladolid, la madre proveniva
da un remoto villaggio in provincia di Burgos, dove Delibes trascorse gran parte
della sue estati. Conosceva intimamente la vita di campagna.
Nel 1938, durante
la guerra civile spagnola, si offrì volontario per entrare in marina, perché
altrimenti si sarebbe arruolato nella fanteria e temeva la prospettiva di un
incontro a corpo ma corpo col nemico. La sua esperienza maturata a contatto con
in mare è presente in Madera de Heroe (1987), uno dei suoi migliori
romanzi, scritto nel periodo tardo della sua vita, quando poteva pubblicare
senza preoccuparsi della censura..
Ha studiato
commercio e legge, ma non amava né l’uno né l’altra. Ha trovato un lavoro nel
1941 alle dipendenze del giornale principale di Valladolid, “El Norte de
Castilla”, come disegnatore. Un anno dopo, scrisse il suo primo articolo e nel
1944 si dedicò interamente 1944 al giornalismo.
Per 20 anni
oltre alla stesura di articoli, diede lezioni in diritto degli affari (in cui si
era laureato) e scrisse romanzi.
Il suo primo
romanzo, La Sombra del Cipres es Alargada ha vinto il premio Nadal nel
1948. Il suo secondo lavoro, Aun es de Día (1949), ha incontrato problemi
di censura ed è stato pubblicato solo dopo tagli notevoli. Tuttavia, è stato nel
suo lavoro di giornalista che ha incontrato più problemi con le autorità, che
non amavano le sue campagne in cui denunciava la povertà rurale. Divenne
direttore di “El Norte de Castilla” nel 1958, ma fu costretto a dimettersi nel
1963. Scoprì che poteva esprimersi con maggiore chiarezza in romanzi come Las
Ratas (1962).
Nel 1964, si recò
come visitatore per sei mesi nel Maryland , dove iniziò a scrivere il primo dei
numerosi libri di viaggio. A questo punto comprese che col solo lavoro di
scrittore avrebbe potuto sostenere se stesso e la sua famiglia.. Uno dei suoi
capolavori, Cinco Horas con Mario (1966) è stato adattato nel 1980 in un
monologo.
Delibes non era
solo uno scrittore: nel 1965 fondò un club artistico a Valladolid, che divenne
un punto di riferimento per il dissenso intellettuale. L’anno successivo fondò
pure un club cinematografico. Nel 1946 sposò Ángeles de Castro, che lo
incoraggiò a scrivere. Era la "dolce metà di me stesso", Quando morì, nel 1974,
Delibes cadde in una profonda depressione. Negli gli ultimi mesi della sua
vita scrisse Señora de Rojo Sobre Fondo Gris (Signora in rosso su fondo
grigio, 1991).
Delibes ha vinto
numerosi premi, tra cui il premio nazionale di letteratura per due volte, nel
1955 e nel 1999: il Príncipe de Asturias nel 1982 e primo premio letterario, il
Cervantes, nel 1994. Circa 11 film sono stati tratti dai suoi romanzi. Il più
famoso è un adattamento di Los Santos Inocentes (I Santi Innocenti,
1982), una storia feroce di lavoratori umiliati.
Delibes è stato
eletto alla Reale Accademia di Spagna nel 1973 , criticando nel suo discorso
le devastazioni della natura operate dall’uomo. Il suo ultimo libro, La
Tierra Herida (2005), assume la forma di un dialogo tra lui e il suo figlio
maggiore.
Il suo ultimo
romanzo, El hereje (1998), un romanzo storico, riassume il tema centrale
della sua opera: il motivo per la libertà di coscienza contro l'assolutismo.
FILATELIA
SPAGNA Anno 2011

DELIGNE GASTON FERNANDO
(Dominica)
Nato a S. Domingo il 23 ottobre del 1861, muore a San Pedro de Macorís il 18
gennaio del 1913.
Quando ancora era ragazzo il padre morì di febbre tifoidea. La povertà della
famiglia indusse il filantropo Padre Billini ad accoglierlo nel collegio di San
Luigi Gonzaga dove ottenne nel 1877 il grado di baccelliere. Trovò
un’occupazione di bibliotecario che tenne per oltre quindici anni.
L’abbandonò solo per allontanarsi da San Domingo a seguito della crisi economica
che colpì la capitale e si trasferì a San Pedro Macoris, dove, senza fortuna,
tentò la via del commercio. I tre negozi che aprì fallirono miseramente, perciò
fu costretto a riprendere la sua attività di bibliotecario. Durante questi
periodi non abbandonò mai la sua attività letteraria che già aveva iniziato a
San Domingo.
Amante della letteratura, della filosofia e della sociologia, pubblicò
composizioni poetiche che furono inizialmente di carattere romantico, cui si
inserirono altre di genere simbolista, impressionista e modernista. Questo
incrocio generi non gli permise di acquisire uno stile personale che
caratterizzasse la sua opera. Nel contenuto prevale sovente la preoccupazione
sociale e il patriottismo che difese in mezzo secolo di vita. E’ ricordato
come l’iniziatore della poesia psicologica nella letteratura del suo paese,
tanto da meritarsi, assieme a Salomé Urena e Joaquim Pérez, il titolo di Padre
della Poesia Nazionale.
Conosceva il greco, il latino, il francese, l’inglese il che gli permise di
tradurre diverse opere tra cui quelle di Verlaine, Victor Hugo, Longfellow.
Collaborò a diversi periodici.
Nel 1913, dopo aver lottato invano contro la lebbra che lo aveva colpito, si
suicidò.
FILATELIA
REPUBBLICA DOMINICANA Anno 1936 (296)
DELL’ARCO MARIO (pseud.
di Mario Fagiolo)
(Italia).
Nato a Roma il 12 marzo del 1902 e ivi morto il 3 aprile del 1906.
Iniziò la scuola a sei anni presso le suore tedesche di San Basilio. L'anno
successivo andò dalle suore inglesi di San Sebastianello (Villa Medici).
Iniziò a scrivere in romanesco il primo sonetto
Li manichini
sul giornaletto
L'Amico Cerasa
diretto da Nino Ilari (poeta e paroliere).
Studiò architettura, insieme a Mario Ridolfi, progettò il Palazzo delle Poste,
di piazza Bologna a Roma, e la fontana di piazza Tacito a Terni, con i mosaici
di Corrado Cagli.
Nel 1927 ottenne un ottimo successo, con due canzoni da lui scritte sotto il
suo vero nome di Mario Fagiolo e musicate da Fortunato Lay. Le canzoni erano
Pupo Biondo
e
Ninna Azzurra.
Durante la seconda guerra mondiale, andò con la famiglia in Umbria, a Cannara.
Qui continuò a scrivere poesie che pubblicò sotto lo pseudonimo di Mario
dell'Arco.
Pubblicò nel corso della sua lunga vita una cinquantina di libretti di poesie
(alcuni in dialetto), ideò alcune pubblicazioni come
Il Belli,
Il nuovo Belli
e
Il nuovo Cràcas
.
Nel 1952 venne conosciuto da un più vasto pubblico, collaborando con Pier Paolo
Pasolini all'antologia
Poesia dialettale del
Novecento. Ha scritto recentemente Roberto Damiani su "Vita
Ciociara" nella rubrica "Contemplando Roma":
Morì a Roma il 3 aprile 1996.
FILATELIA
ITALIA Anno 2005 Annullo speciale
illustrato

Delvig Anton Antonovich
(Russia)
Nato nel 1798. Morto nel 1831.
Poeta e giornalista, studiò al Liceo Selo insieme ad Alexander Puskin, del quale
divenne amico. uskin gli dedicò una poesia.
Delvig nella sua produzione si interessò di poesia, di folklore e di canzoni
popolari, alcune delle quali furono musicate da compositori (Alexander Alyabyev
e Mikhail Glinka).
Nella sua veste di giornalista Delvig si occupò del periodico “Fiori del Nord”,
cui collaborò regolarmente Puskin. Sempre con Puskin nel 1830-31 curò la
“Gazzetta Letteraria”, finché non ne fu vietata la pubblicazione dal governo
zarista.
FILATELIA
RUSSIA Anno 1998 (6343), 1999, 2004 cartoline postali.
 
DE MELLO PEDRO HOMEN
(Portogallo)
Poeta portoghese, dopo le innovazioni di gusto e di stile introdotte dalla
cantante di fado Amalia Rodrigues, De Mello si accostò al genere musicale,
tipico della tradizione portoghese e scrisse per il fado molti testi notevoli
e importanti. Come lui, lavorarono altri poeti tra cui David Mourão-Ferreira e
José Carlos Ary dos Santos, Luis Portela, Pedro Tàmen, J.L.Godinho, Augustina
Bessa Luis, Florbela Espança. In seguito è stato "fadizzato" anche Fernando
Pessoa.
FILATELIA
PORTOGALLO Anno 2004
 
Demeter Dimitrija
(Croazia)
Nato nel 1811. Morto nel 1872.
Editore e drammaturgo, nacque in una famiglia di mercanti. Studiò filosofia a
Graz e medicina a Vienna e a Padova. Durante gli studi coltivò la passione
letteraria. Ritornato in Croazia esercitò la medicina, ma parte del suo tempo lo
dedicò anche a scrivere opere letterarie dove poté esprimere la sua passione
storica e i suoi ideali patriottici.
E’ l’autore del primo dramma croato Teuta nel quale sostiene l’origine
illirica di tutti gli slavi del sud. Scrisse racconti, feuilletons, critiche
letterarie, libretti d’opera per Vatroslav Lisinski ( Ljubav and Zloba,
Porin e per Dramatička pokušenja I. (1834) e Dramatička
pokušenja II. (1844).
Assai importante è stato il suo ruolo di organizzatore della vita culturale in
Zagabria e nel resto della Croazia. Fu anche editore di vari almanacchi (Iskra,
Südslavische Zeitung, Danica, Narodne Novine e Hrvatski
Sokol).
Fu anche autore di
poesie nelle quali emergono i temi della campagna e soprattutto del
patriottismo. In esse traccia profili poetici di eroi e di patrioti del
passato. In talune poesie, oltre alla tendenza epica, offre forti
caratteristiche romantiche che ricordano l’opera letteraria di Byron. Le sue
poesie preludono e annunciano l’opera più importante della letteratura croata di
quel tempo: il poema epico Smrt Smail age Čengića, scritto da
Ivan Mažuranić nel 1845.
Fra le poesie di
Demeter un posto speciale occupa il suo Pjesma Hrvata (Canzone dei
Croati) in ottave. Altro lavoro noto è il poema Grobnik, scritto nel
1842 per il seicentesimo anniversario della battaglia di Grobnik dove,
secondo la leggenda, i Croati sconfissero i Tartari invasori.
Demeter fu inoltre uno dei fondatori del teatro nazionale croato (Hrvatsko
Narodno Kazalište - HNK). E per il suo interessamento il Parlamento Croato
approvò la fondazione di un teatro stabile del quale Demeter fu manager e autore
drammatico.
Nel 1907 venne istituito il Premio nazionale “Demeter” per opere drammatiche.
FILATELIA
CROAZIA Anno 1995 (45/47)

Demirchyan Derenik
(Georgia)
Nato a Akhalkalaki il 6 febbraio del 1877. Morto nel 1956.
Poeta, romanziere, traduttore e drammaturgo, dopo aver completato la sua
formazione scolastica a Tiflis, è diventato un membro del gruppo letterario
armeno Vernatun (Cenacolo), chiamato così perché i suoi membri incontravano al
5 ° piano della casa del poeta Hovhannes Tumanian. Demirchyan pubblicò il primo
libro di poesie nel 1899. Frequentò l'Università di Ginevra dal 1905 al 1909, e
poi, dopo alcuni anni trascorsi a Tiflis, nel 1925 si stabilì a Yerevan. Nel
corso del 1920 alcune sue commedie andarono in scena. In particolar modo ebbe
successo Il prode Nazar il cui personaggio era una figura
folcloristica, tratta da un lavoro del poeta Tumanian. Pubblicizzato da
Demirchyan come una commedia per i "bambini adulti e gli adulti bambini", Il
prode Nazar fu rappresentato nel 1924. In seguito ebbe successo anche a
Yerevan, Tiflis e Baku.Dalla commedia fu tratto un film nel 1940.
Dalla metà del 1920, oltre a commedie,scrisse anche opere in prosa, romanzi e
racconti per bambini.
Si occupò di traduzioni dal russo in particolar modo di Gogol.
Demirchyan continuò a lavorare e a pubblicare libri fino alla morte, avvenuta
nel 1956. Nel 1980, lo Stato armeno creò in suo nome un premio letterario per
la prosa.
FILATELIA
URSS Anno 1967, 1977 Annullo speciale e
buste postali.

DE MORAES MARCUS VINICIUS DA CRUZ MELLO
(Brasile)
Nato a Rio de Janeiro, 19 ottobre
1913. Morto a Rio de Janeiro, 9 luglio 1980.
Poeta, cantante, compositore,
drammaturgo e diplomatico brasiliano, noto più semplicemente come Vinícius de
Moraes. Proveniente da famiglia facoltosa, fu addetto d'ambasciata e, come
autore di testi, scrisse numerosi classici; da un suo dramma fu inoltre tratto
il film Orfeo negro. Si sposò nove volte e morì a Rio de Janeiro, sua
città natale, a 66 anni.
Cresciuto in una famiglia amante
della musica, de Moraes scrisse poesie fin dall'infanzia. A quattordici anni
divenne amico dei fratelli Paulo e Haroldo Tapajós, e con il secondo compose "Loura
ou Morena", la sua prima canzone. Nel 1929 intraprese gli studi di diritto a Rio
de Janeiro. A partire dal 1932 scrisse le parole di dieci canzoni dei fratelli
Tapajós. Terminati gli studi pubblicò i suoi primi due libri: Caminho Para a
Distância (1933) e Forma e Exegese. In seguito lavorò come censore
cinematografico (1935) e scrisse il suo terzo libro, Ariana, a Mulher
(1936).
Nel 1938 de Moraes si trasferì in
Inghilterra e studiò a Oxford. In quel periodo scrisse Novos Poemas.
Nel 1941, durante la Seconda guerra
mondiale, tornò a Rio e iniziò a scrivere recensioni cinematografiche e critiche
in vari giornali e riviste. Due anni dopo si unì al corpo diplomatico brasiliano
e pubblicò il libro Cinco Elegias. nel 1946 ebbe il primo incarico
ufficiale: fu inviato a Los Angeles come vice-console e diede alle stampe il suo
nuovo lavoro, Poemas, Sonetos e Baladas.
All'inizio del 1950, de Moraes
tornò in Brasile a causa della morte di suo padre. Nel 1953 pubblicò il suo
primo samba, Quando Tu Passas por Mim, composto assieme al musicista
Antônio Maria. Nello stesso anno andò a vivere in Francia, come secondo
segretario dell'ambasciata brasiliana. La sua opera teatrale Orfeu da
Conceição vinse il concorso del IV centenario di San Paolo nel 1954. L'anno
seguente scrisse dei testi per alcuni brani di musica da camera. Nel 1959 Marcel
Cams trasportò sul grande schermo Orfeu da Conceição col titolo di
Orfeu Negro.
In seguito al suo ritorno al lavoro
di diplomatico in Francia e Uruguay pubblicò le opere Livro de Sonetos e
Novos Poemas II.
Negli anni sessanta de Moraes
estende le sue collaborazioni a molti artisti brasiliani, in particolare lavora
con Toquinho, che diventò poi il suo partner musicale preferito e uno dei suoi
migliori amici. Le sue canzoni Para uma Menina com uma Flor e Samba da
Bênção.
In seguito alle vicissitudini
politiche del Brasile della fine degli anni '60 e dei primi anni '70, Vinicius
de Moraes è frequentemente in Italia con Toquinho con apparizioni anche
televisive. Ciò aprì la strada alla musica latino-americana che vivrà un'epoca
di relativo successo (vedi Per un pugno di samba di Morricone - De
Hollanda) che si concluderà all'inizio degli anni '80 con la partecipazione di
Toquinho a Sanremo con Acquarello.
Una selezione di poesie di Vinícius de Moraes è stata tradotta in italiano da
Giuseppe Ungaretti.
Nel
1969 de Moraes soggiornò alcuni mesi a
Roma; durante questo periodo registrò il suo primo album in italiano,
La vita, amico, è l'arte dell'incontro
affiancato da Sergio Endrigo,
un giovanissimo Toquinho alla chitarra e dallo stesso Ungaretti che recitò in
maniera eccezionale alcune delle proprie traduzioni poetiche.
FILATELIA
BRASILE 1993
(2119) , 2013
Dennis Clarence Michael James
(Australia)
Nato ad Auburn nel 1876. Morto nel 1938.
Suo padre possedeva un albergo, ma, a causa del lavoro che lo assorbiva
completamente e per la cagionevole salute della moglie, non potendo occuparsi
dell’educazione del figlio, lo affidò alla tutela di alcune zie.
Studiò presso il Christian Brothers College di Adelaide.
All'età di 19 anni lavorò come apprendista-avvocato presso la cancelleria del
tribunale. Pubblicò in questo periodo le sue prime poesie, un inizio promettente
che lo portò in seguito ad essere considerato uno dei tre poeti australiani più
importanti, a fianco di Banjo Peterson e di Henry Lawson.
Nel 1916 pubblicò una raccolta di poesie Sentimental Bloke che ebbe una
tiratura di 65000 copie vendute il primo anno.
Il Sentimental Bloke e numerosi altri scritti poetici pubblicati in
seguito, sono connessi a situazioni e a problemi di tutti i giorni. Alcune
poesie furono in seguito utilizzate per film muti e per musical.
Nel 1983, l'Australia Post rappresentò la Sentimental Bloke su una serie
di francobolli.
Un premio di poesia creato in onore di Dennis è regolarmente presenziato dal
Presidente del Consiglio di Victoria. .
Dennis dopo la morte, avvenuta all'età di 61 fu definito dal Primo Ministro
australiano Joseph Lyons “il Robert Burns d'Australia".
FILATELIA
AUSTRALIA Anno 1993 (835-39)

Densusianu Ovidio
(pseudonimo Ervin)
(Romania)
Nato a Fagaras il 29 dicembre 1873. Morto a Bucarest il 9 giugno 1938.
Poeta, filologo, linguista è conosciuto per l'introduzione nella letteratura
rumena di nuove tendenze europeistiche moderne.
E 'stato professore presso l' Università
di Bucarest e membro della Accademia di Romania.
Per breve tempo Densusianu fu sposato con Elena Bacalogu con la quale venne in
Italia per studiare e ammirare le teorie fasciste e per organizzare il Movimento
Nazionale Italo-Rumeno di impronta culturale ed economica.
Ritornato in Romania, morì a Bucarest. È sepolto cimitero di Bellu.
FILATELIA
ROMANIA Anno 1973 (Busta Postale)
DE RADA GIROLAMO
(Albania)
Nato a Macchia Albanese (Cosenza) nel 1814, Morì a San Demetrio Corone
nel 1903. Nel 1848 fondò a Napoli il giornale “L’albanese d’Italia” e la
rivista bilingue ”La bandiera dell’Albania” che diresse dal 1883 nal 1887. Sul
movimento risorgimentale albanese compose un poemetto Milosao (1833).
Contiene una serie di idilli che ricordano la migrazione albanese in Italia nel
15° secolo, le loro tradizioni, la loro lingua.
Seguirono altri poemi tra cui Canti di Serafina Thopia (1843),
Scanderberg il disavventurato (1873/84), Uno specchio di umano transito
(1897). Importante è la sua raccolta di canti popolari italo-albanesi
Rapsodie d’un poema albanese (1866).
Fu uno dei maggiori poeti italo-albanesi.
Scrisse anche tragedie tra cui Sofonisba (2891) e una Autobiologia
(1898-99)
FILATELIA
ALBANIA Anno 1964
(722/3), MACEDONIA 2003
(288)
 
Derozio Henry Louis Vivian
(India)
Nato a
Calcutta il 18 aprile 1809 e ivi morì il 26 dicembre 1831.
Poeta
e pensatore radicale è uno dei primi educatori indiani che si occupò di
diffondere il sapere occidentale e la scienza tra i giovani del Bengala.
Figlio di padre indiano e di
madre inglese, Derozio è stato influenzato dai poeti romantici inglesi.
All’età di 17 anni cominciò a pubblicare versi patriottici, che lo
portarono all'attenzione delle élite intellettuale di Calcutta. Nel 1826 è
stato nominato istruttore presso l’Hindu College, dove il suo insegnamento
influenzò i suoi allievi a tal punto che essi nel 1828 organizzarono una
Associazione Accademica che attirò l’attenzione sia degli studiosi
britannici sia di quelli indiani su discussioni di religione e filosofia.
Nello spirito del
razionalismo inglese, Derozio criticò le pratiche sociali e le credenze
religiose ortodosse dell’induismo. Accusato di irriverenza da parte dei
genitori ortodossi dei suoi studenti indù, fu costretto a dimettersi
dall’Hindu College nel 1831.
Per.molto tempo dopo la sua morte
per colera, la sua influenza continuò tra i suoi ex studenti che si
occuparono delle riforme sociali, del diritto e giornalismo.
Derozio fu autore di poesie.
Subì il fascino di Byron come si avverte in molte sue poesie legate al
romanticismo. Gran parte della sua poesia è legata al mondo e alla cultura
indiana e alla natura del suo paese come si avverte in La Fakeer di
Jungheera (1828), una lunga lirica in cui descrive la regione attorno
a Bhagalpur. Tra le sue brevi poesie e ballate emergono i versi di The
Song of the Minstrel Hindustanee e Il vaso d’oro.
FILATELIA
INDIA Anno 2009 (2212)

Derzhavin
Gavrila Romanovich
(Russia)
Nato a Karmaci o Sokuira, governatorato di Kazan nel 1743. Morto a Zvan’ka,
governatorato di Novgorod nel 1816.
Suo padre, un contadino di origine tartara, morì, quando Gavrila era ancora
giovane. Ricevette un’istruzione formale e in seguito entrò nelle guardie
civili a Mosca dove fece lentamente carriera tanto da diventare governatore di
Olonec e di Tambov e nel 1791, poi segretario di Caterina II alla quale fu molto
devoto. Fu presidente del Collegio del Commercio (1794) e nel 1802 ministro
della Giustizia (1802).
Si ritirò nel 1803 e trascorse il resto della sua vita nel paese di Zvanka
vicino a Novgorod, dove scrisse poesie idilliache e versi anacreontici.
In campo letterario è. ricordato per le sue
odi, dedicate all’ Imperatrice e ad altri cortigiani. Trattò diversi generi
letterari, usando spesso toni umoristici e satirici. In un’ode all’imperatrice,
ad esempio, descrive la ricerca dei pidocchi nei capelli di sua moglie o mette a
paragone la sua poesia con una bibita.
Nelle sue opere poetiche curò i dettagli e i colori. Riteneva che il francese
fosse una lingua armonica, mentre considerava il russo una lingua di conflitto.
A differenza di altri poeti classici, Derzhavin trovava piacere nella scelta dei
dettagli, come un colore di sfondo nella sua camera da letto o di un poetico
inventario del suo pasto giornaliero. Alcune delle sue odi sono impeccabili per
la forma come Alla morte del principe Meschersky (1779); la giocosa
Ode a Felicia (1784); Dio (1785), che è stato tradotto in tutte le
lingue d'Europa; La cascata (1794), una serie di considerazioni
filosofiche sulla morte del principe Potemkin, Bullfinch (1800), una
acuta elegia sulla morte del suo amico Suvorov. Egli ha inoltre fornito il testo
per il primo inno nazionale russo.
Nei suoi poemi anacreontici esplode il senso epicureo della vita come in A
Eugenio e Vita di Zvanka (1807). Notevole è anche L’invito a
tavola (1811).
FILATELIA
RUSSIA Anno 2004 (BF 273), URSS Anno
1971 (3849)
 
DESBORDES-VALMORE MARCELINE
(Francia)
Nata a Douai, Fiandre il 20 giugno 1786 e morta a Parigi il 23 luglio
del 1859.
Figlia di un pittore rovinato dalla rivoluzione, ancora fanciulla accompagnò la
madre alla Guadalupa per raccogliere l’eredità di un lontano parente. Tornate in
Francia più povere di prima, la madre morì e la figlia dovette adattarsi a
diversi mestieri.. Fece la sarta, poi la cantante nei teatri di Douai, Rouen,
Lilla e poi, persa la voce di cantante, si dedicò al teatro e fece l’attrice a
Parigi.
Nel 1817 si sposò con un attore mediocre, Lanchantin, detto Valmore, che non
contribuì fattivamente al menage della famiglia e si occupò poco di lei e delle
due figlie, Ondine e Ines. Delle due Ondine si dedicò alla poesia ed ebbe il
suo quarto d’ora di celebrità, quando incontrò Saint Beuve che si innamorò di
lei. La giovane, come la sorella, morì presto di tisi.
La poesia della Debordes-Valmore è interamente legata al sentimento. Seppur per
un certo aspetto ancora romantica, fu ammirata dai simbolisti, in particolar
modo da Verlaine che la inserì tra i suoi Poeti maledetti (1884). Cantò
il suo amore per Olivier, che più tardi si scoprì essere lo scrittore Henri de
Latouche. Cantò pure il suo fervido amore materno
Nelle lettere da lei scritte emergono la sua assennatezza. il suo coraggio, la
sopportazione cristiana, rassegnata davanti alla vita e ai dolori.
Tra la sua produzione: Elegie e romanze (1819), Elegie e nuove poesie
(1825), Le lacrime (1833), Poveri fiori (1839), Mazzolini e
preghiere (1843)
La sua vena crepuscolare non dispiacque a Baudelaire e Verlaine.
FILATELIA
FRANCIA Anno 1959 (1214)

Deshpande
Purushottam Laxman
(India)
Nato a Mumbai (Bombay) l’8 novembre 1919. Morto a Pune il 12 giugno 2000.
Scrittore, attore, compositore, regista,
produttore cinematografico e direttore TV.
Studiò presso il Collegio Fergusson di Pune.
Per alcuni anni, Deshpande lavorò come professore universitario e
insegnante di scuola, prima di iniziare la sua carriera in diversi campi:
recitazione, regia, e composizioni musicali per il mondo del cinema..Era
esperto in musica classica indostana. Fu uno.
scrittore prolifico e scrisse in Marathi numerose opere originali e adattamenti
di opere provenienti da altre lingue.
Opere. Saggistica:
Khogir Bharati (1949), Nasti Uthathewa (1952), Batatyachi Chal
(1958), Golaberij (1960), Asa Mi Asami (1964), Khilli,.
Kotyadhish La. Pu, Marathi Wangmayacha Galiw Itihas, Teliphonacha Janma,
Porawaya.
Romanzi:
Kay Wattel Te Hoeel (1962 Eka Koliyane (1965Kanhoji Angre.
Biografia:
Gandhi (1970).
Collezioni di bozzetti di
vita: Ganagot (1966Wyakti Ani Walli (1966),
1975 Guna Gaeena Awadi (1975), Ravindranath:
Teen Wyakhyane).
Diari di viaggio:
1960 Apurwai (1960, Purwarang
(1963Jawe Tyanchya Desha (1974), Vanga Chitre (1974).
Altre opere Ek Shunya
Mee, Chitramay Swagat, Mukkam ShantiniketanDwidal Char Shabd, Aghal Paghal,
Apulaki.
Saggi umoristici:
Eka Rawiwarchi Kahani, Bigari Te Matric, Hari Tatya, Punekar, Mhais,)
Mi Ani Majha Shatrupaksha, Paliv Prani, Panwalaayog)
Kahi Nave Grahayog Majhe Paustik Jeewan, Pestan Kaka, Raosaheb Sakharam Gatane,
Namu parit, Urala Sara, Narayan.
FILATELIA
INDIA Anno 2002 (1670)

Devkota
Laxmi Prasad
(Nepal)
Nato il 12 novembre 1909 Kathmandu, Nepal – Morto il 14 settembre 1959.
E’ probabilmente il miglior scrittore di lingua nepalese noto soprattutto per la
poesia "Muna Madan”.
Devkota era il terzo figlio di Pandit Til Madhav e Amar Rajya Laxmi Devi. Era
nato a Thatunati (ora Dhobidhara), il giorno della Dipawali, la Festa delle luci
, celebrazione di Laxmi, la dea della ricchezza. I suoi genitori considerarono
la sua nascita come un dono dalla dea e lo chiamarono Laxmi Prasad.
Conseguì la laurea in diritto, ma dedicò molto del suo tempo alla letteratura.
Intellettuale umanista manifestò nei suoi scritti punti di vista decisamente
atei, idee di sapore marxista e altre ideologie simili.
Devkota contribuì alla letteratura Nepali portando la tradizione sanscrita al
suo apice ed avviando un movimento romantico moderno nel paese. Fu il primo a
iniziare a scrivere poemi epici nella letteratura nepalese e la sua opera
principale Muna Madan rimase un best seller per oltre cinquanta anni dopo la sua
morte.
Egli è riconosciuto come uno dei più grandi scrittori del Nepal e la sua opera è
allo stesso livello di standard, come uno dei grandi della letteratura in
qualsiasi lingua. Ha lavorato anche come ministro dell'Istruzione del Nepal, ed
è stato professore al Tri-Chandra College.
Devkota aveva la capacità di scrivere poesie molto velocemente-ha scritto il
Shakuntal in tre mesi, l'epica Sulochana in 10 giorni e Kunjini
in una sola notte.
Opere:
Romanzi
:
Champa, Gulzar Gulzar.
Poesie e novelle: Jasto bal, Kunjini,
Kunjin, Gaine, Gaine, Geet,
Putali, Puta,
Krishibala , Krishibala,
Dushyant-Shakantula Bhet ,
Dushyant-Shakantula, Bhet, Munamadan ,
Munamadan, Ravan-Jatayu Youdha ,
Ravan-Jatayu, Youdha, Lakshmi Kavita Sanghrah ,
Lakshmi, Sanghrah, Kavita, Luni , Luni,
Sun Ko Bihani , Dom Ko Bihani,
Raj Kumar Prabhakar ,Raj Kumar Prabhakar,
,Sita Haran , Sita Haran
Mahendu , Mahendu,
Dhumraketu Dhumraketu,
Pagal(Poem) Pagal,
Sulochana , Sulochana,
Bana Kusum , Bana Kusum,
Maharana Pratap , Maharana Pratap,
Prithvi Raj Chauhan , Prithvi, Raj
Chauhan Prometheus. (da Internet
Wikipedia)
FILATELIA
NEPAL Anno 1965 (174), 2009 (958)

DEXTER COLIN
(Inghilterra)
Nato a Stamford nel Lincolshire nel 1930.
Studiò discipline classiche presso l’Università di Cambridge e poi si trasferì a
Oxford con la famiglia. Insegnò greco e latino in varie scuole prima di essere
impiegato alla Oxford University.
Militò nel Corpo Reale; fu ex campione di Ximens e Azed criptico nei campionati
di Cruciverba.
Dopo aver letto romanzi gialli mediocri, decise di migliorare il genere e
scrisse il suo primo giallo L’ultimo autobus a Woodstock nel 1975, in cui
appare l’ispettore Morse e il suo assistente, il Sergente Lewis. Su tali
personaggi scrisse tredici romanzi e una raccolta di racconti brevi, vincendo
il Silver Dagger nel 1979 e nel 1981, nonché il Gold Dagger nel 1989 Nel 1997
gli fu assegnato il Cartier Diamond Dagger. Il suo personaggio Morse apparve in
una serie televisiva con grande successo.
FILATELIA
INGHILTERRA Anno 2005 (2768)

D'Haen
Christine
(Belgio)
Nata a Saint-Amandsberg il 25 ottobre
1923).
.
Ha studiato filologia germanica e, ottenuta la laurea, ha insegnato presso la
scuola superiore di Bruges. Ha fatto un inventario dei manoscritti di Guido
Gezelle mentre lavorava presso l’”Archivio Gezelle”. Scrisse anche una.
biografia sullo scrittore e tradusse lavori di
Hugo Claus
in inglese.
Tra le sue opere: Gedichten 1946-1958 (1958), Vanwaar Zal ik u LOF
toezingen? (1966), Gezelle Poesie / Gedichten (1971), Ick
sluit van een daegh anello (1975), Onyx (1983), De wonde in 't
Hert 1988), Miraggi (1989), Zwarte sneeuw (1989),
Duizend-en-Drie (1992), Een brokaten breve (1992), Merencolie
(1992), Morgane (1995), Een Paal, een Steen (1996), De Zoon
van de Zon (1997), Bérénice (1998), Dodecaëder / meditatio Dantis
(1998), Het Geheim dat ik draag (1998), Kalkmarkt 6, De Stad en Het
(1999), Het huwelijk (romanzo, 2000).
Ha ottenuto i seguenti premi:
Arkprijs van
het Vrije Woord ,1951; 1991;
Prijs der
Nederlandse Letteren 1992.
FILATELIA
BELGIO Anno 2007 (3603)

DIB MOHAMED
(Algeri)
Nato
nel 1920 à Tlemcen, in Algeria. Morto il 2 maggio del 2003 à
La-Celle-Saint-Cloud.
Trasferitosi in Francia nel 1959, fu
amico di Argon che scrisse la prefazione al suo libro Ombre guardiane
nella quale scrisse: « Le singulier de l'affaire c'est qu'ici je ne me trouve
point devant une poésie traduite, les mots sont les nôtres, les miens. »
Dib è noto per la sua trilogia La casa grande (1952), L’incendio
(1954), La danza del Rio (1968).
Scrisse pure poemi e commedie.
FILATELIA
ALGERI Anno 2000 (1257)

DICK PHILIP K.
(U.S.A.)
Nato il 16 dicembre 1928 a Chicago. Morto il 2 febbraio 1982.
La sua personalità fu condizionata nell’infanzia da una madre possessiva e
nevrotica e per tale ragione dimostrò nella sua vita atteggiamenti
contraddittori e diffidenti nei confronti del sesso femminile.
Durante gli anni iniziali di studio, in cui prevalse l’amore per la musica e per
la letteratura, lavorò come commesso in un negozio di dischi. Alla fine delle
superiori sposò Jeanet Marli, un matrimonio che durò solo sei mesi.
Iniziò l'università a Berkeley, frequentando corsi di tedesco e di filosofia.
Conobbe e in questo periodo la sua seconda moglie, Kleo Apistolides, sposata nel
1950.
Pessimo studente, non riuscì a terminare gli studi, anche a causa della sua
attività politica, che lo portava ad opporsi all'iniziativa bellica americana in
Corea. E la politica, a causa della sua insofferenza verso la destra, gli
procurò spesso guai.
La passione per il genere fantascientifico sembra sia nata dopo la lettura di
una rivista di Science Fiction e diede i primi frutti quando inviò ad un editore
il racconto Il piccolo movimento, pubblicato nel 1952 su “Magazine of
Fantasy & Science Fiction”. Il primo romanzo Lotteria solare uscì tre
anni dopo.
Nel decennio 1950/60 scrisse undici romanzi e una settantina di racconti
(alcuni di genere diverso dalla SF). Tra questi Il disco di fiamma
(1955), Autofac (1955), Noi marziani (1963/64),. Il cacciatore
di androidi (1968), dal quale Ridley Scott ha poi tratto il film "Blade
Runner", e Ubik (1969), forse il suo romanzo più significativo.
Nel 1958 si trasferisce a Pt.Reyes Station dove conosce Anne Rubenstein che
sposerà l'anno successivo, dopo il divorzio da Kleo. Nel 1962 pubblica La
svastica sul sole che gli farà ottenere nel 1963 il premio Hugo.
Negli anni ’60 scrive 18 romanzi e 20 racconti, sottoponendosi ad uno stress
psicofisico (si dice scrivesse oltre 60 pagine al giorno) che distrusse la sua
vita familiare. A questo si aggiunse un nuovo matrimonio con Nancy Hackett
(1966), una donna schizofrenica che lo abbandonerà dopo quattro anni.
L’arrivo nella sua esistenza di un’altra donna non migliora la soluzione anche
perché Kathy DeMuelle lo abbandona presto. Durante un suo viaggio in Canadà
un’altra figura femminile entra nella sua vita, Tessa Busby, dalla quale avrà un
figlio, Christopher. Segue un ennesimo divorzio.
Da quel momento l’interesse per la fantascienza e per la narrativa viene meno
e nei suoi scritti comincia a prevalere il misticismo.
Negli ultimi anni scrive una trilogia Valis. The Divine
Invasion e The Trasmigration of Timothy Archer.
Muore stroncato da un infarto mentre stava lavorando ad un nuovo
romanzo, The Owl in Daylight.
FILATELIA
COREA DEL NORD Anno 1980 (Mic. fog. 75),
MADAGASCAR Anno 1994 (1392), MALI Anno 1994 (634), SAN MARINO Anno 1998
(Foglietto), TOGO Anno 1994 (1339/41 BF 285)

DICKENS CHARLES JOHN HUFFAM
(Inghilterra)
Il giudizio di Giacomo Prampolini su Dickens, posto all’inizio del suo profilo
letterario, recita: ” Dickens accondiscese troppo al gusto dei lettori
sfruttando il suo indiscusso talento per scopi concreti e immediati; un maggior
controllo della facilissima vena avrebbe ridotto le parti caduche della copiosa
opera”.
Dickens nasce a Portsea presso Porthmouth il 7 febbraio 1812 da una famiglia
piccolo-borghese. Il padre e la madre avevano trascorso un periodo di lavoro
come domestici presso John Crewe, un deputato al Parlamento. Alla fine del loro
lavoro il padre era stato collocato quale addetto all’Ufficio paga della Marina.
Per Dickens gli anni dell’infanzia sono anni tristi di peregrinazioni in varie
città, Londra, Portsmouth, Chatham, dovute al malvezzo del padre di accumular
debiti per poi non pagarli. Un lungo periodo non facile, allietato solo
dall’affetto della sorella Fanny e dalla lettura di libri racimolati qua e là,
libri che gli fanno conoscere, Fielding, Richardson, Smollet, Goldsmith, De Foe,
e che costituiscono il primo viatico verso la sua futura professione di
scrittore. Ha inizio pure in quegli anni una passione per il teatro mai
abbandonata fino alla vecchiaia e un amore per i grandi drammi elisabettiani.
La ‘mania’ cronica di accumular debiti porta il padre nella prigione di
Marchalsea a Londra dove dovette scontare una pena di tre mesi a fianco di
falliti, di ingenui raggirati, di furfanti, di debitori insolventi e di
disgraziati. Marchalsea era una prigione particolare, una specie di sordido
albergo dove i condannati vivevano in promiscuità e avevano la facoltà di
ricevere amici e di ospitare parenti in un’ala particolare della prigione. Per
cui a turno la madre e i suoi sette fratelli fanno spesso visita al padre,
venendo a contatto con tutto un sottobosco sociale particolare che il ragazzo
Dickens osserva attentamente, valuta, accumulando materiale umano che poi sparge
a piene mani nelle sue storie. Una esperienza che lascia una traccia indelebile
perché gli permette di conoscere la parte più bassa della società, di
apprenderne i problemi e di spingerlo a combattere, una volta adulto, leggi
assurde, tanto da riuscire a far abolire quel reclusorio.
Per Dickens è anche quello un periodo in cui deve aiutare col suo lavoro la
famiglia, sebbene il padre, avuta una piccolo eredità, fosse riuscito a uscire
dalla prigione e a pagare i debiti. Frequenta una scuola scarsamente
formativa, lavora in una fabbrica di lucido per scarpe, attaccando etichette.
Desideroso di continuare la sua istruzione si iscrive ad una scuola che gli dà
una vera formazione, contrariamente al parere della madre che voleva che
continuasse il lavoro in fabbrica. Riesce ad ottenere l’impiego di commesso
prima in uno studio legale e poi, dopo aver imparato la stenografia ed
arricchita la mente con frequenti visite alla Biblioteca del British Museum,
inizia il mestiere di cronista parlamentare e di reporter, un lavoro che lo
conduce in diverse regioni dell’Inghilterra e gli permette di ampliare la
conoscenza di uomini e cose, iniziata quando visitava il padre in prigione.
Appartiene a quel periodo anche una parentesi teatrale in cui medita se deve
dedicarsi alle scene, ma l'infatuazione ha breve durata.
ìNel 1883, sotto lo pseudonimo di Boz. comincia ad inviare racconti al giornale
‘Montlhy Magazine’, racconti che nel 1836 vennero raccolti nel volume
Schizzi di Boz. In essi cominciano già a delinearsi e a precisarsi i
personaggi che poi saranno caratteristici nei suoi romanzi: zitellone, vecchi
celibi, furfanti, imbroglioni, gentiluomini eccentrici, ecclesiastici, politici
tronfi. Si cominciano pure a delineare gli ambienti piccolo-medio borghesi in
cui essi si inseriranno: prigioni, corti, sobborghi e quartieri degradati delle
città, tuguri, case decorose ma povere…
Gli Schizzi di Boz, accolti positivamente dalla critica, spingono il
direttore di un giornale ad affidargli il compito di commentare con storie
inventate una serie di disegni che dovevano rappresentare umoristiche scene di
caccia. Il primo racconto pubblicato ebbe una tiratura di 400 copie; al
quindicesimo la tiratura era aumentata a 40.000 copie. È l’inizio del trionfo
come scrittore.
Nel 1836 sposa la figlia del redattore capo dell’’Evening Chronicle’, Kate
Hoggarth. e accoglie anche in casa Mary, la sorella diciassettenne della moglie
della quale presto si innamorò e che morì poco dopo.
Le ‘storie’ scritte per i disegni di caccia, raccolte in romanzo nel 1837 sotto
il titolo Il circolo Pickwick, e l’impostazione dell’opera, formata da
episodi ed incidenti legati ad ogni personaggio sia esso centrale o di contorno,
determinano il suo metodo di lavoro e condizionano l’impostazione dei romanzi
successivi, formati da episodi tenuti assieme da una trama e ruotanti attorno ai
personaggi. L’intreccio continuativo di una storia e la sequenza degli eventi
non furono mai una prerogativa di Dickens. Nella Piccola Dorrit Dickens
afferma che non vedeva la ragione per cui un personaggio mutasse il suo
carattere. Così come era stato impostato all’inizio, così doveva rimanere.
Dopo la pubblicazione del Circolo Pickwick le opere successive seguono a
ritmo serrato e Dickens diventa uno degli autori più noti e universalmente
letti.
Nel 1838 esce Oliver Twist; seguito da Nicholas Nickleby (1839);
La bottega dell’antiquario (1841); Barnaby Rudge (1841); La
canzone di Natale (1843); Martin Chuzzlewit (1843); Le campane
(1845); Il grillo del focolare (1846); La ditta Dombey e figlio
(1848), David Copperfield (1850),: La casa desolata (1853);
Tempi difficili (1854); La piccola Dorritt (1857); Un racconto di
due città (1859); Grandi speranze (1861); Il nostro comune amico
(1865); Il mistero di Edwind Drood (1870).
I vari romanzi affrontano spesso temi sociali: la malavita in Oliver Twist
dove si incontrano assassini, scassinatori, ladri, figure sinistre diventate
celebri come l’ebreo Fagin. In Nicholas Nickleby è descritta la scuola
dell’epoca, gli abusi degli insegnanti, i direttori brutali e ignoranti; Nella
Piccola Dorritt sono evidenziate le lungaggini della burocrazia: in
Tempi difficili viene affrontata la questione operaia. Anche la situazione
carceraria, l’economia politica, la politica stessa sono prese di mira con
satire mordaci a volte violente.
Dickens, comunque, pecca sovente di melodrammaticità, che forse gli deriva
dall’eccessivo amore per il teatro e per le sue trame sensazionali in cui si
mescolano morti misteriose a case infestate, a tragici segreti, alla presenza di
detective come Edwind Drood il personaggio dell’ultimo suo romanzo, un
poliziesco rimasto incompiuto..
Anche molti suoi personaggi sono eccessivamente melodrammatici: troppo violenti,
troppo astuti, troppo viscidi (come Uriah Hepp). Le sue fanciulle sono
eccessivamente ingenue o eccessivamente peccatrici, mentre i personaggi buoni lo
sono eccessivamente.
A far da ponte tra le due sponde ci sono i personaggi della Canzone di Natale,
il libro che racchiude la filosofia ottimistica e filantropica dell’Autore.
Ricchi, avari ed egoisti si ravvedono; i poveri si lamentano ma godono della
poesia del Natale col poco denaro che possiedono e, almeno in quell’occasione,
si amano veramente.
Le vicende familiari, dopo il suo matrimonio, non sono liete. La moglie, di
carattere fanciullesco e immaturo, gli dà dieci figli, ma Dickens dopo la prima
infatuazione che lo aveva portato al matrimonio comincia ad allontanarsene,
specie dopo aver compreso che la sorella della moglie, Mary, sarebbe stata per
lui la moglie ideale. Kate, consapevole del rimpianto di Dickens per la morte
delle sorella e avendo tollerato passivamente una certa dimestichezza del
marito nei confronti di un’altra sua sorella, Giorgina, nel 1858 chiede la
separazione. La crisi scoppia anche a causa di una matura passione di Dickens
per l’attrice Ellen Ternan.
Dickens nel 1842 parte per un viaggiò in America, attratto da quella nuova
democrazia. Doveva tenere un ciclo di conferenze. La visita si rivela una
delusione perché l’immagine che aveva degli americani era ben diversa. In
quell’occasione scrive Note americane (1842) ed esprime le sue idee
senza alcuna reticenza. Cosa che ripete nel romanzo Martin Chuzzlewiz
dove attacca l’ipocrisia americana e anche quella inglese. Da oltre Atlantico
arrivarono vibrate proteste.
Nel 1845 viene in Italia. Visita Roma, Napoli, Genova tutte città da cui ricava
particolari sensazioni e che gli dettano descrizioni vivaci apparse nel volume
Impressioni d’Italia (1846).
Dickens scrive anche romanzi storici, ma a lui la storia del passato non
piaceva. Scrive una Storia dell’Inghilterra per bambini (1852-54) e due
romanzi storici: Barnaby Rudge e Un racconto di due città.
Nel 1845 fonda un quotidiano , il ‘Daily News’ che ebbe una breve durata e dal
1850 al 1859; dirige il settimanale ‘Household Words’.
Anche il teatro è presente nelle sue opere. In fondo era stata una esperienza
giovanile che non poteva dimenticare. Scrive alcune commedie e farse di poco
valore. Comunque, al termine della sua vita ha una sua rivincita e riesce a
dimostrare il suo talento di attore quando nel 1858 decide di leggere
pubblicamente le sue novelle e brani dei suoi romanzi. Un successo strepitoso
che Dickens col suo solito temperamento irruente decide di sfruttare in
successivi incontri a cui si dedica con foga e zelo, senza risparmiare le sue
forze. Leggeva con tanta efficacia da far piangere nelle scene truculente (molte
signore svenivano nell’ascoltarle) e ridere in quelle comico-umoristiche. Porta
tale attività anche in America da dove ritorna nel 1868 assai stremato nel
fisico. È anche coinvolto in un incidente ferroviario dal quale esce illeso ma
fortemente scosso. La sua attività di ‘lettore-autore’ pubblico, unitamente alla
stesura di altre opere, lo sottopose a dure fatiche. Il primo marzo del 1870 si
congeda dal suo pubblico.
Colpito da emorragia cerebrale, muore tre mesi dopo, l’8 giugno del 1870.
Viene sepolto nell’Abbazia di Westminster, nell’angolo riservato ai poeti e agli
scrittori.
Dickens nelle sue opere incarnò il tipico inglese, il borghese animato da zelo
umanitario, ma incapace di penetrare profondamente nei vari problemi, tanto che
le sue denunce peccano talvolta di retorica. I suoi romanzi non sono esenti da
pecche e in alcuni si riscontra il difetto della macchinosità, dell’effetto
melodrammatico e sentimentale spinto all’eccesso. Riesce a far piangere, a
commuovere attraverso i toni spesso patetici: Ma, scrisse Prampolini, “non basta
essere lacrimogeni per rimediare i guai e lenire i dolori; il tono
melodrammatico ha ormai fatto il suo tempo.” Comunque riuscì a creare personaggi
vivi, vitali; caratteri scolpiti in una sola maniera (il buono, il cattivo, il
ladro, il lestofante, il povero, il ricco, l’avaro…) Fu maestro nel descrivere
ambienti e cose che fanno da contorno e da sfondo ai personaggi. Basta pensare
alle descrizioni delle prigioni che lo scrittore conobbe da giovane, quando
andava a visitare il padre imprigionato per debiti, ambiente e personaggi che
rimasero impressi in lui per tutta la vita. La sua può essere definita un’opera
basata sul sentimento, ricca di umanità, insofferente delle mode. Ciò gli
permise di essere noto in patria dove influì sul cambiamento e sul miglioramento
della legislazione inglese, e oltre i confini, conquistandosi lettori attraverso
la vivacità del suo stile discorsivo, con cui descriveva scene e personaggi, per
l’umorismo che talvolta li pervade, per aver saputo descrivere il mondo medio
borghese di una Inghilterra ancora settecentesca e anche per aver saputo
illustrare le classi umili, i bassifondi delle città, lo sviluppo dell’era
industriale che portava benessere ma anche peggiorava situazioni e ambiente.
Dickens può essere considerato uno dei romanzieri più felici e suggestivi delle
infanzie infelici e il più nazionale in Inghilterra, dove fu oggetto di vero
culto. Un po’ meno ammirato dai lettori nel continente assai più raffinati e
aperti moralmente.
LIBRI: Barnaby Rudge. Romanzo storico (1840) sulla insurrezione
antipapista scatenata nel 1780 da lord George Gordon. L’argomento prende le
mosse da un delitto avvenuto venticinque anni prima: l’uccisione di Reuben
Heredale e della decisione del fratello Goffredo di vendicarlo. Goffredo, nemico
di sir Giovanni Chester, ha una figlia, Emma, segretamente innamorata di
Edoardo, figlio del rivale. Nonostante l’odio, i due padri si accordano per
impedire il matrimonio. Sopravvengono intanto i tumulti di Gordon, fomentati da
Chester. La casa di Goffredo viene incendiata ed Emma rapita. Edoardo riesce a
salvare Goffredo e a liberare Emma, ottenendo il consenso del padre di sposarla.
Durante i tumulti riappare l’assassino di Reuben, l’intendente Rudge, padre di
Barnaba, nato il giorno dopo il delitto. Rudge scoperto viene arrestato e messo
in prigione a scontare il delitto commesso. Chester è ucciso in duello dal suo
rivale.
Si tratta di un romanzo di tipo gotico, notevole solo per la descrizione dei
tumulti, per la descrizione della città e per molti personaggi perfettamente
delineati dall’autore.
La bottega dell’antiquario Pubblicato nel 1840-41 come parte di
L’orologio di Mastro Humphrey, poi da esso separato, il romanzo racconta le
vicende della piccola Neil Trent che si occupa del nonno e della sua bottega
di anticaglie. Il nonno è ridotto in miseria a causa del genero scialacquatore e
del fratello di Neil, scapestrato e sempre senza soldi. Nella vana speranza di
rifarsi, il nonno prende in prestito del denaro da Daniel Quilip, un nano
mostruoso e perverso, e gioca con la vana speranza di rifarsi un patrimonio per
il bene della nipote. Quando Quilip scopre come viene impiegato il denaro, fa
mettere sotto sequestro il negozio. Il nonno e la nipote fuggono, vagando per
l’Inghilterra, ossessionati dalla paura di essere scoperti da Quilip. Nel loro
girovagare incontrano persone che esercitano i più svariati mestieri e Dickens
ha così l’opportunità di creare figure varie e ambienti rurali e cittadini
dell’Inghilterra. Alla fine trovano asilo in una chiesa di campagna della cui
custodia sono incaricati. Il fratello del nonno, tornato dall’estero, si mette
alla loro ricerca, ma quando li trova la giovane Neil è morta e il nonno,
disperato, la segue poco dopo nella tomba. Il brutale Quilip, vera anima
perversa di tutta la vicenda finirà affogato nella melma del Tamigi quando stava
per essere assicurato alla giustizia. Attorno ai personaggi principali ruota una
legione di figure e figurette in cui l’Autore si sbizzarrisce descrivendo quadri
ora edificanti, sempre artisticamente trattati. In Neil l’Autore ha voluto
ricordare la figura dell’amata cognata Mary.
Casa desolata Si tratta di un romanzo alquanto complicato, uscito a
dispense mensili nel 1852-53 ed è la feroce satira di una legge sulle procedure
in tema di eredità che, quando viene applicata dalla Cancelleria inglese,
risulta costosa e rovinosa per i contendenti. Nel romanzo costerà la vita al
giovane Richard Carstone che, sposato segretamente alla cugina Ada, nutriva
speranze su una eredità. L’io narrante è Ester Summerson, una amica di Ada,
ritenuta orfana, in realtà figlia illegittima di Lady Dedlock e del capitano
Radon che tutti credono defunto mentre in realtà vive sotto falso nome
esercitando la professione di scritturale. Un disonesto legale, Tulkinghorn,
scoperto il segreto, minaccia di rivelarlo a lord Dedlock, ma prima di farlo
viene assassinato da una donna francese, già cameriera di lady Dedlock. Anche a
costei sarà riservata una fine tragica e violenta: verrà assassinata e trovata
morta preso la tomba di un suo antico amante. La trama si ispira ad un caso
reale del 1798, dalla morte ab intestato di un certo William Jennings
che lasciò una eredita di parecchi milioni. Il libro abbonda di morti per
assassinio, etisia, crepacuore, ‘combustione spontanea’, ubriachezza. È pieno di
scene truculente. Un vero romanzo noir simile ai thrilling dei
nostri giorni in cui non solo le persone ma anche le cose, in particolar modo le
case assumono fisionomie sinistre.
Il circolo Pickwick .Nacque da una proposta dell’editore Chapman & Hall
che intendeva accompagnare con un racconto le vignette umoristico-sportive di
Robert Seymour e da pubblicarsi a puntate mensili. Senza legarsi ad una vera
trama, l’Autore andò via via arricchendo il romanzo di una fitta schiera di
personaggi caricaturali e picareschi, eccentrici, ciarlatani, burloni e
bricconi. Le loro avventure sono in vario modo collegate al protagonista Mr.
Pickwick, presidente del circolo da lui fondato, e al suo servo Sam Weller. Al
centro del romanzo c’è il processo che deve subire Mr. Pickwick da parte della
sua padrona di casa, che lo accusa di rottura di promessa di matrimonio. Mr
Pickwick verrà ingiustamente perdonato, ma ciò serve a Dickens per descrivere il
corrotto ambiente forense e giudiziario inglese.
Davide Copperfield Romanzo di ispirazione autobiografica, è considerato
il capolavoro di Dickens. Copperfield, rimasto orfano vive una infanzia felice
con la madre, dolce ma debole. e con l’affezionata domestica Peggotty. La madre
si risposa con un uomo meschino che porta in casa anche la sorella. Il patrigno
si dimostra duro e deciso a dare una educazione spartana al figliastro e David
finisce in collegio dove subisce maltrattamenti da da insegnanti tirannici.
Terminata la scuola, è costretto a un duro lavoro
nell’azienda del patrigno. Conosce in questo periodo il signor Micawber,
un eccentrico commesso viaggiatore sempre alle prese con i creditori, ma
generoso con gli amici. Un giorno David fugge da Londra e si rifugia a Dover
presso la zia Betsey Trotwood, burbera e arcigna, la quale si è sempre
disinteressata del nipote. La zia, comunque, lo protegge dai soprusi del
patrigno e gli permette di continuare gli studi e di trovare anche lavoro presso
uno studio di avvocati. David alloggia in casa dell’avvocato Wickfield. che ha
una figlia della sua età, Agnes, la quale si innamora di lui. Ma David è invece
infatuato di Dora Spenlow, una ragazza sciocchina, e la sposa. Dora muore un
anno dopo e David pensa che la sua vita sia distrutta, ma la vicinanza di Agnes
lo conforta e gli fa comprendere che il matrimonio con Dora era dovuto a una
infatuazione e che il suo cuore aveva sempre segretamente battuto per Agnes.
Così passa a nuove nozze. In seguito, con l’aiuto di Micawber riesce a salvare
il suocero dagli intrighi di Uriah Heep, un personaggio sgradevole che aveva
malamente amministrato il patrimonio dell’avvocato. Intanto Copperfield riesce
ad imporsi come scrittore. L’amico Micawber riuscirà finalmente a saldare i suoi
debiti e a trasferirsi in Australia come funzionario coloniale.
Parte delle vicende di David si ispirano alla biografia di Dickens come il
lavoro in fabbrica, la dimestichezza con personaggi squallidi, le angherie
subite a scuola, le fatiche per apprendere la stenografia, il matrimonio con
una moglie bambina, il suo amore per la cognata, ritratta in Agnes, il successo
come scrittore.
Dal tema vennero tratti alcuni film: quello A.W.Sandberg del 1921, di Cukor del
1934 e lo sceneggiato per la RAITV di Anton Giulio Majano del 1956.
Grandi aspettative Il romanzo apparve a puntate dal 1860 al 1861 sul
giornale ‘All the Year Round’ e in volume nel 1861. Le grandi aspettative sono
quelle di Pip un ragazzo del popolo, allevato dalla sorella, una megera moglie
di Joe un fabbro gioviale e mite. Pip frequenta la casa di miss Havisham, una
mezza pazza che vuole vendicarsi degli uomini perché era stata abbandonata dal
marito nella notte delle nozze. Presso di lei vive una bella ragazza, Estella,
che la Havisham addestra per usare la sua bellezza come mezzo per torturare
l’odiato sesso. Pip si innamora di Estella e aspira a diventare un gentiluomo in
quanto un misterioso benefattore provvede con denaro alla sua educazione e
ritiene di poter entrare in futuro in possesso di una fortuna. Disprezzando
l’umile ambiente in cui è vissuto, si reca a Londra e lì scopre che il
benefattore è un forzato evaso, da lui aiutato anni prima a liberarsi dalle
catene. Le sue aspettative svaniscono e ritorna dal fabbro dove si mette a
lavorar onestamente. Apprende che Estella si è sposata e che suo marito la
maltratta. Riuscirà a liberarla e Pip otterrà l’amore di Estella: Un finale
edulcorato che non era nelle intenzioni dell’Autore. Dickens. voleva terminare
con la rovina di Pip, ma accettò il consiglio dell’amico Edward Bulwer-Lytton di
terminare con un lieto fine.
I libri di Natale Si tratta di un ciclo di racconti scritti in occasione
delle feste natalizie e destinati ad uscire annualmente (1843-48). Il più
popolare è Il canto di Natale in cui Dickens racconta la vicenda
di Scrooge, un individuo sordido e avaro, il quale viene visitato in
sogno dagli Spiriti del Natale. Gli spiriti gli mostrano a quale livello di
inaridimento spirituale sia arrivato. Gli consigliano di ravvedersi in fretta.
La notte magica del Natale gli ridarà il senso dell’esistenza nel segno
dell’amore e della bontà. Gli altri racconti, meno noti, sono: Le campane,
scritto a Genova nel 1845, Il grillo del focolare, un idillio familiare
nel quale un padre, fabbricante di giocattoli, nasconde alla figlia cieca la
loro misera condizione; La lotta per la vita; Lo stregato. Scopo dei
racconti, come spiega Dickens nella prefazione, era quello di risvegliare le
coscienze al bene proprio nel periodo in cui tutti si sentono più disposti e più
buoni.
Martin Chuzzlewit. Iniziato nel 1843, uscì a puntate e fu completato nel
1844. La trama è assai complessa. Ruota attorno alle vicende di Martin,
all’ipocrita signor Pecksniff, all’infermiera-levatrice Sara Gamp, così
tipicizzata da entrare, come il Fagin di Oliver Twist, nel
linguaggio comune inglese. Un viaggio di Martin negli Stati Uniti offre
all’Autore la possibilità di criticare e satireggiare la società americana che
lo aveva così deluso a causa del suo ‘attaccamento’ allo schiavismo,
all’ignoranza, all’intolleranza della stampa. Tutti pensieri nati in Dickens
quando si recò per la prima volta in America. Il romanzo per le caricature
feroci con cui descrisse parte della società americana sollevò risentite
reazioni da parte degli americani.
Nicholas Nickleby Nel romanzo vengono narrate le vicende di due
fratelli, Nicholas e Kate. Rimasti orfani, chiedono aiuto ad uno zio avaro e
spietato il quale non trova di meglio che sistemare il primo in una scuola e la
seconda presso una modista. Nella scuola Nicholas viene a contatto con un
personaggio violento e malvagio, Squeers, manesco e senza pietà, solito a
picchiare gli alunni in particolar modo il piccolo Smike, di cui Nicholas
diventa amico e difensore. I due, dopo aver picchiato Squeers, fuggono. Anche
Kate non è felice in quanto viene insidiata da M.Hawk. Nicholas, trovato
lavoro presso i fratelli Cheeryble, incontra e si innamora di Maddalena Bry e al
tempo stesso viene ancora in conflitto con lo zio. I guai e le vicissitudini
negative continuano e sembra che la sfortuna si accanisca contro il giovane. Ma
la giustizia ha il sopravvento e il romanzo si chiude con la morte dello zio,
dopo che questi scopre che Smike, l’amico di Nicholas, era suo figlio; con il
matrimonio di Nicholas con Maddalena e con quello di Kate che sposa un nipote
dei Cheeryble, presso i quali il fratello aveva trovato lavoro. Il malvagio
Squeers finisce in prigione e viene deportato.
Oliver Twist Pubblicato nel 1838, narra la storia del trovatello Oliver,
fuggito da un ospizio di Londra dove aveva subito umiliazioni, angherie e
vessazioni dal maziere Bumble. Un compagno di fuga lo introduce in una banda di
ladri capeggiata dall’ebreo Fagin. Della banda fanno parte Bill Sikes, assassino
senza scrupoli, la sua amante Nancy, Noah un giovane violento e Monks che si
rivela poi essere suo fratellastro. Solo il benevolo Mr. Brownlow aiuterà il
ragazzo, adottandolo e circondandolo di comprensione umana. Il romanzo, dai
riflessi sociali notevoli, rivelò agli inglesi la triste condizione
dell’infanzia abbandonata, la piaga della delinquenza minorile, la gretta
mentalità con cui venivano gestiti gli ospizi. Nel 1982 il regista C. Dinner ne
ricavò un film.
Storia di due città È il secondo romanzo storico. Dickens si ispira
all’opera di Thomas Carlyle, La rivoluzione francese, ma di storico c’è
solo il momento e l’ambiente. Il romanzo inizia con la scarcerazione dalla
Bastiglia del dottor Manette, ormai folle per i diciotto anni trascorsi in
prigione. Vi era finito per aver curato un giovane contadino e sua sorella, il
primo ferito e la seconda violentata dal Marchese di St. Evremond e da suo
fratello. Rifugiatosi in Inghilterra il dottore riacquista la ragione. Intanto
un nipote del marchese, dopo aver rinunciato ad una eredità e contrario ai
crudeli costumi della nobiltà francese, trova rifugio in Inghilterra sotto il
falso nome di Charles Darnay e, incontrata la figlia del dottore, se ne innamora
e la sposa. Durante il periodo del Terrore si reca in Francia per salvare dalla
ghigliottina un suo fedele servo. Viene arrestato e anche lui condannato a
morte. Viene salvato da un giovane scapestrato, Sidney Carton, che, innamorato
segretamente di sua moglie e volendo redimersi per colpe commesse si sostituisce
a Charles, che gli somigliava, ne prende il posto in prigione e muore per lui.
Con questa scena finale si chiude il libro. Dickens dà una vivace descrizione
delle due città: Londra e Parigi e dell’atmosfera del tempo. Ricrea con vivaci
descrizioni i viaggi in diligenza, le tappe alle varie locande, le figure
incontrate. L’uso dell’umorismo è assai limitato. Dickens non raggiunge la
profondità della tragedia né il culmine dell’epopea, ma il racconto è ugualmente
poderoso e tocca il pathos nella scena finale del patibolo su cui sale Sidney
Carton.
FILATELIA
ALDERNEY Anno 2012 (441/6),
ANGUILLA 1970 (506/14+BF 5), ANTIGUA E BARBUDA 1970
(228/31), 1990 (1277/88+BF 185) 2012, ANTILLE
OLANDESI Anno 2012 (689),ASCENSION
Isole Anno 2012, BARBUDA 1970
(83/4), BOTSWANA 1970 (214/7), CAYMAN ISLAND 1970
(260/3) , CAMEROUN 1970 (P.A. 171/73),
DOMINICA 1970 (296/9), DUBAJ 1970 (108/11),
GIBILTERRA Anno 2012 (1491/5+BF
109), 2014,
GRAN
BRETAGNA 1970 (591/94), INGHILTERRA
Anno 1993 (1722/26), 1996
(Mic.MH117), 2011(
Mic. 3045), 2012
(3679), ISOLE
VERGINI 1970 (221/3), JERSEY 2009, 2012; LIBERIA 1998
(1764), MICRONESIA 2010,
MOZAMBICO Anno 2012 (4675/80 + BF), NEVIS 2012
(2344),
PITCAIRN 2012 (790/5),
RUSSIA 1962 (2513),
SANT’ELENA 1970 (218/21), 2006 (941/2), SANTA
LUCIA 1970 (276/9), SAINT KITTS NEVIS 1970
(236/9), SAINT VINCENT 1987 (1028/34+BF
40),
SAINT THOMAS & PRINCIPE
2010 (3376), SIERRA
LEONE Anno 2010, TURKS & CAICOS 1970 (246/9), 1982
(601/9+BF),
2012 (1712/7 + BF 245)
DICKINSON EMILY
(U.S.A.)
Nata ad Amherst (Massachussets) il 10 dicembre del 1830. Muore il 15 maggio
del 1886.
Discendente da una famiglia puritana, molto religiosa, studia nel seminario
femminile di Mount Holyoke, Sud Hadley. Pur essendo una giovane piena di vita,
attiva, si ritira dalla società per vivere appartata, tenendo solamente
corrispondenza con gli amici attraverso enigmatiche ed epigrammatiche lettere.
Non si capisce la ragione del suo isolamento, a meno di non attribuirlo ad un
ideale romantico. Dal momento della sua ‘segregazione volontaria’ fino alla
morte scrisse poesie e a riconoscerne il valore fu lo scrittore Thomas Higginson
che la spronò a farle pubblicare. Anche una sua amica scrittrice tentò di
convincerla a pubblicare i poemi che la Dickinson componeva. Si trattava di
oltre duemila poemi, alcuni dei quali incompiuti.
Solo dopo la sua morte una amica ne pubblicò una parte sotto il titolo di
Poemi (1890), i quali ottennero un notevole successo popolare. Da studi
recenti si è appreso che nella sua vita di scrittrice vi furono due persone che
ebbero su di lei una certa influenza: Charles Wadsworth, un chierico di
Filadelfia col quale ebbe rari incontri e un’intensa corrispondenza (la sua
partenza per la California segnò per lei una frattura nel suo universo
affettivo), e Otis P.Lord, un amico di suo padre.
L’edizione completa delle sue poesie vide la luce solo nel 1960, preceduta nel
1958 da una edizione in tre volumi della sua corrispondenza.
Opere: Morire senza morire, La naturalezza non è quella che vediamo, Non era
la morte, Non lo si dice al giardino, Potrei restar più sola.
FILATELIA
U.S.A. Anno 1971 (934)

DICKS (pseud. di Edmond de la Fontaine)
(Lussemburgo)
Nato nel 1823. Morto nel 1891. Fu il primo scrittore
drammatico lussemburghese e contribuì anche allo sviluppo della poesia lirica,
satirica, e all’evoluzione del canto e della canzone nel suo paese.
Studiò giurisprudenza presso l’Università di Liegi e
trascorse un anno a Heidelberg per seguire corsi di germanistica.
In una sua poesia del 1849 D’Vulleparlament sono
Grengewald, raffigura in modo satirico i politici del Lussemburgo sotto la
forma di uccelli.
Le sue commedie sono un misto fra il singspiel
tedesco e il vaudeville francese. Era solito comporre lui stesso le melodie
molte delle quali ebbero largo successo in quanto affondavano le radici nel
folklore e nella tradizione lussemburghese. Proverbi, modi di dire raccolti
nell’ambiente contadino e cittadino gli fornirono il materiale su cui lavorare.
Scrisse anche un libro di filastrocche per bambini e
un lavoro etnografico Luxemburger Sitten und Gebrauche.
FILATELIA
LUSSEMBURGO Anno 1991
(1234)

DIDEROT DENIS
(Francia)
Nacque il 5 ottobre del 1713 nell’Alta Marna e morì a Parigi il 31 luglio del
1784
Suo padre, un mastro coltellinaio, appartenente alla media borghesia, lo fece
studiare dapprima presso il collegio dei Gesuiti e poi al Liceo Louis le Grand
di Parigi. Terminati gli studi rimase nella capitale, senza però dedicarsi ad
alcun lavoro specifico, occupandosi di varie discipline quali la filosofia, la
matematica, l’anatomia e vivendo con saltuari lavori di traduttore e di
collaborazioni editoriali. In quegli anni conobbe Rousseau e Condillac.
Sposò una donna del popolo, Anne Toinette Champion, merlettaia, da cui ebbe una
figlia, la futura Madame de Vandeuil. Visse con lei per tutta la vita, ma fu un
marito infedele.
I pensieri filosofici, opera polemica e anticonformistica, pubblicata nel
1746, lo rese famoso e ancor più lo divenne quando assunse nel 1745 la direzione
dell’ Enciclopedia edita dall’editore Breton, un’opera nata con obiettivi
culturali modesti ma da lui trasformata in uno strumento di diffusione
dell’illuminismo.
Avendo manifestato idee irreligiose e materialiste in alcuni pamphlets,
nel 1749 fu incarcerato a Vincennes per breve tempo. Liberato, portò a termine
l’Enciclopedia, opera vasta e varia, buona parte della quale fu
pubblicata postuma.
Nel 1772 la zarina Caterina lo invitò in Russia.
Oltre all’Enciclopedia la sua produzione letteraria comprende quattro
romanzi. tre dei quali pubblicati postumi: I gioielli indiscreti (1747),
opera leggera e licenziosa; La monaca (1796), Il nipote di Rameau
(1821) e Jacques il fatalista (1796).
Scrisse due commedie Il figlio naturale (1757) e Il padre di famiglia
(1758), accompagnate da due saggi sulle teorie teatrali Conversazioni sul
Figlio naturale e Discorsi sulla poesia drammatica. Un’altra
commedia È buono? È cattivo?, densa di elementi farseschi, fu pubblicata
postuma.
Scrisse pure saggi di varia natura, per lo più di impronta filosofica e storica:
La lettera sui ciechi ad uso di quelli che vedono (1749), che fu la causa
della sua carcerazione a Vincennes; I pensieri sulla interpretazione della
natura (1745); il Supplemento al viaggio di Bougainville (1796);
Il sogno di d’Alembert (1830), Il paradosso sull’attore (1830).
L’ultima sua opera fu il saggio sul regno di Claudio e Nerone.
Lasciò un vasto epistolario che contiene la sua corrispondenza con l’amante
Sophie Volland.
Diderot fu un tipico rappresentante dell’illuminismo. Non fu un filosofo ma un
acuto osservatore delle contraddizioni del 1700. Il suo genio è di natura
dialogica, tanto che riesce a mettere in discussione persino le idee che
propaga. Per questo la sua opera è ancora attuale.
FILATELIA
CAMERUN Anno 1984 (351A), DAHOMEY Anno 1968
(97 PA.), , FRANCIA Anno 1958 (1168), 1984 (2304), MALDIVE
Anno 1993 (1607), MONACO Anno 2001 (2319), ROMANIA Anno 1989 (3864),
RUSSIA Anno 1963 (2721), WALLIE E FUTUNA 1984 (319).
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DIEGO GERARDO
(Spagna)
Nato a Santander il 3 0ttobre 1896. Morto a Madrid nel luglio del 1987.
Poeta fecondo, pubblicò il primo libro nel 1920 Il romanzo della fidanzata.
Fu a capo di movimenti d’avanguardia, tra cui l’ultraismo, affine al
surrealismo, e fondò poi con Huidobro il creazionismo. Scrisse molti versi di
tema amoroso, in stile barocco e con impronta sperimentale, quali Versi umani
(1925), che assieme a Rafael Alberti ottenne nel 1925 il Premio Nacional de
Litteratura, Via Crucis (1931), Poemi fatti apposta (1932),
Angeli di Compostela (1940), Variazione (1953), Versi divini
(1971), Poesie minori (1980).
Professore di letteratura fu anche autore di libri in prosa, soprattutto di
critica sulla poesia.
Appassionato di musica, scrisse Dieci anni di musica in Spagna (1949),
Sinfonia Romantica (1950), Cervantes e la musica (1951)
FILATELIA
SPAGNA Anno 1996

Dierx Leon,
(Isole della Riunione)
Nato a Saint-Denis nelle Isole della Riunione il 31 mazo 1838. Morto a Parigi il
12 giugno 1912.
Poeta parnassiano e pittore accademico, nacque nella casa di Saint-Denis, oggi
chiamata Villa Déramond-Barre, che suo nonno aveva acquistato nel 1830, e lì
visse fino al 1860 , anno della sua istituzione in Francia metropolitana.
Nel 1864 ha fatto parte dei poeti parnassiani che si raccolsero intorno a
Catullo Mendes, con Sully Prudhommes J.M. Heredia e Paul Verlaine.
Fu. eletto Principe dei Poeti per la morte
di Stéphane Mallarmé nel 1898. Alla morte di Dierx, il nuovo museo d’arte di
Saint-Denis prese il suo nome e un suo busto è stato successivamente installato
all'ingresso del museo nel 1920.
Dierx Leon scrisse Aspirazioni, poesia, 1858, Poesie e poesia,
1864, Labbra chiuse, 1867, Le parole dei vinti, 1871, Il
Meeting, 1875, Gli amanti, Poesie, 1879, Complete Poems, 2
voll., 1889-1890, Opere complete, 2 voll., 1894-1912.
(Da internet)
FILATELIA
FRANCIA Anno 1988 (Annullo meccanico
illustrato)

DJERMOUNI AISSA
(Algeri)
Nato a Ain Beda nel 1886. Morto il 16 dicembre1946.
Cantante e poeta Chaoui ha registrato oltre 35 canzoni tradizionali
chaoui. Nel 1937 iniziò la sua carriera di cantante e fu il primo
cantautore musulmano ad esibirsi all’Olympia.
Da molti anni la città di Oum el Bouaghi organizza il Festival Aissa
Djermouni, una importante manifestazione culturale e artistica che
comprende esposizioni, conferenze e manifestazioni folkloristiche,
teatro per l’infanzia e per adulti, concorsi di poesie e di fiabe in
ricordo di quelle che Djermouni scrisse.
A lui la rete televisiva algerina ENTV ha mandato in onda un filmato
sulla sua vita di artista.
FILATELIA
ALGERIA Anno 2005 (1410)

Dimey Bernard,
(Francia)
Nato il 16 luglio 1931 a Nogent-en-Bassigny (Haute-Marne) Morì il il 1°
luglio1981 a Parigi.
Poeta e cantautore francese, iniziò a lavorare per la radio e a scrivere nella
rivista “Esprits Si interessò di pittura (ha dipinto sotto il nome di Zelter).
Si trasferì a Parigi all’età di 25 anni per vivere a Montmartre. Un ambiente che
non abbandonò più e che lo mise a contatto con ubriachi, prostitute,
emarginati, artisti. E cominciò a scrivere le sue poesie, recitando nei suoi
versi.
Offrì canzoni a destra e a manca. I suoi clienti furono Y. Montand, C.Aznavour,
E.Reggiani, H.Salvador, Patachou, J.Greco, Mouloudji, J.C. Pascal
. Ha anche scritto sceneggiature e dialoghi per il film.
Bernard Dimey era un "grande" che spesso si chiedeva perché vivesse come un
"nano". Per lui la poesia era "mettere la sua luce nella notte. Questa bella
metafora di Jean Cocteau la inserì nelle poesie di Middle of the Night.
A Montmartre, dove molti luoghi ancora portano il suo nome, era conosciuto come
autore di canzoni di successo tra cui: Siracusa, Mémère, La mia cosa
con le piume. che sono state interpretate dai giganti della canzone
francese.
Le canzoni più conosciute delle quali Bernard Dimey aveva firmato i testi sono:Mon
truc en plume , , Mémère , NonnaIl:,
Frédo Fritz, Se mi devi
un drink, Une soirée au Gerpil
, Una serata al Gerpil, La
femme du marin , La moglie del marinaio,
La Salle et La Terrasse La Salle
e La Terrasse, Les seigneurs
Signori, Madame la Marquise ha detto,
, Parigi a memoria, Il cervello.
Il bestiario di Parigi è probabilmente la sua più ambiziosa e compiuta..
Questa suite di 66 quartine in alessandrini si collega a immagini nostalgiche di
Epinal, alla Parigi popolare e bohemienne e si conclude con una visione
apocalittica. (Da internet)
FILATELIA
FRANCIA Anno 1991 (Annullo speciale
illustrato e Annullo meccanico illustrato)

DIMOV DIMITAR
(Bulgaria)
Scrittore e autore drammatico, nato nel 1875.
Scrisse il romanzo Anime dannate
(1945) nel quale dichiarò i propri sforzi di europeizzazione della narrativa
bulgara.
È pure autore del romanzo sociale Tabacco (1951) che suscitò polemiche
burrascose per il contenuto innovativo.
FILATELIA
MACEDONIA Anno 2000 (206),
2010(542)
 
Dinkar Ramdhari
Singh
(India)
Nato il 23 settembre 1908 nel villaggio di
Sinariya, distretto di Begusarau, Bihar. Morto il 24 aprile 1974.
E’ considerato come uno dei più importanti poeti Hindi moderni. La sua poesia
evoca lo spirito di nazionalismo a causa della sua composizione ispirazione
patriottica.. Dinkar inizialmente sostenne
il movimento rivoluzionario nel corso della lotta indipendentista indiana e,
più tardi divenne un sostenitore di Gandhi. Fu vicino ai nazionalisti di spicco
del tempo e sostenne i sentimenti di indignazione e di vendetta tra i giovani.
Nel suo lavoro Kurukshetra, egli ammette che la guerra è distruttiva,
ma, sostiene, che è anche necessaria per la tutela della libertà.
Dinkar nacque in una povera famiglia.
Riuscì a frequentare la scuola dove dimostrò subito la sua preferenza per la
storia, la politica e la filosofia. Studiò l’hindi, il sanscrito,il maithili, il
bengali l’urdu e la letteratura inglese. Fu influenzato dalle opere di Iqbal,
Tagore, Keats, Milton, alcune delle quali tradusse in hindi.
Fu autore di poesie, di prose di saggi e di opere filosofiche.
La prima opera pubblicata fu Vijay
Sandesh (1928). Tra le altre opere sono da ricordare: Pranbhang
(1929, Renuka (1935), Unkiar (poema epico) (1938) , Rasavanti
(1939) , Dvandvageet (1940), Kuruikshetra (1946), Dhoop Chhah
(1946), Saamdheni (1947, Baapu (1947), Itihas ke Aansoo
(1951), Dhup AUR Dhuan (1951), Mirch ka Mazaa (1951),
Rashmirathi (1952), Dilli (1954), Neem ke Patte (1954),
Suraj ka Byaah (1955), Neel Kusum (1954), Chakravaal (1956),
Kavishri (1957), Seepee AUR Shankh (1957), Naye Subhaashit
(1957), Dinkar Ramdhari Singh, Urvashi (1961), Parashuram ki
Pratiksha (1963), Koylaa AUR Kavitva (1964), Mritti Tilak
(1964), Atmaa ki Ankhe (1964), Haare ko Harinaam (1970).
A queste si aggiungono opere antologiche e lavori in prosa tra cui: Mitti ki
Or (1946), Chittaur ka Saakaa (1948), Ardhanaarishwar
(1952), Reti ki Phool (1954), Hamaari Saanskritik Ekta (1954),
Bhaarat ki Saanskritik Kahaani (1955), Raashtrabhaasha AUR Raashtriya
Ekta (1955), Ujli Aag (1956), Sanskriti ke Chaar Adhyaay
(1956), Kaavya ki Bhumikaa (1958), Pant, Prasad AUR Maithilisharan
(1958), Venu Van (1958), Dharma, Naitikataa AUR Vigyan (1959),
IVA Peepal (1961), Lokdev Nehru (1965), Shuddh Kavitaa ki Khoj
(1966), Saahityamukhi (1968), Egli Ram! (1968), Samsmaran
AUR Shraddhaanjaliyan (1970), Meri Yatrayen (1971), Bhaaratiya
Ekta (1971), Dinkar ki Daayri (1973), Chetana ki Shilaa
(1973), Vivah ki Musibaten (1973), .
Aadhunik Bodh (1973).
FILATELIA
INDIA Anno 1999 (1467)

DISCEPOLO ARMANDO
(Argentina)
Nato nel 1887 e morto nel 1971
Autore drammatico e direttore artistico, fu tra i più originali autori di
sainetes, un genere sviluppatosi inizialmente in Spagna
Nell’America Latina il sainete e gaucesco sono le uniche forme di
teatro che esprimono l’anima creola della pampa. Il sainete,
ingiustamente disprezzato dagli intellettuali, ma molto gradito dal pubblico,
comporta come caratteristica la composizione internazionale dei personaggi.
Ogni personaggio forestiero vi è presentato nella propria maniera di parlare,
perciò ne risulta una babele di lingue in cui si mescola, spagnolo, catalano,
gallego, andaluso ecc. a lingue come l’italiano, il francese, l’inglese, il
russo, il turco ecc. Si possono accostare alla commedia dell’arte italiana e
molte pièces presentano spesso veri bozzetti condotti con maestria.
FILATELIA
ARGENTINA Anno 1987 (1595)

Disraeli Benjamin
(Inghilterra)
Primo Conte di Beaconsfield, nato a Londra il 21 dicembre 1804 e ivi morto il 19
aprile 1881.
Nato da una famiglia di ebrei sefarditi di origine italiana, si convertì alla
fede anglicana. Entrò presto nella vita politica nelle file dei Whigs (liberali)
per poi passare ai conservatori a seguito di un rovescio elettorale. Eletto alla
Camera dei Comuni nel 1837, ricoprì la carica di cancelliere dello scacchiere
nel primo e secondo governo Derby. Tra il 1859 ed il 1867 è stato uno dei capi
dell'opposizione al governo liberale in carica e nel 1868 divenne primo
ministro, per cadere poco dopo a causa di una riforma elettorale che riportò al
governo i liberali. Eletto nuovamente primo ministro nel 1874, si distinse per
un politica estera vigorosamente imperialistica.
A lui si deve l’acquisto da Ismail Pascià delle azioni del Canale di Suez e nel
1876 fece nominare la egina Vittoria Imperatrice delle Indie. In conflitto con
la Russia impedì all’imperatore Alessandro II di occupare Costantinopoli e al
Congresso di Berlino riuscì a far annullare i vantaggi conseguiti dalla Russia,
aumentando contemporaneamente l’influenza britannica in Turchia e a Cipro. Nel
1880 fu inaspettatamente sconfitto dai liberali di William Ewart Gladstone e si
ritirò.
Ma Disraeli fu anche scrittore. Pubblicò romanzi che si inseriscono nel filone
della narrativa a tesi e della critica di costume, opere a sostegno di un
conservatorismo, allegorie politiche che assegnano all’aristocrazia il compito
di risolvere i problemi sociali di una nazione. Un tema che ricorre spesso nelle
trame dei romanzi è il rapporto tra un giovane aristocratico e una donna della
classe industriale.
Opere: Vivian Grey (1826), Popanilla (1828),
The Young Duke (1831), Contarini Fleming (1832), Alroy
(1833), The Infernal Marriage (1834), Ixion in Heaven (1834),
The Revolutionary Epick (1834), The Rise of Iskander (1834),
Henrietta Temple (1837), Venetia (1837), The Tragedy of Count
Alarcos (1839), Coningsby, or the New Generation (1844), Sybil, or
The Two Nations (1845), Tancred, or the New Crusade (1847),
Lothair (1870), Endymion (1880),
Falconet (incompiuto,
1881), An Inquiry into the Plans, Progress, and Policy of the American Mining
Companies (1825), Lawyers and Legislators: or, Notes, on the American
Mining Companies (1825), The present state of Mexico (1825),
England and France, or a Cure for the Ministerial Gallomania (1832), What
Is He? (1833), The Letters of Runnymede (1836), Lord George
Bentinck(1852).
FILATELIA
GAMBIA Anno 2001 (3485), GRAN BR%ETAGNA 1987
(1281). Nella serie dedicata al centenario della morte della Regina Elisabetta
in un valore è presente la figura di Disraeli)

Ditlevsen Tove
(Danimarca)
Nata il 14 dicembre 1917 a Copenhagen. Morta il 7 marzo 1976.
Cresciuta in mezzo alla classe operaia mutuò le sue esperienze in un ambiente di
lavoratori alle prese con i problemi quotidiani della sopravvivenza. Ebbe una
vita travagliata da diversi divorzi.
Si dedicò alla scrittura; produsse poesie e racconti raccolti in 29 libri che
contengono anche le sue memorie. Fu premiata con la Tagea Rejselegat Brandt nel
1953.
La sua poesia "Blinkende Lygter", tratta dal libro che porta lo stesso nome, è
presente anche nel film del 2000 Flickering Lights , diretto da Anders
Thomas Jensen
Si suicidò nel 1976
FILATELIA
DANIMARCA Anno 2010

DIZDAR MAK
(Bosnia Erzegovina)
Nato nel 1917 e morto nel 1971.
Poeta della resistenza morto all’età 54 anni.
FILATELIA
BOSNIA ERZEGOVINA Anno 2002 (380)

Djalil (Jalil)
Musa
(Russia)
Nato a Mostafa uli Calilov, villaggio di Otrenburg, nel 1906. Morto a Berlino nell’agosto del 1944.
Iniziò la pubblicazione di poesie quando era ancora adolescente e divenne un
membro del Partito Comunista.. Dopo gli studi
di letteratura a Mosca, lavorò come drammaturgo presso l'Opera Tartara di Stato
a Kazan.
Nel 1935 furono tradotte in russo le sue poesie. Nel 1940, divenne il presidente
dell’Associazione di letteratura tartara. oggi è considerato come uno dei più
significativi autori in lingua tartara.
Dopo l’invasione dell'Unione Sovietica nel giugno del 1941 da parte della
Germania nazista, Djalil Musa fu funzionario politico e corrispondente di
guerra.. Nel giugno 1942, gravemente ferito e
catturato, accettò di far parte del gruppo propagandistico della
Wehrmacht-Legione Idel-Ural, composta principalmente di tartari e baschiri,
sotto il falso nome Ğömärov. Il suo scopo era quello di organizzare un gruppo
segreto e intraprendere azioni di sabotaggio e attività sovversive contro gli
invasori tedeschi.
Smascherato nell’agosto del 1943, e arrestato con i suoi compagni, fu inviato
al carcere di Moabit a Berlino. Condannato a morte il 12 febbraio 1944, fu
ghigliottinato nel carcere di Plötzensee, Berlino, il 25 agosto.
Musa Djalil lasciò alcuni scritti, che vennero pubblicati in due libri con il
titolo Moabit Blocco Note. La sua
vedova ha affidato i manoscritti originali al Museo Nazionale del Tatarstan.
FILATELIA
URSS Anno 1959, 1966 (3068)

Djerassi Carl
(USA)
Nato a Vienna il 29 0ttobre del 1923.
Biochimico, biofisico, scrittore e professore di chimica presso la
Vienna.Carl DjerassiStanford
University, era figlio di due medici austro-bulgari.
La sua origine ebraica lo costrinse ad emigrare verso gli Stati Uniti nel 1938.
Nel 1945 si laureò in chimica organica presso l'Università del Wisconsin e nel
1951, studiò l’ormone della gravidanza (progestin), la sostanza che in epoche
recenti entrò tra gli ingredienti attivi della prima pillola contraccettiva. Per
tali studi ottenne la National Medal of Science e la National Medal of
Technology oltre ad altri riconoscimenti scientifici tra cui 19 dottorati
honoris causa
Dal 1980, in campo letterario, Djerassi si occupò di fantascienza, scrivendo
racconti e romanzi, mentre negli ultimi anni produsse anche un’opera per il
teatro con La scienza in teatro.
Nel 1982 fu ha istituita la fondazione californiana "Djerassi Resident Artist
Program", che assegna borse di lavoro ad artisti nel campo della grafica d'arte,
letteratura, arti dello spettacolo e della musica.
Djerassi fu anche un collezionista d'arte,
e famoso per la sua collezione di opere di Paul Klee.
FILATELIA
AUSTRIA Anno 2005 annullo speciale, 2005 (fog.
32) Il foglietto è il primo del suo genere in tutto il mondo: il volto sullo
sfondo è costituito da microscopiche formule chimiche per lo steroide (schermo
artistico composto di enantiomeri di steroidi).

Djordjevic Jovan
(Serbia)
Nato a Senta il 13 novembre 1826. Morto a Belgrado il settembre 1900.
Scrittore, fondatore del Teatro Nazionale Serbo, autore dell'inno del regno di
Serbia (“Dio della Giustizia”).
Studiò presso la scuola superiore a Szeged, Novi Sad e Timisoara, poi seguì
corsi di filosofia e medicina a Budapest, concludendoli nel 1848.
La sua attività legata al mondo del teatro cominciò a delinearsi negli anni
1860/61 quando iniziò a scrivere articoli sul teatro i quali contribuirono a
dare un aspetto stabile alla organizzazione del Teatro Nazionale Serbo
Tra le sue opere: Đorđević, J. Theatre,
vol. 8, br. 8(1881),
8, str. 30
Lyra: il teatro con 800 canzoni (1884).
FILATELIA
SERBIA MONTENEGRO Anno 2005
(3084)

DJURHUUS CRISTIANO JENS
(Faerøer)
Nacque il 21 agosto 1773 e morì il 21 novembre 1853.
Fu il primo poeta a scrivere in faeroese. Compose parecchie ballate di contenuto
storico tra cui Ormurin lange, tratto da un racconto di Heimskringlas
sulla battaglia dell’isola di Svokder, avvenuta nel 1000. Si dilettò pure a
scrivere poemetti satirici di carattere politico.
Jens era il quarto figlio di John Djurhuus e di Maria Renning di origine
norvegese, discendente, sembra da Haakon Sigurdson.
Sposò nel 1797 Johanna Jensdòttir, figlia unica di un ricco coltivatore, la
quale ereditò tutti i beni paterni, tra cui un vasto podere che divenne il
centro culturale della regione.
FILATELIA
FAERØER Anno 2006 (558/67), 2010
(2v)
 
Dnyaneshwar Nath
(India)
Nato nel1275 a Marathi. Morto nel 1296.
Considerato un santo e filosofo, scrisse le opere Bhavartha Deepika Teeka
(un commento sul Bhagavad Gita, popolarmente conosciuto come il
Dnyaneshwari) e Amrutanubhav. Tali opere sono considerate le pietre
miliari della letteratura Marathi.
Secondo la tradizione Dnyaneshwar era il secondo dei quattro figli di Vitthal
Govind Kulkarni e Rukmini, figlia di un bramino.
La sua opera Dnyaneshwar è considerata uno dei capolavori della
letteratura Marathi. Lo scrittore la trasferì dal sanscrito, riscrivendola in
Marathi per renderla più accessibile al suo popolo.
L’opera successiva, Amrutanubhav, anch’essa trasferita dal sanscrito in
Marhati, trovò meno lettori a causa della complessità degli argomenti trattati.
A lui furono anche attribuite Changdev Paasashti, poesie
composte in un metro chiamato “OVI” , dedicate a uno yogi di nome Changdev
Maharai, Haripath e circa mille “abhanga” (poesie devozionali).
Non tutte però sono da attribuirsi a lui a causa di differenze di stile e di
struttura.
FILATELIA
INDIA Anno 1990 (1082)

DOBLIN ALFRED
(Germania)
Nato a Stettino il 10 agosto del 1878. Morto il 26 giugno del 1957 a Emmendingen.
Di famiglia ebraica, il padre era commerciante, studia medicina a Berlino e
poi a Friburgo dove si specializza nel 1912 in malattie nervose.
La sua opera letteraria nasce all’ombra di Holderlin, Scopenhauer e Nietzsche,
prima di aderire al movimento espressionista e alla rivista letteraria “Der
Sturm” sulla quale pubblica i suoi primi poemi. Tra le prime opere incontriamo
I tre salti di Wang-Lun (1915), Wallenstein (1920) e Berlino
Alexanderplatz, un’opera per la quale nel 1931 scrive il copione per una
versione cinematografica, adattata più tardi per la TV da Rainer Werner
Fassbinder.
Dopo la presa del potere da parte dei nazisti, nel 1933 emigra in Francia dove
ottiene la cittadinanza francese e in seguito otterrà anche quella statunitense.
Al periodo francese appartengono le opere Non vi sarà perdono (1935),
Terra senza morte (1936), La tigre azzurra (1936).
Nel 1940, a seguito dell’occupazione della Francia da parte delle truppe
tedesche, si rifugia negli U.S.A. Lì si converte al cattolicesimo e nel 1945
ritorna in Germania come funzionario del governo militare francese. In Germania
porta a termine quattro racconti sulla rivoluzione tedesca in Novembre 1918
(1950).
Doblin è pure autore di saggi tra i quali Das Ich iber Natur (1928),
Judische Erneuerung (1933), Der Historiche Roman (1936).
FILATELIA
GERMANIA DDR Anno 1978 (2007)

DOBROLJUBO NIKOLAJ ALEKSANDROVIC
(Russia)
Nato a Niznij Novgorod il 24 gennaio 1836. Morto a Pietroburgo il 17
novembre 1961.
Nato in una famiglia ortodossa, il padre era un prete, studiò in seminario per
poi passare all’Istituto di Pedagogia di Pietroburgo.
Fin da studente militò in organizzazioni segrete antizariste e divenne
corrispondente fisso della rivista”Il contemporaneo”. Fu autore di saggi critici
ed è ricordato per il saggio Cos’è l’oblomovismo (1859) e per i lavori
Il regno tenebroso (1859), Un raggio di luce nel regno tenebroso
(1860), Quando arriverà il vero giorno (1860), ispirato da una novella di
Turgheniev.
Tra i suoi saggi critici vanno ricordati gli studi su Puskin, Lermontov,
Belinskij e uno scritto Gente avvilita (1861).
FILATELIA
RUSSIA Anno 1936 (589), 1961 (2388)
 
Dobroplodni Sava
(Bulgaria)
Nato nel 1820. Morto nel 1894.
Commediografo, è l’autore del primo dramma bulgaro, Mihal (1853).
FILATELIA
BULGARIA Anno
1956 (1853)

Dobšinský Pavol
(Cecoslovacchia)
Nato il 16 marzo del 1828. Morì nel Drienčany il 22 ottobre 1885
Frequentò dapprima il liceo nella città di Ronzava e poi, negli anni dal
1840-1848, quello di Levoča (Slovacchia), dove divenne membro del JEDNOTA
(Unione delle Gioventù slovacca). Dopo la rivoluzione del 1848 fu segretario con
Samuel Reuss nel Revúca e quindi cappellano con Ján Chalupka a Brezno. Nel 1855
si trasferì nella parrocchia di Bystré dove rimase per tre anni. Nel 1858 lavorò
come insegnante presso il liceo a Banska Stiavnica, dove curò dal 1860 al 1861
la pubblicazione della "Rivista di belle arti e la letteratura"
Nel 1861 interruppe la pubblicazione della rivista e lasciò l’insegnamento dopo
aver accettato una parrocchia in Drienčany e dove visse il resto della sua vita
nel villaggio non lontano da Rimavská Sobota. Morì a Drienčany il 22 ottobre
1885.
Cominciò a scrivere poesie, nello spirito e nello stile della poesia romantica
di Štúr Fu recensore letterario ed editore. Negli anni 1858-61 pubblicò con
grande sforzo e sacrificio finanziario, sei libri di racconti Slovenské
povesti (Racconti slovacchi). Per questo lavoro, che contiene 64 fiabe,
utilizzò il proprio materiale e il materiale di Francisci, Čipka, Ormis, Daxner
e altri. La raccolta consisteva quasi esclusivamente in fiabe di magia
Nel 1867 il consiglio di amministrazione di Matica Slovenská decise di
pubblicare l'Almanacco della nazione slovacca (canzoni, storie, proverbi, detti,
indovinelli, giochi, superstizioni), assicurandosi la cooperazione di Dobšinský
il quale contribuì con proprie opere.
Nel 1880 Dobšinský pubblicò il libro di Prostonárodné obyčaje, diviso in
due parti. La prima dedicata alla descrizione della vita del popolo slovacco; la
seconda descrive i vari tipi di intrattenimenti popolari nelle singole stagioni
dell'anno con giochi per bambini e adolescenti.
Il lavoro principale di Dobšinský è composto da otto volumi di Prostonárodné
Slovenské povesti (Racconti slovacchi) pubblicato a proprie spese dal
1880-1883. Il lavoro contiene novanta fiabe popolari. È la più completa
raccolta di fiabe slovacche e una delle opere fondamentali del folclore
slovacco. Nella raccolta non ci sono solo fiabe di magia, ma anche fiabe di
animali, leggende e racconti umoristici.
In questa nuova raccolta Dobšinský incluse nuove fiabe raccolte da Francisci,
alcune fiabe di Božena Nemcova e alcuni racconti che erano stati pubblicati in
precedenza da Dobšinský in riviste. L’opera di Dobšinský è diventata un tesoro
di cultura nazionale.
FILATELIA
CECOSLOVACCHIA Anno 1953 (1692/97)
 
Dodd Lynley
(Nuova Zelanda)
Nata nel 1941 Rotorua.
Dopo aver studiato nella scuola Elam School of Art di Kaingaroa Forest e poi ad
Aukland nel Teacher’ College, insegnò arte al Queen Margaret College.
Iniziò la carriera collaborando con Eva Sutton per la quale illustrò My Cat
Likes to Hide in Boxes (1973).
Furono poi pubblicati alcuni suoi testi con illustrazioni Nickel Nackle Tree
(1976), Titimus Trim (1979), La più piccola tartaruga (1982<),
The Apple Tree (1983).
Nel 1978 e 1981 vinse due borse di studio e in Nuova Zelanda le fu assegnato il
Book Award per le illustrazioni del libro Druscilla (1980).
Nel 1983 uscì il primo di una serie di sei libri che le diedero fama e
notorietà Hairy Maclary from Donaldson’s Dairy.
Seguirono Maclary's Hairy-Bone (1984), Hairy Maclary Scattercat
(1985), Hairy Maclary della Caterwaul Caper (1987), Hairy Maclary
della Rumpus al Vet (1989) e Hairy's Maclary spettacolo (1991)
Altre sue opere: Wake Up, Bear (1986), Un drago in un carro
(1988), Slinky Malinki (1990), Find me a Tiger (1992), Il
ministro ABC's Cat (1992), Slinky Malinki aprire la porta (1993),
Schnitzel von Krumm Basketwork's (1994) e Sniff-Snuff-Snap! (1995).
Nella letteratura per l’infanzia neozelandese ricopre un ruolo importante.
FILATELIA
NUOVA ZELANDA 1999 (1711)

DOMANOVIC RADOJE
(Serbia)
Nasce a Ovsiste, presso Kragujevac, nel 1873 e muore a Belgrado nel 1908.
Esordisce in campo letterario con una serie di novelle a sfondo rurale, dove
idealizza la vita dei villaggi.
La sua opera più notevole è costituita da scritti satirici sulla vita sociale e
politica serba, Patimenti del 1902.
Fu insegnante, spesso trasferito e infine sospeso per la violenza dei suoi
attacchi verbali.
FILATELIA
YUGOSLAVIA Anno 1973 (1382)

Donelaitis Kristijonas
(Lituania)
Nato a Lasdehnen, Prussia orientale il 1 gennaio del 1714. Morto a
Tollmingkehmen il 18 febbraio del 1780.
Figlio di un contadino frequentò la scuola a Königsberg dove studiò anche
teologia, in seguito frequentò il seminario fondato dal sovrano di Prussia e
divenne pastore. Gli fu assegnata la diocesi di Tollmingkehem dove si dedicò
alla poesia e alla musica.
Prima del XIX secolo fu per lungo tempo quasi l’unico importante rappresentante
della letteratura lituana. Di lui si conservano sei favole, una Storia di una
festa nuziale lituana e un poema in esametri Le stagioni (Metai) che
presenta una descrizione della natura, dei costumi degli usi e delle tradizioni
del suo popolo.
Il poema nacque in modo quasi casuale, presumibilmente dall'unione delle sue
prediche e solo nel 1818 Ludwig Rhesa raccolse il materiale in un’ opera sola.
Donelaitis rimase pressoché sconosciuto fino all'inizio del XX secolo e oggi
viene definito fondatore della letteratura lituana.
FILATELIA
LITUANIA Anno 1994 (480),
2014
  
DONICI ALEXANDRU
(Romania)
Nato in Bessarabia il 19 gennaio del 1806. Muore a Jasi, Moldavia, il 21 gennaio
del 1865.
Dopo aver studiato presso il liceo di Petersburg, diventa avvocato e comincia ad
occuparsi anche di letteratura, raccogliendo fiabe e scrivendone altre di sua
mano. Erano ispirate alle fiabe di La Fontaine e di Krylov. Nel 1842 pubblica
due volumi che contengono fiabe da lui tradotte e altre di sua produzione. In
collaborazione con C.Negruzi pubblica Satire si alte poetice compuneri
di A.Cantemir. Amico di Puskin, traduce nel 1937 il poema Tiganii.
FILATELIA
ROMANIA 1960 (1667)

DORA D’ISTRIA (pseud. di Elena Ghica)
(Albania)
Appartiene alla nobile famiglia Ghica di origine albanese, la quale dal secolo
XVII ha avuto un’importanza eccezionale nella storia romena.
Nacque nel 1829 e morì nel 1888.
Visse a lungo in Italia, specialmente dopo la morte del marito, il principe Kol’cov-Masal’skij.
Come scrittrice la sua attività fu grandissima. Le sue opere furono pubblicate
sulla “Revue des deux mondes” e sulla “Nuova Antologia”. Servirono a far
conoscere e a diffondere in Europa la letteratura, i costumi e la storia
dell’Europa Orientale, attraverso notizie letterarie, religiose, sociali,
politiche, storiche.
Nella sua produzione non mancano descrizioni di viaggi e romanzi.
FILATELIA
ALBANIA Anno1979 (1799), KOSOVO Anno 2011 (77)
 
DORGELÉS ROLAND (pseud. di Roland Lécavelé)
(Francia)
Nato ad Amiens nel 1885. Morto a Parigi nel 1973.
Giornalista, trascorse la sua gioventù tra i pittori di Montmartre. Prese parte
alla prima guerra mondiale e nel 1917 pubblicò il suo primo lavoro dal titolo
La macchina per finire la guerra. Solo nel 1919 riuscì ad imporsi con
l’opera Le croci di legno.
Scrisse per lo più romanzi sulla guerra: L’osteria della bella donna
(1919). Il risveglio dei morti (1923), Tutto è da vendere (1956),
cui si aggiunsero libri di ricordi: Montmartre Paese mio (1928), Il
castello delle nebbie (1932), Quando vivevo a Montmartre (1936)
Ritratti senza ritocchi (1952), Passeggiate a Montmartre (1961)
FILATELIA
FRANCIA Anno 1985 (2361)

DOSTOEVSKIJ PETER MICHAJLOVIC
(Russia)
È da considerarsi una delle maggiori figure della storia letteraria russa
del XIX secolo. Figlio di un medico militare, arrogante e dispotico, nacque il
30 ottobre del 1821 a Mosca. All’età di sedici anni perse la madre da tempo
malata e quando aveva diciotto anni il padre, ormai alcolizzato, fu ucciso nella
sua proprietà da alcuni contadini esasperati dai suoi modi violenti e
autoritari. A causa di ristrettezze familiari della famiglia non ebbe
un’infanzia molto felice, ma si ripagò rifugiandosi nella lettura. Dopo aver
concluso i suoi studi a Mosca in una scuola privata, entrò controvoglia nella
Scuola Militare per ingegneri di Pietroburgo dove più che le scienze, che non
amava, coltivò la letteratura. Per due anni prestò servizio nell’esercito,
senza tralasciare la sua passione per la lettura e per la scrittura. Il suo
primo romanzo, scritto nell’inverno 1844-45 fu Povera gente, che il
critico Belinskij accolse come la rivelazione di un grande scrittore. Il
successo fu notevole, ma non decisivo, infatti, i racconti che seguirono Il
sosia (1846), Le notti bianche (1848), Cuor debole (1848),
Netocka Nezvanova (1849), Il signor Procharcin, La padrona (o L’afficcacamere)
(1847) lasciarono i lettori indifferenti e delusero Belinskij.
In questo periodo la vita di Dostoevskij prende una svolta decisiva che dividerà
la sua biografia in due parti: prima e dopo la condanna ai lavori forzati e il
successivo esilio.
Avendo lo scrittore partecipato a riunioni socialiste in casa di
Petraseskij, fu arrestato, processato e condannato a morte, condanna che per lo
zar Nicola I era stata solo una ‘messinscena punitiva’. Infatti., quando già
con altri compagni si trovava di fronte al plotone di esecuzione, fu annunciata
la grazia e la commutazione della pena a quattro anni di lavori forzati a Omsk,
in Siberia, dal 1849 al 1953 durante i quali il suo fisico fu minato da
malattie tra cui l’epilessia. Scontata la pena fu arruolato a Semipalatinsk nel
reggimento fucilieri e poi seguì l’esilio fino al 1859.
Durante la prigionia, lo scrittore maturò e affinò le sue qualità e capacità
introspettive. In esilio sposò nel 1857 una giovane vedova, molto povera, Marija
Dmitrievna Isaev, “la donna più onesta, più nobile, più generosa” fra quelle
conosciute dallo scrittore la quale fu al suo fianco per molti anni ma non gli
diede la consolazione che si attendeva, consolazione che attinse sempre e solo
dalle letture. Dalle sue esperienze in Siberia ricavò materiale per il romanzo
Memorie da una casa di morti (pubblicato nel 1861-62), Il villaggio
di Stepancikovo (1859) e Il sogno dello zio (1859).
Revocato l’esilio e tornato nel 1859 a Pietroburgo, Dostoevskij riprese la sua
attività come giornalista. In collaborazione col fratello Michail iniziò nel
1861 la pubblicazione della rivista “Vremia” (Il tempo), nella quale, oltre alle
Memorie da una casa dei morti, fu pubblicato il romanzo Umiliati e
offesi (1862) e molti articoli critici. Nella rivista appaiono gli
orientamenti di Dostoevskij legati ad una sua propensione per l’occidentalismo e
allo slavofilismo verso il quale era più incline. A rallentare il primo,
contribuì un viaggio in occidente (Inghilterra, Francia, Germania) che suscitò
in lui giudizi aspri e sfavorevoli verso la civiltà occidentale, espressi
nell’opera Note d’inverno su espressioni d’estate, ripresi poi in
Diario di uno scrittore del 1873.
Soppressa la rivista, i due fratelli tentarono di riprenderla sotto altro titolo
“L’epoca”, ma con scarso successo. Poi iniziò una serie di guai e di sventure.
Innanzitutto un legame extraconiugale con Apollonia Suslova, una fanciulla che
nelle sue opere definì ‘la donna infernale’; poi la morte della moglie, seguita
da quella del fratello Michail. La sua vita continuò in una lotta disperata per
aiutare la famiglia del fratello, per tentare di sanare i debiti della rivista,
tutti argomenti presenti nel racconto Memorie del sottosuolo (1864).
Dostoevskij viaggiò all’estero per due anni durante i quali fu dominato dal
demone del gioco, ma anche da quello della creazione, infatti, concepì il
romanzo Delitto e castigo (1865-66) che aprì ad altri romanzi che gli
diedero fama e notorietà, ma non la ricchezza.
Con un editore, col quale aveva firmato un assurdo contratto, ebbe una vertenza
giudiziaria che aggravò le sue già magre finanze. Per far fronte al contratto
dovette assumere una stenografa, Anna Grigor’evna Snitkina, che in seguito
divenne sua moglie. La donna fu sempre al suo fianco; dall’unione nacque una
bambina che morì precocemente, gettando lo scrittore nella disperazione.
Portò a termine il romanzo Il giocatore (1867), romanzo parzialmente
autobiografico. Nel febbraio del 1867 si recò con la moglie all’estero
(Germania, Francia, Svizzera, Italia) per sfuggire ai creditori. Dostoevskij fu
nuovamente preso dal demone del gioco. Tra il 1868 e il 1880 nacquero altri suoi
capolavori: L’idiota (1868-69), L’eterno marito (1869), I
demoni (1873), Bobok (1873), L’adolescente (1875), La mite
(1877), I fratelli Karamazov (1879-80). Da allora la sua fama superò
quella di Turgheniev e di Tolstoi Dal 1873 al 1876 e poi nel 1881 fino alla
morte scrisse Diario di uno scrittore.
Intorno al suo nome si concentrò il pensiero della Russia in occasione del
discorso da lui pronunciato a Mosca per l’inaugurazione del monumento a Puskin
avvenuta nel 1880.
Morì a Pietroburgo il 28 gennaio del 1881 a seguito di un’emorragia. La Russia
onorò l’ex forzato con solenni funerali.
“L’opera di Dostoevskij, soprattutto valida per la profonda analisi psicologica
e per la straordinaria capacità dell’autore di vivere nei suoi personaggi, in
particolare nelle creature più tormentate, si inserisce nel quadro
dell’atmosfera culturale russa dell’Ottocento ricca di fermenti spirituali,
ideologici e sociali. Maestro impareggiabile nel tratteggiare il carattere e i
più profondi recessi dell’animo dei suoi personaggi, ne ha rappresentato le
complesse nature nel drammatico dinamismo di una lotta e di una ricerca che
trascendono i limiti di una sola opera e si prolungano fino all’ultimo romanzo”.
(Dall’enciclopedia Rizzoli-Larousse)
FILATELIA
BULGARIA Anno 1956 (880), 1978
(2358), 2007 (4129), 2007,
GAMBIA Anno 2010, ITALIA Anno 2006 (2896), ROMANIA
Anno 1956 (1484), RUSSIA Anno 1956 (1863), 1971 (3746)
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DOTREMONT C.
(Belgio)
Nato a Tervuren (Belgio) nel 1922.
Critico e poeta surrealista, appartenente al gruppo COBRA di cui fecero parte
letterati di Copenhagen Bruxelles e Amsterdam (donde il nome acrostico di COBRA
dato al gruppo).
Di temperamento ribelle, fu più volte espulso dai collegi religiosi di cui fu
allievo.
Scrisse logogrammi che conservano una poetica ambiguità.
FILATELIA
BELGIO Anno 1997 (2668)
  
DOUAGI
ALI
(Tunisia)
Nato a Tunisi il 4 gennaio del 1909 e ivi morto il 27 maggio del 1949.
Apparteneva ad una famiglia borghese di origine turca. Perse il
padre all’età di tre anni e fu educato dalla madre. Frequentò la scuola
Kheireddine e la médersa Irfaniya senza però oltrepassare l’insegnamento
primario.
Lavorò da giovane in un magazzino di tessuti.
Conosciuto per le sue satire, è una figura di spicco nella
bohéme intellettuale che frequentava il caffé Taht Essour di Bab Soijka.
Le sue opere apparvero su varie riviste e ebdomadari negli anni
dal 1930 al 1940. Gli scritti sono caratterizzati da un realismo sovente
caricaturale attraverso il quale viene rappresentata la società tunisina
dell’epoca.
Molte novelle, pubblicate in giornali diversi fra il 1935 e il
1949, furono raccolte nel volume Il m’en a fait veiller, des nuits. Tra
le più note : Il tesoro del povero (1935), Il pastore delle stelle
(1944). La madre di Eva (1949).
Morì di tubercolosi all’ospedale La Rabta di Tunisi.
FILATELIA
TUNISIA Anno 1989 (1125)

Douglas Costanza Mona
(Isola di Man)
Nata il 18 settembre 1898 a Much Woolton, Liverpool. Morta l’8 ottobre 1987.
Figlia unica, a causa di problemi di salute, è stata educata a casa. Era solita
trascorrere . le vacanze presso i suoi
nonni nell’Isola di Man, dove ha vagato per le campagne, conversato con uomini
e donne che hanno lavorato sulla terra e in mare. Il suo interesse per il
folklore la incoraggiò a scrivere le storie e le canzoni. In particolare si
interessò per tutta la vita del folclore celtico.
Nel 1921 fu segretaria durante il congresso celtico della sezione e a quel tempo
aveva al suo attivo due pubblicazioni di poesie, Song Song Maiden e Manx
(1915), Mychurachan (1917).
Nel 1917 fu ammessa al terzo ordine del Gorsedd di Bardi al Eisteddfod 'Black'
in Birkenhead, posizione che le permise di entrare.
in contatto con scrittori influenti, studiosi e politici, tra cui WB Yeats,
George Russell e Maud Gonne.. Nel 1925 si
trasferì a Harlech, dove lavorò come segretaria del poeta Graves. Questi la
incoraggiò ad andare a Londra per allargare i suoi orizzonti. Qui rafforzò il
suo legame con la Folk Dance Society e contribuì a diffondere la musica
tradizionale di Man.
Nel 1930 Douglas, tornata a vivere a l'Isola di Man, insegnò ai giovani le
canzoni locali, le danze, i racconti e la storia dell'isola, continuando a
scrivere poesie e articoli per riviste scientifiche.
Dopo il suo 'pensionamento' continuò ad
esercitare il suo lavoro da giornalista per altri 25 anni..
Ha anche pubblicato due romanzi (Cantico dei Mannin, 1976, e Song
Rally, 1981) in cui diffonde le sue convinzioni culturali, politiche e
religiose.
Fu anche. una cantante e attrice di
talento, in grado di produrre spettacoli memorabili, in particolare in ruoli
comici. Non riuscì mai a realizzare un suo sogno: un teatro Manx.
Morì a causa di un incidente durante il quale si ruppe una gamba. Sopravvennero
complicazioni che la portarono alla tomba all’età di novant’anni.
FILATELIA
MAN Isola di Anno 2003 (1095)

Dove Rita Frances
(USA)
Nata ad Akron il 28 agosto 1952.
Poetessa e scrittrice statunitense. Nel 1987 è stata la seconda afroamericana a
vincere il Premio Pulitzer (dopo Gwendolyn Brooks nel 1950).
L’anno in cui nacque, il padre, ricercatore della Goodyear, era diventato il
primo chimico afroamericano nell'industria degli pneumatici. La madre, Elvira
Hord, aveva vinto una borsa di studio alla scuola superiore e amava molto la
letteratura, passione che avrebbe ben presto condiviso con la figlia.
Nel 1973 Rita Dove si è laureata con lode alla Miami University. Ha ricevuto il
premio Pulitzer per la poesia nel 1987 e nel 1993 è stata nominata Poet
Laureate of the United States dalla Biblioteca del Congresso, carica che ha
mantenuto dal 1993 al 1995. In seguito ha continuato a servire come Special
Bicentennial Consultant in Poetry alla Biblioteca del Congresso insieme a
Louise Glück e W. S. Merwin. Nel 2004 il governatore Mark Warner le ha assegnato
l'incarico biennale di Poet Laureate of the Commonwealth of Virginia. Nei
suoi scritti ufficiali, la Dove pone la propria attenzione sul tentativo di
diffondere la poesia nel mondo ed aumentare la consapevolezza pubblica dei
benefici della letteratura. Fino al 1989 ha insegnato alla University of
Virginia di Charlottesville.
Prima di trasferirsi in Virginia, ha insegnato scrittura creativa alla Arizona
State University dal 1981 al 1989.
Opere: American Smooth (poesie). 2004. On the Bus
with Rosa Parks (poesie). 1999. Mother Love (poesie). 1995. The
Poet's World (saggi). 1995. The Darker Face of the Earth (testo
teatrale). 1994; Selected Poems. 1993. Through the Ivory Gate
(romanzo 1992). Grace Notes (poesie). 1989. Thomas and Beulah
(poesie). 1986. Fifth Sunday (racconti). 1985. Museum (poesie).
1983. The Yellow House on the Corner (poesie). 1980 ,Rita Dove
(saggi).(da Wikipedia)
FILATELIA
UGANDA Anno 1998
(1626).

DOYLE ARTHUR CONAN
(Inghilterra)
Da famiglia cattolica irlandese, figlio di Charles, disegnatore di
talento, il 22 maggio del 1859 nacque a Edimburgo Arthur Conan Doyle. Studiò
medicina all’Università di Edimburgo dove ebbe la possibilità di avere come
maestro il chirurgo Joseph Bell, assai rinomato per le sue diagnosi talvolta
sbalorditive basate sull’acutezza di accurate deduzioni. Ottenuta la laurea in
medicina, si imbarcò come medico di bordo, occupazione che gli diede la
possibilità di conoscere le terre del nord e quelle africane.
Dopo una parentesi in Germania, dove si era recato per specializzarsi in
oculistica, rientrò ad Edimburgo con l’idea di crearsi una clientela. Ma la
fortuna non gli arrise. Indotto dalla necessità, avendo ai tempi
dell’Università pubblicato sul ‘Chambers Journal’ un racconto, Il mistero di
Sassassa Valley, bene accolto dalla critica, si diede a pubblicare racconti
su giornali e riviste. Nel 1882, stampata della ‘London Society’, uscì la
novella Mio fratello l’assassino. Non avendo ancora trovato il genere
che gli avrebbe dato la notorietà, tentò la via del romanzo, scrivendo The
firm of Girdlestone, non accettato dagli editori.
Appassionato di scrittori ‘particolari’ quali Gaborieau, Poe e memore degli
insegnamenti del professor Bell e della sua tecnica nel diagnosticare una serie
di notizie dopo una sommaria osservazione dell’ammalato, cominciò a costruire il
suo personaggio ideale, quel Sherlock Holmes che gli diede fama e fortuna.
Sherlock Holmes fu inizialmente immaginato come un individuo poco attraente,
alto, dinoccolato, col volto aquilino e il naso sporgente, occhi acuti e
ravvicinati. In seguito, seguendo i consigli dell’illustratore dei suoi libri,
che ovviamente conosceva i gusti del pubblico, lo riplasmò e ne fece un uomo
alto, atletico, dal volto magro, dal cranio dolicocefalo, riservato, misogino,
insofferente ai suggerimenti, con particolare predisposizione alla chimica,
capace di travestimenti impensati, pronto all’azione. Come caratteristica
esteriore visiva Holmes era solito calzare un copricapo con copriorecchi,
portare vistose vesti da camera, fumare una pipa e usare durante le indagini una
vistosa lente per cercare indizi. Nell’ambito familiare non disdegnava di
praticarsi qualche siringa di morfina (ma solo in particolari momenti di
stress), leggere le opere più disparate e suonare il violino.
Ma Holmes non fu il solo personaggio celebre inventato da Doyle. Al detective
occorreva una spalla, un controaltare, così lo scrittore creò il dottor Watson,
un medico a riposo, un compagno fedele che lo affiancò in tutte le indagini e ne
divenne il biografo ufficiale. Watson viene descritto come un tipo bonario, di
modeste capacità intuitive e deduttive. Watson è sincero, allegro, un po’ ottuso
quanto, invece, Holmes è altero, sicuro di sé, determinato nelle sue deduzioni
e deciso nelle soluzioni tanto da attenersi al suo credo: “quando hai scartato
l’impossibile, il probabile è la verità”.
Con Holmes e Watson, Doyle è riuscito a costruire una coppia perfetta, tanto
che sarà imitata da molti scrittori di libri gialli: Nero Wolfe e Godwin, Poirot
e il capitano Hasting, Ellery Quinn e il figlio, Perry Mason e Paul Drake, Padre
Brown e Flambeau…
La fortuna del personaggio e del suo autore cominciò nel 1887 quando nel
‘Beeton’s Christmas Annual for 1887’ apparve il romanzo Uno studio in rosso,
stampato in volume l’anno successivo. Fu un semisuccesso che valse ad attirare
l’attenzione dei lettori del genere, tanto che nel 1889 fu invitato da editori
americani, assieme a Oscar Wilde, a scrivere un racconto per il ‘Lippincott’a
Magazine’. Wilde scrisse Il ritratto di Dorian Gray e Doyle Il segno
dei quattro.
La sua fama si spargeva quindi anche oltreoceano e lo spinse ad abbandonare la
professione di medico per dedicarsi alla letteratura. Per la verità continuò la
professione per un certo periodo e cioè in occasione della guerra del Sud Africa
(1898) e della guerra contro i boeri (1899-1902), divenendo popolare in
Inghilterra tanto da ottenere dalla corte il titolo di baronetto. Militò
pure come corrispondente di guerra sul fronte italo-francese nel primo conflitto
mondiale.
Doyle aveva notato che scrivere un romanzo a puntate sui giornali si correva
il rischio di attenuare il mordente del personaggio in quanto questi poteva
perdere di interesse se il lettore perdeva qualche puntata, perciò si risolse a
scrivere solo novelle con uno stesso protagonista e ogni vicenda si concludeva
nel breve volgere della storia. L’inconveniente veniva così annullato. Ciò non
toglie che il gusto del romanzo, di una storia a più largo respiro, talvolta
riaffiorasse come nel 1891 quando scrisse Il mastino dei Baskerville e
nel 1915 La valle della paura. Ad un certo punto, forse stanco del
personaggio Holmes, decise di chiudere il ciclo dopo una serie di racconti
pubblicati sullo ‘Strand Magazine’. Voleva dedicarsi ad altri generi come il
romanzo storico fra cui vale la pena ricordare Sir Nigel (1906), Micah
Clarke (1889), La compagnia bianca (1891), Le avventure di Rodney
Stone e, ambientati nell’era napoleonica Le gesta del brigadiere Gérard
(1896) e Nuove imprese di Gérard (1903), mentre le sue esperienze in
terra d’Africa gli suggerirono La grande guerra boera (1900) e La
guerra in Sud Africa.
La sua decisione sembrò irrevocabile ed era basata sulla supposizione che il
personaggio, a suo parere, diventava ingombrante e poteva indirizzare i suoi
lettori verso altri generi ritenuti più seri. E così nell’ultima novella Il
problema finale della raccolta Le memorie di Sherlock Holmes (1893),
per sottrarsi all’invadenza del personaggio, lo fece precipitare da un dirupo
delle Alpi Svizzere, avvinghiato al suo eterno nemico il dottor Moriarty.
Ma Sherlock Holmes nell’immaginario dei lettori era diventato immortale, noto
in Inghilterra, in Europa e in America per cui le sollecitazioni lo indussero a
‘ripescare’ il personaggio e a scrivere altre novelle.
Nel 1905 lo ritroviamo nei racconti Il ritorno di Sherlock Holmes (1905),
L’ultimo saluto di Sherlock Holmes (1917) e Il taccuino di Sherlock
Holmes (1927).
Tre anni dopo l’autore moriva a Crowborough (Sussex) il 7 luglio 1930.
Scrisse pure romanzi di fantascienza: Un mondo perduto (1912), I
racconti del terrore e del mistero (1922) . Dopo la morte del figlio per una
ferita subita durante la guerra 1914/18, si accostò allo spiritismo, di cui fu
sostenitore convinto, al quale dedicò alcuni studi: Viaggio di uno
spiritualista (1921) e la Storia dello spiritualismo in due volumi
(1926).
Ma la sua fama rimane legata a Sherlock Holmes.
Dalle sue opere furono tratti numerosi film. Il libro Un mondo perduto
fornì nel 1960 al regista I.Allen il tema per un lungometraggio. Ma Sherlock
Holmes divenne il personaggio preferito di molte storie e fu sfruttato da
registi quali B. Dean che nel 1969 iniziò la serie, L.Stephenson Hiscott, G.
Cutts, W.K.Howard, E.L.Marin, T. Bentley, K.Hard, R.W.Neill, J.Hill.
Numerose sono stati anche i telefilm tratti dai suoi racconti.
OPERE: La casa vuota È il primo racconto del volume Il ritorno di
Sherlock Holmes. Dopo il tentativo dell’autore di chiudere il ciclo del suo
investigatore, facendolo morire in Svizzera, i lettori insorsero affinché la
serie venisse ripresa. Così avvenne nel 1905. Nel primo racconto dal titolo
La casa vuota, Holmes riappare sulla scena per risolvere il caso di un
giovane ucciso nella sua camera da letto. Al tempo stesso il detective spiega
come la sua morte precedente non fosse stata che una copertura per riuscire a
sconfiggere tutta la banda lasciata dietro di sé da Moriarty.
L’interprete greco Watson scopre con stupore che Holmes ha un fratello,
Mycroft, di cui non conosceva nulla. Scopre pure che Mycroft possiede facoltà
deduttive assai maggiori di quelle di Holmes, solo che non se ne avvale perché
alquanto pigro. Ciò non toglie che procuri casi al fratello e gli dia consigli.
È proprio Mycroft a presentare Mylas, un interprete cui è accaduto un caso
particolare. È stato rapito, condotto in una casa dove venivano tenuti
prigionieri un uomo e una donna, e costretto a far da interprete in un
drammatico colloquio. Liberato, racconta tutto all’amico Mycroft e a Holmes. La
caccia al mistero ha inizio, ma si conclude drammaticamente perché l’uomo
prigioniero viene trovato ucciso e la donna scomparsa. A punire i colpevoli sarà
quest’ultima.
Il mastino dei Baskerville La vicenda si svolge in una desolata
brughiera costellata di acquitrini. Nottetempo nella brughiera si aggira un
essere mostruoso, un mastino fantasma, feroce, capace di uccidere ed è quanto
accade. Il mastino rappresenta lo spettro familiare dell’antica e nobile
famiglia dei Baskerville e, secondo la leggenda, la sua comparsa è sempre stata
presagio di sciagure e di morte. Ma la razionalità di Sherlock Holmes non teme i
fantasmi e, come sempre risolverà il caso apparentemente inestricabile.
Il mistero dei sei Napoleoni Il commissario Lestrade di Scotland Yard si
trova alle prese con un caso singolare. A Londra c’è un ladro a cui Napoleone
deve essere particolarmente antipatico, infatti diversi busti di gesso, di
scarsissimo valore, vengono rubati in diverse abitazioni e distrutti. Sembra
una bravata finché non ci scappa il morto. Holmes inizia le ricerche e scopre
che nell’avventura sono implicati alcuni italiani, abili artisti nel
confezionare statue di gesso. Ma perché solo i busti dell’imperatore francese
vengono distrutti? Contengono forse qualcosa? Che cosa? Domande cui Holmes e il
suo fedele Watson daranno una risposta.
Il problema finale È l’ultimo racconto che conclude il primo ciclo delle
vicende di. Sherlock Holmes, raccontate da Watson. Il detective si trova a
braccare e al tempo stesso a difendersi dal più astuto dei malviventi, il
professor Moriarty, un individuo dotato delle sue stesse capacità, volte però al
male. È una lotta senza quartiere e senza esclusione di colpi, che si dovrà
concludere con la morte di uno dei due. E dopo varie vicende si concluderà
tragicamente in Svizzera, in un terreno montagnoso e pericoloso, vicino alla
cascata di Reichenbach, strapiombante verso il fondo valle in un orrido senza
fine. Lì, senza che nessuno assista alla lotta, nessuno dei due contendenti
riuscirà ad avere il sopravvento ed entrambi precipiteranno nell’orrido e i
loro corpi non verranno più ritrovati.
La seconda macchia Lord Bellinger, ministro degli Affari Esteri e il suo
segretario Trelawney Hope si presentano a Holmes ponendogli un caso delicato. È
scomparsa una lettera il cui contenuto, se fosse arrivato alla stampa e a
conoscenza del pubblico, avrebbe avuto effetti disastrosi nella politica
europea. La scomparsa della lettera sembra inesplicabile. Holmes comincia a
contattare i probabili colpevoli, ma durante le indagini uno di essi viene
assassinato. Sulla scena del delitto Holmes scopre che sotto la parte di un
tappeto su cui la vittima insanguinata era caduta non c’è alcuna macchia di
sangue, mentre se ne trova un’altra sul pavimento, sempre sotto lo stesso
tappeto, ma in un punto diverso. Chi ha spostato il tappeto? E perché la moglie
del segretario è così interessata al caso? La scoperta di intrighi, tradimenti,
ricatti porterà l’investigatore a dipanare il caso.
I signori di Reigate Sherlock Holmes, reduce da una malattia nervosa,
viene condotto da Watson nella residenza di un suo amico a Reigate per un
periodo di convalescenza. Il medico ritiene così di allontanarlo dai fastidi e
dagli impegni cittadini. Ma sembra che dovunque vada Holmes debbano succedere
cose strane. In una villa avviene un furto: poca cosa perché vengono asportati
oggetti di nessun valore. Ma quando nella villa dei Cunningham oltre al
tentativo di furto viene ucciso anche un servitore, la cosa si fa seria e il
detective interviene. Partendo da un frammento di lettera trovato in mano alla
vittima, il detective inizia le sue considerazioni e deduzioni fino all’inatteso
finale con la scoperta dei colpevoli.
FILATELIA
ALDERNEY Anno
2009 (BF 23A), BUTHAN 1990, CANADA 1991, COMORES Anno
1980 (325), 2009, CONGO Anno 2007, DOMINICA
Anno 1991, 1996 (1915), FUNAFUTI-TUVALU 1984, GRAN BRETAGNA
Anno 1987, 1993 (1695/9), 1997 (1949),
2009, GUERNSEY Anno 1996 (721) ,
GUINEA Anno 2010 (1142- 6 valori + fog.), LIBERIA Anno
1999, 2001, LIECHTENSTEIN Anno 2012, MONACO 2009, NICARAGUA Anno
1972 (766), REDONDA 1984, SAN MARINO
Anno 1979 (1023), 2009, SIERRA LEONE 1996, SUD AFRICA
2000, SVIZZERA 2007, TIMOR EST Anno 2000,
TURKS & CAICOS Anno 1984 (6
valori + BF).
DRAGOMANOV PYOTR
AKIMOVICH
(Ukraina)
Nato nel 1802. Morto nel 1860.
Poeta ukraino
FILATELIA
Ukraina Anno , 2002, Busta postale

DRENOVA ALEKS STAVRE (detto ASDRENI)
(Albania)
Nato a Drenova, presso Coriza. nel 1872. Morto a Bucarest nel 1947.
Fu un appassionato e raffinato cantore della sua terra.. Scrisse Raggi di
sole (1901). Sogni e lacrime (1912), Salmi di un povero.
FILATELIA
ALBANIA Anno 1987 (2153)

DRIANT ÉMILE
(Francia)
Nato l’11
settembre 1855 a Neufchatel-sur-Aisne. Morto in battaglia il 22 Febbraio 1916.
Tenente
Colonnello durante la prima guerra mondiale, è stato uno scrittore
nazionalista, politico e ufficiale dell'esercito. E’ stata la prima vittima di
alto rango nella Battaglia di Verdun della Prima Guerra Mondiale.
Driant diplomato
all’Accademia militare di Saint-Cyr, è diventato un ufficiale dell'esercito nel
1877. Nominato alla fanteria fu assegnato nel 1886 al 4 ° reggimento di zuavi in
Nord Africa col grado di capitano. Nel 1888 sposò la figlia del generale
Boulanger. Trascorse gli anni dal 1892 al1896 come istruttore presso l’
Accademia militare di Saint-Cyr, e dal 1899 al 1905 fu Comandante del 1°
battaglione dei fucilieri.
Si dimise nel
1906 per dedicarsi al giornalismo e alla politica e nel 1910 fu eletto alla
Camera dei Deputati in qualità di rappresentante per Nancy. Driant dedicò i
suoi sforzi al rafforzamento delle difese francesi.
Nel 1888 iniziò
a scrivere un romanzo su una guerra immaginaria, firmandolo con lo pseudonimo
di "Captain Danrit". La guerra di domani, comprende tre storie : La
guerra in fortezza , La guerra in campo aperto ("La guerra in
aperta campagna"), e War Balloon.
Driant fu uno
scrittore prolifico nel trattare il tema di romanzi di guerra proiettati nel
futuro.
Dopo l'inizio
della prima guerra mondiale nel 1914, Driant fu richiamato alle armi come
capitano. In seguito, promosso tenente colonnello, gli fu e affidato il comando
del 56° battaglione di fanteria e del 59 battaglione di cacciatori
riservisti).
Nella battaglia
di Verdun, durante la ritirata dei francesi, Driant fu ucciso.
FILATELIA
FRANCIA Anno 1956 (1052)

DROSTE-HULSHOFF ANNETTE von
(Germania)
Nata a Hulshoff,Westfalia, il 10 gennaio 1797. Morta nel castello di Meesburg,
sul lago di Costanza il 24 maggio del 1848.
Appartenente ad una piccola famiglia aristocratica di ceppo terriero, visse nel
periodo della Restaurazione post napoleonica, schierandosi a fianco di quegli
autori che difendevano i valori della tradizione, rifugiandosi nella
composizione di poesie idilliache di tipo classico-romantico.
Nel 1820 diede inizio all’opera Anno liturgico, completato nel 1839-40,
pubblicato postumo per sua volontà. Contiene oltre settanta brani lirici legati
a festività religiose.
Negli anni Venti abbozzò anche un romanzo che non portò a termine. Negli anni
Trenta compose tre poemetti Il rifugio sul Gran San Bernardo, L’eredità del
medico, La battaglia nel bosco di Loener, nei quali dimostrava il suo
legame con la terra e la natura. Un volume di versi Poemi, uscì nel
1838. Del 1842 è il racconto Il faggio dei giudei.
L’amicizia col letterato Schucking vissuta con l’intensità di un’impossibile
passione amorosa, la spinse a scrivere le liriche migliori Poesie
(1838-44)
All’inizio degli anni Quaranta compose le Ballate e tra il 1841 e il
1846 la maggior parte delle sue poesie in cui aleggia la natura evocata in ampi
e suggestivi quadri nei quali sono presenti forze primitive e talvolta
demoniache. Le migliori liriche sono dedicate alla meditazione e alla
confessione personale, alla sua vita dominata dal senso della memoria,
dall’ineluttabilità della morte e del trascorrere del tempo.
Dopo la sua morte fu pubblicata una raccolta postuma delle sue migliori poesie,
Ultimi doni (1860).
FILATELIA
BERLINO Anno 1961 (191), GERMANIA Anno 1961
(233), 2002 (2127)
 
DROUOT PAUL
(Francia)
Nato a Vouziers nel 1886. Morto nel 1915.
Ucciso in azione durante la
Prima Guerra Mondiale, come Alain-Fournier, Louis Pergaud e molti altri, Paul
Drouot lascia dietro di sé alcuni libri di poesia, il primo capitolo di un
romanzo e il suo capolavoro incompiuto, Euridice perduta due volte che
sarà pubblicato postumo nel 1926. Questa
poesia-prosa è in forma di frammenti in cui il poeta mette a nudo la sua anima..
Diario vero che nasce ogni istante e conserva tutta la bellezza e il dolore di
un cuore lacerato. Euridice perduta due volte, esplora il sentimento
d'amore con il suo treno della speranza, delusione, gioia e attesa.
Il
Comune ha reso omaggio al poeta nato a Vouziers dedicandogli una statua e dando
il suo nome al collegio locale. (Da
internet)
FILATELIA
FRANCIA Anno 1986

DROZZIN SPIRIDION DMITRIEVIC.
(Russia)
Nato nel 1848 a Nizovko, presso Tver’, e ivi morto
nel 1930.
Poeta russo, figlio di povera gente, ebbe una
giovinezza travagliata e inquieta e fu un autodidatta. Dopo un lungo girovagare
che lo portò alle esperienze di lavoro più diverse, tornò al villaggio natio per
dedicarsi al canto delle sofferenze degli umili (V izbe "Nell'isba",
1882; Zimnij den´ "Giorno d'inverno", 1892) e dei problemi sociali della
Russia prerivoluzionaria (Pesni rabočich "Canti degli operai", 1875; V
zasuchu "Durante la siccità", 1897; Iz mraka k svetu "Dalle tenebre
alla luce", 1912). Alla rivoluzione dedicò opere piene di entusiasmo e di
speranza (Pamjati V. I. Lenina "Memorie di V. I. Lenin", 1924). (Enc.
Treccani)
FILATELIA
RUSSIA Anno 2008, Annullo
speciale, URSS 1970, 1973 Buste Postali.

DRUTA ION
(Moldavia)
Nato il 3 settembre 1928 nel quartiere-villaggio di
Horodiste Donduseni, ma ha vissuto a Mosca dal 1960.
Le prime opere di Druta sono state pubblicate all'inizio
degli anni '50. Sono raccolte nei volumi, Frunze dor de, Balade din
campie, Ultima Luna de toamna, Povara bunatatii Noastre, Clopotnita,
Horodiste, Intoarcerea taranii in pamant, Biserica alba , Toiagul
pastoriei . Fanno parte del fondo d'oro della letteratura
contemporanea nazionale.
Dal 1987, Ion Druta è stato presidente onorario
dell'Unione degli scrittori della Moldova. Nominato da parte
dell'Assemblea Generale degli Scrittori, è stato insignito di diversi
ordini e medaglie e detiene il titolo di scrittore popolare.
Nel 1967, Ion Druta ha ricevuto il Premio di Stato della
Repubblica socialista sovietica moldava. Il 30 settembre 1992, fu eletto
membro onorario dell'Accademia rumena e membro titolare dell'Accademia
delle Scienze di Moldova, mentre il 26 luglio 1995 è stato incluso nella
lista dei primi dieci scrittori del mondo per il 1990 .
Il 26 agosto 2008, è stato nuovamente onorato con un
premio di Stato (un milione di lei) per il contributo speciale verso lo
sviluppo della letteratura nazionale e universale e della cultura.
Il 2008 è stato dichiarato l'Anno dello Scrittore Ion
Druta.
FILATELIA
MOLDAVIA Anno 1995 (155, 2008
Ann. Speciale e busta speciale), RUSSIA, Anno 2001 (Busta speciale)

    
Držić Džore
(Yugoslavia)
Nato nel 1461. Morto nel 1501.
Di famiglia borghese ragusana, da cui emersero membri eminenti tra cui.
il poeta e drammaturgo Marin Držić e il fratello, il pittore Vlaho Držić.
Džore Držić, completò la sua istruzione umanistica a Dubrovnik e poi studiò
giurisprudenza in Italia. Raggiunta la maturità entrò nel sacerdozio.
Le sue poesie sono state conservate nella raccolta fatta da Nikša Ranjina,
insieme con le poesie di Šiško Menčetić e di altri poeti di Dubrovnik. Esse si
possono trovare anche in un altro manoscritto dal 17 ° secolo, che, insieme con
altri suoi poemi, contiene Radmio e Ljubmir. Fu Josip Hamm a scoprire il
manoscritto in Irlanda nel 1965, ed è stato quindi confermato che Džore Držić fu
l'autore di una serie di poesie trovate nella Ranjina's Collection..
La raccolta contiene anche una ventina di nuove poesie, che contribuisce a
completare il lavoro di uno dei più antichi poeti croati (da Internet)
FILATELIA
CROAZIA Anno 2001 (532)

DRZIC MARIN
(Yugoslavia)
Nato
a Dubrovnik nel 1508. Morto a Venezia nel 1567.
Di nobile e numerosa famiglia (aveva 6 fratelli e 5 sorelle). Dopo i primi studi
si avviò verso il sacerdozio e fu ordinato sacerdote.
Dopo l’ordinazione fu inviato a Siena nel 1538 per potere studiare Diritto
Canonico. Non eccelse negli studi ma la sua personalità e il carattere
estroverso gli permisero di avere molte e importanti amicizie. Divenne Rettore
dell’Università di Siena.
Scaduto il suo incarico e perso l’amore verso gli studi fece ritorno a Dubrovnik
dove strinse amicizia con un avventuriero austriaco, Christoph Rogendorf,
rifugiatosi nella città dalmata perché in contrasto con la corte di Vienna. Da
quel momento la vita di Marin ebbe una svolta alquanto avventurosa con contatti
con un gruppo di fuorilegge dalmati, viaggi a Costantinopoli, Vienna, Venezia.
Amico della famiglia dei Medici di Firenze, chiese loro aiuto per rovesciare il
governo del suo paese e liberarlo dalla tirannia. L’aiuto sperato non giunse
mai.
Nonostante la scelta legata alla chiesa, visse una vita spensierata, sensibile
al denaro e perciò spesso oberato da debiti e ricercato dai creditori.
Nelle sue opere drammatiche, il cui tema è spesso derivato da modelli stranieri,
ma perfettamente ambientati nel mondo croato, spiccano la commedia Zio Maroje
(1500), il dramma pastorale Grizula (1951), La burla di Stanac
(1551), Skup l’avaro, Adone e Venere. I suoi personaggi sono popolani che
furbescamente si fanno beffa dei nobili e dei ricchi mercanti. La lingua usata è
una parlata mista italo-slava, la stessa usata dal popolino, in voluto contrasto
col bell'eloquio dei ragusei benestanti e colti.
Marin morì a Venezia e fu sepolto nella chiesa di San Giovanni e Paolo
In campo letterario Marin trattò diversi generi: poesia lirica, commedie
pastorali, lettere e opuscoli di carattere politico e commedie, queste ultime
considerate come ottimi esempi del genere e tra le migliori nella letteratura
del Rinascimento europeo, da accostarsi grandi scrittori come Lope de Vega, Ben
Jonson o Molière.
Drzic in esse celebra l'amore, la libertà, la sincerità, l’avarizia, l'egoismo.
La galleria di giovani amanti, di uomini ingannati, di disgraziati,
avventurieri, tiranni, viene illustrata e trattata con gusto, attraverso l’uso
di un idioma vivace che si avvale della ricchezza della lingua croata nel
periodo rinascimentale. (da Internet)
FILATELIA
SERBIA E MONTENEGRO, Anno 2003 (2966),
CROAZIA Anno 2008 (796), JUGOSLAVIA Anno 1958 (755)
_jpg.jpg)  _jpg.jpg)
DU NGUYEN
(Vietnam)
Nato nel 1765 a Bich Cau, Thang Long. Morto nel 1820.
Poeta, autore
dell’opera Chu Nom, è più noto per aver scritto il poema epico I
racconti di Kieu.
Era il settimo
figlio di Nguyễn Nghiem, ex primo ministro sotto la dinastia Lê . All'età di
tredici anni, Nguyễn aveva perso entrambi i suoi genitori, così per la maggior
parte della sua adolescenza ha vissuto con suo fratello Nguyễn Khan o con suo
cognato Đoàn Nguyễn Tuan.
All'età di 19
anni Nguyễn superò l'esame provinciale e ricevette il titolo di "tú Tai",
equivalente al titolo di una scuola superiore di specializzazione. Tuttavia,
Nguyễn Du si rese conto che per utilizzare il titolo occorrevano mezzi
finanziari superiori alle possibilità della sua famiglia.
La madre di
Nguyễn, terza moglie di suo padre, era nota per la sua capacità di cantante e di
scrittrice di poesie. Nguyễn ereditò una parte del suo talento da sua madre.
Amava ascoltare canti tradizionali, e si dice che, all’età di 18 anni, fuggì
con un cantante.
Superò l'esame
provinciale per ottenere la nomina di un consulente militare nell’Esercito
Regio. Dopo una sconfitta del suo paese, cambiato il governo, gli fu revocato
l’incarico ; fu arrestato e trattenuto per qualche tempo prima di poter tornare
al suo villaggio natale nel nord del paese.
Nel 1802, Nguyen
Du accettò di servire nella nuova amministrazione che si era venuta a formare e
fu ripristinato nel precedente ruolo di consigliere militare. Dopo dieci anni di
servizio fu promosso ambasciatore in Cina (1813). Mentre soggiornava in Cina,
scoprì e tradusse una storia della Dinastia Ming, un’opera che sarebbe diventata
la base per il Truyen Kieu (Racconto di Kieu). In seguito ottenne
la nomina di diplomatico in due missioni a Pechino, ma prima che potesse
partire per l'ultima, morì per una malattia per la quale aveva rifiutato ogni
trattamento.
Per la maggior
parte della sua vita, Nguyễn Du fu ossessionato da quello che avvertiva come un
suo tradimento nei confronti dei legittimi governanti del Vietnam. Per
comprendere la sua personalità e la sua opera principale è necessario tener
presente tale suo atteggiamento.
Truyen Kieu,
si basava su un precedente lavoro cinese conosciuto come Kim Van Kieu ed
era originariamente intitolato Đoạn Truong Tan Thanh (Nuovi accenti di
una struggente canzone).
L’opera fu
scritta sotto pseudonimo in quanto trattava criticamente i principi fondamentali
della morale confuciana. Si tratta di una storia tragica dei due amanti
costretti ad affrontare il problema tra la fedeltà e l’onore. A questo Nguyễn
aggiunse il suo dolore e il senso di colpa per l'auto-tradimento del suo codice
d'onore. L’opera è considerata uno dei più grandi capolavori della letteratura
vietnamita.
Altre opere:
Bac Hanh Tap Luc (Viaggi al Nord), Điêu la thanh ca gia, Lunga thanh
gia cam ca, Mong đắc Thái pegno, Nam Trung Tap Ngam (Poesie Varie),
Ngô gia DJE Cuu ca co, Thac loi trai Phuong non, Văn Chieu ho.n
Oltre a poesie
in vietnamita, Nguyen scrisse anche alcune poesie in cinese.
FILATELIA
VIETNAM Anno 1965

  
DU'AJI ALI
(Tunisia)
Nato nel 1909. Morto nel 1949.
Scrittore tunisino, scrisse opere teatrali, sketch, storie
e canzoni. Collaborò a varie riviste letterarie.
Come Al-Shabbi, ha scritto in arabo. Subì l’influenza
della letteratura straniera in particolar modo degli scrittori Cechov,
Flaubert, Jack London e Mark Twain. L'influenza di quest'ultimo, in
particolare, può essere rilevata dal tono ironico moderno con cui Du'aji
si espresse per descrivere la vita urbana contemporanea. Una delle sue
opere di maggior successo è Bar-hopping lungo il Mediterraneo,
contiene una serie di schizzi su una crociera nel Mediterraneo nel 1933.
Si presenta come un negativo fotografico di un diario e questo fornisce
un raro sguardo di come la cultura dominante europea sembrava ad un
cittadino tunisino educato.
Alla spiaggia a Hammam-Lif, contiene tipici ritratti
della vita quotidiana tunisina. Altra sua opera caratteristica è The
outsider, storia di un viaggiatore senza meta lungo le spiagge
algerine. Allo stesso tempo, però, introduce riferimenti culturali di
questo personaggio legati da un lato a Romeo e Giulietta, dall’altro al
Palazzo di Al-Hambra a Granada, dimostrando una coscienza della sua
duplice eredità, sia quella dell'Occidente, sia quella del mondo arabo.
Du’aji nelle sue opere ha l’abilità di trasmettere in
poche pagine la trama complessa della nuova cultura urbana tunisina: allo
stesso tempo riesce ad intrecciare visioni vecchie e nuove delle culture
arabe e occidentali.
FILATELIA
TUNISIA Anno 1989 (1125)

DUBAROVA PETYA STOYKOVA
(Bulgaria)
Nato a Burgas
il 25 aprile 1962. Morto il 4 Dicembre 1979.
Poeta bulgaro,
vissuto nella cittadina balneare dove era nato, pubblicò le sue poesie su
giornali e riviste giovanili quali: “Septemvriyche”, “ Rodna Rech” e “Mladezh”..
Le sue raccolte
poetiche si presentavano con uno stile spigliato, frivolo, pieno di colori
pastello e intrise di romanticismo. La sua poesia tocca molti temi come
l'amore, il mare, la pioggia e la gioventù. Anche se scritte in giovane età
mostrano il linguaggio e le prospettive di una persona molto più maturo.
L’inizio di un talento che si andava svoluppando che fu stroncato da una morte
prematura.
Dubarova si
tolse la vita all'età di 17 anni.
Alcune delle sue
poesie furono musicate e diventarono molto popolarie in Bulgaria dal 1980:
Vacanze d'inverno, Primavera, Gentilezza, Fiera, Notte sulla città.
Opere cui si
stava dedicando prima della sua scomparsa: Az i Moreto (Il mare e io,
(1980), Lyastovitsa. Stihove i Razkazi (Poesie e racconti 1987).
FILATELIA
BULGARIA Anno 2012
(4308)

DUBAROVA YANA
(Bulgaria)
Nata nel 1912. Morta
nel 1979.
Poetessa bulgara.
FILATELIA
BULGARIA Anno 2012
(4307)

DU BOIS
ALBERT
(Belgio)
Nato 4 settembre 1872 in Écaussinnes-d'Enghien.
Morto il 3 dicembre 1940 a Bruxelles.
Fu un uomo
di lettere, diplomatico belga e attivista
della Vallonia .
Figlio di Eugene du Bois e di Jeanne de Prelle il Nieppe. Segretario della
delegazione belga a Parigi, fu licenziato dal suo posto il 17 febbraio 1903 perché
scrisse l’opera “Belgi o francesi” in cui sostenne
l'annessione delle province vallone del Belgio alla
Francia.
Opere: il poema
Rapsodie appassionati, 1901.
Commedie: Il peggiore cieco ; Le Revenant
;Ultima Dulcinea poema
drammatico in cinque atti; Bacio le incantevoli ;
Jena dramma
in tre atti ;Buon Vicario di Meudon ; Vittoria Aphrodite ;
Pelaghia commedia
in un atto ; Per l'amore del Shulamite ; La conquista di Atene,
4 atti; Afrodite e khéroûb dramma
in 3 atti; Victor Hugo giocare
in 3 atti; Lord Byron commedia
eroica in quattro atti; Betty Hatton 1
atto ; Se Dio non esistesse commedia ;
Rabelais ; Aquile in una tempesta ; Le donne amano la
commedia in 3 atti; La "Middle" commedia
tragica in tre atti; L'efebo ; Voltaire ; L’ Erodiano; Le nozze di Sheridan ;
Un duello in Texas ; Paxadora o amore Comunista.
Novelle :
Civiltà
antiche morte - Amours 1895 ; Leuconoe, storia Tirteo Sparta 1897 ;
I romani della Via Sacra, 1897;
Under the Pink Allori 1898 ;
L'Amant legale 1901 ; Scritto con il sangue di Roma 1922; Quattro busti del
Tempio dell'Amore 1922; Il Segreto della Villa des Trois Cypress 1925;
L'ultimo
volo del Lark,1928;
Le porte della notte, 1929 ;
Corsica ;
Il Sorriso del Re dei Giudei 1935.
Opere politiche:
Catechismo dei Walloni, 1902 ;
"belgi o francesi?” 1902 ;
Poesie Imperiali, 1908.
FILATELIA
BELGIO Anno 1961
(1180)

DUBOIS WILLIAM EDWARD BURGHARDT
(USA)
Nato a Great Barrington, Massachussets il 23 febbraio 1868, morì ad Accra,
Ghana, il 27 agosto 1863.
Scrittore e uomo politico statunitense, discendente di schiavi africani e di
coloni europei, laureatosi ad Harward, insegnò storia ed economia all’Università
di Atlanta. Si batté per i diritti civili dei neri d’America e si occupò di
indagini storiche e sociologiche.
Fervente attivista politico di sinistra, ottenne il premio Lenin per la pace.
Nel 1961 si trasferì in Africa e divenne cittadino del Ghana.Ai suoi molteplici
scritti politici e sociali, tra cui Le anime della gente negra (1903) si
aggiungono romanzi, che trattano sempre del problema dei neri: La ricerca del
vello d’argento (1911), Principessa nera (1928), Crepuscolo
all’alba (1940). La fiamma scura, trilogia (1957-1961) e la raccolta
di poesie Acqua oscura (1920)
FILATELIA
CAMEROUN Anno 1969 (139 PA), USA
Anno 1992 (2006)

DU BOSE
HEYWARD
EDWIN
(USA)
Nato a Charleston, South Carolina, il 31
agosto del 1885. Morto a Tryon, North Carolina, il 16 giugno del 1940.
Compositore, scrittore, autore du Summertime, studiò nelle scuole
pubbliche, nel Collegio di Charleston e all’Università della Carolina del Sud.
Fu autore di molte poesie e di romanzi. Nel 1936 aderì all’ASCAP, una
associazione che si occupava di musica. I suoi colleghi furono George Gershwin
e Ira Gershwin.
Tra le migliori composizioni, oltre a Summertime, sono da ricordare
My Man's Gone Now, Bess, Lei è la mia donna adesso , Io ti amo, Porgy, I Got
Plenty O 'Nuttin', A Woman Is a Sometime Thing.
FILATELIA
SAN MARINO Anno 1999

DUBOVKA, VLADIMIR NIKOLAEVICH
(Bielorussia)
Nato il 2 luglio
1900, nel villaggio di Ogorudniki, Raion ora Postavy, regione di Vitebsk.
Nel 1924, si
laureò presso l’Istituto Superiore di letteratura e delle arti Dubovka .
Le sue opere,
pubblicate dal 1921, sono versi narrativi, poesie, racconti, novelle e saggi
sulla lingua e sulla letteratura. Dubovka ha tradotto le opere di A.S. Puskin,
V. Syrokomla, Byron, Shakespeare in bielorusso.
Durante la sua
carriera letteraria si aggiudicò due ordini Lenin e medaglie varie.
Opere:
Vybranyia tvory, vol. 1-2. 1965. Zhoutaia akatsyia. 1967. Kazki, 1968.
Ganna Alel'ka. 1969. In traduzione russa: Zolotaia rannitsa. 1961.
Milovitsa. 1962. Polesskaia rapsodiia. 1967. Zheltaia akatsiia. 1970.
FILATELIA
BIELORUSSIA ANNO 2000 (Cartolina postale)

DUCIC JOVAN
(Serbia)
Nacque a Trebinje nel 1874 e morì a Gary, Chicago, il 7 aprile del 1943.
Frequentò il liceo di Mostar e conseguì il diploma di maestro a Sombor. Lavorò
come insegnante in varie città della Serbia prima di ritornare a Mostar dove
fondò la rivista letteraria “Zora”. Per questioni politiche si trasferì
all’estero e visse a Ginevra e a Parigi. Ottenuta la laurea, entrò nel 1907 nel
servizio diplomatico della Serbia e in seguito fu nominato ambasciatore in
Romania. Ebbe incarichi governativi a Istambul, Sofia, Roma, Il Cairo, Atene,
Madrid e Lisbona.
Nel 1941 dovette emigrare negli Stati uniti a seguito dell’invasione tedesca
della Yugoslavia. Da allora guidò il Consiglio Serbo d’America.
Scrisse in quegli anni poesie, libri storici, articoli di giornale dove
protestò per le persecuzioni e gli omicidi compiuti dai nazisti in Serbia. Si
attirò in quel periodo critiche degli esuli jugoslavi per la sua adesione alla
Grande Serbia.
Tra le sue opere:
Poesie in prosa (1908),
Città e chimere (1930), Lirica (1943).
Postume uscirono due raccolte:
Versi e prosa (1952)
e
Poesie, viaggi e saggi (1957)
FILATELIA
BOSNIA ERZEGOVINA Anno 1997 (61), 2000 (155).
 
DU FU o TU FU
(Cina)
Nacque a Luoyang nel 712 e morì a Tanzhou nel 770.
Du Fu oTu Fu conosciuto anche come Dù Shàolíng o Dù Gōngbù fu uno dei più
importanti poeti cinesi della Dinastia Tang. Il suo nome di corte era Zǐ Měi.
.
Con Li Po (Li Bai), è frequentemente denominato come il più grande poeta cinese.
La sua maggiore ambizione era migliorare il suo paese diventando un funzionario
civile di successo, ma si dimostrò incapace di fornire the necessary
accommodations. La sua vita, come il Paese intero, fu devastata dalla
Ribellione di An Lushan del 755, e gli ultimi 15 anni della sua vita furono un
periodo di costante attività.
Sebbene fosse stato inizialmente impopolare, i suoi lavori influenzarono
fortemente la cultura cinese e giapponese. Fu denominato il Poeta Storiografo
o il Poeta Saggio dai critici cinesi, mentre la sua opera letteraria gli
permise di essere presentato ai lettori occidentali come "il Virgilio, l'Orazio,
lo Shakespeare, il Milton, il Burns, il Wordsworth, il Béranger, l'Hugo o il
Baudelaire cinese".
Gran parte delle notizie riguardo la vita di Du Fu provengono dalle sue stesse
poesie. Come molti altri poeti cinesi, nacque in una famiglia nobile (che si
dichiarava discendere dall'imperatore Yao) caduta in relativa povertà (sebbene
Hung stimi che il reddito familiare fosse ancora undici volte quello di una
famiglia media). Nacque nel 712, in vicinanza di Luoyang, nella provincia di
Henan (probabilmente nella campagna di Gong). Solo in seguito si considerò
appartenente alla capitale Chang'an.
La madre di Du Fu morì subito dopo la nascita del figlio, che fu cresciuto anche
dalla zia. Aveva un fratello maggiore, che morì in tenera età. Inoltre, aveva
tre fratellastri e una sorellastra, a cui si riferisce frequentemente nelle sue
poesie, sebbene non menzioni mai la sua matrigna.
Come figlio di uno studioso-ufficiale di importanza secondaria, durante
l'infanzia studiò per divenire un futuro funzionario civile, attraverso lo
studio e la memorizzazione dei testi cinesi classici, della filosofia e della
poesia. In seguito dichiarò che aveva scritto poesie degne di nota nella sua
infanzia, che sono state perdute.
Nei primi anni della decade 730-740, viaggiò nella zona del Jiangsu/Zhejiang; la
sua prima poesia giunta fino a noi, che descrive un agone poetico, potrebbe
essere datata alla fine di questo periodo, intorno al 735. In quest'anno egli
andò a Chang'an per sostenere l'esame imperial ma fu bocciato. Hung conclude che
questo successe perché la sua prosa in quel periodo era troppo densa e oscura.
Quindi egli continuò a viaggiare, intorno a Shandong e Hebei.
Suo padre morì intorno al 740. Du Fu sarebbe potuto entrare in servizio come
funzionario grazie al rango del padre, ma si pensa abbia rinunciato al
privilegio a favore di un suo fratellastro.
Nell'autunno del 74 incontrò Lì Po per la prima volta, e nacque fra i due poeti
un’amicizia a senso unico: Du Fu era di qualche anno più giovane, mentre
Li Po era già un poeta famoso. Sono giunte sino a noi dodici poesie riguardanti
Li Po o dedicate a lui scritte da Du Fu, ma solo uno di Li Po dedicata a Du Fu.
Si incontrarono di nuovo solo una volta, nel 745.
Nel 746 si trasferì nella capitale per divenire funzionario civile. Partecipò a
un secondo esame l'anno seguente, ma tutti i candidati furono bocciati dal primo
ministro (probabilmente per prevenire l'emergere di possibili rivali). Si sposò
intorno al 752, e nel 757 la coppia aveva avuto cinque figli (tre maschi e due
femmine), ma uno dei maschi morì nel 755. Dal 754 iniziò ad avere problemi di
polmoni (probabilmente asma), il primo di una serie di malanni che lo
assillarono durante tutta la sua vita.
Nel 755 egli fu nominato cancelliere dell'ufficio del comandante del diritto del
Palazzo del Principe della Corona. Sebbene questo fosse un impiego di basso
livello, generalmente rappresentava per lo meno l'inizio di una carriera
pubblica. Invece, prima che iniziasse a lavorare, la posizione fu cancellata
dagli eventi.
La Ribellione di An Lushan iniziò nel dicembre 755 e non fu completamente sedata
se non dopo otto anni. Causò enormi danni alla società cinese: il censimento del
754 registrava 52.9 milioni di persone, quello del 764 soltanto 16.9 milioni,
perché le restanti erano state uccise o trasferite. In questo periodo Du Fu
condusse una vita vagabonda, non potendo stabilirsi in nessun luogo a causa
delle guerre, delle carestie associate e della volontà dell'imperatore. Questo
periodo di infelicità permise però che Du Fu diventasse un poeta.
Nel 756 l'Imperatore Xuanzong fu costretto ad abbandonare la capitale e
abdicare. Du Fu, che era stato lontano dalla città, portò la sua famiglia in un
posto sicuro, nell’attesa di unirsi alla corte reale del nuovo imperatore,
l'Imperatore Suzong, ma fu catturato dai ribelli e condotto a Chang’an. In
autunno nacque Du Zongwu (Piccolo Orso), l'ultimo dei suoi figli. Sembra che in
questo periodo Du Fu abbia contratto la malaria.
Scappò da Chang'an l'anno successivo e gli fu assegnato il ruolo di
sollecitatore quando si unì di nuovo alla corte nel maggio del 757. Questo posto
consentiva di accedere all'Imperatore, ma era in gran parte cerimoniale. La
coscienziosità di Du Fu lo costrinse a tentare di farne uso: ben presto causò
guai a se stesso per aver protestato contro la rimozione del suo amico e padrone
Fang Guan sulla base di un'accusa insignificante; fu arrestato, ma fu rilasciato
in giugno. Gli fu data la facoltà di recarsi in visita alla sua famiglia in
settembre, ma si riunì presto alla corte e l'8 dicembre 757, ritornò a Chang’an
con l'imperatore dopo la sua ricattura da parte delle forze governative.
Tuttavia, i suoi consigli continuarono a non venire apprezzati e nell'estate del
758 fu degradato alla posizione di Commissario all'Educazione a Huazhou. La
posizione non gli piaceva perciò si trasferì di nuovo nell'estate del 759.
Questo trasferimento è stato tradizionalmente attribuito alla carestia, ma si
ritiene che la frustrazione sia stata la ragione più verosimile. In seguito
passò circa sei settimane a Qinzhou (ora Tianshui, provincia Gansu), dove
scrisse oltre sessanta poemi.
Nel 760 arrivò a Chengdu (provincia Sichuan), dove si stabilì per la maggior
parte dei successivi cinque anni. Durante l'autunno di quell'anno egli ebbe
problemi economici e inviò poesie chiedendo aiuto ai vari conoscenti . Fu
aiutato da Yen Wu, un amico ed ex collega che era stato nominato governatore
generale a Chengdu. Nonostante i problemi economici , questo fu uno dei periodi
più felici e pacifici della sua vita. Nel 762 lasciò la città per scappare da
una ribellione, ma ritornò nell'estate del 764 e fu nominato consigliere
militare di Yen, che era coinvolto in campagne militari contro i Tibetani..
Luoyang, la sua regione natale, fu riacquistata dalle forze del governo
nell'inverno del 762, e nella primavera del 765 Du Fu e la sua famiglia
percorsero lo Yangtze, apparentemente con l'intenzione di ritornare là.
Viaggiarono lentamente, bloccati dalla sua cattiva salute ( oltre ai suoi
precedenti disturbi questa volta vedeva poco, era sordo e aveva problemi
generali legati alla vecchiaia). Rimasero a Kuizhou (ora Baidi, Chongqing)
all'ingresso delle Tre Gole per quasi due anni dalla tarda primavera del 766.
Questo periodo fu l'ultima grande fioritura poetica di Du Fu, scrisse 400 poemi
nel suo stile denso e tardo. Nell'autunno 766 Bo Maolin, divenuto governatore
della regione, sostenne finanziariamente Du Fu e lo impiegò come suo segretario
non ufficiale.
Nel marzo 768 iniziò di nuovo il suo viaggio e arrivò fino alla provincia dello
Hunan, dove morì a Tanzhou (ora Changsha) nel novembre o dicembre 770, all'età
di 59 anni. Sua moglie e i suoi due figli vissero più a lungo. .
Una delle sue prime opere sopravvissute La canzone dei carri (750 circa),
dà voce alle sofferenze di un soldato coscritto nell'esercito imperiale, persino
prima dell'inizio della ribellione; questa poesia fa venire fuori la tensione
tra il bisogno di essere accettati e il compimento dei propri doveri, e una
chiara coscienza della sofferenza che tutto questo può portare. Sono temi
continuamente articolati nelle poesie sulle vite sia dei soldati sia dei civili
che Du Fu ha scritto durante la sua carriera.
Sebbene scrivesse scritto in tutte le forme poetiche, Du Fu è principalmente
conosciuto per un tipo di poesia con regole severe per la forma e il contenuto.
Circa due terzi dei suoi 1500 lavori rimasti sono in questa forma, ed è
generalmente considerato il suo maggiore esponente.
FILATELIA
CINA Anno 1983 (2610), FORMOSA
Anno 1967 (570)

DUHAMEL GEORGES
(Francia)
Nato a Parigi il 30 giugno 1984. Muore il 12 aprile del 1966.
Settimo figlio di un farmacista, studia al liceo Buffon e successivamente a
quello di Nevers e infine all’istituto Roger Momenheim. Si laurea in medicina
nel 1909 ed entra a far parte di un’industria farmaceutica, ma non tralascia gli
studi letterari.
Inizia a pubblicare poemi nel 1907 con Légendes des battailles, L’homme en
tête, Sur la technique poétique (1909) e Selon ma loi. Nel
1912 viene invitato ad occuparsi di una rubrica critica sul “Mercure de France”.
Durante la guerra mondiale gli viene affidato il comando di una equipe
chirurgica e dalla dolorosa e traumatizzante esperienza ricava materiale per
alcune sue novelle. Alla fine della guerra, però, decide di abbandonare il
mestiere di medico per dedicarsi alle lettere.
Scrisse La Possession du monde (1919), Scènes de la vie future
(1930), Vie et Aventures de Salavin et Chronique des Pasquier ;
Les Plaisirs et les jeux (1922), Le Prince Jaffar (1924), La
Pierre d’Horeb (1926), Le Voyage à Moscou (1927), Fables de mon
jardin (1936), La Musique consolatrice (1944), Souvenirs de la vie
du Paradis (1946), Tribulations de l’espérance (1947), Le
Bestiaire, et l’Herbier (1948), Le Voyage de Patrice Périot
(1950), Cri des profondeurs (1951), Les Compagnons de l’Apocalypse
(1957), Le Complexe de Théophile (1958). Scrisse pure volumi di memorie::
Biographie de mes fantômes, Le Temps de la recherche, La Pesée des âmes, Les
Espoirs et les Épreuves, ainsi qu’un journal posthume, Le Livre de l’amertume.
Pacifista convinto, vide le sue idee cadere con l’avvento del nazismo e nel
periodo della seconda guerra mondiale le sue opere vennero proibite
Dopo la liberazione entra a far parte del Comitato Nazionale degli Scrittori ma,
a seguito di diverse epurazioni, si dimette.
Dopo una prima bocciatura ad un seggio dell’Accademia Francese, a causa di una
lettera al premier spagnolo in cui chiedeva la grazia per alcuni comunisti
condannati a morte, vi entra nel 1935. Nel 1944 viene eletto segretario a vita
e resse tale funzione con dignità fino alla sua morte avvenuta nel 1966.
FILATELIA
MONACO Anno 1976 (1046)

DUKHNOVICH ALEXANDER VASILOVICH
(Austria-Ungheria)
Nato il 24 aprile
1803 a Topola Austria-Ungheria. Morto 30 marzo 1865 a Presov.
E’ stato un
sacerdote, poeta, scrittore, pedagogista e attivista sociale dei popoli slavi
dei Carpazi.
Figlio di un
prete greco-cattolico, frequentò una scuola ungherese a Uzhhorod (1816-1821).
Più tardi studiò filosofia a Košice (1821-1823), e teologia presso il
Seminario Teologico di Uzhhorod (1824-1827).
Dal 1827 al 1832
lavorò come archivista e insegnante. Più tardi, nel 1833-1838, svolse la
funzione di sacerdote greco-cattolico in remoti villaggi della Rutenia dei
Carpazi (oggi Zakarpattia oblast dell'Ucraina) e come notaio in Uzhhorod
(1838-1844).
Dukhnovych
cominciò a scrivere poesie nei suoi primi anni e le scrisse in ruteno , russo e
ungherese. I suoi primi lavori sono stato influenzati dal Romanticismo
ungherese.
Dukhnovych ha
sostenuto l'istruzione e la rinascita culturale dei ruteni contro l’influenza
ungherese. Nel 1850 fondò la prima associazione culturale rutena, la Società
Letteraria Prešov, la quale, sotto la sua guida, pubblicò una serie di libri.
Il suo poema
patriottico più famoso Ia rusyn byl, ies'm i Budu (Io ero sono e sarò un
ruteno) è stato pubblicato come parte di un'antologia nel 1851. Questa poesia
sarebbe poi diventata l'inno nazionale dei carpatico-ruteni. Dukhnovych
pubblicò anche una serie di libri pedagogici e religiosi, libri di testo per la
scuola elementare e una grammatica. Le sue opere più celebri sono Storia
della Eparchia di Prjašev (1877), pubblicato originariamente in latino e poi
tradotto in russo e inglese, e una Storia dei ruteni dei Carpazi (1853).
I suoi ultimi
anni furono dedicati allo sviluppo dell'istruzione e della scolarizzazione tra i
ruteni locali. Nel tentativo di prevenire la “magiarizzazione” della
popolazione rutena, Dukhnovych fondò a Prešov, nel 1862, insieme ad Adol
Dobryanski ,la Società San Giovanni Battista.
Morì a Prešov il
30 Marzo1865.
FILATELIA
UCRAINA Anno 1993/24 (Annulli speciali)
  
DULA BHAVA KAG
(India)
Nato nel villaggio di Mahadar nel 1902
Fu un celebre poeta, riformatore sociale e combattente per la libertà. Scrisse
poesie in onore del Mahatma Gandhi e di Vinosa Bhave, Le sue poesie sono
raccolte in otto volumi sotto il titolo di Kagvani.
FILATELIA
INDIA.

DULATOV MIRZHAKYP
(Kazakistan)
Nato il 25
novembre 1885. Morto il 5 ottobre 1935.
Poeta, scrittore,
saggista, educatore e insegnante, assieme a Bukeyhanovym e Baitursynova viene
considerato una pietra miliare della rinascita della coscienza nazionale kazaka
nel secolo XX.
Originario del
villaggio Sarykopa Kustanai perse la madre a 12 anni; trascorse due anni a
studiare in una scuola rurale nelle lingue russa e kazaka e ottenne il titolo
di maestro di scuola rurale. La prima esperienza poetica la pubblicò nel primo
numero del giornale kazako "Serko" a San Pietroburgo. La prima raccolta di
poesie Oyan, kazako fu pubblicata nel 1909 e ripubblicata nel 1911. Nel
1911 venne pure pubblicata una seconda raccolta di Oyan, cosacco.
Dulatov in quel
periodo collaborò attivamente con la stampa local e con riviste producendo
racconti e poesie.
Nel 1915 pubblica
una raccolta di poesie sotto il titolo Thermo.
Dal 1917 inizia
il periodo più drammatico della sua vita. Nel caos della rivoluzione non solo
Dulatov ma una parte considerevole degli intellettuali kazaki si sono inseriti
nelle file del partito "Alash Orda". Dulatov nei suoi articoli e discorsi ha
descritto la "Alash Orda" come un difensore unico degli interessi della
nazione. Ma la situazione si limitò solo dal dibattito di formare una autonomia
nazionale. All'inizio del 1919 gli attivisti del partito si allearono al regime
sovietico. Dopo la rivoluzione Dulatov lavorò per vari giornali, continuò a
scrivere e progettò un libro sulla storia del popolo kazako. Nel 1928 fu
arrestato e imprigionato per due anni, poi fu esiliato nel l campo Solovetsky,
dove morì 5 ottobre 1935.
Il lavoro
creativo di Dulatov è un fenomeno rilevante nella letteratura kazaka agli inizi
del secolo XX. Le sue opere d'arte principali sono: Jamal Unhappy
romanzo, raccolte di poesie Wake Up kazaka! (1909) e Azamat
(1913).
Nel 1920 scrisse
la commedia in quattro atti Balkia e la poesia Revenge Berkut.
Nel 1923 scrisse
La storia e
l'origine dei kazaki Kyrgyzes.
FILATELIA
KAZAKHSTAN Anno 2010 (595)

DUMAS
ALEXANDRE (padre)
(Francia)
Alexandre Dumas nacque a Villers-Cotterêx il 24 luglio del 1803. Morì a Puys,
presso Dieppe, il 5 dicembre 1870.
Figlio di un generale napoleonico di origine mulatta, da giovane non si
preoccupa affatto di formarsi una solida cultura sebbene fosse dotato di fervida
vitalità e di straordinaria inventiva.
Rimasto orfano del padre, deve cercare subito un impiego e lo trova presso un
notaio di Villeres dove è assunto in qualità di scrivano per la sua nitida e
precisa calligrafia.
Trasferitosi a Parigi ottiene un posto di copista presso la cancelleria del duca
di Orleans.
Intuendo la sua predisposizione per il teatro e la letteratura romanzesca, cerca
di colmare le lacune della sua scarsa preparazione culturale applicandosi allo
studio nelle ore libere. Attratto in particolar modo dal teatro, comincia a
scrivere vaudeville (La caccia e l’amore (1825), Le nozze e il
funerale (1826) che ebbero un discreto successo tanto da indurlo a tentare
di scrivere qualcosa di più impegnativo. Si racconta che nel 1827, mentre era
all’ansiosa ricerca di un soggetto, vide un bassorilievo rappresentante il conte
Gian Rinaldo Monaldeschi, gentiluomo italiano, lo scudiero e il favorito della
regina Cristina di Svezia. Costui, in possesso di documenti segreti e desideroso
di rivelarli a Mazzarino, venne fatto assassinare a Parigi per ordine della
regina.
É il soggetto che cerca. In fretta, attraverso ricerche personali e in base a
notizie fornitegli sul personaggio da alcuni storici, compone un dramma in
versi in cinque atti, un prologo e un epilogo. Il dramma, dal titolo
Christine de Fontainebleau, è rappresentato con successo nel 1830 a
l’Odéon. Sulla scia dell’ottima accoglienza da parte del pubblico e ispirandosi
al romanticismo allora imperante, scrive subito dopo Enrico III e la sua
corte che ottiene nel 1829 uno strepitoso successo. I due brillanti
traguardi subito raggiunti gli danno alla testa e acuiscono il suo temperamento
appassionato e la sua vanità. Indossa vistosi panciotti, ama circondarsi di
belle donne, ama i cavalli, frequenta il teatro, profonde denaro ai quattro
venti e a piene mani.
Conosce ed ha un legame sentimentale con Marie Catherine Lebay dalla quale ha
un figlio. Sull’onda del successo teatrale continua a scrivere drammi e commedie
offrendo al suo pubblico Napoleone Buonaparte (1831), Anthony
(1831), La torre di Netslé (1832), Angèle (1833), Don Juan
(1836), Kean (1836), M.lle de Belle-Isle (1839), Le educande di
Saint-Cyr (1843).
Spinto dal desiderio di far carriera politica, partecipa all’insurrezione del
1830 e organizza in Vandea la Guardia Nazionale. Ma Luigi Filippo non incoraggia
le sue velleità politiche per cui Dumas ripiega sulla letteratura e con i suoi
successivi romanzi contribusce all’affermazione del genere allora nascente, il
feuilleton o romanzo d’appendice pubblicato a puntate su giornali e
riviste.
La celebre trilogia, cui ancora oggi è legata la sua fama, con i moschettieri
Aramis, Athos, Porthos e D’Artagnan, nasce nel 1844 , anno in cui apparvero i
Tre Moschettieri. Seguono Vent’anni dopo (1845) e Il Visconte
di Bragelonne (1848-50). I tre romanzi, ambientati nella Francia di Luigi
XIII e XIV gli conferiscono la notorietà. È l’inizio di una copiosa serie di
romanzi di cappa e spada, ambientati nella Francia settecentesca.
Dumas, abile nel capire l’animo del lettore e la sua propensione per
l’avventura, esperto nelle trame, con i suoi personaggi ben delineati, anche se
non sufficientemente approfonditi dal punto di vista psicologico, non ha
scrupoli nel circondarsi di una folta schiera di collaboratori esperti
nell’effettuare ricerche, nel confezionare trame, nel preparare le scalette su
cui lo scrittore lavora per anni, dando alle stampe oltre un centinaio di
volumi. La sua produzione sembra una confezione di romanzi su scala industriale,
una ideale catena di montaggio letteraria, predisposta da un gruppo di
collaboratori i quali, dietro sue precise istruzioni, lo aiutavano nella stesura
delle puntate sui giornali dell’epoca. Suoi collaboratori furono scrittori quali
H.Augier, G.de Nerval, A Maquet, E Souvestre, O.Feuillet (che per conto suo
scrisse Il romanzo di un giovane povero), P. Murice e l’italiano
Fiorentino. Nascono così Il conte di Montecristo (1844-45), La regina
Margot (1845), La signora di Monsoreau (1846), Il cavaliere di
Maison-Rouge (1846), I quarantacinque (1848), Giuseppe Balsamo
(1848), La collana della Regina (1850), Angelo Pitou (1853), I
Mohicani di Parigi (1858).
L’operazione Dumas’ fruttò allo scrittore guadagni da capogiro, sperperati e
subito dilapidati. Nel frattempo, con l’appoggio del duca di Montpensier, tenta
la scalata ad un seggio rimasto vacante presso l’Accademie Française e ottiene
la direzione del Theatre Historique.
Nel 1852, quando viene proclamato l’Impero, per l’ostilità dimostrata verso
Napoleone e anche per sfuggire ai creditori, si rifugia in Belgio, a Bruxelles.
Tornato l’anno appresso a Parigi dirige alcuni giornali e nel 1857 fonda ‘Il
Mousquetaire’, diventato poi ‘Le Monte-Cristo’.
Il suo temperamento vulcanico non viene meno neppure in età avanzata. Attratto
dalle vicende politiche del Risorgimento italiano, segue nel 1860 l’impresa di
Garibaldi in Sicilia. A Napoli è nominato direttore dei musei e degli scavi.
Traduce le Memorie di Garibaldi, cui aggiunge anche le sue esperienze di
‘garibaldino’, assai poco attendibili.
Gli ultimi anni li trascorre in onorevole povertà a fianco della figlia, M.me
Petel, e nella casa del figlio il quale provvide alle sue esigenze dopo che
tutti i guadagni erano sfumati.
Morì a Puys, presso Dieppe, il 5 dicembre 1870.
Alexandre Dumas con i suoi 257 volumi tra romanzi, memorie, raccolte di aneddoti
e impressioni, conversazioni (scrisse persino un libro di culinaria Il grande
dizionario di cucina uscito postumo nel 1873) e 25 volumi di testi teatrali,
fu un inesauribile narratore. Nel teatro o nel romanzo non si premurò di
caratterizzare la società francese e non è certo per l’insieme chiassoso e
violento dei suoi testi che questi sono sopravvissuti Sono rimasti a galla per
il senso del teatro e per la capacità scenica, prerogative dello scrittore.
L’arte teatrale fatta di intrecci ad effetto, che non abbisognano né di stile né
di poesia per farsi strada, era da Dumas posseduta al massimo grado. Aveva il
senso dell’azione. A dispetto del sentimentalismo romantico i suoi personaggi
sono più propensi ad agire che a parlare. Nei romanzi le situazioni si
accavallano, si intrecciano, i colpi ad effetto si sprecano finché la trama si
snoda senza inciampi, con rapidità per giungere presto alla conclusione. Dumas
raramente si sofferma ad analizzare i caratteri; per cui le passioni sono a
fior di pelle, elementari, banali.
Dumas non scrisse nulla per l’infanzia ma i ragazzi, come succede spesso, hanno
fatto propri molti dei suoi libri tanto che la saga dei moschettieri, la figura
tragica del Conte di Montecristo e molti altri personaggi sono entrati nel loro
patrimonio e diventati ormai dei classici.
LIBRI: I tre moschettieri Scritto in collaborazione con A.Maquet,
sulla traccia delle Memorie del Signor D’Artagnan, narra le avventure di
quattro spadaccini (D’Artagnan, Aramis, Athos e Porthos) che col loro ardire,
salvarono la regina di Francia Anna D’Austria dai raggiri del Cardinal di
Richelieu, recuperando i fermagli di diamanti da lei impunemente donati al suo
amato Conte di Buckingham. Intreccio serrato in una avventura
romantico-psicologica. Il romanzo ebbe i seguiti, Vent’anni dopo e Il
visconte di Bragelonne.
Numerosi i film tratti dal romanzo: Registi G.Sidney 1948; B.Borderie
1961; R. Lester 1974; S.Herek 1993
Vent’anni dopo Trascorsi vent’anni dalla precedente avventura, D’Artagnan
cerca di riunire il quartetto, stavolta al servizio del Cardinal Mazarino, ma
solo Porthos accetta, spinto dalla speranza di ottenere il titolo di barone.
Athos e Aramis hanno, invece, simpatie per la Fronda, un movimento contrario al
cardinale. I quattro però si trovano riuniti in Inghilterra e devono difendersi
dalla persecuzione di Mordaunt, figlio di Milady, che intende vendicare la
madre. Mordaunt tenta di far saltare la nave che trasporta i quattro in Francia,
ma i moschettieri si salvano. Mordaunt, raccolto morente, non disarma e tenta di
trascinare sott’acqua Athos che lo uccide.
Il conte di Montecristo Edmond Dantès, valente capitano di vascello,
viene denunciato quale bonapartista da alcuni suoi compagni invidiosi del suo
successo presso l’armatore che lo ha scelto quale comandante di un vascello. Un
magistrato, De Villefort, desideroso di far carriera, dando seguito ad una
calunnia architettata da Fernando Mondego (segretamente innamorato di Mercedes
la promessa sposa di Dantès), Danglars e Caderousse, fa confinare Dantès nella
fortezza di Chateau d’If. Durante i quattordici anni di prigionia Dantès conosce
il vecchio abate Faria che, in punto di morte, gli rivela il luogo dove è
sepolto un immenso tesoro. Riuscito rocambolescamente a evadere, l’ex galeotto
entra in possesso del tesoro, assume il titolo di conte di Montecristo e dà
inizio alla sua vendetta contro coloro che lo avevano fatto ingiustamente
incarcerare e che nel frattempo erano diventati: Danglars, un ricco banchiere,
Fernando il generale conte di Morcef, De Villefort il procuratore del re. Solo
Caderousse era rimasto un povero spiantato, ladro e sicario di professione.
Ognuno, tranne il banchiere rovinato, viene punito con la morte. Terminata la
sua missione di giustizia, il conte fa vela verso l’Oriente assieme ad Haydée,
una schiava che aveva riscattato e di cui si era innamorato.
Dal libro furono tratti film tra cui quelli di R.W.Lee 1934; R.Vernay 1943;
C.Autant Lara 1961; D.Greene 1975. Numerose le versioni in TV. (da Internet)
FILATELIA
FRANCIA Anno1970 (1628), 1997
(3098), 2002 (3505), GEORGIA Anno 2002 (BF 27), HAITI Anno
1936 (274/5+ P.A. 8), 1961 (458/60 + P.A. 220/2),
INGHILTERRA Anno 2011, (Mic 3046), MONACO Anno1970
(839), 2002 (2379/1), MOZAMBIQUE Anno 2012 (4597/602 +
BF 536)
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DUMAS ALEXANDRE (figlio)
(Francia)
Trattando la figura di Dumas padre non si può tralasciare di accennare
anche ad Alexandre Dumas figlio, sebbene la filatelia si sia occupata poco di
lui e della sua opera. Solo lo stato di Haiti lo ricorda.
Nato a Parigi il 27 luglio 1824 da una relazione del padre con una sartina e
riconosciuto nel 1831, avvertì presto la sua falsa posizione nella società, il
senso di emarginazione nato in lui nei confronti del pubblico. Reagì a questa
situazione con una vita scapestrata, ‘orageuse’ come egli stesso la definì. Ma
durò poco perché il senso innato di moralista che era in lui prese presto il
sopravvento. Ne sono testimonianza le sue poesie giovanili pubblicate col titolo
Peccati di gioventù.
Col teatro nel sangue, un’eredità paterna, scrisse a 24 anni La signora dalla
camelie (1848) un dramma teatrale che aveva uno spunto autobiografico. Il
dramma gli diede la notorietà, riscuotendo in tutta Europa uno straordinario
successo. Seguirono Diane de Lys, La società equivoca (1885), Una
questione di denaro (1857), Il figlio naturale (1858), Il padre
prodigo, (1859), Una visita di nozze (1871), La principessa
George (1871), La moglie di Claudio (1873), Il signor Alfonso
(1874), La straniera (1876), La principessa di Baghdad (1881),
Dionisia (1885).
Contrariamente al padre Dumas figlio sosteneva che il teatro deve proporre idee
utili per la società per cui cercò nei suoi lavori di ritrarre la vita
contemporanea e di difendere con foga le sue teorie e le sue tesi morali,
presentandole in dialoghi superflui e retorici e introducendo il personaggio del
‘raziocinatore’ spesso pesante e noioso.
Scrisse anche volumi e testi teatrali a tesi su problemi quali il divorzio,
l’adulterio, la posizione della donna nella società, pubblicando La società
equivoca (1855), L’amico delle donne (1864), Le idee della signora
Aubry (1867), L’uomo donna (1872), La moglie di Claudio
(1873), La questione del divorzio (1880), Francillon (1887),
La ricerca della paternità (1883). Trattandosi di opere a tesi e legate al
suo tempo oggi interessano solo come documento sulla società del Secondo Impero.
La sua fama fu offuscata da quella del padre e in filatelia fu ricordato con due
soli valori.
Morì a 71 anni a Marly-le-Roi il 27 novembre 1895.
OPERE
La signora dalle camelie La sua notorietà è oggi legata al romanzo da
cui Francesco Maria Piave ricavò il libretto La Traviata, musicato da
Giuseppe Verdi. Il romanzo è imperniato sugli amori di Margherita Gautier e
Armando Duval. Dopo un primo periodo felice Margherita tronca il rapporto,
convinta dal padre di Armand a lasciare il figlio per non comprometterne
l’avvenire. La fille de joie finge di essersi stancata di lui e lo
lascia, sopportando il suo disprezzo. Ammalata di tisi e disperata muore poco
tempo dopo. Il dramma per il teatro che l’autore trasse dal romanzo fu accolto
negativamente dalla critica e tardò ad affermarsi per la reticenza di molte
attrici ad accettare la parte della patetica protagonista.
Dal romanzo oltre alla Traviata di Verdi, il regista G. Cukor trasse un
film di successo con Greta Garbo nella parte di Margherita Gautier e Rober
Taylor in quella di Armando.
FILATELIA
BELGIO Anno 1997 (2691), LIECHTENSTEIN Anno 1981 (727),
HAITI Anno 1936 (274)
   
DU MAURIER DAPHNE
(Inghilterra)
Nacque a Londra il 13 maggio del1907 e morì in Cornovaglia il 19 aprile del
1989.
Novellista
romantica e scrittrice di romanzi d’avventura e mistero per lo più ambientati in
Cornovaglia. All’età di 18 anni iniziò con lo scrivere racconti che in seguito
saranno raccolti nel 1952 in un volume.
Sposa del comandante generale sir Frederick Browning, ebbe tre figli e dal 1943
si stabilì con la famiglia in Cornovaglia.
Il successo letterario ebbe inizio con la pubblicazione della Taverna della
Giamaica (1936), un racconto melodrammatico basato sul contrabbando lungo le
coste della Cornovaglia, Il testo divenne un film girato dal regista Hitchcock
nel 1939.
Comunque il suo romanzo più celebre è Rebecca la prima moglie (1936)
(anch’esso adattato al cinema nel 1940 da Hitchcock, con Joan Fontaine nella
parte della protagonista). Tratta l’ambivalenza del potere tra i sessi e i
rigidi concetti della società nei confronti del matrimonio.
Altri romanzi noti sono La baia dei francesi pubblicato nel 1941, Mia
cugina Rachele (da cui fu tratto un film nel 1953). Anche da due racconti
successivi Gli uccelli (1952) e Adesso non guardare (1971) furono
tratti i soggetti per due film apparsi rispettivamente nel 1963 e nel 1973. Nel
successivo romanzo L’appuntamento (1980) la Du Maurier offrì il lato più
sconcertante della abilità come scrittrice del mistero, incrementando così ancor
più il suo interesse letterario.
Scrisse anche opere storiche, di teatro e una biografia di suo padre, l’attore e
direttore Gerald du Maurier
FILATELIA
INGHILTERRA Anno 1996 (1904)

Dumitriu Petru
(Romania)
Nato
nel villaggio di Bazias danubiana nel 1924, Morto nel 2002
Scrittore
rumeno iniziò a scrivere saggi in francese sin da giovane. Durante la Seconda
guerra mondiale studiò in Germania.
Al suo ritorno in Romania, fece parte del movimento del realismo socialista e i
suoi scritti ricevettero numerosi riconoscimenti. Si occupò di giornalismo.
Deluso e contrario al regime instaurato nella Cortina di ferro, fuggì in
occidente dove visse dal 1960 in poi. Nel 1962 scrisse il romanzo Incognito
(pubblicato in Gran Bretagna nel 1978).
Per crisi spirituali, disagi dell’esilio e la necessità di vivere in una
cultura a lui estranea, cessò di scrivere nel 1969. Riprese dopo dieci anni
pubblicando la sua auto confessione di tipo nietschiano Per il Dio
sconosciuto, in cui medita sulla possibilità di credere in un Dio che non
risponde alle richieste degli uomini. Il libro è ricco di allusioni
filosofiche, di citazioni, frutto di meditate letture, con ritorni biografici
alla sua infanzia. Cinque capitoli dell’opera sulla natura del male, sono tra le
più belle pagine mai scritte.
Dumitriu sostiene che "La teologia è il primo passo verso l'ateismo" e descrive
il teologo come un diavolo che dimentica di perdonare e di essere umile.
FILATELIA
ROMANIA Anno 1957, cartolina postale
DUNBAR PAUL LAWRENCE
(USA)
Nato a Dayton, Ohio, il 27 giugno 1872 e ivi morto il 9 febbraio 1916.
È il primo scrittore nero. Figlio di schiavi, fu costretto ad interrompere gli
studi per mancanza di mezzi. Pubblicò a sue spese il primo libro di poesie La
quercia e l’edera (1893). Col successivo Maggiori e minori (1895)
ottenne successo tanto da poter ripubblicare nel 1896 il meglio delle sue
poesie, raccolte in Liriche della vita umile.
Dedicatosi alla narrativa nell’ultima parte della sua vita, troncata dalla
tubercolosi, pubblicò quattro romanzi e novelle racchiuse in Le più belle
storie di P.L.D (1938). Il suo migliore romanzo è The Uncalled
(1898). Seguirono The Love for Landry (1900), I fanatici (1911).
Più interessante di questi ultimi è Il passatempo degli dei (1902), in
cui i personaggi sono neri e l’autore dimostra il disgregarsi di una famiglia
del sud venuta a contatto della metropoli.
FILATELIA
USA Anno 1975 (1052)

Dunin-Marcinkievich Vincent Ivanovich
(Bielorussia)
Nato il 23 gennaio 1808 nella tenuta di Panyushkavichy, vicino a Babrujsk. Morto
nel 1884 a Lyucinka.
È considerato il fondatore della nuova letteratura bielorussa. Pur perseguitato.
dal governo imperiale russo e dalla nobiltà polacca, riuscì a trovare mezzi
per pubblicare diversi libri, opere e drammi, e per incrementare lo sviluppo
della lingua e della letteratura bielorussa.
Rimase orfano quando era ancora giovane e uno zio di parte materna,
l’arcivescovo di Mahilyow, si occupò della sua educazione. Dopo la laurea, entrò
a fare parte della Medical School dell’Università di Vil'na, ma fu presto
costretto a lasciare il lavoro a causa di problemi di salute..
La sollevazione d’ottobre del 1830, soffocata nel sangue, determinò lo stallo
dello sviluppo culturale, la chiusura dell’Università di Vilna, la soppressione
di molte riviste e giornali. Il sistema repressivo instaurato dalla polizia
imperiale eliminò tutte le strutture amministrative della Bielorussia e della
Lituania.
Nel 1831 Marcinkievich sposò Yuzefa
Baranouskaya contro la volontà dei suoi parenti e si trasferì a Miensk dove
trovò lavoro negli archivi ecclesiastici. Nel 1840 riuscì a comprare una
piccola tenuta a Lyucinka vicino a Ivyanec, dove si ritirò in pensione.
Le prime opere di Dunin-Marcinkievich furono Magia delle acque, Concorso
di musicisti e Progetto di ebrei. Si trattava di commedie basate
sulla rappresentazione di personaggi contemporanei.
Nel 1846 un'opera Idillia
(Villaggio) fu pubblicata a Vilna. L’opera potrebbe essere considerata il primo
tentativo di letteratura moderna bielorussa, in quanto tutti i personaggi
dell’aristocrazia parlano polacco, mentre tutti i contadini usano la lingua
locale. Il genere idilliaco-pastorale fu volutamente scelto da Dunin per
mostrare scene popolari della vita, delle condizioni del contadino e per offrire
una immagine realistica di un villaggio bielorusso del 1840. L’argomento
predominante è l’amore, descritto in tutte le sue sfumature e ad esso si
aggiunge l’immagine della terra bielorussia con le sue suggestive bellezze.
Il primo lavoro scritto completamente in «lingua popolare» - è la poesia
Hapon
Con la morte dello zar Nicholas I nel 1855 e l’ascesa al trono del nuovo zar
sembrò che la censura diventasse meno severa. Furono stampati più libri, anche
se molte opere continuarono a circolare clandestinamente.
Un’ulteriore recrudescenza nel campo della censura ritornò nel 1860-63 con la
rivolta di Kalinouski. Dunin fu arrestato e incarcerato. Non fu inviato in
Siberia a causa della sua età ma confinato nella tenuta a Lyucinka e sorvegliato
a vista. La situazione non lo scoraggiò, anzi lo scrittore scrisse il suo lavoro
migliore, il dramma Pinskaya Shlyahta, una critica della polizia zarista
con la denuncia della sua immoralità e corruzione.
Nel 1870 pubblicò.a sua ultima poesia
Zalyoty.
Trascorse. il resto della sua vita nella sua
tenuta Lyucinka sotto la costante sorveglianza del regime zarista..
Riuscì lo stesso ad organizzare segretamente una scuola per contadini, ma fu
scoperto e la scuola fu soppressa. Morì all'età di 76.
Pur essendo stato perseguitato dal sistema imperiale russo e dalla nobiltà
polacca, riuscì a trovare mezzi per pubblicare diversi libri, opere liriche e
drammi, e per dare alla lingua letteraria bielorussia la possibilità di
affermarsi, tanto che Dunin-Marcinkievich è oggi considerato il fondatore
della nuova letteratura bielorussia.
Come sempre accade in Russia, con la morte del sovrano qualcosa cambia..
Il 18 gennaio, 1855 morì zar Nicholas I. Il nuovo zar si trovò subito impegnato
in una guerra con la Crimea e la censura governativa si indebolì notevolmente
per cui, per decreto imperiale si diede l’autorizzazione a pubblicare a Vilna
diversi libri di Dunin Marcinkievich
Nella sua vita fu poeta, scrittore drammatico, insegnante e rivoluzionario. I
semi della nuova coscienza bielorussa da lui piantati hanno prodotto grandi
colture e aperto la strada a poeti e scrittori della nuova letteratura del
paese.
FILATELIA
BIELORUSSIA Anno 2002 (annullo speciale
e busta postale), 2008 (618).

DURANTY EDMOND
(Francia)
Nato nel 1883. Morto nel 1880.
Fu un romanziere e critico d’arte assai prolifico. Sostenitore della corrente
realista e successivamente di quella impressionista, fu sfidato a duello da
Edouard Manet per un presunto affronto. Entrambi, digiuni dell’arte della
scherma, si affrontarono nel Bois de Boulogne. Il duello ebbe termine alla prima
ferita e la sera stessa i due si riconciliarono.
Duranty svolse un'importante
attività critica e culturale alla direzione, insieme con J Assézat, della
rivista “Réalisme” (1856-57), sostenendo la battaglia contro il romanticismo e
informando alla nuova dottrina la sua opera di romanziere nei romanzi Le
malheur d'Henriette Gérard (1860), La cause du beau Guillaume (1862).
Amico di Courbet, Degas e
Manet fu tra i primi a cogliere, contro la critica ufficiale, il senso e la
portata della nuova pittura espressionista nel saggio Nouvelle peinture de la
Galerie Durand-Ruel (1876).
FILATELIA
MALDIVES Anno 1984 (984),

DURÃO JOSÉ de SANTA CRUX
(Brasile)
Nato a Cata Preta, Minas Gerais, nel 1722. Morì a Lisbona nel 1784.
È conosciuto per il suo poema Caramuru (1781), considerato in Brasile
come una epopea nazionale. Vi sono narrate le storie di Diogo Alvares de Correa,
leggendario colonizzatore di Bahia.
Durao, dopo aver insegnato teologia nell’Università di Coimbra nel Portogallo,
emigrò in Brasile dove divenne frate ‘mineiro’di Coimbra. È l’autore del poema
in ottave Caramuru. Si dice che lo avesse dettato ad uno schiavo
liberato. La storia per la sua sostanza è americana sia per l’abbondanza del
materiale etnografico sia per l’interesse verso il mondo degli indios,
LIBRO: Caramuru. La storia consiste in una fantastica biografia
dell’avventuriero Dogo Alvares Correa, uno dei primi coloni, il quale avrebbe
amoreggiato con la principessa india Paraguassù. Nella trama non manca
l’episodio patetico, sfruttato da altri scrittori: la morte della bella
cabloca inca Moema che si getta nelle onde dell’oceano per non poter seguire
in Europa il portoghese che ha conquistato il suo cuore.
FILATELIA
BRASILE Anno 1981 (1504)

DURAS MARGUERITE, (PSEUD. DI MARGUERITE GERMAINE MARIE DONNADIEU)
(Francia)
Nata a Saigon, 4
aprile 1914.
Morta a Parigi, 3 marzo 1996.
Scrittrice e regista francese,
nacque a Gia Dinh, un toponimo
situato presso Saigon, nell'Indocina
francese (oggi Vietnam).
Il padre, Henri Donnadieu, era dirigente scolastico e la madre, Marie,
insegnante, ambedue coloni francesi.
Successivamente la famiglia si trasferisce prima a Sadek e poi a Vinhlong
dove la madre, rimasta vedova, muore durante una alluvione. Viene mandata in
collegio a Saigon ove
si innamora di un ricco e giovane cinese. La sua esperienza in Indocina,
la lebbra, la giungla, la società coloniale, la natura riemergeranno sempre dai
suoi numerosi romanzi. Nel 1932 si
trasferisce in Francia, per studiare
diritto, matematica e scienze politiche, non smettendo mai di pensare all'Indocina.
Nel 1939 sposa
lo scrittore Robert Antelme Nel 1942 muore
il suo primo figlio e il fratello preferito Paulo. Nel 1943 cambia
il proprio cognome in Duras,
dal nome di un villaggio nel dipartimento del Lot
e Garonna, dove si trovava la casa del padre.
Partecipa alla Resistenza durante
l'occupazione nazista, insieme al
marito Robert Antelme, che verrà
deportato a Dachau. Dopo la seconda
guerra mondiale milita tra le file
del PCF fino
al 1950 quando
viene espulsa essendo considerata dissidente. Nel frattempo 1946 aveva
divorziato dal primo marito ed aveva incontrato l'intellettuale Dionys
Mascolo da cui ebbe un figlio.
Il suo esordio
in campo letterario avvenne nel 1942 con
il romanzo "Gli impudenti" (Les impudents) ma la fama arrivò nel
1950 con Una diga sul Pacifico (Un
barrage contre le Pacifique) nel quale si sentono gli influssi delle letture
di autori americani come Hemingway e Steinbeck
oltre che da quelle dello scrittore italiano Cesare
Pavese. Elio Vittorini definì
il libro “il più bel romanzo
francese del dopoguerra”.
Duras è autrice
di numerosi racconti brevi, film e,
soprattutto, romanzi, incluso il
best-seller, nonché opera autobiografica, L'amante pubblicato
nel 1984, che le valse il prestigioso premio
Goncourt quello stesso anno. Dopo le
riprese del film omonimo, la Duras pubblica un altro romanzo intitolato L'amante
della Cina del Nord, nel quale riscrive l'intera vicenda.
Altre opere
importanti sono: Moderato
cantabile. Duras è anche l'autrice della sceneggiatura del film del 1959 Hiroshima
mon amour, diretto da Alain
Resnais.
Partecipa alla
contestazione degli studenti nel 1968;
è sulle barricate, e crea lo slogan “Sous
le pavés, la plage”. Gli ultimi anni della sua vita li passa chiusa in
casa, rifiuta anche l'invito del suo amico François
Mitterrand.
Muore a 81 anni
per un tumore alla gola;
è sepolta nel cimitero di Montparnasse.
FILATELIA
FRANCIA Anno 2014.

D’URFE’ HONORE’ (Marchese di Valromery e
conte di Chateauneuf)
(Francia)
Nato a Marsiglia l’11 febbraio 1568. Morto a Villefranche sur Mer, il 1°giugno
1625.
Scrittore francese , autore del primo romanzo fiume della letteratura francese,
L’Astrea.
Di famiglia nobile originaria del Forez ed imparentata con la Casa di Savoia per
parte di sua madre (Renée de Savoie-Tende), Honoré d'Urfé fece i suoi studi
presso i Gesuiti. Uomo d'azione, si schierò dalla parte della Lega Cattolica e
restò per sempre fedele al duca di Nemours Carlo Emanuele.
Il 2 dicembre 1592, il duca di Nemours prese Montbrison, Loira. Honoré si mise
allora nuovamente al servizio del duca e ruppe con sua moglie Anne d'Urfé, che
tentava di ristabilire la pace nella provincia. Nemours nominò Honoré
"luogotenente generale nel governo di Forez".
Nel 1600 Honoré ritornò nel Forez per sposare Diane de Châteaumorand, sua
cognata, dopo l'annullamento del suo matrimonio con Anne d'Urfé.
Autore di un poema pastorale, La Sireine, scritto senza dubbio verso il
1604, difese le teorie platoniche dell'amore nelle Epistole morali
(1603). Fondò, verso il 1606/7, con alcuni amici l'Accademia florimontana, la
prima società culturale della Savoia..
È conosciuto soprattutto per il suo romanzo L’Astrea, romanzo d'avventura
in parte autobiografico, rimasto incompiuto, che fu pubblicato in quattro parti
tra il 1606 e il 1627, e che s'iscrive nella tradizione dei romanzi ellenistici
e dei poeti cortesi.
L’Astrea conta più di 5.000 pagine, con cinque parti, ciascuna delle
quali divisa in 12 libri. Le prime tre parti furono pubblicate nel 1607, 1610 e
1619, e alla morte d'Urfé nel 1625, il suo segretario Balthazar Baro completò la
quarta parte e creò un seguito (1623/33).
Secondo Larousse , la quinta e sesta parte sarebbero state composte da Pierre
Boitel, signore di Gaubertin, e pubblicate nel 1626. Fu uno dei più grandi
successi del secolo, anche se non avrà reale continuità nel genere del romanzo
pastorale, ma una notevole influenza sul romanzo, sul teatro, sull'opera e sulle
mentalità.
Gli episodi di questo romanzo d'amore si nutrono degli anni che d'Urfé passò
nella regione del Forez con la sua famiglia, la quale, stabilitasi verso l'anno
1000 sopra Champoly, aveva costruito nella pianura di Lignon di Forez il
Castello della Bastia d’Urfè, il primo dei cosiddetti castelli rinascimentali.
Lasciò anche una raccolta di poesie, La Savoisiade (1609) e una pastorale
in cinque atti, La Silvanira o la Morta viva (1625).
Morì durante una campagna militare, nel 1625, nella quale guidava le truppe
savoiarde del duca Carlo Emanuele I di Savoia contro gli Spagnoli.
Opere:
La trionfale entrata di Magdeleine de La Rochefocaud a Tournon (1583), Epistole
morali (1603), La Sirena (1604), L’Astrea, La Savoisiade (1605), La Silvanira
o la Morta viva (1625).
FILATELIA
FRANCIA Anno 2009 (3598)

Durov Leonidovich Vladimir
(Russia)
Nato nel 1863, Morto nel 1934.
Vladimir Durov,
rampollo di una famiglia russa di clown da circo e domatori di animali, è stato
principalmente un addestratore di animali.
Era solito
affermare che il dressage degli animali da circo è basato sul principio dei
riflessi condizionati (sostenuto dal professore Pavlov) e nel
principio che
occorre stabilire col soggetto animale una fiducia reciproca. Ì Durov definì
questo miscuglio di scienza e di sentimentalismo col nome di " zoopsychology”.
Per alcuni suoi
numeri di clown venne censurato dalla polizia zarista che volle vedere nel suo
operato con gli animali una sottile satira politica.
Allontanato dal
circo e messo nella impossibilità di lavorare con gli animali, riuscì ad
ottenere una sovvenzione dal governo sovietico per aprire a Mosca un Laboratorio
Zoopsychological,.
Pubblicò diversi
libri per bambini su racconti di zoopsychology che ottennero un largo
successo nel mondo dell’infanzia tanto che veniva chiamato affettuosamente col
nome di "nonno Durov".
FILATELIA
URSS Anno 1963
(2765), 1989 (5660)
 
DUSHI KIN
(Albania)
Nato a
Scutari nel 1922. Morto a Tirana nel 1994.
Scrittore e
pubblicista, trascorse la sua infanzia in un orfanotrofio di Scutari.
Fece parte del movimento di liberazione nazionale e allo scoppio della II guerra mondiale fu catturato dai tedeschi e
deportato in un campo di concentramento fascista a Pristina, una tragica
esperienza descritta nel romanzo "Nella bocca del lupo". Dopo la sua
liberazione ha lavorato e pubblicato come scrittore, editore e
librettista. Si dedicò al giornalismo, rivolgendo la sua attenzione ai
problemi del suo popolo, usando spesso un sarcasmo graffiante verso la
dittatura. Per questo fu perseguitato dal regime comunista. Fu il primo
scrittore a vincere il premio letterario istituito dalla Repubblica
albanese.
Scrisse:
Gli abitanti di scala 6 (che ha vinto il Premio Repubblica)
e un libro sul campo di concentramento di Pristina.
Ma fu il
romanzo, Un nome tra le stelle, a dargli la notorietà. Per
quest’opera, nel 1967 fu arrestato e condannato dal regime comunista a 8
anni di carcere. Tornato libero, lavorò come operaio edile in una
società di Tirana, fino al raggiungimento del pensionamento.
Morì nel
1994, quando era completamente cieco.
FILATELIA
ALBANIA Anno 2013

Dushyant Kumar
(India)
Nato il 1° settembre 1933 a Navada, Uttar Pradesh, India Britannica. Morto il 3°
dicembre 1975.
Iniziò ad Allahbad la sua carriera letteraria scrivendo drammi, poesie, gazals e
racconti brevi.
Partecipò attivamente a seminari presso l’Accademia di Letteratura Parimal e
lavorò a fianco di Naye Patte e Akashwani, due figure importanti nel campo della
letteratura indiana di quel periodo.
Morì all’età di 42 anni, ma nella sua pur breve vita acquistò una notevole
fama nel campo della letteratura hindi e urdu.
In India, è generalmente riconosciuto come uno dei più importanti poeti del
ventesimo secolo. È
pure ricordato come un valente drammaturgo e scrittore di gazals.
FILATELIA
INDIA Anno 2009 (2168)

Dutt
Michael Madhusudan Dutt
(India)
Nato il 25 gennaio del 1824 a Sagardari, Jessore. Morto il 29 giugno 1873 a
Kolkata, India britannica.
E’ considerato uno dei più famosi poeti bengalesi dei 19° secolo, il padre del
sonetto Bangla, e noto drammaturgo.
Sin dalla più giovane età desiderò di diventare come un inglese sia nella forma
che nei modi. Nato da una famiglia indù della piccola nobiltà, si convertì al
cristianesimo, osteggiato dalla famiglia, e aggiunse al suo nome quello di
Michael. Nonostante tale desiderio, non tralasciò mai di parlare della sua terra
e del suo popolo nei suoi scritti.
Uno dei motivi della sua decisione di lasciare la religione della sua famiglia
era il suo rifiuto di accettare un matrimonio combinato che suo padre aveva
deciso per lui. La sua conoscenza della tradizione europea lo aveva convinto
della superiorità del matrimonio d’amore su quello di casta.
La sua educazione iniziò nel villaggio di Shekpura, dove nella moschea locale
imparò il persiano. Ragazzo dotato, precoce, fantasioso si accostò subito alla
letteratura occidentale, in particolar modo a quella inglese ed europea. Immerso
nei suoi sogni di adolescente, pensava spesso di essere nato in una nazione
sbagliata, perché troppo conservatrice. Inconsciamente era attratto
dall’illuminismo occidentale più ricettivo, più creativo, meno abbarbicato al
passato.
Cominciò a comporre le sue prime opere poetiche e teatrali scrivendo in
inglese.
Dutt si sentiva particolarmente attratto dal romanticismo byroniano e come
Byron si sentiva un romantico bohémien.
Dutt fu un linguista di talento e un poliglotta.
Oltre alle lingue indiane, come il bengali, il sanscrito e il tamil, era esperto
in lingue classiche come il greco e il latino. Aveva anche una dimestichezza con
le lingue moderne europee come l’italiano e il francese che leggeva e scriveva
con grande facilità.
Madhusudan morì a Calcutta al General Hospital il 27 giugno 1873, tre giorni
dopo la morte della seconda moglie Enrichetta.:
Opere principali: Tilottama, (1860), Meghnad Vadh Kabya (Ballata
sulla scomparsa di Meghnadh, 1861), Ratnavali, Rizia,sultana
di Inde,. La Signora in cattività,.
Visioni del passato.
FILATELIA
INDIA Anno 1973
(370)

Dutt Romesh
Chunder
(India)
Nato il 13 agosto 1848 a Calcutta. Morto a Baroda il 30 novembre 1909.
Agente bengalese, storico dell’economia, scrittore e traduttore.
Dutt nacque in una
distinta famiglia bengalese. Suo padre, Isam Dutt, è stato un
funzionario del governo del Bengala.
Romesh fu educato in varie scuole bengalesi e poi nella Hare School di Calcutta.
Dopo la morte prematura del padre in un incidente in barca, fu educato. Entrò
nell’Università di Calcutta nel 1864, ma abbandonò gli studi per recarsi con
alcuni amici in Inghilterra dove si iscrisse all’University College di Londra
per continuare a studiare letteratura britannica. Studiò pure legge. Nel 1871
entrò a far parte del Servizio Civile Indiano dove per i suoi meriti, occupò
ruoli amministrativi importanti in varie regioni indiane. Per un breve periodo
pure entrò a far parte del Consiglio legislativo del Bengala. Ebbe elogi per il
suo lavoro amministrativo, sebbene non fosse spesso d’accordo con la posizione
ufficiale degli amministratori britannici.
Dopo il pensionamento, nel 1898 tornò in Inghilterra come professore di
storia indiana presso l'University College di Londra dove completò la sua tesi
sul nazionalismo economico. Trascorse sei anni a Londra prima di tornare ancora
una volta in India, come Dewan dello stato di Baroda, incarico che gli era stato
offerto prima di partire per la Gran Bretagna. Egli era estremamente popolare in
Baroda in quanto amico del Maharaja e della sua famiglia
. Nel 1907 Divenne anche un membro della
Royal Commission on India per il decentramento.
Mentre era ancora in carica, morì a Baroda all’età di 64 anni.
Nel 1894 Dutt fu il primo presidente
(mentre Rabindranath Tagore e Navinchandra Sen furono i vice-presidenti) della
Bangiya Sahitya Parishad, una società che aveva lo scopo di coltivare la
letteratura bengalese. La società possedeva una considerevole collezione di
oltre 150.000 libri bengalesi, manoscritti in sanscrito e artefatti culturali,
tra cui il manoscritto del Shrikrsnakirtanaì.
La produzione letteraria di Dutt è assai copiosa e comprende opere di economia,
opere letterarie, studi di vario genere, traduzioni, raccolte poetiche, saggi
letterari, romanzi, epistolari. (da Internet)
FILATELIA
INDIA Anno 1973 (376)

DUUN OLAV
(Norvegia)
Nasce a Stem, nell’isola di Joa il 21 novembre 1876 e muore a Botne il 13
settembre 1839.
In qualità di scrittore seppe far rivivere il mondo dei contadini e dei
pescatori della sua terra cui rimase sempre legato. In campo poetico i suoi
versi ritornano al passato sia nei temi sia per la lingua, infatti nel suo
stile il neo norvegese è spesso mescolato ad un norvegese dialettale.
Debuttò in campo letterario con una serie di novelle raccolte in Figure
divertenti e altra gente (1907). Seguirono i romanzi Di traverso (1909) ,
Vecchia terra (1911), Tre amici (1914) La buona coscienza
(1916).
Tra il 1818-23 scrisse sei volumi Gli juvichinghi, storia di una famiglia
attraverso diverse generazioni. Contiene la descrizione dello sviluppo del mondo
contadino, l’avvento dell’industrializzazione, il passaggio da un mondo
patriarcale all’esigenza di un impegno sociale che superi l’egoismo.
Nei romanzi successivi abbandona il naturalismo per immergersi in temi che
trattano della mente umana e della sua irrazionalità come Prossimo
(1929), Ragnhild (1931) L’ultimo anno di vita (1933).
L’ultimo libro del 1938 L’uomo e le potenze profetizza l’imminente
cataclisma bellico.
FILATELIA
NORVEGIA Anno 1976 (686/7)

Dwivedi Mahavir
Prasad
(India)
Nato a Daulatapur, Uttar Pradesh, India Britannica nel 1864. Morto nel 1938.
Scrittore hindi del periodo moderno, cominciò ad acquistare fama letteraria
verso il 1880, nel periodo in cui lavorava nelle ferrovie indiane. Cominciò a
pubblicare alcune traduzioni in lingua hindi, alcune opere critiche tra cui
Sahitya Sandarbh e Vichar Vimarsh.
Nel 1903 ha fondato una rivista mensile denominata 'Saraswati'.
Nel 1903, collaborò al mensile,”Dwivedi Hindi Saraswati” e fu in grado
di modificare il giornale grazie alla sua conoscenza approfondita della
letteratura classica e contemporanea acquisita durante la sua esperienza di
scrittura.
Egli era considerato il mentore di Sharan Gupt, un altro noto poeta e scrittore
hindi.
Opere:
Kavyamanjusha (1909), Kavitakalap (1909),
Suman, Meri Jivan Yatra.
FILATELIA
INDIA Anno 1966 (207)

DYGASINSKI ADOLF
(Polonia)
Nato a Niegoslawice nel 1839. Morto a Grodzisk nel 1902.
Ha vissuto a Praga e Cracovia, tra il 1890 e il 1891, si è trasferito in
Brasile, dove ha studiato la vita dei polacchi immigrati. Ha vissuto per lunghi
periodi nella giungla e le sue osservazioni sono contenute nel suo libro
Festival of Life (1902). Autore di una vasta
produzione di romanzi e racconti che si iscrivono nella corrente del naturalismo
e sono caratterizzati da un profondo interesse per i problemi sociali.
L'opera che gli ha dato la notorietà è Le feste
della vita (1902).
FILATELIA
POLONIA Anno 1969 Annullo
meccanico illustrato.

Dylan Thomas
(Inghilterra)
Nato a Swansea nel 1914. Morì nel 1953.
Figlio di un insegnante, lascio la scuola a 17 anni per dedicarsi al
giornalismo. La sua notorietà ebbe inizio nel 1934 con la pubblicazione di
Diciotto poesie, che crearono polemiche, seguite la pubblicazione di
Venticinque poesie, nel 1936.
Altre sue opere: Carta d’amore (1939) contenente poesie e prose
surreali, The World I Breathe (1939), Deaths and Entrance (1946),
In Country Sleep e altre poesie (1952).
La prosa di Thomas è frammentata in racconti e disegni, molti di carattere
autobiografico o pseudo-autobiografico, il tutto immerso in un alone fantastico
come in Young Dog (1940), Adventures in the Skin Trade (1955) e
Quite Early One Morning.
Prese parte a trasmissioni radiofoniche. Usava un tono flessibile, risonante
che affascinava l’ascoltatore. I temi trattati erano quelli tradizionali
dell’amore, la morte; passava da momenti di dubbio religioso alla gioiosa fede
in Dio.. La complessità delle sue immagini
è basata su numerose fonti, tra cui le leggende gallesi, il simbolismo
cristiano, la stregoneria, l'astronomia e la psicologia freudiana. Talvolta era
difficile da seguire e da comprendere, ma la sua padronanza del suono, il suo
umorismo caldo e il suo forte amore per la vita attirava istantaneamente il
lettore.
Thomas ottenne un largo successo, ma il suo modo di vivere e la sua tendenza al
bere lo portarono presto all’alcoolismo. Durante una visita negli Stati Uniti,
morì.
L’ultimo anno della sua vita è stato descritto nella biografia curata dalla
moglie nel 1957 , Leftover Life to Kill e nel resoconto della tournée
americana di Thomas, scritto da JM Brinnin, Thomas in America (1955)
FILATELIA
Gran Bretagna,
Anno 1999 (Annullo speciale).

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